
Ottobre '03
Pubblicheremo di seguito tutte le lettere che abbiamo ricevuto nel corso del mese di Ottobre 2003, con le risposte della Redazione direttamente interessati.
PER UN PAESE PIU' UNITO - Maria Allegrini
Sono una anziana signora, da cinquanta anni residente in questo bellissimo paese. Con il passare del tempo mi sono sempre più affezionata a quello che la natura e l'uomo hanno fatto per rendere incantevole questo posto.
Purtroppo sono decenni che il paese è in continua decadenza. Ammiro e ringrazio per quello che il Comitato sta facendo per riportarlo all'antico splendore.
Scusate se lo dico, ma penso che ci sia bisogno di un sostegno fisico più un sostegno economico perché questo possa avverarsi.
Ma la gente non si rende conto (basta alzare gli occhi) che tra non molti anni la Rocca verrà sommersa tra rovi e alberi e nessuno passando saprà che sotto quel groviglio si trova un antico monumento che doveva rappresentare la nostra storica cultura. Il paese si deve unire e collaborare anche finanziariamente e dare tutto l'appoggio alle persone competenti sì che possano lavorare per mantenere questi tesori che abbiamo la fortuna di possedere.
RISPONDE SARA LIPPI, RESPONSABILE PER LE RELAZIONI ESTERNE
Cara Lettrice,
è con piacere che rispondo ancora una volta ad una delle sue lettere e naturalmente la ringrazio per averci scritto. Quello che dice è giusto, giustissimo e va a toccare uno dei più grandi problemi di Ripafratta. E' da tre anni ormai che scrivo su questo giornale e posso dire che conosco Ripafratta e i suoi abitanti meglio di molti altri che magari ci stanno da una vita. So cosa vuol dire partire dal nulla e proporre un nuovo progetto e poi riuscire con fatica a farlo accettare. So anche quanto sia difficile spronare la gente a dare una mano, a collaborare per il bene del paese. E' per questo che le dico che non è così semplice attuare il suo "piano di unione e collaborazione" perché i Ripafrattesi sono caratterialmente difficili e ci vuole un po' di tempo prima che qualcuno esca allo scoperto e scelga di rimboccarsi le maniche. Per quanto riguarda il nostro giornalino, lo abbiamo ripetuto milioni di volte, non servono giornalisti o premi Nobel per la letteratura (e noi rappresentiamo un esempio palese visto che siamo in maggior parte studenti delle superiori o fresche matricole), basta mettere per scritto idee, opinioni, o anche lamentele. Il discorso Comitato è addirittura più semplice, perché in quel caso basta la voglia di fare, non serve neppure saper scrivere. Ma credo sia proprio questo il problema, la VOGLIA… di fare, di impegnarsi, di mettersi in gioco.
Distinti saluti.
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