Aprile '02

Pubblicheremo di seguito tutte le lettere che abbiamo ricevuto nel corso del mese di Aprile 2002, con le risposte della Redazione direttamente interessati.


Introduzione di Sara Lippi, Resp. Rel. Lettori

Cari lettori voglio prima di tutto ringraziare perché questo mese avete collaborato in molti alla realizzazione di questo numero; non parlo di articoli ma di lettere (che noi consideriamo come pregiati articoli), tante lettere, sentite, pregiate e in certi casi anche molto lunghe. Vi dico quindi GRAZIE a nome di tutta la Redazione per aver finalmente raccolto il nostro appello e per averci aiutato a rendere questo mensile ancora più VOSTRO. Le prime due lettere che vi presento, trattano un argomento tanto delicato quanto dibattuto: la guerra. Sono passati dei giorni da quando sono state scritte, moltissime cose sono cambiate, tante persone sono morte, tante altre gridano "finalmente liberi". Non me la sento di dare giudizi o di fare commenti anche perché chi scrive dovrebbe cercare di mantenersi il più imparziale possibile così da fornire solo notizie oggettive. Queste due lettere esprimono due punti dì vista sul medesimo argomento; spero riescano a farvi riflettere com'è stato per me e per gli altri che le hanno lette.

Claudio Romani

Ripafratta 23.3.2002
Spett. Redazione VOCI DALLA ROCCA
Non è mia consuetudine scrivere ai giornali, ma per simpatia e stima nei vostri confronti, ho deciso di inviare queste righe. Sono un "immigrato" da Lucca e residente in questo bel paese da circa venti anni. Ho riscontrato nella vita e nelle attività di Ripafratta un certo immobilismo, direi torpore, comune del resto anche in altre località, eccettuate alcune sporadiche iniziative. Non intendo muovere critiche, solo per dire che leggendo uno dei primi numeri della rivista, pensai fosse un'esercitazione scolastica di qualche alunno volenteroso, destinata a svanire nel nulla. Devo complimentarmi perché la "cosa" ha avuto un seguito e quindi vi raggiunga un grazie sincero per quello che avete fatto finora e farete in futuro. Non ho il piacere di conoscervi personalmente, ma immagino siate persone giovani e dimostrate di essere in gamba, a conferma del detto: Largo ai giovani! Non ho richieste da fare, solo esternarvi un mio sogno. Tanti anni fa mi sono soffermato sul ponte del fiume ad ammirare la Rocca illuminata; è stato come volare nel regno delle fiabe. Sarebbe bello far rivivere questo bene storico, che appartiene a tutti, come punto di incontro, come meta turistica o come imponente e piacevole visuale. Ho notato in paesi stranieri quanto sia tenuta in considerazione anche finanziariamente una pietra o reperto storico anche di minore interesse. La Rocca merita molto di più; mi metto a disposizione per ogni necessità di intervento. Domenica prossima non potrò essere presente per impegni, ma intendo porgervi i più fervidi auguri di sereno e proficuo lavoro. Finalmente a Ripafratta persone valide non solo a parole, ma con i fatti!

Con stima
Claudio Romani

N.B. In tempo di e-mail, scrivo ancora a mano, mi scuso ma lo ritengo più amichevole.

Risponde Teresa Barsali, Responsabile per le Relazioni con il Pubblico

Questa è la lettera giuntaci circa 20 giorni fa in redazione: è stata una grande soddisfazione per tutti noi e non solo per i complimenti (che comunque fanno sempre piacere)! Speriamo che sia solo l’inizio e che la vostra fiducia cresca ancora: la speranza è che Voci dalla Rocca sia sempre più uno strumento non solo di informazione ma di comunicazione fra noi! A nome dell'intera redazione ringrazio dunque il signor Romani per aver risposto al nostro invito. Faremo tutto quanto è possibile, perché il desiderio, più che legittimo, di vedere la nostra Rocca nel pieno della sua bellezza, siamo certi unisca tutti gli abitanti del paese!

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GUERRA/2 - Lettera giunta per e-mail

Questa sera ho visto una buona metà di un film, Il Patriota. Sommariamente tratta delle vicende personali di alcuni rivoltosi che combatterono per l'indipendenza degli Stati Uniti d'America a fianco della Francia contro il Regno Unito. Mi sono sopravvenute alcune analogie, che ancora una volta dimostrano quanto la storia non insegni nulla a chi non vuol sentire parlare di ragione, o meglio, di ragionamento.

Mi sono ricordato in particolare di un viaggio che ho fatto nel 1994 in Irlanda. Ebbi l'opportunità di fare quest'esperienza durante una tregua della guerriglia che quotidianamente viene combattuta, a periodi alterni, dagli irlandesi contro le truppe regolari inglesi. E non fatico a ricordare dei racconti delle vedove e della gente comune (compreso un mio cugino, che all'epoca studiava là, se non ricordo male), circa la violenza gratuita usata dagli inglesi per rendere più docile il popolo. Violenza che ha suscitato più odio che sottomissione, violenza gratuita. Eppure gli irlandesi non sono dei criminali; sono per esperienza diretta un popolo pacato e tutt'altro che riottoso (che non vuole però farsi pestare i piedi).

Mi è venuto da pensare alla guerra d'indipendenza combattuta dai patriottici americani. Possibile che oggi siano divenuti loro gli oppressori? Si sono dimenticati di quando hanno combattuto per la loro libertà?

Non mi sono mai sbilanciato eccessivamente nel criticare una guerra, perchè penso che talvolta ci siano delle ragioni di ordine mondiale che rendono necessario un intervento. Ma questa guerra la sto vivendo come un'aggressione, irrispettosa dei codici morali che regolano questa materia. Se gli americani hanno avuto tutto il nostro cordoglio, oggi hanno almeno tutto il mio biasimo. Si sono eletti a carica superiore, tanto che l'opposizione mondiale stenta a far sentire la sua voce.

Non credo che molti iracheni saranno felici della liberazione avvenuta (se avverrà). A che costo gli sarà donata? Quante persone, quanti bambini?

Ma l'ingiustizia continua.

L'Italia si proclama paese "amico" dell'America. Ma perchè? Non mi riesce possibile credere che la maggioranza degli italiani si sia schierata per una guerra ingiusta. E se lo ha fatto, a me non ha chiesto nulla nessuno. Forse la bandiera della pace non è la bandiera di chi disprezza gli americani, ma non credo che in questo momento nessuno possa fare altro che esprimere il proprio dissenso e la propria lontananza dalla politica "liberale" americana (dove con "liberale" non intendo moderata, ma altro); credo che la bandiera colorata esprima questo. Tanti auguri Iraq. La guerra per la liberazione del petrolio è cominciata. Sarete tutti ricchi e godrete di una vita lussuosa. Ma adesso godetevi un po' di bombe intelligenti.

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Una nuova stagione? - Federico Aliberti

Leggere sulla carta può essere piacevole come passeggiare completamente assorti nella concretezza dei propri passi; inaspettatamente possiamo rilassarci in uno stato di vacanza, vacanza che ci fa respirare e sorridere. Nessun progetto nessun ricordo, il presente è nuovo e eterno. Come lo sguardo dei bambini. Cosa ci ostacola in questo paese dallo stare in vacanza? Una mostra dal titolo Ripafratta il futuro e l'Immaginazione potrebbe essere una raccolta di idee e sogni della gente di Ripafratta che rispondano a questa domanda: cosa ci ostacola in questo paese dallo stare in uno stato di vacanza? I sogni e le fantasie di oggi sono un seme per la realtà di domani. Cosa potrebbe farci paura a tal punto dall'impedirci la condivisione delle nostre idee?

Risposta di Sara Lippi, responsabile per le relazioni con i lettori

Completamente diverso è il contenuto di questa lettera, parla del nostro paese, di ciò che c'è, di ciò che manca e di ciò che di dovrebbe essere.E' un invito a porsi delle domande e a svegliarsi dal torpore per fare qualcosa di veramente utile e concreto per rendere sempre migliore un paese di seicento anime che si spera riesca ad uscire dall'anonimato tigliendosi finalmente di dosso lo stereotipo di "paesino vuoto".

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Proposte per le scuole - S.T.

Cari Ragazzi della Redazione "Voci dalla Rocca", desidero anch'io associarmi ai complimenti e agli auguri che vi sono stati meritatamente rivolti. Io sono orgogliosa di questa vostra esperienza giornalistica e apprezzo il vostro tenace impegno. Vi ricordo con tanto affetto. Riguardo all'intervista all'Assessore all'Urbanistica del Comune di S. Giuliano, io avrei qualcosa da dire: il solo pensiero di sentir parlare di chiusura definitiva della scuola elementare mi fa venire l'orticaria. Forse perché riapre un'angosciosa esperienza vissuta anche personalmente. Io direi che la scuola non si tocca fino a quando non sarà realizzato "quel grande edificio scolastico capace di ospitare tutti i bambini del lungomonte" di cui ne ho sentito parlare oltre dieci anni fa. La scuola è il cuore pulsante di un paese! E' una risorsa. Non deve essere mai dimenticato. Se poi si concretizzerà questo "futuribile" progetto, l'attuale edificio potrebbe trasformarsi in un museo come è stato suggerito. E' un'ottima idea, sempre che ci sia tanto materiale da riempire un museo. Siamo sicuri che l'interno della rocca sia ancora tanto prodigo di sorprese? Il paragone con Populonia lo trovo, francamente, azzardato. Mi viene il dubbio, ma forse sono pessimista, che il saccheggio sia finito perché il barile è stato raschiato fino al fondo. Mi preoccupano, invece, e molto, le vistose profonde e minacciose crepe. E' cominciato il conto alla rovescia. Sette, dici anni di cui sentivo disinvoltamente parlare di ulteriore attesa, non sono maledettamente troppi? Io comunque, tornando al problema, vedrei l'edificio scolastico trasformato in foresteria, in ostello della gioventù, naturalmente a servizio della rocca, finalizzato all'uso di scolaresche, comitive… che vorranno visitare la rocca, le ville, le torri, Rupecava… Potrebbe trovarvi posto anche un ufficio per informazioni turistiche con personale preparato ad organizzare e raccogliere visite guidate e gite (penso anche alla Certosa di Calci, al museo dell'acqua di Filettole ecc.). Dietro la scuola vi è un terreno, a frutteto ormai abbandonato, che potrebbe essere opportunamente trasformato in parcheggio. Un saluto. S.G.T. 05/04/03

Risposta di Francesco Noferi, responsabile per i rapporti con il comitato

Ringraziando la nostra lettrice per i complimenti e gli auguri, dobbiamo dire che condividiamo le preoccupazioni che esprime. La Rocca versa in condizioni estremamente gravi. Forse non è ancora in pericolo di crollo, ma in un'altra decina d'anni tutto può succedere. Niente e nessuno ci ha ancora assicurato che questa brutta situazione non degeneri. E dieci anni sono troppi per sperare di non perdere niente di questa preziosa struttura. Ma quando l'Assessore parlava di questo lungo periodo di tempo, si riferiva al completamento dei lavori generali, che comprendono anche l'apertura al turismo. C'è da sperare che, non appena il Comune abbia ottenuto il comodato che gli serve, cominci da subito un piano di messa in sicurezza e di ripulitura dell'area interna. Prima che sia troppo tardi.


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