30-12-2005: L'articolo di "Voci dalla Rocca" e il comunicato ufficiale della Redazione, ripresi dal quotidiano "La Nazione", hanno avviato la discussione e introdotto l'argomento Stazione persino nell'agenda del Comune. Come già vi avevamo annunciato sul numero scorso, "La Nazione" del 9 dicembre aveva riportato le preoccupazioni di "Voci", dei pendolari e della cittadinanza di Ripafratta per la "ventilata" chiusura della sala d'aspetto della Stazione, proprio nei mesi più freddi dell'anno. Il quotidiano riportava "l'appello lanciato dalla redazione di "Voci dalla Rocca", il periodico di Ripafratta" e "il timore che la chiusura della sala d'aspetto equivalga alla chiusura della stazione". E questo in contemporanea con due novità che invece erano positive, ovvero il "restauro" dell'edificio centrale e l'arrivo di un nuovo orario dei treni, con più convogli in transito per Ripafratta. La protesta dei pendolari si era fatta sentire con una raccolta di firme e con manifestini affissi in stazione. Pressoché lo stesso giorno, anche Rigoli si mobilitava con una lettera al quotidiano, ma per motivi diversi (il nuovo orario infatti bistratta vistosamente la loro stazione: per Pisa vi si fermano solo due treni al giorno!). Sempre su "La Nazione", ma del 14 dicembre, si riportava anche parte della lettera (anch'essa pubblicata da "Voci") inviata dalla Regione al pendolare che aveva protestato e in cui si annunciava la chiusura della sala d'attesa. La questione era ormai all'attenzione dell'opinione pubblica, mentre si andavano delineando altri problemi sempre legati alle stazioni, ma questa volta di Rigoli e di San Giuliano, entrambe oggetto di lavori in questi ultimi tempi. Così, sia su "La Nazione" che su "Il Tirreno" del 17 dicembre, il Comune interveniva energicamente con una presa di posizione del Sindaco in persona e dell'Assessore Coli. Il titolo della Nazione riportava testualmente "Stazioni ferroviarie, inverno "caldo". Ma Ripafratta non verrà chiusa". All'interno del "Tirreno", invece l'Assessore Coli dichiara: "Vorrei anche annunciare che la stazione di Ripafratta, dietro nostre pressioni e grazie alle richieste di molti cittadini, non sarà chiusa, ma semmai riqualificata nella sala d'aspetto e non solo." E dunque si chiude per il momento con queste rassicurazioni la vicenda stazione. Effettivamente, fino ad ora, siamo riusciti a non far sprangare la sala d'attesa, ma le panchine che erano all'interno non sono ancora state riportate indietro. E soprattuto, in questo polverone colpisce il silenzio tombale delle Ferrovie (o meglio, della Rete Ferroviaria), i cui responsabili evidentemente non leggono i giornali o - e sarebbe ancora più grave - non ritengono di dover dare alcuna spiegazione in merito. Tra l'altro, le stesse FFSS sono in questi giorni al centro di polemiche fortissime in tutta Italia e anche in Toscana, dove la Regione ha chiesto spiegazioni riguardo alle numerose soppressioni di treni sulla Firenze-Pisa e su altre tratte. Anche il Comune di San Giuliano ha espresso dubbi riguardo al nuovo orario della Pisa-Lucca (nonostante l'aumento di treni sia giudicato positivamente), perché potrebbe creare problemi al traffico di auto in prossimità dei passaggi a livello, che dovrebbero chiudere molto più spesso. Finché tutti i passaggi non saranno chiusi e trasformati in sottopassi o ponti, chiede il Comune, non si attui l'aumento dei convogli. Ma Trenitalia ha già avviato, seppure in forma sperimentale, il "Memorario" che vi abbiamo riportato sul numero scorso di "Voci".
La Redazione di "Voci dalla Rocca", notiziario territoriale ripafrattese, nel prendere posizione contro la ventilata chiusura della sala d'aspetto della Stazione di Ripafratta, desidera rivolgere un appello a tutte le Autorità competenti, al Comitato cittadino di Ripafratta, ai pendolari che usufruiscono della Stazione e a tutti i Ripafrattesi.
Chiediamo alle Autorità che si intervenga con rapidità ed efficacia per bloccare questa decisione vergognosa. Si tratta di una misura, è vero, presa da RFI - Rete Ferroviaria Italiana per quanto riguarda tutte le piccole stazioni d'Italia, non soltanto la nostra; ma questa è semmai un'aggravante, e comunque non può essere addotta come scusa. Chiediamo che il Comune di San Giuliano (la Giunta e il Consiglio), che già ha mostrato sensibilità per il recupero della Stazione di San Giuliano, si attivi immediatamente e possa fornirci maggiori e più precise informazioni. E chiediamo che eventualmente possa essere l'Autorità Comunale a farsi carico di interventi mirati a impedire che la decisione diventi operativa. Interventi che, riteniamo, non dovrebbero comportare aggravi eccessivi.
Chiediamo al Comitato di fare pressione da subito sulle Autorità competenti, di avviare una parallela raccolta di firme e di instaurare quanto prima un dialogo con il Comune per risolvere la questione in maniera pratica ed efficace, a vantaggio di chi usufruisce di un servizio che è ancora pubblico.
Chiediamo ai pendolari e ai tanti "utenti" della nostra stazione di aderire con convinzione ad ogni forma di protesta che possa essere intrapresa. La chiusura della sala d'aspetto equivale alla chiusura della Stazione tutta, dal momento che è quello l'ultimo servizio rimasto in funzione. Servizi igienici murati e resi inaccessibili ormai da tempo, fontane pubbliche chiuse, aiuole e verde incolti e abbandonati a sé stessi, edifici che potrebbero essere utili alla comunità abbandonati e decadenti, marciapiedi sconnessi, assenza di una macchinetta obliteratrice, incuria del piazzale-parcheggio auto, episodi di micro-criminalità legati alla desolazione. Si potrebbe continuare. E tutto questo quando anche un solo addetto, per le Stazioni di Rigoli, Ripafratta e San Giuliano, sarebbe stato sufficiente a garantire almeno la decenza, che ora manca in maniera vergognosa. Sarebbe stato e sarebbe ancora utile per l'apertura e chiusura mattutina e serale degli ambienti interni, risolvendo così i problemi legati sia alla sporcizia sia a presenze sgradite. E questo è solo uno dei tanti modi con cui si potrebbe evitare la chiusura della sala d'aspetto.
Chiediamo infine ai Ripafrattesi e a tutti gli abitanti del bacino d'utenza della Stazione di sostenere questa causa e di aderire a eventuali raccolte di firme; nonché di inviarci segnalazioni, proteste, lamentele e suggerimenti.
La Redazione di "Voci dalla Rocca".
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