Pubblicheremo di seguito tutte le lettere che abbiamo ricevuto nel corso del mese di Marzo 2004, con le risposte della Redazione direttamente interessati.
E' giunta alla nostra Redazione una lettera da parte di un gentile lettore che ha voluto usarci come tramite per fare i suoi calorosi complimenti al Comitato per l'ottima riuscita de "La Storia e la Memoria".
Ve la riportiamo qui per intero e sono certa che anche voi come me, rimarrete colpiti dal calore che il nostro lettore ha saputo esprimere per Ripafratta ed i suoi abitanti anche se "solo" ripafrattese "di adozione".
INFORMIAMOCI MEGLIO
Sento il dovere di elogiare la buona volontà dei giovani che si impegnano alla salvaguardia ambientale e paesaggistica in genere, ancor più se focalizzano l’attenzione su alcuni problemi riguardanti il nostro paese. Però mi viene d’obbligo fare alcune precisazioni inerenti a forniture o linee elettriche aeree che “a dire di L uca Casapieri” c’è negligenza o dolo da parte dell’azienda elettrica che gestisce il nostro territorio. Ho letto su due precedenti numeri de “Voci dalla Rocca” che l’ENEL non sostituisce la lampada bruciata all’ingresso del Tombino, l’unica spiegazione è che l’illuminazione pubblica è di proprietà del comune, che gestisce la manutenzione con ditte in appalto, nel nostro caso l’azienda competente è AGES-SERVIZI, quindi è a loro che dobbiamo segnalare qualsiasi anomalia riguardante l’illuminazione stradale del nostro paese con il numero verde 800 863 256. Per quanto riguarda la distanza dei conduttori elettrici verso terra ci sono delle norme specifiche “Norme CEI” del Comitato Elettrotecnico Italiano, che prevedono la minima distanza franco a terra e nel caso dei conduttori della linea a 132 Kv è di metri 6,29, per gli attraversamenti di strade comunali e campagna, metri 8,98 per attraversamenti di strade statali o provinciali ed i conduttori che traversano la vecchia autostrada rientrano nelle uddette distanze. Consideriamo anche che l’esistenza della linea dell’alta tensione è precedente la costruzione delle nuove case ed esiste una servitù di elettrodotto. Queste precisazioni non sono dettate da spirito polemico ma da convinzione che chi fa informazione, anche se dilettantistica deve prima documentarsi poi esporre ai lettori un problema concreto. Spero di essere stato utile a chiarire dubbi inerenti la situazione.Francesco Alessi
Risponde Casapieri Luca, autore dell'articolo in questione.
Sono contento che il signor Alessi ci abbia dato delucidazioni a riguardo e non posso far altro che ringraziarlo per le informazioni, per averci scritto e prendo atto delle considerazioni, servono per migliorare. Mi sento comunque di dire che leggendo il mio articolo di gennaio si capisce abbastanza bene che non sono un esperto (le mie stime si basavano sulla struttura del traliccio e tutto sommato non ci sono nemmeno andato tanto lontano) della materia e non conosco tutte le leggi, le norme, e quant’altro ci sia dietro, tanto meno non so se sono “dei conduttori della linea a 132Kv” oppure no, mentre Lei che ci lavora certamente le conoscerà bene. La mia fonte di documentazione è, al solito, internet (adesso non ho più l’URL, ma per correttezza posso cercare di ritrovarlo), dove ho trovato (come Lei sicuramente saprà) molte indicazioni a riguardo (norme, leggi sulla sicurezza, tipi di cavi, voltaggi ecc ) e ho riportato quelle che credevo riguardassero in nostro caso. Evidentemente non ho preso quelle giuste e chiedo scusa! Inoltre le mie non erano accuse, anche se erroneamente potevano sembrarlo, ci mancherebbe, ma solo domande a cui adesso abbiamo una risposta e almeno su questo possiamo dormire tranquilli.
Per quanto riguarda invece l’illuminazione del tombino, questa è una cosa differente è un “problema concreto”. Non è solo “sostituire la lampadina” ma risistemare, se non rifare l’illuminazione. Adesso, “girando” i nostri reclami all’AGES-SERVIZI forse qualche risposta la otterremo, ringrazio anche per questa preziosa notizia.
Mi sorge comunque spontaneo rivolgerLe una domanda, la rivolgo a Lei perché ci ha scritto adesso e colgo l’occasione, ma è rivolta a tutti i lettori e se qualcuno vuole rispondere ne sono lieto. Perché non c’è più partecipazione da parte dei Ripafrattesi nel collaborare con noi di “Voci” e anche con il Comitato? Mi spiego meglio, magari Lei che è nel “settore elettrico” sapeva meglio di tanti altri dove rivolgere delle lamentele di questo tipo e poteva darci qualche indicazione più precisa, magari scrivendoci subito al primo articolo che uscì sul tombino, e così via per tutti gli altri settori. Se tutti danno in loro contributo sicuramente potremmo fare qualcosa di più per migliorare e stare meglio a Ripafratta. La buona scusa è “non ho tempo” ma quanto mai ci vuole a scrivere due righe per darci e dare qualche indicazione o precisazione in più?