Editoriale
Micro-criminalità al cimitero: allerta sicurezza
Internet veloce servono 100 interessati fra Ripafratta e Filettole
Fogne, il Comune vuole che Farneta sia in regola "Se ne occupino gli abitanti"
Una nuova via a Ripafratta, ma il nome ...
Scuole addio?? Diteci cosa ne pensate
Festa grossa: un resoconto della Triennale 2006
Spazio alle lettere dei nostri Lettori
La festa di Molina di Quosa, fra castagne e visitatori
Una lezione per tutti
Un segno di inciviltà per riflettere
"voci dalla Rocca" si rinnova, nell'immagine e nella sostanza. Un rinnovamento che, insieme ad altri problemi "tecnici" ci ha costretto a ritardare considerevolmente l'uscita di questo numero e ad accorpare ottobre e novembre. Del ritardo ci scusiamo con tutti i lettori; per rimediare all' "accorpamento", come già abbiamo fatto una volta, pubblicheremo un numero speciale di fine anno, subito dopo quello di dicembre, anch'esso in uscita tra non molto. Ed ora veniamo alle novità. Una ristrutturazione grafica delle pagine interne (la copertina era già stata rinnovata), per cercare di venire incontro alle vostre esigenze e per facilitare la lettura, ma anche per ricordarci che chi si ferma è perduto e bisogna sempre migliorarsi. Un cambiamento anche nella sostanza, a partire dai contenuti fino addirittura all'organizzazione della Redazione. All'interno di "Voci dalla Rocca" troverete più articoli, più brevi e più facilmente leggibili; soprattutto, daremo ancora più spazio alle notizie di cronaca, senza dimenticare la sezione "Territorio", che arricchiremo sempre più di fotografie d'epoca, che hanno riscontrato il vostro gradimento in questi mesi di "sperimentazione". A tal proposito, dobbiamo ringraziare tutti i nostri lettori che incontriamo per strada e che ci fanno i complimenti e ci sollecitano ad andare avanti: dobbiamo dire che ci fanno davvero piacere e ci confermano che facciamo qualcosa di buono per i nostri lettori, nonostante non siamo professionisti e nonostante impieghiamo per scrivere il nostro (poco) tempo libero. Abbiamo detto che c'è un certo cambiamento anche in Redazione, e cioè il rimescolamento di compiti e responsabilità. Forse non sembrerà, ma mandare avanti un impegno come quello di "Voci dalla Rocca" (da cui tutti si aspettano tanto) non è facile e richiede la collaborazione di tante persone (non solo quelle che scrivono e che "si vedono"). Così, la Redazione ha deciso di agire collettivamente d'ora in avanti, prendendosi tutti gli onori e tutti gli oneri, decidendo di comune accordo e accollandosi le conseguenti responsabilità, cercando di lavorare sempre più unita. Naturalmente, il cambiamento più grande e più atteso è sempre quello che comporta l'ingresso di nuove forze: fatevi avanti, se pensate di poter essere utili alla causa (e lo siete senz'altro). Ricordiamo ancora una volta che non occorrono particolari competenze né troppo tempo, ma solo passione. Quello che avete tra le mani è un numero molto ricco di notizie e di iniziative (a proposito di partecipazione…): dal fenomeno micro-criminalità (micro si fa per dire), alla chiusura delle scuole elementari, dal resoconto della Triennale 2006 alla campagna per avere internet ad alta velocità, fino ad una piccola "denuncia" di inciviltà. Non abbiamo dimenticato, naturalmente, la nostra mobilitazione per il parcheggio a Ripafratta. La nostra posizione al riguardo è sempre la stessa, e sempre gli stessi sono anche i fatti: va avanti senza clamori e senza risultati la trattativa fra Comune e proprietari degli ex-Macelli. L'impressione è che nessuna delle due parti stia facendo abbastanza per giungere ad un accordo definitivo, mentre noi siamo qui. Da questo numero, fino a che sarà necessario, appenderemo il nostro "striscione" di protesta qui nella pagina dell'editoriale.
di Francesco Noferi
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La criminalità sarà anche micro ma lo spavento e la preoccupazione sono senz'altro maxi. Senza fare del terrorismo gratuito ci siamo sentiti in dovere di mettere in guardia tutti coloro che hanno occasione di recarsi (sovente e non) a trovare i propri cari defunti al Cimitero di Ripafratta. Questo soprattutto per coloro che, per svariati motivi, si trovino ad andarvi soli oppure in orari diciamo non "di punta"… Poco tempo fa infatti c'è stato un episodio di microcriminalità senza risvolti (fortunatamente) troppo negativi per la vittima, ma che comunque invita alla prudenza, che oggi purtroppo non è mai troppa. È vero che è impossibile avere occhi dappertutto e che il nostro cimitero è molto piccolo, la nostra realtà molto paesana.. ma ciò non dovrebbe impedire una minima garanzia di sicurezza. E questa è solo l'ultima di una serie di piccole emergenze sicurezza, che hanno visto Ripafratta protagonista, durante l'ultima estate, di alcuni furti nelle abitazioni e del vergognoso deturpamento della Stazione ferroviaria (appena imbiancata e rimessa a nuovo) con orribili scritte fatte a bomboletta spray. Criminalità e gesti vandalici in aumento, percezione di sicurezza al ribasso: senza dubbio alle forze dell'ordine sarebbe da chiedere una ancora maggiore presenza nei "punti caldi" del territorio, ma anche chi governa il territorio o le sue strutture dovrebbe pensare ad una soluzione al problema. Noi riflettiamo, ma riflettano anche le autorità.
di Angelica Pardi
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Martedì 7 novembre, nei locali dell'asilo, si è tenuta un'assemblea paesana con i rappresentati di Nettare, la società del Polo Tecnologico di Navacchio. Questa società è disposta a "portare" il servizio ADSl ( anche se non è corretto chiamarlo così perché utilizza un altro tipo di tecnologia, le onde radio) a patto che ci siano almeno cento persone disposte a firmare un contratto con loro.
Queste cento persone sono da intendersi tra i paesi di Ripafratta e Filettole, questo perché l'antenna che verrà posizionata ( non sappiamo ancora dove verrà posizionata precisamente ) potrà servire sia noi Ripafrattesi che i nostri vicini di Filettole. Le caratteristiche tecniche della linea sono di assoluto rispetto ( in linea con i servizi "normali" dell'ADSL) e non le ripeto dato che sul numero precedente venne già scritto un articolo e potrete trovare tutte le informazioni a riguardo, inoltre sul nostro sito www.vocidallarocca.com, è stata aperta una sezione dedicata solamente a questo argomento in cui le notizie sono sempre aggiornate.
Durante l'assemblea, che per la verità non ha avuto una grande affluenza di Ripafrattesi, sono stati trattati argomenti come la totale e garantita copertura di Ripafratta in tutte le zone del paese, che, date le caratteristiche del territorio, non è cosa da poco. Al momento in cui un tecnico di Nettare verrà ad installare il servizio nelle nostre case, dovrà verificare il corretto funzionamento della linea tramite dei parametri tecnici e solo allora il contratto comincerà a valere. Infatti i contratti che, ricordo, dovranno arrivare intorno al centinaio se vogliamo la ADSL a Ripafratta, sostanzialmente avranno effetto solo se il progetto andrà in porto e al momento in cui il servizio verrà effettivamente fornito.
So che è logico che sia così, ma è bene sottolinearlo per togliere ogni dubbio.
Altro argomento, le tipologie di contratto. E' stato a disposizione, nelle scorse settimane, un tecnico di Nettare (presso l'Asilo) per rispondere a ogni domanda e fornirci, in base alle nostre effettive esigenze, un contratto su misura. Verosimilmente, presto ci sarà la presenza di un incaricato anche a Filettole. Ricordiamo che naturalmente gli abbonamenti di Ripafratta possono essere sottoscritti anche a Filettole.
Sostanzialmente con Nettare sarà possibile usufruire sia del servizio ADSL sia del servizio telefonico, eliminando l'abbonamento con Telecom. I tecnici inoltre ci hanno illustrato come verrà, a grandi linee portato il segnale a Ripafratta, grazie a delle antenne che verranno dislocate sul territorio, antenne a bassissimo impatto ambientale, dal comune di Vecchiano ci "invieranno" in segnale anche a noi.
A tal proposito, il comune di Vecchiano da quello che sappiamo, ha deciso di "collaborare" in maniera decisa e sostanziosa affinché sul suo territorio il servizio ADSL sia disponibile per tutti i cittadini, mentre al Comune di San Giuliano, sono state riscontraste maggiori ostilità. Siamo comunque con le orecchie in ascolto per fornirvi ogni informazione nuova.
Quanto prima vi forniremo maggiori informazioni e vi informeremo. Chi fosse interessato può controllare più frequentemente in nostro sito in quanto il sito "non" ha tempi tecnici di stampa come invece lo ha per forza di cose "Voci dalla Rocca" cartaceo e quindi potrà trovare informazioni più "fresche".
di Luca Casapieri
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A Settembre scorso arrivava nelle case di alcuni Ripafrattesi, per la precisione a tutti coloro che risiedono in località Farneta una lettera del Comune che invitava per il giorno 30 settembre ad un incontro per meglio chiarire quali fossero le corrette procedure per regolarizzare l'impianto di smaltimento reflui secondo Decreto Legislativo 152 del 1999 (che, per la cronaca, ci hanno informati che sarebbe entrata in vigore già dal dicembre 2004, non si è provveduto al sanzionamento vista la particolare situazione). Durante l'incontro sono stati resi partecipi i presenti che il Comune aveva appurato che i fossi di scolo di Farneta sono effettivamente molto inquinati, e questo è dovuto al fatto che molti privati scaricano in essi senza i dovuti trattamenti. Innanzitutto si faceva presente un problema idraulico dovuto ad un intasamento degli scoli, che in precedenza erano collegati all'Ozzeri…(dovuta forse ad incuria prolungata, sottovalutazione del problema… ci chiediamo noi...). Veniva infine alla luce (finalmente) il problema igienico sanitario, collegato all'attuale situazione, ma anche collegato ad un eventuale ripristino del collegamento col suddetto Ozzeri, poiché scaricarli tal quali è illegale. Per questo, si è detto, i proprietari degli edifici non a norma debbono farsene carico. In tale ottica si sono proposte analisi dell'impianto privato di ciascuno per metterlo a norma, così da non avere più una "cloaca a cielo aperto". Per farlo deve essere chiesta l'autorizzazione allo scarico riempiendo il modulo di "Richiesta contestuale di permesso allo scarico" (autonomamente o con l'aiuto dell'A.R.P.A.T.), poiché la "vecchia" "Concessione edilizia" non è più efficace. Solo successivamente a questa si possono iniziare i lavori. Invece del problema dei fossati se ne dovrebbe occupare il Consorzio del Bientina e iniziare i lavori entro la fine di ottobre (inoltre entro il 15 si pronosticava il sopralluogo…ma non si è ancora visto nessuno…). Terminata questa prima parte del progetto si passerà alla seconda fase che riguarda il collegamento di tutti gli scarichi di tutta Ripafratta in un unico collettore che li congiungerà a San Iacopo. Purtroppo però l'avvio di questa seconda fase dei lavori è prevista per il 2009/2010, poiché questo depuratore non può sopportare un aumento di portata dei reflui. Informiamo gli interessati che per qualunque problema tecnico si può contattare la dott.sa Semeraro il martedì mattina presso il Comune di S.Giuliano, oppure nel pomeriggio telefonicamente al n° 050/819263. Molti sono stati anche i commenti dei presenti che hanno ricordato in svariati modi al Comune non solo i suoi doveri in base alla penosa situazione per anni trascurata, ma anche che alcune delle attuali proposte potevano essere motivo e fonte di ulteriori ritardi.. Attendevamo inoltre una lettera in cui si annunciava l'imminente arrivo di un ispettore, la quale ci avrebbe dovuto dare la tempistica entro cui metterci in regola… ma anche di questa si sono perse le tracce… Vi faremo sapere.
di Angelica Pardi
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È stata recentemente aperta a Ripafratta una via, in Farneta, presso le "case nuove" (vicino al cimitero). E' stata chiamata , udite udite, via Gianni Rodari. Probabilmente il nome è stato scelto casualmente; infatti tutte le vie del paese sono dedicate a nomi di illustri pittori, quasi tutti macchiaioli (Lega, Cignani, Morelli, Fattori, e persino un Cimabue). Rodari, come credo che molti di voi sappiano, è un famoso scrittore del '900. Nato nel 1920 e morto nel 1980, comincia a scrivere racconti per bambini nei primi anni '50, e riuscirà poi, nel 1958 a realizzare quello che è il sogno di tutta la sua vita: affiancare al lavoro di scrittore di fiabe quello di giornalista politico, anche se "non allineato". Negli anni '60 comincia a pubblicare per la casa editrice Einaudi che amplierà la sua fama in tutta Italia. Diventa famoso in tutto il mondo quando nel '70 vince il concorso più importante nell'ambito della letteratura per l'infanzia, il premio Andersen. Ora, Rodari, sebbene sia un noto scrittore non è né legato al nostro paese né è tantomeno in relazione con i nomi delle altre vie. Forse sarebbe auspicabile un cambiamento nel nome della via con un personaggio famoso che sia maggiormente legato al territorio; uno su tutti il Beato Lorenzo Da Ripafratta, di cui fra l'altro quest'anno ricorrono i 550 anni dalla morte.
di Lavinia Bianchi
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Un po' fa tristezza pensarci. Non solo perché tanti, tanti ripafrattesi e non solo hanno frequentato lì, in quei locali in fondo al paese, vicino alle Corti, le loro prime classi scolastiche. Ma anche perché l'istituzione scuola arricchisce senza dubbio un paese, una frazione, un territorio; il quale, senza, perde molto, ma molto davvero. La prima cosa che viene in mente parlando del prossimo trasferimento delle Scuole Elementari di Ripafratta è: che peccato. Ed è un misto fra risentimento e rassegnazione. E' il segno dei tempi che cambiano, dell'impossibilità (così ci dicono) di mantenere due, tre, quattro scuole diverse in una parte del territorio comunale come il lungomonte, o sottomonte. E allora, la decisione è ormai definitiva e da tempo resa pubblica: il trasferimento di tutti gli studenti di tutte le classi in un unico complesso, nuovo o rinnovato, comunque moderno, funzionale, grande. Lì i ragazzi avranno a disposizione spazi, tecnologie, migliore coordinamento, nuovi stimoli. Ma che peccato lo stesso. Che peccato soprattutto perché una scuola delocalizzata, "di paese" come è ancora la nostra a Ripafratta non è una "cittadella" dotata di tutti i comfort e staccata dal resto del territorio. E' un tutt'uno con il paese, con la sua storia, con le sue tradizioni, con i suoi problemi, e crediamo che anche i ragazzi lo percepiscano. Si impara a conoscere la realtà del territorio, la sua natura, le sue persone, la sua storia (personalmente ricordo quando ci portarono a visitare la chiesa di Ripafratta… come se non l'avessi mai vista prima! Eppure le spiegazioni di Don Mario quel giorno me le ricordo ancora). Che peccato. Visto che la decisione ormai è presa, si rimedi almeno in questo modo: si inserisca qualche ora obbligatoria di studio del nostro territorio, che non può far che bene… E poi, c'è l'altra grande questione, quella più scottante: l'utilizzo dei locali lasciati vuoti. Dell'edificio delle Scuole. Dispiace doverne parlare come se già fosse un guscio vuoto, quando ancora tanti ragazzi continuano a frequentarla, ma un po' di realismo a volte aiuta a prevenire tanti problemi in futuro. Che ne sarà del complesso? Più volte, in occasione di assemblee, incontri o nostre interviste (basta guardare i numeri passati di "Voci dalla Rocca"), l'Amministrazione comunale ha sottolineato che i locali debbano rimanere "a disposizione del paese". Un concetto interessante quanto generico; l'intenzione è giusta, ma va riempita di contenuti. Cosa fare di quei locali, per evitare che vengano venduti e "alienati" definitivamente al paese? Le proposte sono e sarebbero tante; alcune utopistiche, lo riconosciamo, altre invece molto, molto fondate. Ognuno può avere un'idea, una proposta, un piano. Raccontateceli. Come, in che modo vorreste che le Scuole davvero continuassero ad essere utili al paese anche da chiuse? Di cosa ha bisogno Ripafratta (e i paesi circostanti, magari) che potrebbe trovare sede in quei locali? Noi alcune idee ce le abbiamo, e non sono campate in aria. Le presenteremo nel prossimo numero, insieme - speriamo - alle vostre. Pubblicheremo ancora alcuni interventi al riguardo, per sviluppare la discussione. Potete aspettare il numero di novembre (in uscita probabilmente ai primi di dicembre), oppure visitare ogni tanto (vi consigliamo di farlo almeno una volta a settimana, perché lo aggiorniamo spesso) il nostro sito internet www.vocidallarocca.com, dove troverete questo ed altro materiale. Per tirare le conclusioni, e magari sottoporle a chi di dovere aspettiamo i vostri contributi.
di Francesco Noferi
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Che sia andato tutto bene non ci sono dubbi né sorprese per nessuno, ma resta comunque doveroso un resoconto. Quest'anno il "giro" è toccato alle Corti, ma è arrivato anche alle scuole e passato da fuor di Porta… Bravi gli organizzatori che non solo hanno fatto uscire tutti gli stendardi e i paramenti come non avveniva da molti anni, ma anche gli abitanti delle Corti che ci hanno fatto trovare una gradita sorpresa: un altarino dedicato alla Regina della festa davanti al quale non abbiamo potuto fare a meno di fermarci. La processione, accompagnata dalla banda di Nozzano, si è snodata tranquilla e abbastanza devota per le strade di Ripafratta bloccando un po' il traffico, ma si sa… comunque è questo un piccolo prezzo da pagare per avere la nostra festa. Ottimo lavoro anche quello dei vigili che hanno mantenuto l'ordine in maniera eccellente. Tutti hanno partecipato nell'illuminare il tragitto della processione con lumini, lanterne, luci elettriche e quanto altro, la Chiesa è stata al centro del bel discorso sul significato delle tradizioni tenuto da Mons. Giovanni Paolo Benotto, che ha riscosso le coscienze dei presenti sul fulcro centrale di questa nostra tradizione, non come folklore paesano, ma attento soprattutto alla sostanza della festa che non deve mai essere svilita: la festa della B. Vergine Del Rosario. Ottimo lavoro anche dei pirotecnici sia per la consueta cascata sulla piazza che per i fuochi d'artificio del fiume, festa di colori. La partecipazione anche dei più piccoli è stata soddisfacente e comunque tutti hanno contribuito alla buona riuscita di questo evento. Da ricordare anche la bella cerimonia della mattina, con l'inaugurazione della lapide di Don Mario, gradita "sorpresa" per tutti i ripafrattesi, che ha lasciato spazio anche a un po' di commozione generale. Certo, come per tutte le feste ci sono state anche le polemiche, ma bisogna dire che non mancano mai quando si organizza qualcosa per la collettività; e comunque si sono dissolte quando constatare la buona riuscita del tutto è effettivamente diventato un obbligo.
di Angelica Pardi
Il paese di Ripafratta ha celebrato la "festa triennale" che costituisce una tradizione ormai secolare per il paese a cui tutti tengono in modo particolare. Quest'anno è stata celebrata con una attenzione particolare per la circostanza che Don Mario non stava più sul carrellino costruito da Natalino, ma ci guardava dal cielo e noi lo vedevamo sulla lapide di marmo con il suo solito sorriso benevolo. Il timore del paese era quello che le novità potessero stravolgere la tradizione. Il paese si è mobilitato al solito per corredare i festeggiamenti con banda, lumini, drappi e fuochi di artificio. Ma non solo. Il Nostro Parroco, Don Tiziano, da un lato ha benevolmente rispettato quelle che possiamo definire tradizioni, dall'altro ha rinfrescato il significato spirituale e religioso della festa: un inno di laude e di implorazione alla Nostra Mamma del cielo. La festa non è infatti una festa del paese come tale come potrebbe essere festeggiata la vittoria militare, la fondazione del paese o la costruzione di un'opera pubblica importante, ma è una festa religiosa. Non si tratta neppure della festa del patrono, che nel caso specifico è san Bartolomeo, ma della festa della Madonna del Rosario. Dunque in questa festa la cosa più importante non sono i fuochi, i lumini o la banda, ma è il rosario che si dice tutti insieme. Gesù ha detto che quando due persone pregano assieme, Lui è con loro. Quando un paese intero è in processione, onorando la Madonna, certamente Gesù è presente assieme alla Madre e quest'ultima non farà mancare la sua attenzione e le Sue premure. I momenti di preghiera individuali per molti e per me in particolare sono pochi, il rosario, come ha detto don Tito la sera del sabato è una preghiera tanto importante quanto oggi poco utilizzata per la vita frenetica del vivere attuale. La festa triennale è una delle occasioni per questa preghiera. Il significato più vero della festa non è quello dei fuochi, dei lumini, o del passeggio nelle strade del paese, ma è la preghiera. Non è la Madonna che va a trovare e benedire le persone affacciate alle finestre o assiepate al margine della strada, ma sono i fedeli che portano la Madonna in trionfo e inneggiano "Ave o Maria". Quest'anno grazie a uno spirito di rinnovamento, alla presenza del Nostro Vescovo (Nostro in senso lato), a Don Guido e Don Renato, si è capito meglio il significato della festa. Ma non solo l'unione pastorale che ci lega con Filettole ha esaltato il significato spirituale della festa a Maria, molti amici di Filettole sono stati presenti alla festa, dimostrando in tal modo che oltre più che la festa del Paese è e sarà sempre di più la festa di Maria del Rosario. In questo senso, tenuto conto della comunità allargata di Ripafratta e Filettole ritengo che si debba pensare in futuro, senza abbandonare tradizioni, a mettere assieme le iniziative benefiche, le feste e in generale le risorse. Ma per decidere della prossima festa triennale vi sono oltre mille giorni. Al momento ringraziamo Paolo, Tiziano, Guido e Renato, come nostri fratelli illuminati e Maria, come mamma celeste. Ultima notazione: sabato pioveva e tuonava, domenica era una splendida giornata di sole, senza vento che spengesse i lumini, i fuochi sono stati belli la banda suonava bene e cosa più importante ho sentito cinquanta volte il popolo di Ripafratta proclamare.. Ave o Maria..
di Giovanni Bargagli Stoffi
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Cara Redazione,
in merito alle vs. numerose pubblicazioni relative ad un parcheggio e alla conseguente liberazione dalle auto della piazza paesana avete il mio pieno appoggio ed aggiungo che per tutelare le numerose attività pubbliche e commerciali che si affacciano sulla piazza stessa, sarebbe utile pianificare un'area di sosta a tempo.
Per la tipologia lascio a voi la scelta se utilizzare l'area ex asilo o tagliare una fetta di piazza a tale scopo (non vedo al momento altre soluzioni praticabili) .
Tale proposta resta a mio avviso una chimera perchè se analizziamo l'intera frazione ci rendiamo conto degli innumerevoli problemi in ordine di traffico e sicurezza stradale.
Cominciamo per una volta dal sud di Ripafratta e precisamente da via Cignani, dove risiede l'unica attività industriale del Comune, fateci un giro e vedete come è ridotta; solo il fatto che l'azienda in questione abbia acquistato del terreno adiacente la strada, con lo scopo di creare un' area di scambio per i mezzi, ha impedito in questi anni il cedimento totale del poggio del canale, detto fosso dei molini, infatti il transito nei punti critici avviene sulla parte di proprietà della stessa.
Non aggiungo altro e spero che una vs. descrizione a seguito visita possa essere più esplicita.
saliamo verso nord e giungiamo finalmente in paese, dove nelle ore di maggiore attività è quasi impossibile passare e quando lo si fa il rischio di collisione con persone e mezzi è altissimo (alla faccia della prevenzione della sicurezza sul traffico), ma non mi dilungo in quanto i vs. servizi sono stati numerosi ed esaurienti.
Arriviamo nella zona della "fuor di porta" e se abbiamo la fortuna di non incontrare autobus, mezzi pesanti o passaggio a livello chiuso, possiamo transitare abbastanza bene, in caso contrario (raro) è un caos totale.
La situazione peggiore si manifesta ad ogni chiusura del passaggio a livello in concomitanza del transito di autobus e/o mezzi pesanti, i quali, per scavalcare gli utenti a lato che attendono l'apertura delle sbarre, effettuano sorpassi ed incroci di carreggiate pericolosi imitati spesso dalle normali auto.
Ma se arriviamo davanti al circolo Acli la situazione è pericolosissima e cercherò di illustrarvela.
Se andiamo verso Lucca e ci immettiamo in via Fattori dobbiamo affrontare alcune difficoltà:
schivare le auto e/o furgoni degli avventori del circolo o del tabacchino "parcheggiate" in ordine sparso(sull'incrocio), fare attenzione a passanti a piedi o in bici etc., poi arrivati nella strettoia, con auto parcheggiate a lato incluse, dobbiamo valutare le intenzioni di chi arriva nel senso opposto in merito alla precedenza e, se nel frattempo non abbiamo urtato nessuno, procedere in via Fattori.
La massima pericolosità però la si ottiene nel percorso inverso, cioè per immettersi nella strada Statale, infatti, sempre per le situazioni descritte sopra, occorre invadere una intera corsia della statale per andare verso Pisa oppure percorrere contromano un breve tratto di strada per poi occupare la corsia giusta.
Tutto questo per tentare di evitare probabili impatti con chi giunge velocemente(magari per evitare l'ennesimo passaggio a livello chiuso) da Lucca.
La mia domanda è la seguente:
Le istituzioni competenti ne sanno qualcosa? e se sì, cosa stanno facendo per porre rimedio?, Hanno stabilito un tetto minimo di incidenti prima di intervenire o si affidano alla Divina Provvidenza?
Io, percorro quel tratto di strada tutti i santi giorni e ho perso il conto delle volte che ho rischiato un impatto, evitato solo da circostanze fortunose.
Sfidare la sorte è pericoloso ma non ho vie alternative, poiché l'immissione più a nord dopo la stazione è anche peggio.
Se poi percorriamo via Fattori si noterà l'aumentato traffico dovuto ai nuovi insediamenti, mentre le strade sono rimaste le stesse anche perchè le nuove sono ancora in alto mare.
Ora, in un contesto così descritto, il nostro Comune cosa pensa di fare?
Anni fa sono stato in Messico, stato considerato inferiore al nostro, ma mi ricordo che sulle strade a lunga percorrenza, all'ingresso di ogni villaggio (bada bene, ho detto villaggio, non paese) erano posizionati dei rallentatori (cunette di cemento), preventivamente segnalati, che obbligavano i mezzi a ridurre la velocità e ripetute per l' intero tratto nel villaggio in modo da evitare accelerazioni pericolose proprio al suo interno.
Vi posso assicurare la loro efficacia al punto che i bambini piccoli potevano tranquillamente giocare per strada.
Ora noi che siamo un popolo più evoluto e tecnologicamente più avanzato, possiamo permetterci qualche diavoleria elettronica migliore, ma nel frattempo, vista l'inefficacia degli autovelox come forma preventiva, forse una cosa simile a quei rallentatori potremmo anche provarla.
Resta comunque il problema del volume di traffico che attraversa Ripafratta con conseguenze gravi anche sulla salute, argomento questo non secondario di cui le istituzioni devono tener presente.
Occorre trovare una via alternativa per consentire, a chi va oltre il Ripafratta, ma anche i successivi paesi, di bypassarlo.
Mi sono dilungato oltremodo, ma il silenzio è stato tanto quanto i problemi che affliggono questa nostra Ripafratta, senza nominare nessuno e senza rischiare di offendere la sensibilità di chiunque spero di aver dato un contributo come base di partenza per una riflessione:
I soldi che la comunità ripafrattese, comprese tutte le attività produttive e commerciali, versa al Comune, dove vanno a finire se a Ripafratta non rientrano mai sottoforma di opere strutturali mirate a risolvere almeno parte dei problemi?
Ciao
Simone Granucci
Tramite questo giornale, vogliamo ringraziare il paese di Ripafratta per questo atto di affetto verso il suo Pievano. Siamo commosse per questa bella testimonianza con la quale voi volete che lui rimanga sempre in mezzo a voi.
Ripafratta per lui era la sua seconda casa, dopo le tragedie della guerra, ed ha vissuto in mezzo a voi per 56 anni come in una grande famiglia.
Noi vi siamo grate per avergli voluto tanto bene ed essere stati molto pazienti e generosi quando si sentiva male e non poteva esercitare il suo ministero. Molte volte diceva che voleva ritirarsi perché si sentiva un "prete inutile" ma non ha mai avuto la forza di farlo perché era troppo legato a voi.
Ringraziamo tutti coloro che lo hanno aiutato in tante circostanze belle o dolorose.
Siamo certe che Don Tiziano sarà come Don Mario e farà anche meglio di lui perché è più giovane. Auguriamo a lui un lungo cammino ed un buon apostolato.
Grazie anche a S.E. Paolo Benotto per essergli stato vicino ed averlo confortato. Don Mario lo considerava come un figlio ed era felicissimo per il fatto che era diventato un vescovo della Chiesa di Dio. Grazie anche a Don Guido e Don Renato che lo hanno sempre assecondato nei suoi desideri. Ringraziamo infine questo giornale che ha scritto tante belle testimonianze nei riguardi di Don Mario.
Grazie per avergli voluto tanto bene,
Celina e Meri.
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Domenica 22 Ottobre si è conclusa a Molina di Quosa la festa "dell'olio novo e delle castagne". Secondo di 2 giorni di festa (sabato e domenica) ha potuto vantare di una straordinaria affluenza attirata dal vasto panorama di intrattenimenti proposti. Nel quadro della antica e suggestiva via dei Molini infatti era distribuita una grande varietà di stand che proponevano i frutti che il territorio di Molina ha sempre donato ai suoi abitanti ma che, purtroppo, negli ultimi decenni sono stati soppiantati, sul piano del mercato, da prodotti di vasta produzione in vendita nei supermercati. Proprio alla categoria dei prodotti locali appartengono l'olio e le castagne che, con i loro derivati, hanno fatto da padrone alla festa e che, grazie alla loro vendita, hanno, in parte incrementato un fondo che è stato poi devoluto alla associazione Italiana Leucemie. Ma non è stata solo un occasione per proporre aspetti della cucina tipica del paese e dei suoi prodotti ma anche per fare del volontariato e promuovere il ricordo dei tempi passati. Per il volontariato erano infatti presenti alcuni stand di associazioni a scopo benefico e, per suscitare la memoria, le opzioni erano veramente molteplici. Una mostra di auto d'epoca, una di foto di altri tempi e vari artigiani intenti nel loro lavoro, davano modo a chi quelle cose le ha vissute di prima persona di non dimenticare e magari tramandare alle nuove generazioni il ricordo di quel passato che porta con se cose buone ma anche gli orrori di una guerra devastante e che ha mietuto anche a Molina numerose vite. Pare dunque che ci siano proprio i presupposti perché questa esperienza sia ripetuta nei prossimi anni con un numero di partecipanti, ci auguriamo, sempre più copiosi e soddisfatti di quello che questa festa offre nella semplicità dei mezzi di un piccolo paese (non volendo sminuire con questo lo straordinario lavoro che è alla sua base e la vastità degli intrattenimenti proposti). Questa ben riuscita festa può comunque essere utile anche al nostro paese che potrebbe prendere spunti per l'organizzazione della festa di Primavera che speriamo possa godere della stessa popolarità e dello stesso interesse da parte di tutti.
di Francesco Noferi
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E alla fine, Molina ha dato una lezione anche a noi. La sua festa è stata davvero bella, non c'è altra descrizione che valga. Non solo ben organizzata, ben pubblicizzata, ben sfruttata; ma proprio "bella". Ricca di cose da vedere, da fare e soprattutto da gustare. Che, per un paese di poco più grande del nostro, direi che è un bel traguardo. Vediamo allora che insegnamento possiamo trarre per migliorarci a nostra volta. Anzitutto, è risaputo che anche Ripafratta ha una propria festa-sagra-evento, che è l'ormai celebre "Festa di Primavera", organizzata ogni anno, in un periodo variabile tra fine Maggio e Giugno, dall'associazione "Comitato per Ripafratta", fatta di volenterosi ripafrattesi che per ogni edizione si rimboccano le maniche e si mettono al lavoro (tenendo i contatti con il Comune durante tutto il resto dell'anno). La "Festa di Primavera" è cominciata nel 2003 come una scommessa per portare il nostro paese all'attenzione dell'opinione pubblica e, naturalmente, del Comune e degli enti che su di noi dovrebbero "investire". Era anche pensata per mostrare a tutti come le infrastrutture di cui "godiamo" siamo talmente insufficienti e talmente inadeguate che un intervento in tempi umani è necessario; in questo, è riuscita in pieno. Con la piazza sgombra, in quel fine settimana, si vedono ad occhio nudo i disagi degli abitanti (dove lasceranno le auto? Lungo la strada come facevano a Rigoli fino a che non hanno avuto il loro parcheggio?); e quindi almeno la necessità di un parcheggio è divenuta talmente evidente e chiara che, se anche fosse servita solo a questo, la Festa di Primavera sarebbe stata comunque un successo. Ma ha portato anche "turisti" a visitare i nostri monumenti storici, anzitutto la Rocca e le torri medievali (in alcune edizioni anche le vie e gli edifici del borgo storico, un'idea assai interessante che si potrebbe riprendere). Nelle ultime due-tre edizioni, poi ha avuto particolare successo anche il vernacolo, pisano, livornese e lucchese, grazie alle commedie e agli spettacoli. Lo scorso maggio, poi, ha raccolto un entusiastico successo anche la cena-sagra organizzata nel piazzale posteriore dell'Asilo. Eppure, è innegabile che l'afflusso di visitatori durante le giornate (escludendo quindi commedie e sagre che sono effettivamente andate a gonfie vele), è diminuito sensibilmente. Da una parte ci sono stati meno visitatori esterni, dall'altra anche in paese l' "affetto" verso questo momento di festa è scemato considerevolmente. E quando c'è meno affiatamento all'interno di un paese, si vede anche da fuori. Cosa imparare da Molina allora? Anzitutto, la compattezza di intenzioni fra organizzatori e popolazione, che va coinvolta ancora di più nella preparazione (anche se sappiamo bene noi di "Voci dalla Rocca" come non sia facile). Poi, bisognerà curare di più alcuni aspetti della manifestazione che hanno una grande potenzialità al loro interno, ma che non sono ancora stati sfruttati appieno. Parliamo del lato "gastronomico": inutile negarlo, Molina ha dimostrato che dove ci sono prodotti tipici, degustazioni, spuntini e sagre la gente accorre di più e più volentieri. Allora, perché non organizzare un percorso nelle vie interne del paese (esattamente come fatto nella via del borgo di Molina) con banchetti e stand? Le associazioni che si dedicano alla valorizzazione dei prodotti tipici ci sono, sono tante e facilmente raggiungibili. Perché non coinvolgerle creano un "percorso del gusto" nelle vie interne del paese? Da affiancare, naturalmente, ad una sagra "serale" (come nella scorsa edizione), a cui può seguire la commedia in vernacolo, in un programma quotidiano che offre qualcosa ai visitatori dalla mattina a notte inoltrata. C'è poi la questione difficile della pubblicizzazione. Molina si è data particolarmente da fare al riguardo, con volantini piccoli e pratici sparsi un po' ovunque, fino a Lucca e a Pisa e probabilmente anche più in là. Al di là del fatto che i nostri vicini sono già abbastanza conosciuti per via dei loro monti e delle loro castagne, la cosa ha evidentemente funzionato. Vero anche che ci vuole anche qualcosa da pubblicizzare, cioè qualcosa da offrire davvero ai visitatori. Ma valorizzare il lato "gastronomico" aiuterebbe già molto in questa direzione. Quindi, sfruttare ogni mezzo per pubblicizzare una manifestazione che può interessare tante fasce di persone. Magari cambiando il nome, questo sì. "Festa di Primavera" dice un po' poco… Troviamone uno più concreto, da cui si capisca immediatamente dove si va a parare… Le proposte e le suggestione sarebbero tante altre, ma ci fermiamo a queste due o tre (anche perché le forze per realizzarle non sono molte…), che vogliono solo essere un contributo alla riflessione e al dibattito, se ci sarà. Forse, però, la vera lezione che dobbiamo imparare da Molina è una sola: un paese compatto e unito al suo interno ottiene sempre ciò che vuole.
di Francesco Noferi
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Sembra impossibile che alle soglie del 2007 esistano ancora persone così irrispettose sia nei confronti dell'ambiente, sai nei confronti di se stessi. Credo sia incivile gettare rifiuti al di fuori degli appositi spazi, tanto più che il servizio di raccolta dell'immondizia è porta a porta e quindi paradossalmente la simpatica persona che ha gettato questi rifiuti, ha anche "durato più fatica" cercando un posto "appropriato"dove delicatamente appoggiare i suoi sacchini. Congratulandoci con l'autore di questo bello spettacolo, ci auguriamo che scene di questo genere non si presentino più ai nostri occhi.
di Luca Casapieri