Marzo '03

Pubblicheremo di seguito tutte le lettere che abbiamo ricevuto nel corso del mese di marzo 2003, con le risposte della Redazione direttamente interessati.


AUTOSTRADA VECCHIA: "UN TESORO DA RIVALUTARE" E' il tardo pomeriggio di una lunga e afosa giornata estiva. Per la prima volta mi avventuro sulla vecchia autostrada per passeggiare e raccogliere le more. Sono favorevolmente impressionata da questo luogo così selvaggio; mi piace osservare la natura che si è saputa riappropriare del territorio e cerca con ogni mezzo di risarcire la ferita infertale da umane imprese; mimetizzare l'asfalto con intricati grovigli di rovi, ortiche, erbe, rampicanti, di vari tipi e forme è un gioco, una sfida. La vegetazione non è monotona: si alternano le gradazioni del verde, spiccano i colori brillanti dei fiori selvatici e delle farfalle diventate ormai una rarità, ronzano e succhiano gli insetti senza posa perché non hanno tempo da perdere (vista la brevità della bella stagione e della loro vita). Si sentono aromi, profumi, leggere brezze, fruscii, versi di animali, voci lontane, suoni ovattati; si avvertono presenze di creature diffidenti che non amano intrusi… I rifiuti e gli escrementi di cane sono purtroppo ovunque: turbano, stonano, disturbano l'occhio incantato e offendono le narici e il buonumore… Desidero, così, associarmi alla proposta di Angelica Pardi che, per la gioia del suo "quattrozampe" frequenta la suddetta zona. Anzi, vorrei avanzare una proposta: perché non ripulire questo vecchio tratto autostradale per concederlo a pedoni, sportivi, ciclisti, pattinatori ecc. che vogliono fruire di un luogo defilato e meno caotico? Mi auguro che possa diventare la passeggiata quotidiana di tutti coloro che riescono ancora ad apprezzare la vita all'aria aperta e/o di quelli che, incuriositi, desiderano riscoprirla. Per rendere questo luogo ancora più idoneo e suggestivo, dovrebbero trovar posto alcune panchine (da offrire riposo agli anziani), un canestro da basket, una semplice attrezzatura sportiva per atleti dilettanti e bambini, una fontanella e naturalmente…. Qualche cestino per i rifiuti! Con questa speranza di sano ottimismo… invito tutti a frescheggiare.

Lettera firmata

Risponde Angelica Pardi, autrice dell'articolo "Autostrada Vecchia: un tesoro da rivalutare" Ah, che bella cosa quando le proposte vengono accettate, analizzate, discusse, approvate e (pure) disapprovate! Scusate queste mie… ehm… elucubrazioni… ma sono molto entusiasta quando ci prendono sul serio. Comunque, grazie al nostro lettore che ha appoggiato il nostro (perché ora è divenuto tale) progetto di rivalutare questo luogo, che avevamo (forse) dimenticato da lungo tempo… alcuni nostri inviati sono andati dall'assessore all'Urbanistica presso il comune di San Giuliano e quindi se vorrà risponderci anche in merito alla questione sarò felice di risponderle, caro lettore, con notizie più precise in merito al progetto suddetto. Per ora, posso solo ribadire che noi della Redazione (e non solo! Legga a pagina 7!) lo porteremo avanti a testa alta. Grazie del suo intervento.

Torna ad inizio pagina - Indietro


ANCHE LA ROCCA HA UN SOGNO

Soprattutto chi viene da Filettole, a piedi o in bicicletta, ed è in procinto di attraversare il ponte per entrare a Ripafratta, sente un gradevole vitale risveglio dei sensi: l'occhio spazia, i polmoni si dilatano, le orecchie percepiscono, le narici fiutano, le labbra si schiudono, la pelle si distente, l'anima si rinvigorisce… Non si può fare a meno di sostare per seguire con lo sguardo divertito la vivacità dell'acqua che gorgoglia, saltella, spumeggia, scorre. Chi non è tentato di lanciare un sasso tra le onde e aspettare il tonfo e gli schizzi, pur sapendo che non lo raggiungeranno mai? Subito dopo, però, lo sguardo si espande e zumma la Rocca che sovrasta il paese. Lei è sempre lì, fedele, vigile, rugosa perché in attesa di lifting, ma paziente. Come una tenera sola vecchia signora, con un abbraccio materno invita tutti: ha una grandissima voglia di sentirsi viva. Chissà come sarebbe felice e orgogliosa se potesse sventolare la bandiera della pace! Bella, variopinta, variegata, iridata, allegra, festosa bandiera simbolo della diversità, della tolleranza, dell'armonia, della cultura, della pace fra gli uomini! Riuscirà la Rocca a realizzare il suo sogno?!

Lettera firmata

Risponde Sara Lippi, Responsabile per le Relazioni con i lettori Appena ho letto questa lettera ho chiuso gli occhi e ho immaginato di essere quel ciclista "in procinto di attraversare il ponte di Ripafratta". Ho immaginato di spaziare con gli occhi, di percepire quei rumori, di fiutare quegli odori e… mi sono rilassata sulla mia sedia pensando a quanto sarebbe stato bello vivere nel nostro paesino qualche secolo fa. Senza il treno che fa tremare i cristalli, le macchine che strombazzano per qualsiasi cosa, i camion che si incastrano portando via qua e là pezzetti di muro. Ah, che pace! E' la pace… Ce ne fosse di più si starebbe tutti meglio e non ci sarebbe bisogno si comprare bandiere multicolore per esprimere un concetto che a me sembra così naturale e semplice. Purtroppo cara lettrice anche a me piacerebbe vedere la Rocca "felice e orgogliosa" di indossare un tale vessillo, ma non è possibile. La Rocca è spiritualmente di proprietà di tutti i Ripafrattesi, ma è materialmente un bene degli eredi Roncioni e quindi, almeno che loro non siano animati da questa idea pacifista, non è possibile far avverare questo desiderio. La ringrazio comunque per la lettera che ci ha mandato, per la sua domanda, perché sono certa che non è la sola ad essersela posta. Già che ci siamo colgo l'occasione per dare il più caloroso benvenuto (a nome di tutti noi) a sua figlia, che so essersi trasferita da poco tra noi Ripafrattesi.

Torna ad inizio pagina - Indietro


Io penso che sia bene tenere alta l'attenzione sulla rocca, simbolo indiscusso del paese e patrimonio culturale di tutti, ma mi pare che sia altrettanto rilevante la cura di alcuni dettagli che migliorerebbero l'aspetto del paese nel suo insieme. Per trovare in tutto il Comune di San Giuliano Terme una piazza squallida come quella della chiesa, bisogna venire a Ripafratta. Chiederei pertanto al Comitato di farsi promotore di una sollecita richiesta all'Ufficio competente sul territorio affinché studi la sistemazione decorosa della piazza con un arredo urbano adeguato. Ad esempio mi vengono in mente quelle belle fioriere rotonde a mo' di panchina che non solo fanno arredo, ma permettono di sedere comodamente a chi desidera ritrovarsi all'aria aperta per una bella chiacchierata o una degustazione golosa. L'utilizzo a scopo aggregante della piazza che, guarda caso è di fronte alla mitica pasticceria Antonelli, sarebbe la classica ciliegina sulla torta. Sarebbe essenziale, però, far rispettare il divieto di transito a quei supermegacamions ecc. che sono pericolosissimi e con i loro scarichi inquinanti ammorbano l'aria rendendola irrespirabile. Chi se ne deve far carico? Penso inoltre all'inutilità della vecchia e antiestetica cabina ENEL ormai in disuso che si trova sul lato destro della strada, per chi viene da Pisa, prima di entrare in paese. Non sarebbe bene chiederne lo smantellamento? Il paese ne trarrebbe un sicuro vantaggio! Con la speranza di aver fornito dei buoni suggerimenti, auguro al Comitato buon lavoro.

Lettera firmata

Risponde Francesco Noferi, Responsabile per le Relazioni con le Autorità. E' vero, almeno in parte, che sia noi che il Comitato in generale negli ultimi tempi ci siamo concentrati, ognuno nel suo ambito, più sulla questione della rocca che non su altri problemi o idee (anche se non abbiamo mai smesso di far presente ai nostri lettori le denunce che ci arrivano). Ma questo non è un atteggiamento del tutto irrazionale, lasciate che ve lo spieghiamo. La questione dello stato generale del paese, con le sue mille mancanze e coi disagi che tutti siamo costretti a sopportare, è strettamente - e sottolineo strettamente - legata alla questione della rocca, se addirittura non sono la stessa cosa. Il Comitato, da quanto riusciamo a capire, ha preferito inserire le varie idee (piazza, lavatoio, parcheggio e chi più ne ha più ne metta) in un quadro ben più ampio, più organico, che prevede il rilancio del paese su tutti i fronti, proprio perché le cose sono consequenziali. Ci spieghiamo meglio. Se la rocca, più o meno ristrutturata, ma comunque accessibile, richiamasse (come sicuramente farà) un gran numero di turisti, le infrastrutture presenti nel nostro paese si rivelerebbero ancora più inefficienti e si sarebbe quindi costretti a provvedere almeno alle questioni più urgenti, come il parcheggio. Con questo, non intendiamo certo che bisogna aspettare la ristrutturazione (molto nebulosa) della rocca per avere uno straccio di parcheggio. Piuttosto, vogliamo dire che, nonostante le pressioni e le proposte sulle singole questioni (come quella della piazza) vadano avanti comunque, l'insistere sul problema rocca ha un suo senso, che è comprensibile solo nel quadro più ampio che abbraccia tutto il paese. Non è utopia (un paese del genere è impossibile, potrebbe dire qualcuno), si tratta della scelta da parte del Comitato di una linea di maggior respiro piuttosto che non della singola questione isolata dal contesto. Per quanto invece riguarda noi, bene, la grande attenzione che abbiamo sempre portato sulla rocca si giustifica anche con il fatto che abbiamo quotidianamente sotto gli occhi (anzi, sopra) la più straordinaria fonte di benessere (ricchezza, prestigio, opportunità) per il nostro paese, assolutamente non sfruttata, anzi, in pericolo di crollo. E questo mi sembra un motivo sufficiente per parlarne, se necessario anche in ogni numero, finché tutti i nostri lettori avranno capito quanto ci stiamo perdendo. La questione, molto suggestiva, della piazza del paese come luogo di ritrovo, comunque, non si può porre svincolata da quella del parcheggio, proprio perché è ingiusto e impensabile costringere i nostri compaesani che abitano lì a non lasciare le loro auto sulla piazza. Il problema di fondo, quindi, rimane sempre quello del parcheggio.


Torna ad inizio pagina - Indietro