Editoriale
IL CASO: la stazione si rifà il trucco
San bartolomeo, prima festa patronato
Il futuro di Ripafratta, si apra il dibattito. Saranno mesi importanti
Spazio dei lettori
Rupecava, 8 settembre e 14 agosto, feste tra tradizioni e fede
Scuole, il sindaco inaugura il nuovo centro di Pappiana. Definitivo addio a Ripafratta
Ripafratta nella letteratura. Quando un paese piccolo si fa lango fra grandi nomi
La "Voce del Serchio". Nasce un giornale internet per la Val di Serchio
Lungomonte e traffico. Stavolta parliamone si velocità eccessiva
Numero di settembre di "Voci dalla Rocca", e si ricomincia un'altra annata, dopo un'estate torrida e in vista di momenti di grandi stravolgimenti. Prima di tutto quello che riguarda noi del giornalino: da tanti anni chiediamo collaborazione da parte dei Ripafrattesi (e, più recentemente, anche da parte di tutti gli abitanti dei paesi vicini che ci leggono e che desiderano scriverci), per poter mettere insieme ogni mese un numero decente. Per la verità, vorremmo fare di più: vorremmo essere un mezzo di comunicazione e di discussione che abbia qualcosa di interessante da dire, e che magari alimenti dibattiti e faccia conoscere Ripafratta, il suo territorio e le problematiche, anche al di fuori dei suoi angusti confini; vorremmo anche essere un modo per condividere memorie, tradizioni e ricordi. Tutto questo, in sette anni, l'abbiamo fatto sostanzialmente grazie alle nostre forze, e alle forze di coloro che hanno accettato di fare parte di questo piccolo sogno. Tutti i membri della Redazione nel corso degli anni, che vorrei ricordare uno ad uno ma che non posso. Pochi aiuti esterni ci hanno raggiunto, e mai come in questo 2007 se n'è sentita la mancanza. Abbiamo accorpato gennaio e febbraio e marzo e aprile, e per sopperire a questa mancanza faremo uscire due numeri speciali (che non sono dei "tappabuchi", anzi speriamo siano molto interessanti) da qui a gennaio. Abbonamento, così, rispettato in pieno. Però si apre una fase difficile, ora che - con questo numero di settembre ormai uscito - mancano solo tre mesi alla fine dell'anno. Ci troviamo a dover riflettere tutti insieme (non solo noi della Redazione, ma anche con tutta Ripafratta, e in definitiva con tutti i lettori, che non solo soltanto di Ripafratta), su cosa fare del nostro futuro. Detto brutalmente: se continuare o no con "Voci dalla Rocca". Il problema non è (come fu con il giornalino "La Rocca" degli anni 70) la mancanza di fedeltà da parte dei lettori: anzi, i nostri sono in continuo aumento da sette anni a questa parte e solo ora si stabilizzano su una soglia che all'inizio non ci saremmo mai potuti aspettare. No, il problema è la difficoltà di scrivere ogni mese un numero sufficiente di pagine. Quindi, riassumendo, il problema è che se non troviamo altre persone che - anche ogni tanto - scrivano su queste pagine e portino il loro contributo alla discussione, semplicemente non abbiamo più ragione di esistere, perché diventiamo (con una parolona) autoreferenziali, e cioè continuiamo a parlarci addosso senza allargare la cerchia dei partecipanti. Intendiamoci: come la penso io su tante cose ormai lo sapete, cosa pensano Angelica, Matteo, Luca, Lavinia e Andrea non è un mistero. Quello che non sappiamo è cosa pensate voi. Per questo, e non per altro, diventa inutile proseguire se non ce lo fate sapere. Speriamo di cominciare un dialogo in queste settimane con più persone possibile che vogliano prendersi non l'impegno ma la gioia di proseguire con noi il cammino, senza scadenze, senza obblighi, senza timori, dicendo semplicemente la loro opinione. E quanto c'è bisogno, di parlare apertamente e pubblicamente. Penso (ma è un pensiero mio, extra-editoriale) che ci sia bisogno di riscoprire un senso di rilassatezza; cominciare a parlare, aprirsi e non chiudersi a chiave, uscire dal seminato delle diffidenze, smussare gli angoli, cambiare completamente modo di ragionare, tirare finalmente un respiro. Ripeto, forse è una visione personale, ma ho il sentore che molti di voi la condividano. Fatecelo sapere. Ne riparleremo più ampiamente sul prossimo numero. Intanto buona lettura (e buona riflessione)
di Francesco Noferi
Torna ad inizio pagina - Indietro
Il restauro della stazione di San Giuliano è stata evidentemente una scommessa azzeccata. Il nuovo centro "polifunzionale", cioè che serve sia da sala conferenze, sia da punto informazioni turistiche sia, chiaramente, da fermata dei treni sta progressivamente prendendo il largo, e ora (notizia data dai giornali) pare che vi si possano addirittura celebrare matrimoni. Intanto, mentre un nostro articolo auspicava una soluzione simile anche per Ripafratta, la stazione all'ombra della Rocca subiva alcuni piccoli tocchi di maquillage. Sono state coperte le scritte vandaliche e tagliati i rovi e i rampicanti che si erano avventurati sulle (orribili) ringhiere di metallo. Per ora, tra l'altro, non si segnalano interventi di imbecilli con la bomboletta e i muri dell'edificio principale sono ancora puliti. Resta il problema della sala d'attesa chiusa e, più in generale, di un complesso che potrebbe avere ben altro uso per la collettività.
della redazione
Torna ad inizio pagina - Indietro
Questa estate, calda e asciutta, e che ormai si appresta a finire per lasciare il passo all'autunno, ha visto la nascita di una nuova e preziosa iniziativa, che ha risvegliato la dormiente Ripafratta la sera di sabato 25 agosto. L'occasione di fare festa e ritrovarsi insieme in allegria è scaturita questa volta da una ricorrenza particolare, una data, il 24 agosto, che forse per la maggior parte delle persone segna solo il rientro dalle ferie ed il ritorno alla vita di tutti i giorni, scandita dal lavoro e dai soliti impegni. Beh, per la cronaca, non è solo questo. In questo giorno si ricorda infatti San Bartolomeo Apostolo, santo che dovrebbe stare particolarmente a cuore ai Riprafattesi in quanto è a lui che è dedicata la nostra chiesa, il che lo rende, a tutti gli effetti, il "titolare" sempre presente della nostra parrocchia. La cena in onore del nostro Patrono si è tenuta presso i locali dell'ex asilo, e i partecipanti sono stati molti. Numerosi infatti i paesani che sono intervenuti, accompagnati da una considerevole delegazione della vicina Filettole, unita a noi dall'Unità Pastorale, e dagli immancabili amici di fuori paese, che ogni volta ritornano fedelissimi. Le portate si sono susseguite a ritmo di musica, che ha accompagnato la serata, talvolta veloci come una samba, altre volte un po' più lentamente, come a tempo di valzer. Tuttavia l'impegno dei tanti parrocchiani, vecchi collaboratori e nuovi validi acquisti, che hanno contribuito a rendere possibile l'evento, è stato sempre massimo e non credo che le aspettative siano rimaste deluse. Lo credo fermamente, visto anche il "piatto d'eccezione" che è stato servito inaspettatamente agli ignari commensali. Una notizia incredibile, una vera bomba, la cui miccia era stata già accesa nel precedente numero di Voci, e che è esplosa con forza, quasi contemporaneamente, nelle orecchie dei presenti e nelle case di chi non c'era. "Ci sono fondi per restaurare la Rocca", annuncia un rappresentante della Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa (Per maggiori informazioni consultare Voci dalla Rocca, edizione estiva 2007), il Dottor Brunori, invitato a parlare dal parroco Don Tiziano, con cui aveva preso contatto. Egli ha riferito come il progetto di restaurazione, in collaborazione anche con il Comune di San Giuliano, si sviluppi in tre anni circa di lavori, destinati a restituire agli antichi splendori il castello, affinché diventi nuovo polo di attrazione turistica e naturalistica. Come Ripafrattesi non si può rimanere impassibili di fronte alla portata di una tale notizia: esiste ora una speranza più viva che la Rocca non sia destinata a finire in pezzi sopra le nostre teste e sui tetti delle nostre case, ma che le sue fondamenta restino salde, aggrappate come radici ai monti che sovrastano il nostro paese. Ulteriore annuncio, non meno importante per i paesani, soprattutto per i tantissimi appassionati di calcio, è stato quello dato da Giulio Pardi, Rocco per tutti noi, relativo alla futura costituzione dell'Unione Sportiva Ripafratta, che sarà fondata in settembre, con sede legale presso la Parrocchia. Per festeggiare la sua nascita e per garantire la sua "crescita", ovvero per raccogliere fondi, sarà organizzata una cena, sempre presso l'asilo, nel prossimo autunno. Dopo gli annunci, terminata la cena, si sono levate le gambe da sotto i tavoli e portate nella stanza del camino per prestarle alla musica, fino a quando la stanchezza non ha preso il sopravvento e la pancia piena non ha segnalato ai partecipanti l'ora di ritornare alle proprie case.
di Matteo Benotto
Torna ad inizio pagina - Indietro
E' stata un'estate particolare, questa che ci lasciamo alle spalle. E sarà un autunno ancora più importante quello che ci troviamo di fronte. E siccome non si tratta di novità o di sviluppi che sono visibili subito a tutti, è nostro dovere cercare di aggiornare, per quanto possibile, i nostri lettori e tutti gli interessati. Cominciamo da zero. Durante l'estate il "Comitato per Ripafratta" ha avuto un giro di colloqui con numerosi esponenti delle maggiori forze politiche rappresentate in Consiglio comunale a San Giuliano, sia di maggioranza che di opposizione. Ripafratta è una frazione su cui si è investito abbastanza poco negli ultimi decenni. E tuttavia è anche una frazione viva (troppo viva, a volte), in cui le istanze dei cittadini si fanno sentire e prendono forma. Ad ognuno dei partiti che ha partecipato agli incontri con il Comitato, l'associazione ha presentato le istanze del paese e ha ripercorso gli sforzi fatti in questi anni. I risultati sono così riassunti dal Comitato: "Gli incontri sono stati, tutti, positivi e costruttivi: abbiamo imparato tante cose e altrettante, crediamo noi, ne avrano imparate politici e amministratori sul nostro paese. Le prospettive che emergono sono di fiducia e di impegno da parte di tutti, ma il percorso di riqualificazione del paese si delinea all'interno di un quadro più ampio che dobbiamo continuare a tenere sotto controllo per evitare che, come accade talvolta, le cose troppo grandi "si perdano" un po'". Si è parlato di Rocca, di parcheggio, di Farneta con i suoi problemi (in primis le fognature), ma anche delle potenzialità turistiche ed economiche del nostro paese. L'intento è stato quello di coinvolgere tutti i politici e gli amministratori e incentrare su Ripafratta un bel fascio di luce, che possibilmente non si spenga all'indomani dei vari incontri. Più in prospettiva, spiegano dal Comitato, si spera di aprire un dibattito "in grande", non solo con gli amministratori, sul futuro del nostro paese e sulle sue potenzialità da sfruttare. A questo si è aggiunto un altro elemento che avrete letto nelle pagine precedenti, e cioè la conferma che la nostra Rocca è definitivamente al centro di un progetto di recupero, ancora da avviare, ma che prospetta interessanti sviluppi. L'annuncio è stato dato da un membro del Consiglio di amministrazione della Fondazione Cassa di Risaprimio di Pisa (che finanzierà il progetto di restauro in collaborazione col Comune) in occasione della prima festa patronale di San Bartolomeo, ed in particolare durante la cena all'Asilo. Il resoconto più dettagliato lo potete leggere nell'articolo di Matteo Benotto, mentre qui a fianco pubblichiamo la lettera aperta che, a seguito dell'evento, il presidente del "Comitato per Ripafratatta" ha scritto al Sindaco di San Giuliano. Comunque vadano le cose, si prospetta un autunno (verosimilmente) portatore di altre novità al riguardo. La notizia l'avevamo anticipata anche noi di "Voci dalla Rocca", anche se il numero è uscito in ritardo dopo la ricorrenza patronale, ma l'importante è che sviluppare adesso un confronto quanto più ampio possibile per fare due cose: 1) vigilar che il piano (un po' "faraonico" in effetti) di restauro della Rocca venga davvero messo in atto e 2) scegliere insieme a tutti i cittadini del nostro paese e del suo territorio quale futuro vogliamo per Ripafratta. Perché se il progetto va in porto ci saranno molte possibilità e molti aspetti da valutare.
di Francesco Noferi
Torna ad inizio pagina - Indietro
Lettera aperta del Comitato per Ripafratta al Sindaco di San Giuliano Terme Paolo Panattoni.
Ci permettiamo di inviarLe questa lettera, e chiederemo alla cortesia della Redazione "Voci dalla Rocca" perché venga pubblicata sul periodico contestualmente ad una Sua eventuale gradita risposta, perchè in questi giorni i soci del Comitato per Ripafratta e, probabilmente anche alcuni cittadini, si sono fatti delle domande su delle informazioni che sono state diffuse recentemente.
Il 25 di agosto, in occasione della ricorrenza del patrono S. Bartolomeo, è stata proposta ed organizzata una cena presso villa Danielli Stefanini preannunciando che sarebbero state comunicate ai partecipanti grandi novità e sorprese per Ripafratta.
Il sottoscritto ha avuto conoscenza solo successivamente dell'iniziativa e le nuove ed importanti notizie mi sono state solo riferite; infatti non ricevo più da qualche mese un utile "Notiziario dell'Unità Pastorale Filettole e Ripafratta", a cura del nostro Parroco Don Tiziano Minnucci; Notiziario in cui vengono pubblicate notizie relative sia all'attività pastorale che ad iniziative come questa.
Successivamente, sempre sullo stesso Notiziario, si scrive che "..le autorità della Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa, annunciano ufficialmente nei locali dell'ex asilo, che la Rocca di Ripafratta sarà presto restaurata, in collaborazione con il Comune. Ci dicono che sono previsti circa tre anni di lavori per rendere l'antico rudere di nuovo polo di attrazione turistica e naturalistica. E' stato anche anticipato dal nostro Sindaco Panattoni che il centro visite sarà realizzato nella stazione FS di Ripafratta che sarà ceduta in comodato ventennale al Comune, in cambio di notevoli investimenti".
Gradiremmo sapere se Lei, signor Sindaco, è in grado di confermare sia le nuove ed importanti notizie comunicate nei locali dell'ex asilo da un consigliere dell'Ente Cassa di Risparmio (il dott. Brunori ci dicono, salvo il vero), e che parrebbero essere tratte da un protocollo di intesa già firmato dall' Ente e dal Comune, sia la destinazione a centro visite turistiche per l' edificio della stazione di Ripafratta.
Ringrazieremo allora il Notiziario, e don Tiziano Minnucci che lo dirige, per queste definitive notizie ribadite nel Notiziario parrocchiale del 26 agosto 2006 e che noi, soci iscritti al Comitato per Ripafratta, aspettiamo dall'anno 2002.
E' infatti dall'anno 2002, dalla nascita del Comitato, che abbiamo posto con forza al primo posto, tra i tanti problemi sollevati e perseguiti, il recupero della Rocca, delle Torri e del territorio. Questo recupero lo abbiamo proposto prima al F.A.I. che si rifiutò di prendere in considerazione il progetto e per l'onere della spesa e per le scarso interesse turistico dei luoghi e quindi del prevedibile modesto ritorno economico con la gestione della struttura stessa. Convinti come eravamo, e come siamo, della grande importanza archeologica e storica del complesso dei monumenti e della rilevanza anche economica per un significativo sviluppo del territorio e dalla urgenza di un risanamento che arrestasse un veloce degrado abbiamo cercato di sollecitare opinione pubblica, proprietari, Amministrazione del Comune di San Giuliano Terme, perché si arrivasse ad una acquisizione dei monumenti da parte dello Stato e ad una gestione affidata alla Soprintendenza con una qualche forma di collaborazione-cogestione da istituire con gli Enti locali, in primo luogo con il Comune stesso. Ed è stato un lungo processo per un recupero che avrebbe richiesto notevoli disponibilità finanziarie e tecniche e che l'Amministrazione del Comune non avrebbe da sola potuto sostenere. Abbiamo seguito negli anni, attraverso numerosissimi incontri con il sindaco Gabriele Santoni e poi con Lei, sindaco Panattoni, e con gli assessori all'urbanistica, le varie ipotesi di acquisizione perseguite, fino ai contatti con la Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa che, dimostrando disponibilità, ha infine avviato un indagine di fattibilità per una responsabile decisione sulla possibilità di un recupero.
Per questo obbiettivo il Comitato per Ripafratta ha creato, con l'impegno personale dei soci e con il patrocinio del Comune, "La Festa di Primavera"; Feste che si sono succedute nei vari anni; precedute, il 12 ottobre 2002, da una iniziativa che chiamammo "La Storia e la Memoria". In quella occasione furono organizzate una prima mostra di mappe, rilievi e documenti della Rocca presentati dal professor architetto Domenico Taddei, mappe e rilievi della tesi di laurea dell'architetto Sebastiano Amato sulla Rocca di Ripafratta; ed ancora una conferenza sullo stato e le possibilità di recupero della Rocca con interventi del sindaco Gabriele Santoni, della professoressa Elda Carlotti dell'Associazione culturale "Il Castello" di Nozzano, dell'architetto Marta Ciafaloni, della Soprintendenza di Pisa, e dello stesso prof. Architetto Domenico Taddei dell'Università di Architettura di Firenze.
E poi le visite guidate alla Rocca ( un grazie ancora al generoso impegno dell'architetto Sebastiano Amato), alla Torre del Centino, gli audiovisivi su "Le macchine da guerra nel medioevo", presentate dall'architetto Bulleri, sono solo alcune delle iniziative sviluppate in questi anni per sensibilizzare e sollecitare il recupero della Rocca e del territorio.
Lo scorso febbraio, dall'assessore Coli, sapemmo che tra breve ci sarebbe stato un incontro, e solo questo, dell'Amministrazione Comunale con i dirigenti della Fondazione Ente Cassa di Risparmio per la firma di una convenzione Ente-Comune che definisce formalmente i termini di partecipazione finanziaria, i tempi di attuazione e quant'altro inerente al progetto di recupero.
Ed da un colloquio che abbiamo avuto successivamente il 29 giugno 2007 con Lei, signor Sindaco, emergeva ancora e la disponibilità dell'Ente a definire un accordo per il recupero della Rocca; ed ancora all'esistenza di trattative in corso con l'Amministrazione delle Ferrovie per un non ancora precisato utilizzo, da parte dell'Amministrazione Comunale, dell' edificio della stazione di Ripafratta. Ma solo questo.
Se ci conferma gentilmente che sono ora operanti tutti i termini intervenuti in un accordo formale sul recupero della Rocca, cioè una convenzione già firmata dall'Amministrazione Comunale ed Ente Cassa di Risparmio, ci rallegriamo e ci congratuliamo con Lei e con tutta l'Amministrazione Comunale per il risultato perseguito e raggiunto con tenacia in tutti questi anni; risultato a cui noi tendevamo con forza, con la dedizione e l'impegno di tutti i nostri soci e dei cittadini ripafrattesi di buona volontà.
E diciamo allora che sarebbe stato desiderabile che questo significativo risultato, di un accordo raggiunto, avesse potuto essere annunciato dall'Amministrazione Comunale durante la nostra Festa di Primavera del 2 e 3 giugno 2007.
Ci permettiamo inoltre di ricordare, perché ci vengano resi noti i vari stadi di avanzamento o gli intoppi di tutte le altre nostre iniziative che sono state oggetto, in questi anni, di incontri e di confronti con Lei e con gli assessori, secondo le varie competenze:
Oltre alla Rocca, le Torri ed il territorio abbiamo avviato iniziative perché l'Amministrazione Comunale cerchi di risolvere il problema del parcheggio a Ripafratta, le condizioni del cimitero, del traffico pesante, del recupero del lavatoio di via Fattori, della pulizia delle strade e dei viali (fino alla stazione): dell'utilizzo della ex scuola elementare, all'interno della quale da vari anni il Comitato organizza corsi di ginnastica , di taglio e cucito ed altre iniziative illustrate nel progetto di utilizzazione della ex scuola presentato ancora una volta qualche giorno fa alla Amministrazione (presidio sanitario, biblioteca, sede del Comitato per incontri e discussioni dei e con i cittadini).
Iniziative che cerchiamo appunto di monitorare nei loro sviluppi attraverso incontri con l'Amministrazione Comunale, portandole a conoscenza dei cittadini, perché con il contributo di tutti si discutano, si migliorino e si sostengano.
Nei prossimi mesi, in occasione della relazione annuale, rivolta ai soci del Comitato ed aperta ai cittadini ripafrattesi, sulle attività svolte e lo stato ed i risultati delle iniziative intraprese, inviteremo i rappresentanti dei partiti e dell'Amministrazione Comunale che vorranno partecipare al dibattito perché possano contribuire alla discussione.
Ringraziando per l'attenzione La saluto cordialmente.
Nicola Aliberti, Comitato per Ripafratta
Ripafratta 30 agosto 2007
di Nicola Aliberti (presidente "Comitato per Ripafratta"
Torna a inizio pagina - Indietro
Come da tradizione anche quest'anno si sono rinnovati gli appuntamenti all'eremo di Rupecava per la festa tutta ripafrattese del Voto del 14 agosto, e per l'8 settembre, "compleanno" della Vergine Maria. Purtroppo però entrambe le ricorrenze non hanno avuto la stessa risonanza, dal punto di vista della partecipazione. La prima, ossia quella conosciuta come la "Festa del Voto" è passata un po' in sordina rispetto agli scorsi anni, e dire che si era sino ad ora mantenuta "giovane" come partecipazione, forse il ricordo si è un po' affievolito, ma visto che i terremoti ci fanno ancora paura… La seconda ricorrenza invece si può dire abbia registrato il "tutto esaurito". Molta la partecipazione, composta della gente, alcuni a piedi, altri giunti con le auto, ma comunque tutti devoti e rispettosi. Alcuni hanno anche voluto rivivere le merende al sacco tra una funzione e l'altra o più semplicemente si sono voluti trattenere un po' dopo la fine della S. Messa. Grazie anche al lavoro di chi si è occupato di pulire e rendere agibile l'eremo ai fedeli (per il 14 agosto si sono dovuti anche ripulire i resti di un falò…) e dare buona visibilità con l'uso del nastro bianco e rosso ai punti di maggior pericolo e/o inagibilità. Buona l'idea della bancarellina dei souvenirs per la festa dell'8 settembre, tra cui la riedizione, in parte riveduta e aggiornata, del volume scritto tempo fa da mons. Giovanni Paolo Benotto, "Rupecava-Alle radici della memoria". Anche i parroci che si sono alternati durante le funzioni sono stati un'ottimo segnale di unità tra diversi paesi confinanti che non solo si danno una mano, ma partecipano uniti ad una ricorrenza comune.
di Angelica Pardi
Torna ad inizio pagina - Indietro
E dunque anche questo passo è fatto. Dopo la conferma della definitiva chiusura delle due scuole elementari di Ripafratta e Molina, che per generazioni hanno curato la formazione dei giovani del lungomonte e dalle quali tutti più o meno proveniamo, ora sono state inaugurate (e sono ovviamente entrate in attività) le nuove scuole elementari "allargate" di Pappiana, che ospiteranno anche i nostri ragazzi. La sede è stata inaugurata dal Sindaco a metà settembre, ed intitolata a Domenico Marco Verdigi, il giovane ragazzo che il 21 agosto del 2004 annegò a Marina di Pisa ma riuscì a salvare due bimbi di 10 e 11 anni. La decisione del trasferimento, su cui ancora gravavano le incertezze dell'ultimo minuto, è dunque diventata effettiva, e la "nostra" scuola è stata sgomberata e lasciata, dopo tanti anni, vuota e senza una campanella che suonasse ad inizio anno. I giudizi di chi ha potuto visitare la nuova scuola sono molto positivi, e questo è senz'altro un bene (anche se la nostra idea di fondo non cambia); ci sono state lamentele e proteste (apparse sui giornali), invece, da parte degli abitanti delle case circostanti, perché il notevole incrementi di ragazzi e alcuni cambiamenti alla viabilità hanno reso più trafficata l'intera area. Le certezze invece non sono arrivate circa l'utilizzo dei locali lasciati vuoti. Si sa però per certo - ed è una notizia consolante - che il Comune ha concesso la disponibilità anche per l'annata 2007/08 ai corsi di ginnastica e di taglio e cucito organizzati dal "Comitato per Ripafratta". Il futuro delle scuole rimane ancora un'incognita, ma questa disponibilità appare come un incoraggiamento a tutti coloro che si sono messi a lavorare a questo progetto, con la speranza che un edificio così importante diventi risorsa per tutta la comunità .
della Radazione
Torna ad inizio pagina - Indietro
Mi capita talvolta di conoscere nuovi amici, capita che questi mi chiedano dove abito ( come è di consueto quando si fanno due chiacchiere ) e che non appena io risponda "a Ripafratta" esclamino "Dove, scusa??" . Eh già… Perché Ripafratta è un paese piccolo, è vero.. e forse non troppo conosciuto. Però c'è da dire, con molto orgoglio, che a differenza di altri il nostro caro paese è nella letteratura. Ebbene si.. Carlo Goldoni ad esempio (immagine in basso a destra nella prossima pagina), considerato uno dei padri della commedia italiana , nato a Venezia nel 1707, scrive la "Locandiera" attorno al 1750, periodo in cui risiedeva a Pisa. La storia è ambientata a Firenze e si incentra su Mirandolina, un'attraente e astuta giovane donna che gestisce con l'aiuto del suo cameriere Fabrizio, una locanda ereditata dal padre. Mirandolina è molto corteggiata dai forestieri, ma arriva ad un certo punto il cavaliere di Ripafratta, che ostenta il suo disprezzo per le donne e si rivolge a lei in modi sgarbati. La giovane si propone di farlo innamorare e in poco tempo infatti ci riesce, riservando a lui molte attenzioni e fingendo di condividere le sue opinioni misogine. Quando il cavaliere smanierà per amore, questa si divertirà ad esibire una totale indifferenza nei suoi confronti che lo renderà furioso. Alla fine Mirandolina riuscirà abilmente a districarsi da questa situazione incresciosa e farà allontanare il Cavaliere, sposando poi il cameriere Fabrizio.
Andando di mezzo secolo a ritroso invece troviamo Guittone D'Arezzo, poeta nato nel 1235, un partigiano della fazione guelfa che entrò poi a far parte dei "frati gaudenti", amareggiato dai troppi contrasti fra le casate. Il poeta ha composto un ricco canzoniere e riporto qui una piccola parte, dove viene citata Ripafratta come timore dei pisani :
Monete mante e gran gioi' presentate
ai Conti e a li Uberti e alli altri tutti
ch'a tanto grande onor v'hano condutti,
che miso v'hano Sena in podestate;
Pistoia e Colle e Volterra fanno ora
guardar vostre castella a loro spese;
e 'l Conte Rosso ha Maremma e 'l paiese,
Montalcin sta sigur senza le mura;
de Ripafratta temor ha 'l pisano,
e 'l perogin che 'l lago no i tolliate,
e Roma vol con voi far compagnia.
Onor e segnoria
adunque pare che ben tutto abbiate:
ciò che desïavate
potete far, cioè re del toscano.
Per non parlare poi di Dante Alighieri (immagine in basso a sinistra) che nella Divina Commedia cita i nostri monti pisani come "ostacolo" , per cui i pisani non riescono a vedere i lucchesi:
Questi pareva a me maestro e donno,
cacciando il lupo e ' lupicini al monte
per che i Pisan veder Lucca non ponno.
(Inferno · Canto XXXIII)
In conclusione possiamo dire che Ripafratta oltre ad essere di importante valore storico, è anche un paese che ha lasciato il segno nella letteratura. Non troppo sconosciuto in fondo!
di Lavinia Bianchi
Torna ad inizio pagina - Indietro
Da alcuni mesi è nato il giornalino on line chiamato La Voce del Serchio (www.lavocedelserchio.it). Si tratta di un quotidiano che si occupa esclusivamente delle notizie e dei problemi riguardanti i paesi situati lungo le sponde del Serchio. Il fiume, infatti, più che dividere, ha unito le popolazioni che abitano le sue sponde, contribuendo a creare una cultura analoga legata a questa presenza.
Il giornale è partito come esperienza dal territorio del Comune di Vecchiano, ma c'è in programma di ampliare gradualmente l'attenzione anche all'altra riva del fiume, quella del comune di S.Giuliano.
L'obbiettivo è quello di farne un luogo per lo scambio delle informazioni riguardanti il nostro territorio. Purtroppo i grandi quotidiani non hanno uno spazio sufficiente per accogliere le esigenze delle piccole località, e d'altra parte i siti che molte associazioni si sono creati per superare questo problema, hanno uno scarsa visibilità perchè circoscritti alla cerchia degli interessati. A nostro avviso manca un luogo comune, una specie di piazza virtuale, accessibile a tutti i cittadini e a tutte le associazioni, attraverso la quale scambiarsi e far circolare le informazioni. La Voce del Serchio vorrebbe diventare la casa comune di tutte le associazioni. Lo scopo di questo impegno è quello di contribuire alla crescita delle nostre comunità che rischiano di perdere la coscienza di se stesse, per diventare progressivamente una periferia di Pisa. Questo processo distruttivo, infatti, prima ancora di manifestarsi sul territorio, incide sulle menti. Solo quando la gente accetterà di diventare un quartiere periferico del capoluogo, allora questo accadrà. Per qualunque informazione o per far pubblicare qualche notizia scrivere a: lavocedelserchio@yahoo.it
* l'autore fa parte del giornale on-line "La Voce del Serchio" con cui "Voci dalla Rocca" collabora.
di Paolo Mengali l'autore fa parte del giornale on-line "La voce del Serchio" con cui "Voci dalla Rocca" collabora
Torna ad inizio pagina - Indietro
Le nostre strade non sono state certo progettate per i mezzi di oggi: sia la strettoia di Ripafratta (forse il punto più angusto dell'intera Statale), che il centro di Molina di Quosa, che alcune curve a Rigoli e a Pugnano sono più adatte alle carrozze e ai "barrocci" che vi transitavano un tempo che non alle potenti automobili di oggi. La Statale Abetone è semrpe più trafficata e soprattutto attraversa, nel tratto da Pisa a Lucca, numerosi paesi e centri abitati di piccole dimensioni, la maggior parte dei quali proprio nel comune di San Giuliano. Nonostante il divieto di velocità sia (almeno) di 50 Km/h, chiunque si trovi a passare per Ripafratta o per Pugnano o per Molina non avrà difficoltà a dirvi che questo limite non è quasi mai rispettato. Veri e propri incoscienti sfrecciano a oltre 70 all'ora in zone dove la prudenza (e il buon senso) consiglierebbero velocità anche più ridotte del pur giusto limite prescritto. Naturalmente, gli incidenti sono in aumento, e spesso e volentieri coinvolgono anche ignari pedoni, veri e propri bersagli dell'incoscienza altrui. E' un problema semplice, questo, e grave al tempo stesso. La gente va troppo veloce in auto, passando per strade così strette e così abitate. Serve urgentemente porre rimedio. Non pensiamo di contribuire ad una scoperta, ma è sempre bene porre la questione all'evidenza di tutti. E del resto, questo dell'eccessiva velocità, è un tema che ha trovato spazio anche su quotidiani come "la Nazione" o "il Tirreno" negli ultimi mesi. Anche e soprattutto per sottolineare come l'Amministrazione comunale si stia progressivamente interessando sempre più alla questione. Ne avevamo dato conto anche noi in un numero precedente, se ricordate, quando era apparsa la notizia della possibile, ventilata installazione di una serie di autovelox fissi, anche se non si sa bene dove né quando. All'epoca avevamo sottolineato come secondo noi questo strumento non fosse assolutamente sufficiente, e anzi rischiasse di essere controproducente, facendo magari cadere nella "trappola" dell'autovelox chi più spesso frequenta queste strade (cioè chi ci abita) e magari si può trovare una volta a superare di poco il limite consentito. La nostra proposta era e rimane questa invece: l'installazione di veri e propri "punti di rallentamento" all'ingresso e all'uscita dei nostri centri abitati (i paesi del lungomonte) con dissuasori rialzati, segnalatori luminosi e segnalazione verticale, nonché indicatori di velocità. Insomma, tutto quanto possa contribuire a ricordare agli (incauti) automobilisti che si sta per entrare in un centro abitato dalla strada stretta e dalla viabilità difficile. Questo, naturalmente, unito ad un controllo più capillare delle forze di polizia municipale. Questa rimane la nostra proposta, in attesa delle soluzioni che saranno predisposte nel tempo. E in attesa, naturalmente, della nascita di un maggior senso civico in tutti, che ci faccia alzare il piede dall'acceleratore quando percorriamo centri abitati e strade pensate per le carrozze e non per le Ferrari. ?
della Redazione