Pubblicheremo di seguito tutte le lettere che abbiamo ricevuto nel corso del mese di Maggio 2004, con le risposte della Redazione direttamente interessati.
E' giunta alla nostra Redazione una lettera da parte di un gentile lettore che ha voluto usarci come tramite per fare i suoi calorosi complimenti al Comitato per l'ottima riuscita de "La Storia e la Memoria".
Ve la riportiamo qui per intero e sono certa che anche voi come me, rimarrete colpiti dal calore che il nostro lettore ha saputo esprimere per Ripafratta ed i suoi abitanti anche se "solo" ripafrattese "di adozione".
A PROPOSITO DEI TRALICCI
Vorrei intervenire riguardo l’articolo a pagina 10 di Voci dalla Rocca del gennaio 2004. Secondo la mia opinione il Casapieri ha senz’altro fatto bene a volerci far riflettere sul problema tralicci. Nello scorso numero gli è stata fatta osservazione a riguardo, e, dovendomi fidare di un esperto non mi sento in grado di contraddire una così autorevole voce. Mi sento però in dovere di spuntare almeno una lancia in favore del vostro autore: infatti se anche i parametri sono rispettati (altezza, distanza, voltaggio…) per quanto riguarda le case (di nuova o di vecchia costruzione), non mi pare lo stesso per l’autostrada. Se così non fosse non ci resterebbe che riflettere sulla nostra fortuna.Lettera firmata
Risponde Casapieri Luca, autore dell'articolo in questione.
E’ doveroso ringraziare il lettore per averci scritto in quanto ogni
commento ed intervento è sempre il benvenuto nella nostra redazione.
Personalmente spero che tutte le norme sulla sicurezza, in casi di
questo genere siano rispettate (anche se ammetto non sempre ne sono
convinto), come ha avuto modo di confermarci la lettera pervenutaci
nello scorso numero. Comunque cercheremo di indagare più
dettagliatamente e vi riferiremo ogni notizia a riguardo.
QUALCOSA DI "PRIVATO"
Ogni volta che mi viene recapitato il giornalino “Voci dalla Rocca” mi emoziono. Sapere che della redazione fanno parte Francesco, Sara e Matteo è per me una grandissima gioia. Ogni tanto riesco ad estraniarmi dall’attuale realtà per immergermi in quell’oceano di ricordi vissuti nella scuola di Ripafratta. Vi rivedo con il grembiulino o la casacca: occhi vispi, gote paffute, tanta curiosità di fare la mia conoscenza… e un po’ di ostruzionismo, dato il cambio forzato di insegnante. Abbiamo affrontato insieme un vicendevole viaggio nel mondo della conoscenza che ci ha permesso di crescere culturalmente e migliorare. Le circostanze della vita mi hanno condotto altrove. Ho sofferto per quella prematura separazione. Ho ricominciato con altri bambini vispi e paffutelli, ma non vi ho mai dimenticato. Sono orgogliosa della vostra disponibilità. Apprezzo la tenacia, la generosità nel donare tempo prezioso ed energie per una giusta causa, ma soprattutto la ferrea volontà di condividere i variegati problemi del territorio con la popolazione locale, non del tutto ricettiva, per ricercare insieme possibili soluzioni. Con la speranza che possiate trovare una sempre maggiore collaborazione, vi ringrazio, vi saluto affettuosamente ed auguro lunga vita al giornalino.maestra Sonia
RISPONDE FRANCESCO NOFERI, RESPONSABILE PER IL COORDINAMENTO
Abbiamo ricevuto tante lettere nel corso della nostra “avventura” con “Voci dalla Rocca”, ma poche ci hanno fatto piacere come questa. In mezzo a tante questioni e tematiche di interesse generale abbiamo voluto dare spazio a “qualcosa di privato”, che poi tanto privato non è, perché ogni maestra si riconoscerà nell’affetto che ha espresso la nostra per i “suoi” ragazzi; e chiunque sia stato “alunno” a Ripafratta o dovunque si potesse avere un rapporto così stretto con le proprie maestre, spero si riconoscerà in queste poche righe che lo spazio tiranno ci consente di dedicarle.
Cara maestra… Quello che stiamo portando avanti è un piccolo ma importante lavoro. Il suo orgoglio ci riempie d’orgoglio a nostra volta. Ma “Voci dalla Rocca” non è certo merito solo ed esclusivamente nostro, abbiamo dei fidati compagni di lavoro, e soprattutto abbiamo tanti lettori come lei che ci sostengono.
Cara maestra… il mondo è ostinato, e non ne vuol sapere di fermarsi. Certe persone te le fa perdere di vista, le fa sparire dalla tua vita di tutti i giorni, le lascia soltanto nella tua memoria, come un ricordo. Insieme alle estati passate a trafficare con quei giocattoli che ora chissà dove sono finiti; ora che non ci passa più nemmeno per la testa di riprenderli in mano. Forse sono in soffitta, accanto a quei quaderni con i quadretti enormi, o con le righe fatte strane, una più piccola e una più grande, dove ogni tanto una scritta a penna rossa, con la calligrafia così precisa delle maestre, ti ricordava che eri stato “bravissimo”, o “bravo”, o insomma un po’ meno bravo. Sono quei ricordi che ci accompagnano tutta la vita e ai quali non vorremmo rinunciare per niente al mondo. Come certe persone che abbiamo incontrato, nel nostro cammino personale.
Ancora, grazie di tutto.