Finalmente eccoci di nuovo qua, dopo una lunga assenza, dovuta alla pausa estiva. Innanzi tutto ci scusiamo sentitamente con i nostri più cari lettori, se il nostro "Voci dalla Rocca" non è uscito per lo speciale numero estivo, ma ci sono stati dei problemi tecnici, che non ci hanno permesso la regolare uscita di quella edizione. Vi promettiamo però che nel corso di questo autunno uscirà un numero speciale, più ricco, pieno di articoli e novità, ma per ora non vogliamo anticiparvi niente, deve essere una sorpresa... Vi ricordate la "Festa di Primavera", fatta nel mese di maggio? Be', anche il 27 e 28 settembre scorsi ce n'è stata una simile, organizzata però stavolta dalla Regione Toscana con la collaborazione del Comitato e dell'Istituto Italiano dei Castelli. Grazie a questa manifestazione, oltre trecento persone hanno potuto visitare la nostra Rocca. Un bel risultato! Ve ne parliamo meglio all'interno. Cogliamo l'occasione di questo inizio stagione per farvi un ulteriore appello: scriveteci, scriveteci, scriveteci! Anche stavolta, come sempre, vi invitiamo a collaborare con noi. Non solo perché da soli possiamo fare ancora poco (e mettere su un giornale al mese non è cosa facile), ma perché "Voci" deve essere il giornale di tutti quelli che vogliono partecipare alla vita del paese, commentando, criticando, incoraggiando. Fatevi avanti, non siate timorosi… Aspettiamo con ansia la vostra preziosa collaborazione. Ed ora credo che non ci sia altro da dire; prima di lasciarvi alla lettura di questo numero di settembre. Ci scusiamo ancora una volta con tutti i nostri lettori per i ritardi, ed infine vi auguro una buona lettura.
di Benedetta Barbuti
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A Ripafratta, si sa, le vecchie tradizioni sono dure da portare avanti; sarà perché tutti hanno sempre tanto da fare o perché il nuovo fa più gola del vecchio ma fatto sta che, quando c'è da preparare qualcosa di grande ed impegnativo come la Triennale, le porte si chiudono e con loro i portafogli. Ma andiamo per gradi: innanzitutto cos'è la Triennale? E' una festa di carattere religioso (e ripeto, di carattere religioso) che ogni tre anni viene celebrata in tono maggiore (dove per maggiore si intende con addobbi luminosi alle case, processione e gran finale pirotecnico). Visto che sono passati già tre anni dall'ultima, alcuni volenterosi paesani si sono riuniti con il Pievano per organizzare il tutto nel migliore dei modi. E' stato dunque stilato un preventivo dei costi necessari per l'illuminazione completa del paese (che sembra diventare immenso in questi casi) e per i fuochi artificiali; per rendere poi partecipi e più coscienti i paesani ne è giunta addirittura una copia in ogni casa. Quasi in simultanea ai preventivi sono arrivate nelle case delle bianche e vuote bustine, che naturalmente non avevano lo scopo di incentivare l'uso della posta, ma chiedevano amici cartacei di vario taglio, con sopra disegnate dodici stelline. Ma le buste non sono tornate o per essere più precisi ne sono tornate davvero poche (e questa volta non si può dare nemmeno la colpa alle solite poste italiane, perché queste lettere dovevano essere consegnate a mano). Ma si sa, ognuno ha i suoi impegni, le buste si perdono, ci scordiamo di riportarle… Insomma, sono cose che succedono, e visto che i volontari queste cose le sanno, hanno deciso di fare un altro di quei famosi giri "porta a porta", che alla fine della giornata ti lasciano i piedi doloranti e spesso una pessima opinione di Ripafratta. Ed è proprio così che è andata: c'è chi è impegnato a preparare la maionese e per carità non si può muovere perché senno impazzisce, e poi il marito chi lo sente; chi sta per uscire perché il bimbo più grande va portato a calcio, la bimba di mezzo a danza e quello appena nato ai pre-corsi di inglese; chi il portafoglio non lo trova più perché le donne hanno quel viziaccio di pulire ogni momento e spostare sempre tutto, chi… ecc. ecc. Però ad onor del vero c'è anche chi il suo dovere di buon paesano lo ha fatto volentieri e anche senza troppi rigiri e preamboli, ma si vede che questa è una di quelle specie in via di estinzione perché alla fine le casse erano tristemente povere e di luci e fuochi neppure a parlarne. Sarebbe stata la prima volta in cinquanta anni che succedeva una cosa del genere. Ma questa soap non è ancora finita; infatti, appena sparsa la notizia che la Festa sarebbe stata "menomata", un malcontento generale ha pervaso il paese. Visto però che il baratto non è più in uso da parecchi secoli e che luci, lucine, fuochi e fuochini non si possono pagare con i discorsi, cari Ripafrattesi dovevate pensarci prima e come dice una celebre canzone "dare di più". Così, nell'ultima riunione dei volontari con il Pievano, tenutasi il 29 settembre, è stata presa la decisione di non illuminare tutto il paese con le consuete "arcate" di lampadine, ma di limitarsi ai lumini, sperando nella buona volontà delle famiglie. Per i fuochi, invece, c'è ancora speranza, e probabilmente li vedremo a conclusione della processione. Ma in fondo non tutto il male viene per nuocere, perché è di una festa religiosa che parliamo; ciò che conta è lo spirito con cui ognuno di noi la vive, il resto è in più, è abbellimento, è il richiamo per la massa. Ricordiamocelo!
di Sara Lippi
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Il tempo atmosferico non è stato clemente con la manifestazione organizzata da Regione Toscana, Comitato e Istituto Italiano dei Castelli per il 27 e 28 settembre scorsi. A metà pomeriggio di domenica 28, con le visite guidate in pieno svolgimento, un violento acquazzone ha costretto gli organizzatori a chiudere anticipatamente la giornata di escursioni, senza contare i disagi che ha arrecato a tutti quanti erano impegnati nella manifestazione. Ma non è questo che rimarrà nella modesta storia del nostro paese, bensì l'alto (e inaspettato)numero di visitatori che nelle sole giornate di sabato e domenica 27 e 28 hanno affollato il paese per visitare la Rocca e non solo. Ripafratta aderiva infatti alla giornata denominata "Castelli e Fortificazioni", pubblicizzata dalla Regione in tutta la Toscana e non solo. Per la prima volta la Rocca raggiunge una fama fino ad oggi insperata ed attira l'interesse di centinaia di persone che da tutta la regione sono venute a seguire le visite guidate organizzate grazie alla preziosa collaborazione dell'Istituto Italiano dei Castelli, sezione Toscana, e in particolare dell'architetto Sebastiano Amato, che accompagnava i visitatori di persona. L'afflusso considerevole è arrivato inaspettato, perché a livello locale il Comitato non si era speso in grandi campagne pubblicitarie (come invece era accaduto per la Festa di Primavera e per le altre iniziative); in realtà, però, la pubblicità l'aveva fatta la Regione, e che pubblicità. I pieghevoli con tutti i castelli visitabili in Toscana (e quindi anche con la Rocca) erano stati distribuiti capillarmente in uffici turistici, stazioni, aeroporti in tutta la regione e persino allegati ad un numero del quotidiano "la Repubblica". Le cifre, ora. I giorni della manifestazione erano due, il sabato e la domenica, per un totale di otto escursioni guidate (ne sono state realizzate in totale sei, per via del maltempo), di un'ora ciascuna. I visitatori stimati dal Comitato sono stati oltre 330, senza considerare quelli che, in attesa delle ultime visite, hanno dovuto rinunciare causa pioggia o quelli che hanno deciso di salire da soli, magari in mattinata. Soddisfazione è stata espressa da tutti gli organizzatori. Il successo di queste due giornate (che rientravano, tra l'altro, nell'ambito delle Giornate europee per il Patrimonio) lascia intravedere uno spiraglio di luce per il futuro del nostro paese, che prevediamo sarà sempre più legato a quello della Rocca. In bene, speriamo.
di Francesco Noferi
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E' successo proprio tutto in una estate, nel giro di pochi mesi. Quelli in cui, purtroppo, noi eravamo nella nostra consueta vacanza estiva. Così, non abbiamo potuto informarvi in presa diretta dello svolgersi degli avvenimenti, ma ci teniamo a farlo adesso per diversi buoni motivi. Soprattutto perché in pochi, forse, sono a conoscenza di ciò che è successo davvero. Allora cominciamo daccapo. Inizio estate: il piazzale a lato della stazione (quello "interno") si va lentamente ma costantemente riempiendo di materiale da deposito, scaricato lì da numerosi convogli di camion che fanno la spola tra chissà dove e Ripafratta giorno dopo giorno. Il materiale accatastato altro non è che traversine su traversine, quelle, per intenderci, fatte di legno e che troviamo su tutti i binari, una accanto all'altra, provenienti dalla Garfagnana - si è saputo poi - dove era in corso il rifacimento di una tratta ferroviaria. La catasta, col tempo, si fa sempre più alta. Arriva a diventare un vero e proprio scempio al paesaggio circostante. E questo non è certo il problema maggiore. Chi ha un po' di pratica nel settore, saprà che le traversine ferroviarie, per quanto fatte di legno, sono altamente inquinanti, di più, sono tossiche, perché imbevute di un materiale che le rende più resistenti contro il processo a cui va in contro il legno a cose normali. Per cui, potete ben immaginare cosa significhi avere, a due passi da casa, un deposito alto metri su metri di questa roba. L'odore era infatti nauseante, e chiunque, anche solo passando semplicemente in auto, poteva sentirlo da notevole distanza. Per rimediare ad una situazione che si stava facendo sempre più seria, alcuni paesani si sono interessati presso l'Arpat (sigla che sta per Agenzia Regionale Protezione Ambientale Toscana) e con una raccolta di firme. Il risultato è stata una vittoria per tutto il paese. Potete leggere qui a fianco la risposta dell'Agenzia, e potete vedere con i vostri occhi come la stazione sia tornata, finalmente, ad una certa normalità (a proposito, non ce lo siamo mica scordati in che condizioni è ridotta… a quando un intervento serio in merito?). Nel giro di poco meno di un mese, le cataste di traversine sono state prima coperte da grossi teli e circondate da un cordolo di cemento (per evitare che il materiale dilavato dalla pioggia inquinasse il suolo), poi, gradualmente, trasportate via. Dove? E chi lo sa. Speriamo in qualche deposito appropriato e non in un'altra stazione che ha l'unica sfortuna di essere abbandonata a se stessa, per quanto meta quotidiana di decine e decine di persone. Questa vicenda, che vi abbiamo qui riassunto, dimostra essenzialmente una cosa. Che l'impegno civico, che dovrebbe distinguerci tutti, dà sempre risultati concreti.
di Francesco Noferi
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Pubblichiamo qui di seguito, per intero, la lettera inviata dall'ARPAT, Agenzia Regionale per la protezione Ambientale della Toscana, al Sindaco di San Giuliano Terme e, per conoscenza, anche alle Ferrovie dello Stato e ai compaesani promotori della protesta. "Pisa, lì 16 Giugno 2003. Oggetto: Segnalazioni residenti loc. Ripafratta per maleodoranze da deposito traversine ferroviarie. In riferimento alle numerose segnalazioni pervenute negli ultimi giorni a questo dipartimento, e relative all'oggetto, personale TPA si è recato nella località indicata ed ha accertato che nei pressi della Stazione Ferroviaria di Ripafratta sono state accatastate numerose traversine, anche fino all'altezza di 5/6 metri, su terreno non impermeabilizzato ed esposte agli agenti atmosferici. Tali materiali, notoriamente intrisi di sostanze pericolose deputate alla conservazione del legno e, con l'entrata in vigore dei nuovi codici CER, classificati RIFIUTI PERICOLOSI, ai fini del loro smaltimento, sono stati prodotti nelle operazioni di demolizione della tratta ferroviaria LUCCA-AULLA e ivi depositati in attesa di una destinazione non ancora definita. Alla luce di quanto sopra, vista la consistenza delle lamentele ed il disagio causato ai residenti, considerata la pericolosità dei materiali ed il pericolo di inquinamento del suolo derivante dal rilascio delle sostanze pericolose ad opera degli agenti atmosferici, vista la provenienza del materiale, si invita la S.V. a voler emettere un provvedimento ordinativo nei confronti del Responsabile della "Divisione Infrastruttura Mantenimento in efficienza Unità Territoriale" delle "Ferrovie dello Stato" affinché provveda alla loro rimozione e/o confinamento in luogo idoneo e protetto dagli agenti atmosferici e indichi alla S.V. e a questo Dipartimento i tempi e le modalità di avvio alla destinazione finale od, eventualmente, ne dimostri l'eventuale possibile riutilizzo. In attesa, di conoscere l'esito dei provvedimenti adottati, si porgono distinti saluti. Il Responsabile U.O. TPA Il Responsabile del Dipartimento. "
a cura della Redazione
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Forse non tutti sanno che "Voci dalla Rocca", da qualche mese, è riuscito a mettere in rete il proprio sito. Come prima cosa vi ricordo l'indirizzo web : www.geocities.com/vosidallarocca. La pagina che vi troverete davanti è quella riportata di fianco, questa è la nostra "porta di ingresso" al sito vero e proprio. Una volta cliccato sull'immagine vi troverete nella Home page del sito ( la pagina principale) e da qui potrete accedere ad altre pagine, ognuna delle quali contiene novità sul paese e sul giornale .
E' possibile consultare i numeri di "Voci dalla Rocca", sia dell'ultimo mese, sia di alcuni mesi passati,al momento sono disponibili i numeri dal numero di settembre 2002 fino a quest'ultimo numero, ma in futuro vorremmo inserire tutti i numeri pubblicati del giornalino.
E' possibile leggere tutte le lettere che ci sono state inviate da voi lettori, con le risposte dei membri della redazione.
Abbiamo poi voluto inserire altre pagine dedicate alle iniziative che si presentano al nostro paese e che magari non tutti ne sono al corrente, una parte completamente dedicata alle immagini del nostro paese (al momento sono disponibili solo alcune immagini di cartoline del paese, ma presto vorremmo mettere anche immagini più recenti).
Infine ci sono altre due sessioni (al momento in fase di progettazione) una dedicata alla storia del nostro giornale, da "come è nato" fino ad adesso e un'altra dedicato alle ultimissime novità del paese.
Vi aspettiamo numerosi anche nel nostro sito e ci auguriamo che possa diventare un punto di riferimento per rimanere informati su cosa accade nel nostro paese.
Vi ricordo il nostro sito "rimarrà aperto" anche nel periodo estivo, quindi verificate gli aggiornamenti inoltre mandarci suggerimenti, critiche o quant'altro anche attraverso l'indirizzo di posta elettronica vocidallarocca@geocities.com .
Questo articolo lo riporto per completezza, anche se non ha molto senso visto che state visitanto proprio il nostro sito.
di Luca Casapieri
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Nell'ultima riunione, la Redazione di "Voci dalla Rocca" ha approvato una piccola riforma nei compiti e nelle mansioni dei vari membri. Questa che apparentemente sembrerebbe una cosa da nulla, in realtà è il segno di un cambiamento più profondo nel modo di concepire il nostro servizio. Siamo arrivati al primo numero per quanto riguarda questa nuova annata, e guardiamo con soddisfazione a quella passata, iniziata con l'anteprima esclusiva della Mostra, e proseguita poi fino al mese di maggio; da settembre, da ora, noi ripartiamo. Con maggio abbiamo tagliato il traguardo dei trenta numeri, se i conti non mi ingannano. Ed è davvero un gran traguardo per un'attività come la nostra, cominciata - come abbiamo ricordato più volte, ma come non ci stanchiamo mai di ripetere - senza grandi pretese, ma che è diventata sempre di più parte essenziale della realtà paesana di Ripafratta. Abbiamo celebrato e ringraziato, in occasione del terzo anniversario (diventato per noi ormai una vera e propria festa, e speriamo anche per voi), per cui non c'è bisogno di farlo anche ora. Prendiamo però spunto da queste considerazioni per una riflessione ulteriore, che abbiamo avuto occasione di abbozzare più volte ma mai di trattare esaurientemente, e cioè quale è e quale deve essere il ruolo di "Voci dalla Rocca" e della Redazione che ha alle spalle nel contesto della comunità, e quale potrà essere il futuro di entrambi. Il nostro, anzi vostro giornale è nato in tempi di penuria organizzativa, per tutto il paese. Poi sono venute, col tempo, tante e varie iniziative, accompagnate da discussioni, riflessioni, confronti. Il paese si è arricchito culturalmente, di esperienze e di vita, e adesso punta molto più in alto di quanto forse riesca a percepire l'opinione pubblica. Sono stati fatti progressi nella costruzione di una comunità vera, di un sentimento di appartenenza, di un orgoglio paesano (anche se in questo senso non si farà mai abbastanza). Abbiamo strutture più forti, istituzioni funzionanti e che dialogano proficuamente; abbiamo instaurato rapporti di collaborazione con le autorità comunali e non solo. Insomma, i Ripafrattesi possono dirsi ben contenti della situazione attuale. E qual è stata la posizione di "Voci dalla Rocca" in tutto questo? Noi abbiamo costituito il primo, ardito, nucleo di "sperimentatori", la prima vera sveglia al paese sonnolento che ci trovavamo davanti (nessuno mi venga a dire, per favore, che la Ripafratta di ora somiglia a quella di tre anni fa, andiamo...); siamo stati un'avanguardia, un precedente fondamentale per tutto ciò che è venuto dopo. Non rivendichiamo certo meriti che non ci spettano, per carità; soltanto l'avvio provvidenziale di quell'apertura mentale che ha consentito poi di indire assemblee, elezioni, feste, e di estendere la partecipazione alla vita pubblica di tutto il paese. E badate che non ci riferiamo soltanto al Comitato o alla Parrocchia o all'Asilo, enti di cui piuttosto sentiremmo volentieri il parere riguardo al nostro operato. E adesso? Dopo la scintilla iniziale, dopo tre anni di lavoro per tenere accesa la fiamma, ora dobbiamo assicurarci che questa non rischi più di spegnersi al primo soffio di vento; qual è il nostro obiettivo? Nel nostro mirino non può esserci la semplice sopravvivenza del giornale. No, sarebbe puntare troppo in basso. Noi vorremmo essere un vero e proprio motore propulsivo di idee, di piani, di progetti, anche e soprattutto perché abbiamo la possibilità di sentire da vicino le esigenze di quella fetta di popolazione che più è rimasta esclusa, fino ad ora, dagli effetti benefici del rinnovamento, sarebbe a dire i giovani. Non possiamo dimenticare infatti che la "migrazione" verso la città di tanti ragazzi continua, e che il paese ha da offrire loro ben poco rispetto alle loro esigenze (e su quali siano queste esigenze, vi rimando ad un sondaggio, molto interessante, che spero non sia passato inosservato, realizzato qualche numero fa da Sara Lippi). Del resto, fermarci al solo mondo dei giovani non è mai stata la nostra vocazione, visto che da sempre ci siamo presentati come il giornale "di tutti". Così, le idee e i progetti che abbiamo intenzione di presentare, volta per volta, riguarderanno il paese nella sua globalità. Un lavoro che richiederà un apporto di forze maggiore di quello attuale, chiaramente, e una partecipazione ancor più vasta, nonché un'organizzazione più efficiente e una immagine più forte. Ecco perché auspichiamo fortemente che "Voci dalla Rocca" e l'Assemblea dei Giovani, creata nell'aprile del 2002 per dar voci ai ragazzi del paese, confluiscano in un soggetto unico, in grado di creare un nuovo polo propositivo, un vero e proprio propulsore della vita paesana, in grado di collaborare e dialogare e integrarsi a pieno titolo con tutte le altre organizzazioni. Ne beneficerebbe non solo il giornale, ma tutto il paese.
di Francesco Noferi
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Cari amici di Ripafratta, stavo per dire vicini e lontani, che conosco o che conoscerò in futuro, a voi tutti grazie, un grazie veramente di cuore. E' anche per merito vostro che finalmente spira un'aria nuova in paese. Non un vento forte, direi una "brezza" che in questa calura estiva non può fare che bene. "Ti ho visto il giorno della Festa", "Bella la fioriera in piazza, ce ne vorrebbero altre!", "Sono stata alla Rocca", queste sono alcune frasi recepite fra la gente non solo del luogo. Decisamente qualcosa sta cambiando, c'è consapevolezza che è possibile rendere l'ambiente intorno a noi più vivibile e di conseguenza più piacevole. Senza disconoscere il merito a coloro che si sono impegnati finora, c'è da dire che il Nuovo Comitato sembra funzionare davvero. Per la verità, diciamo sono allergico a sigle, comitati, fondazioni od enti, che spesso si rivelano dispersivi, costosi e magari con risultati negativi. E' vero che una identità ci vuole, ma credo sia doveroso fornire una precisa connotazione.. Il termine "nuovo Comitato" a mio modesto parere è un po' restrittivo, in quanto si aggancia al concetto di una precedente gestione, chissà se buona o mediocre. Qui esiste invece un "gruppo di lavoro", che funziona e che mostra la sua potenzialità. Una compagine di amici che senza alcun interesse se non quello di valorizzare il luogo, cerca di risolvere i problemi che via via si presentano. Il segreto del suo successo, merito delle iniziative promosse, penso sia da accreditare alla valida presenza femminile. Trovo esagerato affermare che il mondo è delle donne, ma indubbiamente la loro presenza spesso è determinante. Voglio dire che nei programmi talvolta si manifesta utile con spiccato senso di praticità e buon senso. In questa circostanza Ripafratta ha messo in atto la sua emancipazione ed apertura mentale, dando al "gentil sesso" considerazione pari opportunità. Le persone sotto indicate, in ordine alfabetico per non creare criteri di priorità, si sono dimostrate molto efficienti e all'altezza degli impegni assunti. Anna Pardi, per intenderci Anna di Folco a scanso di omonimie, si occupa di segreteria. Mansione che svolge egregiamente, mettendo a verbale i punti discussi e le decisioni prese nelle varie riunioni. Inoltre è interpellata spesso come fonte di informazione, vista la sua predisposizione a ricordare eventi, luoghi, e persone. Ha fatto sfoggio di bravura come guida turistica nella videocassetta "La Storia e la Memoria" (ancora disponibile). Chi non conosce Fidalma Della Longa? Direi che è a giusta ragione "addetta alle pubbliche relazioni". Sempre impegnata a promuovere iniziative a favore del paese, dalle attività sportive ai rapporti parrocchiali. Disponibile, ha contribuito alle varie manifestazioni fornendo documenti e collaborazione. Per la recente "Festa di Primavera" si è messa in evidenza per la bravura e il "click professionale" in un servizio fotografico su Ripafratta in fiore. Fa parte del "team" anche Grazia Rossi, consorte del grande artista Bechelli, come referenza. Diciamo la signora del Ministero delle Finanze, in quanto amministratrice e cassiera. Estremamente pignola nelle annotazioni e nei conteggi, non c'è ombra di dubbio: tutto esatto fino all'ultimo cent! Diciamo per "vocazione artistica" ha collaborato ai vari allestimenti floreali con ottimi risultati. Di notevole bravura nella preparazione di dolci, non chiedete come faccio a saperlo, però sono pronto a confermarlo. Ottima preparazione nel confezionamento di bandiere. Altro elemento di spicco è Luciana Brachini, oriunda ripafrattese e di adozione come me. Più conosciuta come moglie del Noferi Giulio, affianca col suo aiuto morale e materiale sia marito che figlio, e non è cosa da poco! La sua esperienza di insegnante, offre una collaborazione multimediale che spazia dagli addobbi floreali al confezionare festoni e vari ornamenti. La passione per i fiori e le piante in genere, da esperta "pollice verde" è stata ampiamente manifesta. Nelle passate veglie, svelte nei locali dell'ex-Asilo, è stata ineccepibile nel servire bollenti "punch" e ottimi caffè. Per terminare in bellezza, si è specializzata in cucitura e stiratura di vessilli bianco-rossi. Al momento ultima per ordine, ma non per importanza, Paola Bini, in arte la Maestra. Per tutti figura inconfondibile; devo a Lei il mio ingresso nel gruppo e Le sono immensamente grato. In questo periodo sta facendo le vacanze, diciamo un po' speciali, ma la sua presenza c'è. Conoscendo le sue capacità organizzative, colgo l'occasione per ricordarle: Paola, contiamo anche su di te! Questa è la squadra femminile vincente, c'è anche la formazione maschile, ma ho ritenuto dedicare loro queste righe. Per ringraziarle di ciò che fanno, ma soprattutto per dimostrare agli altri che queste donne "speciali" si possono incontrare ogni giorno in paese. Sono la "parentesi rosa" del Comitato per Ripafratta. Non una cosa astratta, bensì una realtà: un gruppo di amici che nei limiti del tempo disponibile, offrono la loro collaborazione. Non ci sono iscrizioni obbligatorie né tasse da pagare; aperto a tutti indistintamente e dove ognuno è benvenuto. E' richiesta solo serietà e la volontà comune di rendere più accogliente e funzionale questo paese.
di Claudio Romani
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La strada statale, a causa del traffico sempre più intenso (e che aumenterà se andrà in porto un certo progetto…) sta diventando sempre più pericolosa non solo per le curve strette e la probabilità sempre maggiore che due macchine si scontrino tra loro, ma anche chi ci vive vicino è costantemente in pericolo e in certi casi niente ci può difendere, soprattutto se i camion e rispettivi conducenti calcolano male le distanze tra le strade strette del nostro paese e gli eventuali passanti ai lati delle suddette. Fatti analoghi a quello accaduto di recente ad un passante potrebbero ripetersi in futuro, ed aumentare di frequenza se non viene posto un freno al traffico. Per questo vi domando: siamo veramente sicuri di voler accettare passivamente un traffico così pericoloso o vogliamo porvi rimedio? Scrivete
di Angelica Pardi
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Pietre tolte, poi sembravano aumentate…poi gli scout che ci hanno dato una mano…insomma poi tutto è finito nel dimenticatoio…ma ora sicuramente ce ne sono di meno: le pietre tolte dall'autore/autrice dei furti erano state lasciate al lato della seconda vasca del lavatoio in questione (quella più lontana dal boccaglio dell'acqua per in tendersi!) e sicuramente anche gli scout se lo ricorderanno. Appunto solo un ricordo resteranno quelle pietre che nessuno ha pensato di rimurare al suo posto (tanto danno per danno…) perché ora non ci sono più e non credo proprio in un pentimento miracoloso e inaspettato… Almeno l'interesse suscitato dagli articoli sul caso lo avevano tenuto/a lontano per un po'. Pazienza…un altro pezzo di storia che se ne va… tanto per cambiare!
di Angelica Pardi
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Anche quest'anno, con l'inizio della scuola, ritorna il catechismo. Più precisamente, domenica 28 settembre, come al solito alle ore 10 all'Asilo, c'è stata la festa di accoglienza per i più piccoli, e dalla domenica successiva in poi l'orario e i gruppi sono quelli riportati nella tabella qui a fianco, a seconda delle classi. Per quest'anno i catechisti che vi accompagneranno in questo percorso sono: Benedetta Barbuti e Paola Mengali con i bambini di prima e seconda elementare; Angelica Pardi e Sara Lippi con i bambini che quest'anno dovranno fare il percorso della prima Comunione a Giugno. Sara Lippi aiuterà poi anche Elena Fabbrini con i ragazzi di quinta elementare e prima media. E per finire Matteo Benotto che da solo avrà i ragazzi di seconda e terza media, che preparerà in vista di una futura Cresima. D'ora in poi, quindi, ragazzi, mi raccomando, cercate di non mancare la domenica, fate un piccolo sforzo per questa ora alla settimana. A presto.
di Benedetta Barbuti
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Il progetto promosso dal nostro giornale di pulire l'autostrada aveva fatto in modo che si potesse apprezzare il panorama e che coloro che la frequentavano ci potessero passeggiare tranquillamente anche al centro, ma ora le erbe infestanti hanno di nuovo preso il sopravvento ed anche se i rovi ancora non hanno ripreso vigore la strada è comunque divisa in 2 metà uguali da una invalicabile siepe di graziosi fiorellini viola e blu, da lunghe foglie verdi e quant'altro…Peccato che il lavoro di due giornate e di alcuni volontari che ci hanno sostenuto vada così sprecato. Non ci resta che aspettare che con l'inverno l'erba secchi, così si potrà almeno vedere con chi stavamo passeggiando…
di Angelica Pardi
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Tutti quanti voi saprete sicuramente, almeno per sentito dire, che nel nostro paese avremmo la fortuna di avere una biblioteca, che purtroppo non viene sfruttata a dovere. Inizialmente questa veniva tenuta aperta dalla volenterosa maestra Paola, ma poi problemi di salute e di impegni sempre più pressanti e numerosi l'hanno vista costretta ad "abdicare" a terzi. Inizialmente la maestra chiese aiuto ai suoi ex scolari, ma l'appello fu raccolto con scarso interesse ed entusiasmo, finché non subentrò parte della nostra redazione (vecchia e nuova) che inizialmente si impegnò a catalogare i libri (ne erano arrivati numerosi nuovi, donatici dal paese…) e successivamente ad aprire al pubblico la biblioteca due o tre volte la settimana. Ci fu anche un rinnovo dei locali con calendari, tavoli, sedie, computer appendiabiti, mobili e molto altro per permettere uno studio gradevole a chi avesse voluto usufruirne… ma anche questo non servì che a poco o nulla. Così furono pubblicati alcuni articoli su questo stesso giornale per sensibilizzare le persone. Il risultato fu che ancora più persone ci vollero donare i loro vecchi libri e perfino vecchi testi scolastici, di cui (sospettiamo noi) non sapevano più cosa fare… questo ha spinto coloro che se ne occupavano a chiudere definitivamente i locali ed usarli per altri scopi come riunioni del paese, del Comitato, della nostra Redazione, o per le prove del coro di Ripafratta. La domanda che vorrei porre è la seguente: vogliamo farci sfuggire ancora una volta qualcosa di utile? E se si, chi se li prende i libri della biblioteca (che apparterrebbero alla comunità)? Aspetto impaziente ogni tipo di risposta vorrete darmi.
di Angelica Pardi
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Un uomo alto e longilineo, con un sorriso sincero e rassicurante. Così appariva don Paolo Benotto a chi lo vedeva per la prima volta. L'imperfetto del verbo non è uscito a caso, quel sorriso c'è ancora, ma è il "don" che non si può più usare. Il sette settembre di quest'anno, infatti, dopo una bella (e per molti commovente) cerimonia nel Duomo di Pisa è stato ordinato a Vescovo di Tivoli. Ora che lascia Ripafratta, vorremmo che portasse con sé il ricordo del suo, anzi del nostro paese, e insieme ad esso quello della nostra Redazione e delle persone che la compongono. Voglio, quindi, a nome di tutta la Redazione, rivolgergli le nostre più sentite congratulazioni e fargli un grosso "in bocca al lupo" affinché trovi laggiù quello che qui è radicato da tanto tempo nei cuori della gente: un affetto sincero ed incondizionato.
di Sara Lippi