"VOCI DALLA ROCCA" e
il "COMITATO PER RIPAFRATTA"

due organi vitali per Ripafratta



VOCIDALLAROCCA.COM: per saperne di più

Un benvenuto a tutti. Questa è la Sezione Internet di "Voci dalla Rocca", un "periodico" mensile di informazione, legato al nome dell'antico borgo di Ripafratta. Situata al confine tra le città rivali di Lucca e Pisa, la Rocca di Ripafratta (detta "di San Paolino") ha costituito nel medioevo un bastione fondamentale per il controllo militare di tutta la Valdiserchio e per l'imposizione di gabelle e dazi sulle rotte commerciali che passavano lungo il fiume.
Il nostro è un paese piccolo, ma pieno di storia. La Rocca e le sue torri Niccolai e Centìno, site sui monti circostanti, hanno - nei loro fondamenti - più di mille anni. L'antico eremo e convento di Sancta Maria ad Martyres, detto Rupecava (dove si vuole che Sant'Agostino abbia scritto il De Trinitate), sito sui monti sovrastanti il paese, nonostante sia oggi diruto e preda di atti vandalici, può vantare una storia e una secolare tradizione di fede degne di un grande santuario. Anche il celebre scultore medievale Andrea Pisano fu chiamato a lasciare la sua testimonianza a Rupecava, con una statua lignea di rara e delicata bellezza raffigurante la Vergine col Bambino un tempo collocata nella chiesetta del convento, ed oggi conservata con grande cura nella chiesa pievania di Ripafratta (dedicata a S. Bartolomeo). A Rupecava, l'8 settembre di ogni anno, centinaia di fedeli affluiscono da tutta la Valdiserchio, da Pisa e da Lucca, per celebrare la Natività di Maria, che per tutti è semplicemente la Festa della Madonna di Rupecava.
La storia del nostro paese trae fondamento dalla sua posizione geografica, stretto com'è tra il fiume e i monti pisani. Vi accorgerete della sua particolarità e anche delle sue bellezze guardando le fotografie che abbiamo preparato per voi all'interno del sito. Guardate il Serchio con la sua cascata (la "steccaia"), guardate gli argini verdi e il colle Vergario ricoperto di acacie, e vi accorgerete del perché "Voci dalla Rocca" vuole valorizzare tutto questo.
Il nostro giornale è cominciato come un foglio di paese qualsiasi, nel marzo del 2000, in un momento in cui a Ripafratta non c'erano iniziative di alcun genere. Era, come si dice spesso, un paese "spento", e il nostro era poco più che un esperimento di giovani volenterosi. Poi, alla nostra azione se ne sono aggiunte altre. E' sorto un comitato cittadino, con il fine di valorizzare il paese e risolverne i problemi. L'Associazione Culturale "Comitato per Ripafratta" ora ha preso il largo ed organizza ogni anno la "Festa di Primavera" in cui Ripafratta si anima di numerosi visitatori, attirati anche dalla possibilità di visite guidate alla Rocca. Proprio in questo ambito, il nostro paese ha stretto una proficua collaborazione con l'Istituto Italiano dei Castelli, che cura le visite guidate (realizzate dall'Architetto Sebastiano Amato, profondo conoscitore della Rocca) e che ci ha inserito nell'itinerario delle Giornate Nazionali dei Castelli, un privilegio concesso a non molte fortificazioni in Italia. Intensa in questo campo è anche la collaborazione con le autorità Comunali di San Giuliano Terme, con le quali si è avviato un percorso (lungo, ma importante) di recupero della Rocca, al momento "aggredita" dalla vegetazione infestante.
"Voci dalla Rocca", grazie alla fedeltà dei suoi lettori "su carta" è diventato una realtà solida e proficua, e sta dando i suoi frutti. Grazie alla pazienza e alla competenza di Luca Casapieri, abbiamo potuto mettere su questo sito internet, per far conoscere il nome del nostro paese ben oltre i suoi confini.
"Voci dalla Rocca", ve ne accorgerete, parla molto di Ripafratta, quasi esclusivamente. Ma parla, indirettamente, di tutte le realtà come la nostra. Paesi piccoli, borghi antichi che vogliono riscattarsi dall'abbandono e uscire dall'anonimato. Parla anche di persone, di giovani, di cittadini, che si mettono insieme a servizio della loro comunità. L'azione costante e costruttiva di questa gente, di solito, non fa rumore.
Noi di "Voci dalla Rocca" siamo qui per fare, nel nostro piccolo, un po' di rumore.
Un benvenuto a tutti. Questa è la Sezione Internet di "Voci dalla Rocca", un "periodico" mensile di informazione, legato al nome dell'antico borgo di Ripafratta. Situata al confine tra le città rivali di Lucca e Pisa, la Rocca di Ripafratta (detta "di San Paolino") ha costituito nel medioevo un bastione fondamentale per il controllo militare di tutta la Valdiserchio e per l'imposizione di gabelle e dazi sulle rotte commerciali che passavano lungo il fiume.
Il nostro è un paese piccolo, ma pieno di storia. La Rocca e le sue torri Niccolai e Centìno, site sui monti circostanti, hanno - nei loro fondamenti - più di mille anni. L'antico eremo e convento di Sancta Maria ad Martyres, detto Rupecava (dove si vuole che Sant'Agostino abbia scritto il De Trinitate), sito sui monti sovrastanti il paese, nonostante sia oggi diruto e preda di atti vandalici, può vantare una storia e una secolare tradizione di fede degne di un grande santuario. Anche il celebre scultore medievale Andrea Pisano fu chiamato a lasciare la sua testimonianza a Rupecava, con una statua lignea di rara e delicata bellezza raffigurante la Vergine col Bambino un tempo collocata nella chiesetta del convento, ed oggi conservata con grande cura nella chiesa pievania di Ripafratta (dedicata a S. Bartolomeo). A Rupecava, l'8 settembre di ogni anno, centinaia di fedeli affluiscono da tutta la Valdiserchio, da Pisa e da Lucca, per celebrare la Natività di Maria, che per tutti è semplicemente la Festa della Madonna di Rupecava.
La storia del nostro paese trae fondamento dalla sua posizione geografica, stretto com'è tra il fiume e i monti pisani. Vi accorgerete della sua particolarità e anche delle sue bellezze guardando le fotografie che abbiamo preparato per voi all'interno del sito. Guardate il Serchio con la sua cascata (la "steccaia"), guardate gli argini verdi e il colle Vergario ricoperto di acacie, e vi accorgerete del perché "Voci dalla Rocca" vuole valorizzare tutto questo.
Il nostro giornale è cominciato come un foglio di paese qualsiasi, nel marzo del 2000, in un momento in cui a Ripafratta non c'erano iniziative di alcun genere. Era, come si dice spesso, un paese "spento", e il nostro era poco più che un esperimento di giovani volenterosi. Poi, alla nostra azione se ne sono aggiunte altre. E' sorto un comitato cittadino, con il fine di valorizzare il paese e risolverne i problemi. L'Associazione Culturale "Comitato per Ripafratta" ora ha preso il largo ed organizza ogni anno la "Festa di Primavera" in cui Ripafratta si anima di numerosi visitatori, attirati anche dalla possibilità di visite guidate alla Rocca. Proprio in questo ambito, il nostro paese ha stretto una proficua collaborazione con l'Istituto Italiano dei Castelli, che cura le visite guidate (realizzate dall'Architetto Sebastiano Amato, profondo conoscitore della Rocca) e che ci ha inserito nell'itinerario delle Giornate Nazionali dei Castelli, un privilegio concesso a non molte fortificazioni in Italia. Intensa in questo campo è anche la collaborazione con le autorità Comunali di San Giuliano Terme, con le quali si è avviato un percorso (lungo, ma importante) di recupero della Rocca, al momento "aggredita" dalla vegetazione infestante.
"Voci dalla Rocca", grazie alla fedeltà dei suoi lettori "su carta" è diventato una realtà solida e proficua, e sta dando i suoi frutti. Grazie alla pazienza e alla competenza di Luca Casapieri, abbiamo potuto mettere su questo sito internet, per far conoscere il nome del nostro paese ben oltre i suoi confini.
"Voci dalla Rocca", ve ne accorgerete, parla molto di Ripafratta, quasi esclusivamente. Ma parla, indirettamente, di tutte le realtà come la nostra. Paesi piccoli, borghi antichi che vogliono riscattarsi dall'abbandono e uscire dall'anonimato. Parla anche di persone, di giovani, di cittadini, che si mettono insieme a servizio della loro comunità. L'azione costante e costruttiva di questa gente, di solito, non fa rumore.
Noi di "Voci dalla Rocca" siamo qui per fare, nel nostro piccolo, un po' di rumore.

Francesco Noferi, responsabile per il coordinamento generale di "Voci dalla Rocca"


VOCI DALLA ROCCA: Com'è nata l'idea del giornale

Il testo che segue proviene dal numero speciale per le "celebrazioni" del terzo anniversario di "Voci dalla Rocca" ed è stato adattato per il sito.
I lettori di "Voci dalla Rocca" sono ormai molti più di quanti quel gruppo di arditi "pionieri" della prima Redazione potesse sperare nel marzo 2000. Forse però non tutti sanno da dove è nata l'idea di scrivere un giornale paesano e quali e quanti "giornalisti" dedicano il loro tempo a questo progetto.

Attualmente la Redazione è composta da cinque membri: Matteo Benotto, Sara Lippi, Luca Casapieri, Francesco Noferi e Angelica Pardi. E' la Redazione a prendere le decisioni fondamentali nella vita di "Voci dalla Rocca"; nessuno è a capo di questo organismo fondante, né col "titolo" di direttore o caporedattore. Il lavoro viene svolto collegialmente, nel rispetto delle diverse competenze, capacità, e impegni. Ogni membro ha infatti una carica particolare (in tutto quattro, ideate per far funzionare meglio il lavoro, che anche se non sembra è consistente).

Responsabili per le Relazioni esterne: Angelica Pardi e Sara Lippi (si occupano essenzialmente del rapporto con i lettori e con il paese)
Responsabile per l'Amministrazione: Matteo Benotto (gestisce la contabilità e fa "quadrare i conti" della nostra "povera" Redazione)
Responsabile per la Sezione Internet: Luca Casapieri (si occupa del sito di "Voci dalla Rocca" e di tutte le iniziative e i rapporti ad esso collegati. Ha un ruolo fondamentale nella promozione delle attività del paese sul web)
Responsabile per il Coordinamento Generale: Francesco Noferi ("tira le fila" del lavoro complessivo di "Voci dalla Rocca" e delle iniziative ad esso connesse; tiene i rapporti con il "Comitato per Ripafratta" e con le Autorità).

Oltre a questi incarichi "ufficiali", ci sono altri compiti, più "pratici" suddivisi tra i membri della Redazione. Per esempio, è Francesco Noferi che si occupa dell'impaginazione del giornale e dell'impostazione grafica, mentre Matteo Benotto cura i disegni originali.

Il primo numero del giornale di Ripafratta è uscito il 21 marzo 2000, primo giorno di primavera; tale data, allora, la considerammo benaugurale, e ad oggi non possiamo dire il contrario… Forse "Voci" non sarebbe mai partito, se non avessimo avuto, tra l'altro, la possibilità di partecipare ad un corso per giornalismo organizzato a Pisa. Durante quei pochi incontri, sei o sette, giornalisti di mestiere ci insegnarono qualche trucco, ma soprattutto ci convinsero che l'unico modo per sapere come sarebbe andata a finire era quello di provare. "Voci dalla Rocca" non è comunque nato dal niente; infatti ha dei precedenti storici di una certa rilevanza per il paese. Qualche decennio fa, un gruppo di giovani pubblicava un foglio mensile ciclostilato in proprio dal nome "La Rocca", che circolava in paese e che cessò le pubblicazioni un paio di anni più tardi. Nell'estate del 1999 due membri "fondatori" di "Voci dalla Rocca", Francesco Noferi e Sara Lippi, già impegnati in attività di livello paesano, ritrovarono qualche copia de "La Rocca" in uno scaffale polveroso della sagrestia della Chiesa, e pensarono che sarebbe stato interessante provare a riprendere l'esperienza. Da subito misero a conoscenza del loro progetto alcuni amici, e altri si aggiunsero presto. Trovammo un pubblico entusiasta, e un buon gruppetto di volenterosi che condividevano il nostro desiderio di indossare le vesti di "giornalisti", e neanche tanto per scherzo. Il gruppetto iniziale era molto eterogeneo, per età, per interessi, e anche per la motivazione stessa che ci portava a impegnarci in una tale iniziativa. Anche i nostri sentimenti e le nostre aspettative per il nascituro giornale erano ancora in fase di ideazione ed erano molto diversi, dalla certezza smisurata di un successo ad un debole ottimismo, dalla fiducia che quelle poche pagine di carta avrebbero colmato un vuoto del nostro paese e risolto molti dei suoi problemi, alla semplice considerazione che non avrebbe fatto male a nessuno e che valeva la pena di provare. Durante l'autun no '99 ci furono infinite riunioni, per cercare di programmare e prevedere anche il più piccolo dettaglio della vita della futura testata ripafrattese. Bisognava scegliere il nome, l'impostazione e la periodicità, volevamo coinvolgere il maggior numero di persone sia come collaboratori sia come lettori, dovevamo risolvere il problema della composizione della redazione e del capo-redattore, trovare il modo di finanziarci e risolvere le trafile burocratiche, trovare un modo per renderlo aperto a nuove collaborazioni e allo stesso tempo garantire una certa continuità alla testata. Proprio la diversità di opinioni del gruppo iniziale ispirò il nome del giornale "Voci dalla Rocca", proprio a sottolineare che la cosa che ci legava era vivere in questo paese, ma che non era né il classico "giornalino" della parrocchia, né quello di un movimento, né quello di un'associazione. Era, insomma, libero e pluralista: non una voce, ma un insieme di Voci. Fu deciso inoltre che non ci sarebbe stato un capo-redattore con diritto di censura: ognuno aveva, ed ha a tutt'oggi, il diritto di scrivere quello che pensa, e solo la Redazione, di cui fanno parte tutti i collaboratori fissi, che deliberano a maggioranza, ha poteri di decisione e controlla che il contenuto degli articoli non sia ingiurioso o fazioso. La libertà di espressione è sempre stata rispettata, anche nei momenti più difficili, e siamo felici che il nostro giornale abbia tenuto fede al suo nome.

Sin dai mesi che precedettero l'uscita del primo numero, abbiamo ricevuto l'appoggio, sia morale che molto pratico, di tanti paesani, a cui dobbiamo un ringraziamento davvero speciale, per il loro sostegno generoso e disinteressato: hanno gioito del nostro successo davvero in tanti.

Quella primavera di oltre tre anni fa, rimane nei nostri ricordi come una data importante, un esperimento che ha dimostrato che le cose, anche in un paese piccolo come Ripafratta, possono essere migliorate con l'impegno di tutti. In molte occasioni negli ultimi anni, siamo fieri di poter dire che le cose non sarebbero state le stesse senza la nostra presenza.

A distanza di cinque anni collabora ancora a "Voci dalla Rocca" solo una parte di quella che è stata la Prima Redazione, gli impegni di studio e di lavoro hanno allontanato i più "anziani" dalla vita del paese, e non potendo più seguire la cosa con la dovuta attenzione si sono fatti giustamente da parte limitando il loro impegno a qualche sporadica collaborazione. Come in ogni famiglia, chi si allontana non diventa indifferente a chi rimane né tanto meno li dimentica, così tutti loro sono rimasti affezionati ed orgogliosi di aver fatto parte di "Voci dalla Rocca". Si sono aggiunti nel tempo nuovi collaboratori, preziosi e spesso determinanti per continuare a rinnovare e aggiornare l'impostazione del giornale, che comunque ha mantenuto fede al progetto originale di promozione del paese "dentro" e "fuori".

Cogliamo l'occasione per ringraziare ancora una volta una serie di persone che hanno contribuito in maniera determinante al nostro "successo". Anzitutto il Pievano di Ripafratta, mons. Mario Maracich, che durante i mesi di preparazione nutrì grande fiducia per la nostra iniziativa, alle soglie del primo numero ci insegnò l'arte della pazienza e del compromesso, e all'arrivo del primo numero si mise i panni dello "strillone". Un grazie di cuore va a tutti i negozianti di Ripafratta, che si sono sempre dimostrati disposti a far da nostri "rivenditori", e ci hanno permesso di poter raggiungere in poco tempo un ampio pubblico. Altra indispensabile collaborazione è quella di Luigi Benotto, che si è "accollato" per noi il gravoso problema della stampa. Un doveroso ringraziamento va anche a chi collabora per la distribuzione delle copie agli "abbonati", e ogni volta ci permette di essere - nei limiti del possibile - puntuali. Un grosso grazie va a Voi lettori, che ci avete subito accolto; non abbiamo dimenticato infatti che il primo numero fu ristampato per ben due volte, tanto le richieste superavano le nostre attese. Ogni membro della Redazione ha vissuto e vive quest'avventura a suo modo, così noi, a conclusione di questa breve storia, inseriamo i commenti dei membri della Redazione attuale e di alcuni "ex", che hanno dato vita insieme a noi, in questi anni, non solo ad un grande sogno, ma anche ad un servizio per il paese e il suo territorio.



VOCI DALLA ROCCA: "Ricordi di famiglia"

Angelica Pardi, Responsabile per le Relazioni Esterne
"I miei ricordi legati a "Voci dalla Rocca"? Innanzi tutto ricordo di non avervi fatto parte sin dagli inizi, ossia sin dalla sua costituzione, ma di esserci entrata successivamente e in maniera graduale, come collaboratrice esterna. Comparivo ogni tanto nelle pagine del giornale, prendendomi la libertà di scrivere solo quando ritenevo di avere tra le mani la possibilità di pubblicare un articolo di un minimo di spessore. Accadde poi che durante una riunione della Redazione mi fu chiesto di entrare a pieno titolo ed io dopo un po' di titubanze, non seppi resistere…"

Francesco Noferi, Responsabile per il Coordinamento Generale
"Ricordiamo tutti il primo numero che è uscito. Dire che si trattava di una scommessa è dir poco. Era un salto al buio, vero e proprio, un esperimento di cui non conoscevamo le conseguenze. Pur animati da tutta la buona volontà di cui eravamo capaci, non avremmo mai potuto immaginare che un giorno saremmo stati ancora qui, a parlarne in questi termini, come di un momento importantissimo. Perché ha portato una "ventata d'aria fresca" in paese, ha contribuito in maniera determinante a creare un'atmosfera nuova, a risvegliare le coscienze, a riportare quel senso di iniziativa che mancava da un po' troppo tempo. Diversi anni fa, un gruppo di giovani si mise insieme per far uscire, ogni mese, un foglio ciclostilato dal nome "La Rocca". Forse non immaginavano che, nonostante la fine della loro avventura di lì a un paio d'anni, nell'estate del 1999 alcuni ragazzi avrebbero trovato una copia de "La Rocca" in uno scaffale polveroso e avrebbero pensato "perché non ricominciare?". E, nonostante abbia attraversato difficoltà, incomprensioni e quant'altro (come succede in tutte le famiglie, giusto?), il giornale di Ripafratta è ancora qui, presente più che mai e in continua crescita.

Luca Casapieri, Responsabile per la Sezione Internet
"Quella di "Voci dalla Rocca" è una bella soddisfazione di sicuro, soprattutto per quelli che fin dall'inizio ci hanno creduto e hanno portato avanti il tutto superando le notevoli difficoltà che un progetto nuovo comporta, compresi i tanti "periodi bui" che inevitabilmente ci sono. Da parte mia è da poco più di un anno che faccio parte di questa piccola ma grande famiglia. L'idea di fare qualcosa per il giornale, più precisamente mi sarebbe piaciuto interessarmi della parte multimediale come sto facendo adesso, nacque assai prima però, quando mio padre portò a casa una copia di "Voci". Vidi che c'era un indirizzo di posta elettronica e decisi di scrivergli, ma non ottenni una risposta. Così pensai che non ci fosse bisogno di nessuno; non mi passò per la testa l'idea che potesse essere andata persa la lettera e così lasciai perdere. D'altra parte in paese ci stavo ben poco e non avevo modo di vedere qualche membro della redazione per informarmi. Continuavo comunque a seguire le uscite del mensile, fino a che lessi uno dei tanti annunci di "aiuto" e così mi feci nuovamente vivo. Dopo varie titubanze partecipai a una riunione della Redazione e da quel momento mi sono fatto coinvolgere, prima scrivendo qualche articolo senza troppe pretese e poi entrando a far parte della Redazione e occupandomi della parte Web, quella che mi diverte e mi coinvolge di più."

Sara Lippi, Responsabile per le Relazione Esterne
"Ore 21:00, fuori fa un po' freddo ma tanto tra poco entriamo in biblioteca. Vediamo se siamo tutti: uno, due, tre… sette. Sì, siamo al completo, allora si può iniziare. Silenzio imbarazzante. Fortunatamente qualcuno prende in mano la situazione e comincia a dire qualcosa. E' ufficialmente aperta la prima riunione della Redazione del giornale di Ripafratta. Giornale? Sì, ma dovrà pur avere un nome… "La Rocca"… no, non possiamo riprendere il nome di quello vecchio; però è un po' il simbolo di Ripafratta, quindi sarebbe bello usarlo. E allora eccolo, è lui, "Voci dalla Rocca", facile, carino e immediato. Ora manca solo cosa scriverci dentro! Be', se siamo arrivati fino a questo punto evidentemente lo abbiamo trovato!! Buono o no… ai posteri l'ardua sentenza."

Matteo Benotto, Responsabile per l'Amministrazione
"…E pensare che dopo due o tre numeri pensavamo di ritornare tutti a casa! Invece eccoci ancora qua a scrivere (e a disegnare, per quanto mi riguarda, visto che mi sono sempre guardato bene dallo scrivere) alle pendici della nostra amata Rocca, che resiste grande ed orgogliosa nel tempo. E con la stessa fierezza continueremo noi di "Voci dalla Rocca" a metterci al servizio, con il giornale, del popolo di Ripafratta, che ringrazio per l'affetto con cui ci ha accolto fin dal principio e con cui ci ha spinto ad andare avanti."

Agnese Bargagli-Stoffi, ex- membro della Redazione
"Non è facile raccogliere i ricordi legati all'inizio di questo giornale in modo ordinato. Tutto è nato dal grande entusiasmo di un gruppetto di noi, che voleva fare qualcosa di nuovo e interessante per migliorare il nostro paese.. Poche sere insieme ad un corso di giornalismo a Pisa ci resero consapevoli che questa strada era percorribile e rinsaldarono la nostra squadra.Seguirono discussioni su l'impostazione da dare al giornale, sulla periodicità delle uscite, sulla composizione della Redazione e via dicendo. Decidemmo di dare spazio a tutti, mai un articolo è stato censurato, e questo si rispecchia anche del titolo stesso del giornale, "Voci dalla Rocca".

Livio Bargagli-Stoffi, ex-membro della Redazione
"Il mio primo approccio con il giornale di Ripafratta è stato quando era ancora un progetto tutto da verificare.. Della cosa mi parlò mia sorella Agnese, che riuscì a coinvolgermi in quest'avventura. Il mio ruolo sarebbe stato quello d'impaginatore. Tale ruolo, fino a quando l'ho svolto, mi ha dato notevoli soddisfazioni e tanti pensieri.. i risultati non erano brillanti (da parte mia) nonostante abbia impiegato numerose notti per svariate uscite. Di bello (per me) c'era l'impegno. Per la produzione materiale delle prime copie del giornalino il ciclo era in buona parte svolto in casa, poiché, una volta raccolti, e impaginati, gli articoli di tutti i "redattori", Agnese ed io sceglievamo una carta (esperimenti finalizzati ad un buon assorbimento dell'inchiostro, e quindi ad un'accettabile riproducibilità), e stampavamo gli originali. Originali che andavano fotocopiati una prima volta per essere portati nel formato A3 (per intenderci, il foglio che tiene complessivamente quattro pagine, due avanti \ dietro) nella giusta sequenza.. e poi fotocopiati 80, 100 volte e spillati assieme.... Il mio lavoro spesso si fermava alle prime fasi della copiatura, il resto rimaneva di competenza della sorella. Per varie ragioni e per un po' d'incomprensioni in seguito rinunciai a far parte della redazione del giornalino, che in ogni modo ho continuato a leggere... in fondo notizie così strettamente legate al nostro paese non si trovano da nessuna parte."

Benedetta Barbuti, ex-membro della Redazione
Siamo a marzo 2003 e sembra ieri quando è uscita la prima copia del primo numero, ma sono ormai già passati ben tre anni. Io sono stata una delle ultime entrate nella Redazione di "Voci dalla Rocca", perché è da poco più di un anno che ne faccio parte. Durante questo breve, ma intenso periodo ho imparato molte cose collaborando a questo giornalino; scrivere su "voci dalla Rocca" comunque non è così facile come può sembrare. E' un impegno importante ed ogni mese va rispettato, perché c'è un articolo (o anche più di uno) da scrivere, tutto ciò comporta anche dei sacrifici, che devono essere fatti, ma in fondo c'è anche tanta soddisfazione per il lavoro svolto. Molto spesso riceviamo dei complimenti (molto graditi) che ci fanno i nostri compaesani, magari dopo aver letto un nostro bell'articolo. Tutto ciò ci fa molto piacere, perché significa che la gente apprezza il nostro "lavoro" e i nostri sforzi, e ne facciamo tanti, perché vogliamo renderlo un giornalino sempre migliore, e pieno di cose nuove tutte da scoprire! Spero di continuare ancora per molto tempo la mia esperienza come "giornalista" all'interno di questa meravigliosa Redazione. E grazie sentitamente a tutte quelle persone che mi hanno sempre seguito e aiutato durante questo periodo. GRAZIE


LA NOSTRA POLITICA

"Voci dalla Rocca" nasce come foglio di informazione, ma si afferma anche come motore propulsivo della comunità e del territorio di Ripafratta. Il nostro supporto a tutte le iniziative del "Comitato per Ripafratta", la nostra collaborazione con l'Istituto Italiano dei Castelli, la promozione della conoscenza di Ripafratta che facciamo anche attraverso Internet, tutto questo e molto di più dà concretezza alle nostre idee. Ma qual è la nostra politica?
Le nostre iniziative parlerebbero da sé. Da una parte siamo attenti ai problemi e alle questioni irrisolte del paese, alle esigenze di quella popolazione con cui abbiamo il privilegio di stare a contatto, avendo con i nostri lettori un rapporto continuo e duraturo da cinque anni. Conosciamo bene cosa ai Ripafrattesi non piace di Ripafratta, e cosa invece apprezzano. Sappiamo le difficoltà ma anche le soddisfazioni per quei nuovi arrivati (e come in tutti i paesi ve ne sono in abbondanza) che si integrano nel tessuto del paese, nella sua vita, nella sua storia. Abbiamo da sempre cercato di rilanciare un sentimento di appartenenza alla comunità, persino di orgoglio paesano; perché è solo partendo dall'apprezzare ciò che si ha che si può migliorarlo.
Dall'altra, però, siamo attenti anche alla promozione dell'immagine del paese nei circuiti turistici, presso le pro-loco, i siti specializzati. Abbiamo pubblicizzato le iniziative del "Comitato per Ripafratta" e vi abbiamo partecipato con convinzione.
Queste due caratteristiche - attenzione ai problemi interni del paese e suo rilancio "turistico" - non sono in contraddizione. Anzi, quello tra la gente e l'ambiente storico e naturale è un legame inscindibile. La nostra politica consiste infatti nel promuovere il territorio per migliorare la qualità della vita della popolazione che lo abita e lo abiterà in futuro. Se da una parte serve continuare il dialogo con le autorità preposte affinché spingano l'acceleratore sui progetti di recupero del nostro paese (soprattutto per quanto riguarda l'assetto urbanistico della piazza e di un parcheggio per ora inesistente), dall'altra bisogna pensare a come attirare l'attenzione di un pubblico vasto e articolato sui tesori storici, culturali, architettonici e sulle tradizioni che il nostro paese ospita in gran quantità.
Ripafratta non è un centro grande e, pur se in continua espansione, conta ancora meno di mille abitanti. Come tutte le realtà delle sue dimensioni, anche il nostro paese non può che puntare su un certo genere di manifestazioni, piuttosto diffuse per la verità fra i piccoli borghi. Sagre, mercatini, degustazioni, prodotti tipici e via dicendo. Ma soprattutto, Ripafratta ha a disposizione la sua Rocca, le Torri, il borgo medievale, l'eremo di Rupecave. Questa è la formula vincente del nostro paese, che finora ha permesso di distinguerlo e di elevarlo dalla media di tante manifestazioni un po' tutte uguali e decisamente inflazionate. Storia e cultura (gestite con grande competenza dall'Istituto Italiano dei Castelli, ed in particolare dagli architetti Bulleri e Amato), ma anche tradizione e sapori "paesani", locali (la mostra "La Storia e la Memoria", l'esposizione e vendita di prodotti tipici in occasione della Giornata Nazionale dei Castelli, la commedia in vernacolo in occasione della "Festa di Primavera" 2004…). A Ripafratta ognuno troverà quello che vuole. La semplicità delle tradizioni di un paese, la grandezza della storia di un "castello". Questa è la linea che vogliamo contribuire a far seguire al nostro paese.
Di tutto questo, naturalmente, bisogna render merito all'Associazione "Comitato per Ripafratta" che in questi anni ha dato il via alla Festa di Primavera e alle altre manifestazioni. A noi di "Voci dalla Rocca" spetta il non facile compito di essere il tramite fra le tante realtà che concorrono alla realizzazione di questo sogno. E anche fra chi vorrebbe visitare il paese (o contribuire alla sua promozione, al suo miglioramento), e il paese stesso.
Cioè fra Voi e Ripafratta.




IL COMITATO PER RIPAFRATTA

Il difficile lavoro di rilancio e promozione del nostro paese è affidato quasi interamente all'operato dell'Associazione Culturale "Comitato per Ripafratta".
Formatosi nel 2001 e poi trasformatosi in associazione, il Comitato è essenzialmente un gruppo di volontari e cittadini che hanno messo insieme le forze per risolvere i problemi del paese, legati soprattutto alla mancanza di un parcheggio adeguato e di una piazza degna dell'antico borgo. Fondamentale, in questo campo, è la collaborazione con le autorità comunali di San Giuliano Terme (di cui Ripafratta è frazione), che hanno messo sul tavolo progetti di ampio respiro, ancora purtroppo in via di definizione, dopo quasi due anni.
Ma il lavoro del Comitato non si limita alla soluzione delle questioni irrisolte. Per migliorare la qualità della vita dei cittadini, si deve passare anche per la promozione del territorio. E così, due anni fa è nata la "Festa di Primavera", che ha attirato numerosi visitatori nel nostro paese, basandosi su visite guidate a Rocca e Torri e tanti, tanti fiori e prodotti tipici.
Molto particolare e davvero apprezzata è stata la mostra "La Storia e la Memoria", nell'ottobre del 2002, che metteva a confronto la grande storia medievale del nostro paese con i ricordi e le memorie delle generazioni appena passate. Un tuffo nel passato che ha risvegliato interesse prima di tutto nei nostri compaesani, non inclini a facili entusiasmi, di solito.
Il lavoro del Comitato continua e si espande in altre direzioni (Rupecave, ad esempio), perché il nostro è un territorio ancora da rivalutare. Ci sono questioni prioritarie, altre meno, altre ancora prevedono una soluzione molto lunga e altre devono essere realizzate a breve. Ma il Comitato per Ripafratta ha bisogno del supporto e del sostegno di tutti. Associazioni, istituzioni, semplici cittadini che vogliono mettere a disposizione la loro manodopera o le loro idee. Tutti possono contribuire a risvegliare l'interesse e l'amore per un territorio troppo spesso dimenticato.



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