Pubblicheremo di seguito tutte le lettere che abbiamo ricevuto nel corso del mese di Febbraio 2004, con le risposte della Redazione direttamente interessati.
Problema del "tombino" in Farneta
Ripafratta, 29/1/2004
Spett.le Redazione
"Voci dalla Rocca"
Mi chiamo Andrea Saviozzi, abito a Ripafratta, via Fattori, 11/g, nella "casa del Buafii" per intendersi e vorrei fare alcune precisazioni in merito all'articolo sulla fossetta maleodorante di Farneta, del numero scorso.
Abito qui da sei anni e da sei anni mi sto occupando della gravissima questione della fossa di cui sopra.
Di professione faccio il geometra e per questo ho potuto avere numerosi contatti con i vari tecnici dell'Amministrazione Comunale, sia dell'Ufficio Tecnico che dell'Ufficio Ambiente.
Intanto è bene descrivere chiaramente il problema.
Le case comprendenti l'abitato di Farneta posto sopra la via Fattori, fatta eccezione per due o tre famiglie che hanno installato un depuratore, scaricano direttamente negli scoli delle acque piovane, sia con lavelli e acquai, sia con i pozzetti smaltitori delle fosse settiche, creando così nella fossa in questione un mix micidiale di detersivi, saponi, urine e feci umane, come analizzato dall'ARPAT qualche anno fa.
Questo tipo di azione, una volta denunciata comporta un procedimento civile e penale a carico dei proprietari degl'immobili, in quanto è contrario a tutte le leggi e regolamenti vigenti.
Detto questo è bene fare un po' di chiarezza:
- circa 5 anni fa è stato interessato il Comune, il quale ha incaricato l'Ufficio Ambiente nella persona della D.ssa Fantoni che ha provveduto a predisporre un trattamento con enzimi della fossa, trattamento effettuato due volte all'anno con risultati accettabili nell'immediato, ma il problema qui è giornaliero e non con cadenza semestrale; dopo due anni non si è più visto nessuno;
- ho personalmente richiesto la tombatura, ma la D.ssa Fantoni mi ha spiegato che un regolamento della Regione Toscana vieta di tombare i corsi d'acqua, al che le ho tranquillamente dichiarato che lì c'era tutto fuorché l'acqua e che allora mi definisse il Serchio;
- con l'Ing. Vecchi (Ufficio Tecnico) è stata concordata allora la tombatura, ma il Comune la pretendeva con scatolari di cemento precompresso, con un costo di circa £.500.000 al ml., solo per l'acquisto e a totale carico dei privati interessati;
- successivamente ci siamo accordati per una tombatura semplice, con tubazione, camicia di cemento e pozzetti, comunque sempre a carico dei privati.
Per correttezza è giusto precisare che il Comune nel Piano Regolatore in adozione prevede per quel tratto di stradello il passaggio di una strada che dovrebbe collegare la lottizzazione della Coop. ACLI con la via Fattori, con una probabile copertura della fossa in questione durante l'esecuzione dei lavori, come è accaduto nella frazione di Metato nei pressi della sede della Pubblica Assistenza dove nel giro di sei mesi il Comune ha realizzato l'opera con un intervento dieci volte superiore a quello in questione (chissà chi si sarà interessato per quell'intervento?).
Nessun progetto di tombatura è stato predisposto in passato dal Comune il quale ha solamente fatto una previsione di piano regolatore.
A questo punto è giusto tirare fuori le vergogne:
- l'Amministrazione Comunale dimostra ancora una volta il "disprezzo" e la disparità di trattamento tra frazioni di serie A, B, C1 e C2, in quanto visto che la strada prima o poi dovrà essere fatta, anticipando una parte dell'intervento, risolverebbe per lo meno un problema in una frazione diciamocelo pure, dimenticata;
- ma negli uffici dicono "così il problema viene spostato e non risolto"; è vero, quindi potrebbe essere realizzato un depuratore per la frazione nel terreno abbandonato sotto l'abitato, tra le case e l'autostrada, ma i tecnici comunali che sono predisposti alla soluzione di questi problemi dove sono? (forse a Metato).
- il Comune è già a conoscenza tramite lettera scritta e protocollata che i lavori di urbanizzazione realizzati dalla Coop. ACLI, aggravano il problema in quanto la fossa che è stata riscavata lungo l'autostrada e che dovrebbe portare poi all'innesto per l'Ozzeri è stata realizzata con pendenza opposta e quindi porta l'acqua verso la piana di Farneta e non fuori, liquami compresi e più precisamente li convoglia al sottopasso pedonale, ma il Comune che doveva vigilare sui lavori di urbanizzazione dov'è?
E' giusto però sottolineare che se c'è stata indifferenza da parte del Comune altrettanta indifferenza c'è da parte delle persone causa di questo problema, perché il Comune "siamo noi" in prima persona, con l'educazione ed il rispetto per gli altri, mentre da alcuni il problema è stato così liquidato:
" la m….a non monta, scende, prima che arrivi quassù!!!"
Questo non è un comportamento corretto perché esiste un problema gravissimo con una causa certa e degli effetti visibili che sono sopportati da tre o quattro famiglie, ma questa sopportazione non può durare in eterno e penso che l'estate passata abbia lasciato un segno nella disponibilità e nella vivibilità.
Siccome penso che nessuno sopporterebbe questo tipo di fastidio sotto casa sua e per di più in silenzio, è bene mettere in chiaro cosa si potrebbe fare per trovare una soluzione, in quanto sicuramente non sarà sopportata un'altra estate come quella passata, e cosa potrebbe succedere se l'indifferenza di chi è causa del problema dovesse perdurare:
1) è in corso di redazione un preventivo per la copertura della fossa, spesa a cui devono partecipare coloro che sono causa del problema (siamo disposti al pagamento di un quota anche noi che ne subiamo l'effetto); è logico che se una volta fatti i conti ci si ritrova in cinque o sei ( e tre siamo noi di sotto), non se ne farà di niente e si procederà allora alla soluzione successiva;
2) gli scoli si potrebbero accidentalmente "ostruire", perché all'ignoranza si risponde con la stessa moneta e vorrei vedere chi avrebbe il coraggio di protestare;
3) si potrebbe denunciare il fatto alle competenti autorità, che davanti ad una denuncia ufficiale non si potrebbero esimere da intraprendere tutte le azioni per la soluzione del problema, procedimenti civili e penali compresi;
4) per ultimo è giusto precisare che le pulizie di manutenzione non vengono effettuate dalle autorità ma da tre persone che, chi più chi meno, provvedono al taglio dell'erba e quando necessario a dare due palate ai liquami che si ammucchiano nella fossa; dei responsabili del problema mai visto nessuno.
Io penso che la convivenza sia un fatto di educazione, civiltà e rispetto, quindi sarebbe opportuno che chi causa questo problema dimostrasse un minimo di buona volontà interessandosi in prima persona alla soluzione perché per la prossima estate assicuro che in una maniera o nell'altra nella fossa scoleranno solo acque piovane.
Offro la mia disponibilità alla discussione dei fatti con i diretti interessati e con loro ad allargare il discorso con gli uffici del Comune, però ribadisco che se le persone continueranno con l'indifferenza saremo costretti a tutelare la nostra salute ed il nostro quieto vivere.
Penso che sia da apprezzare la sopportazione fin qui dimostrata, restando a disposizione per chiarimenti e incontri costruttivi e civili, presso il Comitato di Ripafratta o dove sarà ritenuto opportuno, porgo distinti saluti.
Andrea Saviozzi
Torna ad inizio pagina - Indietro
Risposta di Casapieri Luca
Sono bel lieto di poter rispondere a questa lettera giunta alla nostra Redazione da un nostro lettore. Come detto dal signor Saviozzi la situazione è esattamente, niente di più, niente di meno, come sopra è descritta. Rispondo io anziché Sara, che è solita rispondere, in quanto gli articoli dedicati al problema in questione sono sempre stati scritti da me e quindi mi sembrava doveroso rispondere. Ho perseverato nello scrivere sempre il medesimo problema, a costo di sembrare banale e ripetitivo in quanto è il problema più grave che Farneta si trascina dietro da un sacco di anni e speravo che a forza di ripeterlo qualcosa si muovesse, in primo luogo nelle persone direttamente interessate, in secondo luogo, nelle amministrazioni del Comune. Questa lettera spero che faccia smuovere le acque e fissi un punto di inizio per una trattativa, una sorta di dialogo fra le parti per risolvere definitivamente questo problema che affligge Farneta e ci permetta di vivere così tutti in maniera civile.