"Voci dalla rocca", il numero unificato Novembre-Dicembre 2003

Indice

Editoriale
Il coomitato cerca informazioni sul lavatoio
La Stazione di Ripafratta: misteriosi lavori in corso...
Poche ma buone... le nostre coriste
Il conte Ugolino e Ripafratta
Farneta chiama...chi risponde?
ADSL e internet veloce ... anche a Ripafratta?
Rifiuti: problema o risorsa?
I nostri lettori ci scrivono
Le scuole chiudono ... proposte concrete?
Gli auguri del Pievano e gli orari delle Messe
Facciamo il punto sul catechismo
Onore ai "costruttori di pace"
Caso del mese


Editoriale

I giorni passano veloci, specialmente adesso che fa buio presto e le giornate sembrano dimezzate. Si avvicina sempre più la fine del mese, e come ogni fine mese ecco che arriva nelle vostre case "Voci". La fine del mese di novembre e l'inizio di quello di dicembre ci avvisano che le feste e il Natale non sono lontani. Chissà quanti "Natali" ha visto passare la nostra Rocca nella sua storia per non parlare poi di Ripafratta ! Questa introduzione perché all'interno di questo numero potrete trovare un articolo molto interessante scritto da persone che di storia, specie del nostro paese, ne sanno parecchia, sto parlando degli architetti Andrea Bulleri a Sebastiano Amato in previsione dell'anniversario della Rocca e non solo. Ci sarà poi modo di discutere della "rivoluzione" della raccolta dei rifiuti in modo differenziato. All'interno troverete maggiori informazioni sulla raccolta differenziata e su questo nuovo modo di gettare i rifiuti. I rifiuti non vanno gettati per strada, come purtroppo ho visto spesso non solo lungo le vie del nel nostro paese, ma inseriti negli appositi contenitori che ci hanno portato il personale GEOFOR. Ci saranno poi articoli dedicati alla cronaca paesana parlando dell'avvenuta rapina alla banca non molti giorni fa per fortuna senza incidenti, un altro dedicato ai vecchi problemi di Ripafratta che ancora aspettano una soluzione, un altro ancora scritto da alcune ragazze del coro e molti altri.

Un'ultima cosa, siamo un po' dispiaciuti perché da un po' di tempo che non riceviamo più lettere da parte vostra. C'è stato un periodo in cui ne giungevano diverse alla nostra Redazione e ci faceva veramente piacere. Spero che questo calo non sia dovuto la pigrizia o alla indifferenza. Noi abbiamo bisogno di tutto il vostro appoggio, di ogni critica o suggerimento. Questo ci serve per migliorare noi come giornale, ma soprattutto il paese, per essere più vicini a voi lettori perché vogliamo farci portavoce delle vostre difficoltà. Noi cerchiamo di fare del nostro meglio e voi aiutateci in questa impresa. Il nostro indirizzo è sempre il solito e lo troverete in fondo ad ogni numero. Credo che non ci siano altre cose da aggiungere, quindi non mi rimane che augurarvi buona lettura.

Nota della Redazione. La Redazione di "Voci dalla Rocca" ha deciso di accorpare, a causa del ritardo nella pubblicazione del presente numero, i mesi di novembre e dicembre. Il numero di dicembre così perso verrà però recuperato con una edizione speciale "di fine anno", già da tempo in programma, in uscita alla fine del mese, che vi invitiamo a non perdere.


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Il comitato cerca informazioni sul lavatoio

Chiunque sia in possesso di immagini, fotografie, documenti, o anche solo ricordi, può contribuire al recupero della fontana.

L'appello è lanciato. Chiunque di voi sia in possesso di informazioni di qualsiasi tipo sulle origini, sul passato, sulla conformazione precedente dell'ex lavatoio pubblico di via Fattori, è pregato di contattare il Comitato (o in alternativa, noi della Redazione, all'indirizzo che trovate, come sempre, in fondo al giornale). Le informazioni possono essere di qualsiasi tipo, ma particolarmente gradite sarebbero - fa sapere il Comitato - immagini, disegni, fotografie, che riproducono lo stato originario dell'opera e il suo aspetto. I Ripafrattesi che rispondessero all'appello contribuirebbero così al progetto di restauro del lavatoio, che come vi avevamo già riportato in precedenza, è allo studio, da parte delle autorità preposte, proprio in queste settimane. La scommessa del Comitato è quella di trasformare un semplice restauro conservativo in qualcosa di più. Il lavatoio, ristrutturato, e la zona circostante, potrebbero diventare anche un punto di aggregazione sociale, posto che siano tutelati da una cosiddetta "zona di rispetto", in modo da non disturbare e non essere disturbati dal transito di via Fattori, strada che rasenta effettivamente la costruzione. Come istituire questa zona di rispetto, come far diventare l'area un centro di aggregazione (una sorta di "verde pubblico", con molte virgolette ovviamente)e persino come effettuare lo stesso restauro, è ancora tutto da vedere. Probabilmente, i tempi - che per una ristrutturazione semplice si preannunciavano estremamente rapidi - si dilateranno notevolmente, anche solo nella fase progettuale. Un bene? Un male? Ci asteniamo da giudizi. Ogni buon ripafrattese è dotato di senso critico (spesso e volentieri anche troppo spiccato) e saprà trarre le sue conclusioni. Di sicuro c'è il fatto che contribuendo alla raccolta di informazioni riguardo al lavatoio si accelererà indubbiamente almeno un piano d'opera, che possa esser messo in atto poi - speriamo - in tempi compatibili con una generazione. Certo, nessun ripafrattese avrà il diritto di lamentarsi dei tempi (e tanto meno degli eventuali risultati) se non darà una mano concretamente - nei limiti delle possibilità e nei modi che abbiamo riferito sopra. Dunque, anche "Voci dalla Rocca", che da sempre fa il possibile, almeno a livello informativo, per tutelare i beni storici del nostro paese, si associa all'appello del Comitato, e vi invita a farvi avanti.

di Francesco Noferi

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La stazione di Ripafratta: misteriosi lavori in corso ...

E' stata smantellata completamente la "cabina" verde, e un "varco" ha pemesso di riaccedere, momentaneamente, alla sala chiusa da anni...

Fino ad ora la stazione è stata oggetto di critiche e polemiche, innanzitutto per la sua chiusura a causa dei tagli al personale attuati dalle FS. Molti infatti non si trovarono d'accordo nel sopprimere questa struttura efficiente per la meno grande e importante (almeno fino ad allora) Rigoli. A detta di alcuni in passato questa nostra stazione aveva perfino vinto dei premi… comunque non vogliamo polemizzare sull'uso più o meno improprio che ne è stato fatto (fino a elezione recente a deposito di "residui tossici") ma vorremo mettere in evidenza i "misteriosi" lavori che vi si stanno svolgendo attualmente. Se infatti vi è capitato in queste ultime due settimane di recarvisi avrete senz'altro notato prima lo smantellamento della cabina di legno verde, ormai sommersa di futili scritte con le bombolette spray, poi il lento susseguirsi di mattoni arrampicati gli uni sugli altri e infine il venir fuori da questi un buco a forma di porta, o meglio portone date le ampie dimensioni del suddetto. Così incuriosita da tutto questo ho dato una fugace occhiata a quelle vetuste stanze in cui non mettevo piede da quando ancora camminavo reggendomi ai muri… che strana sensazione! Tutto buio, ma perfettamente conservato: non una crepa, non una colatura, solo un forte odore di umido e di chiuso e qualche ragnatela. Qualche vecchio quotidiano per terra, vecchi documenti di contabilità ingialliti dal tempo in un altrettanto vecchio armadietto di legno dietro alla cassa della vecchia biglietteria in cui si riconosce solo la parete (probabilmente vetro e tutto il resto è stato tolto a suo tempo…). Una lattina di carne in scatola con un disegno di una mucca ormai sbiadita contenente ancora qualche spicciolo (dieci lire per l'esattezza). Ma perché questo lavoro per nulla? Non staranno meditando di riabilitare la nostra stazione? Noi speriamo di si, altrimenti perché far partire i lavori qui contemporaneamente a quelli di Rigoli per il sottopassaggio? E perché fornire di un così bel monitor la sala d'aspetto se nessuno ne trae beneficiocome meriterebbe?cercheremo di scoprirlo, nel frattempo una porta provvisoria è stata appoggiata a chiudere l'ingresso alle stanze…vedremo!

da Angelica Pardi/p>

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Poche ma buone... Le nostre coriste

Il racconto e l'appello delle nostre coriste: cerchiamo aiuto! Chiunque, senza limiti di età o di sesso, senza grandi requisisti, può partecipare alle prove del giovedi. Leggete per credere

Poche ma buone! Chi?!?! Noi del coro di Ripafratta! Ogni giovedì sera sfidiamo le intemperie per ritrovarci a provare e riprovare ( qualche volta anche cantare!) le canzoni per allietare la notte di Natale e non solo. Scherzi a parte, come molti sanno nel nostro paese c'è sempre stato il coro e, nei tempi che furono, anche la banda. Molte persone mi raccontano che vi partecipavano in tanti, anche uomini, ed era una nota d'orgoglio far parte del coro. Forse, da quando il nostro povero organo ha smesso di suonare, anche il coro pian piano ha perso la voce. Nonostante ciò negli anni successivi ci sono state persone che con il loro impegno, e passione, hanno voluto mantenere questa tradizione. Molte persone, come me, è da quando sono bambini che fanno parte del coro. Personalmente, mai avrei pensato che un giorno potessi suonare con loro! Ho iniziato ascoltando quello che cantavano poi, persone molto pazienti, mi hanno insegnato a cantare. Da allora sono passati un po' di anni e, purtroppo, nonostante l'impegno di queste persone, il coro si è assottigliato. Adesso tocca a noi non perdere definitivamente la tradizione del coro. Come ho detto scherzando all'inizio, ci ritroviamo ogni giovedì sera alle ore 21:00 (salvo imprevisti) alla Biblioteca di Ripafratta, in via Silvestro Lega. L'unico "problema" è che le voci che si ritrovano sono poche. Il coro vuole essere anche un momento di svago e di ritrovo, senza però lasciare in parte l'impegno, la serietà e la costanza per ottenere un buon risultato. Questo articolo è un invito alle persone che vogliono condividere con noi questa esperienza, senza limiti di età! È un invito a chiunque voglia parteciparvi con la voce o con uno strumento, tanta voglia di fare e di stare in compagnia! Vi aspettiamo numerosi!

di Chiara Mengali

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Perchè Ugolino è stato considerato "traditore della patria" dai pisani? Sembra incredibile, ma c'entrano proprio Ripafratta e la sua Rocca

Il Conte Ugolino e Ripafratta

<<...'l conte Ugolino aveva voce d'aver tradita te de la castella...>> Pisa lo candannò a morire di fame, Dante lo sprofonda nei gioroni più bui dell'inferno...e tutto per colpa di Ripafratta. Ecco perchè.

Possiamo pensare alla Storia come una successione caotica di avvenimenti correlati oppure come sommatoria di mille coincidenze, ciò vale anche per quella più minuta e circoscritta, denominata microstoria: così lontana dalla trattatistica ufficiale, ma così vicina alle realtà locali ed alla tradizione toscana. C'è un passo della Divina Commedia, nell'Inferno, che così esordisce "La bocca sollevò dal fiero pasto…": è il Canto Trentatreesimo, quello che narra la storia del Conte Ugolino. Si tratta di uno dei passaggi più significativi della Divina Commedia, per efficacia di immagini ed argomenti trattati. Molti ne ricorderanno a memoria alcune parti o più semplicemente conosceranno la vicenda: il Conte Ugolino è condannato a morire di fame per aver tradito Pisa, cedendo ai suoi nemici importanti castella. Ma quali sono questi castella? Sareste stupiti se vi dicessi che uno di questi, il più importante, è proprio Ripafratta? Leggendo Dante, la nostra attenzione si sofferma sugli aspetti inerenti la narrazione, e spesso trascuriamo la rispondenza con i luoghi, la cultura e la realtà materiale in cui tali avvenimenti hanno avuto luogo. Fermiamoci un attimo a pensare alla situazione storica dell'epoca, fatta di guerre infinite fra Comuni senza che si verifichi una netta prevalenza di una fazione politica sull'altra, in particolare, per quanto concerne Ripafratta, fra ghibellini pisani e guelfi lucchesi. Solo nella seconda metà del Duecento, dopo una serie di vicissitudini, con la battaglia di Montaperti (4 settembre 1260, "…che fece l'Arbia colorata in rosso…" Dante Alighieri, La divina commedia, Inferno, X, 84-86) inizia una breve stagione di predominio ghibellino in Toscana, che possiamo ritenere conclusa con la morte dell'imperatore Corradino di Svevia a Tagliacozzo nel 1268. Dopo Montaperti, tutti i Comuni toscani, ad eccezione di Lucca, divennero ghibellini, cacciando i cittadini della fazione sconfitta, privati dei loro beni e costretti all'esilio, secondo il costume dell'epoca. Nelle cronache, gli esiliati sono chiamati Usciti. Avevano una sola possibilità per rientrare in patria e tornare in possesso dei propri beni, costituire delle alleanze con altri Comuni della stessa fazione ed appoggiarli militarmente in caso di guerra. Proprio come è accaduto al Conte Ugolino della Gherardesca, discendente sì da una famiglia d'origine ghibellina, ma guelfo per convenienza politica e come tale cacciato da Pisa. Capo riconosciuto degli Usciti pisani, partecipò attivamente all'azione militare di Lucca e Firenze che, coalizzate in Lega, nel 1276 sconfissero ad Asciano i Pisani tanto pesantemente da costringerli a scendere a patti. "L'anno di .MCCLXXVI. li Luchesi e Firenza sconfisseno li Pisani al Fosso a Rinonicho e de' Pisani ne funno morti & presi molti. E quine l'uomo nudo prese l'armato, perochè li Luchesi si missero notando per Arno e preseno le barche armate pisane che fugivano" (Sercambi). Solo con l'aiuto delle armi e l'appoggio di due Comuni, ritenuti nemici, il Conte Ugolino poté far ritorno in patria ed ottenere la nomina di Podestà e Capitano del popolo di Pisa, le due massime cariche per l'epoca. Una carriera effimera, precaria e per sua sfortuna di breve durata: per una tragica beffa del destino era stato chiamato a reggere le sorti di Pisa forse nel periodo più buio della sua storia. Fatale fu la sconfitta pisana della Meloria (6 agosto 1284), con il definitivo tramonto di Pisa come potenza marinara. Gli eventi precipitarono: il 13 ottobre 1284, contro Pisa, si unirono i Comuni di Firenze, Genova e Lucca. Di fronte a questa situazione disperata il Conte Ugolino non ebbe molta scelta: decise di trattare separatamente la pace con Firenze, cui cedette il possesso delle due principali fortificazioni pisane, Ripafratta e Viareggio. I Fiorentini, assegnati i due castelli agli alleati Lucchesi, si ritirarono dalla contesa lasciando Lucca e Genova libere di proseguire la loro azione. Ciò segnò la condanna del Conte Ugolino, imprigionato e costretto a fare la fine che ben conosciamo. Obiettivamente il Conte non aveva poi la possibilità di fare delle scelte diverse da quelle compiute, così come la sua stessa fine non contribuì a cambiare la situazione: la guerra proseguì, a tutto svantaggio dei Pisani, fino alla Pace di Fucecchio del 1293. Non sembra perciò fuori luogo, in questo caso, l'invettiva finale con cui Dante conclude il Canto: "Ahi Pisa, vituperio de le genti/del bel paese là dove 'l sì suona…"

di Andrea Bulleri

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Farneta chiama...chi risponde?

Il "tombino", l'illuminazione...nonostante tutto sono problemi ancora poco considerati e senza soluzione

In queste ultime settimane, alcuni concittadini mi hanno chiesto di scrivere nuovamente un articolo dedicato ai problemi che "infestano" Farneta, primo e più grave fra tutti il problema legato al "tombino" (per chi non lo sapesse, è il viottolo che da Farneta porta alla stazione) e alla sua fossa. Il problema è sempre il solito, la fossa. In primo luogo le pulizie di "manutenzione" che vengono effettuate dalle autorità non sono sufficienti, togliere la vegetazione sui cigli, senza sistemare dove scorre l'acqua serve a poco e poi, anche se fosse pulita, non si risolverebbe il problema degli odori a dir poco sgradevoli. La soluzione più semplice sarebbe quella di tombare la fossa, cioè interrarla. Sottolineo che, si è vero, il costo di questa procedura è più elevato, ma si risolverebbe una buona volta questo sgradevole problema. Fra le altre cose, come mostrai in un precedente articolo (vedi numero di febbraio 2003), il progetto di tombatura era gia stato previsto dal piano regolatore comunale. Forse sarebbe il caso di rispolverare e valutare il progetto. L'altro problema era quello legato all'illuminazione. Alcuni volontari tentarono, molti anni fa, di fare l'allacciamenti da soli ed illuminare tutto il sentiero, ma tutto venne sospeso perché il lavoro doveva essere svolto da tecnici ENEL. Sono passati parecchi anni e di tecnici ENEL non se ne sono mai visti, addirittura adesso non funziona più nemmeno l'unico palo della luce di tutto il sentiero. Il motivo è molto semplice, non c'è più la lampadina. Il problema è semplice da risolvere: basterebbe chiamare un tecnico per la sostituzione della lampada che però non sappiamo il motivo, non si vede mai. Risultato ? Sono anni che la via è al buio per un problema insormontabile, sostituire una lampadina. Che altro aggiungere, questo è in secondo episodio di una serie che spero si concluda in maniera positiva e in fretta.

di Luca Casapieri

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ADSL e internte veloce ... anche a Ripafratta?

Una tecnologia moderna che potrebbe arrivare fino a noi. Ma quando?

Siamo alle porte del 2004. Sentiamo sempre più parlare di mondo multimediale e di internet veloce. Internet, per chi non lo sapesse, può essere definito come "un'enciclopedia a scala mondiale" dove è possibile trovare qualsiasi genere di informazione e servizio. Il problema più grosso che riguarda il mondo del web è la velocità con cui è possibile collegarsi alla "rete" tramite la linea telefonica ed è per questo che è stata sviluppata la linea ADSL, ma … come mai è così veloce ? Quali sono i vantaggi ? L'ADSL (anacronismo di Asymmetrical Digital Subscriber Line) "trasforma" la linea telefonica tradizionale in connessione digitale, adatta per il trasferimento di dati tra computer. In pratica la linea ADSL utilizza il vecchio doppino telefonico (non sono altro che due cavetti in rame arrotolati su sé stessi) per navigare in Internet a velocità 50 volte superiore rispetto al collegamento tradizionale. Per rendere possibile queste prestazioni la linea telefonica viene suddivisa in tre canali di frequenze distinte ( è questo il segreto della sua velocità, sfruttare al meglio il canale di comunicazione ): una detta -downstream- dove il canale è dedicato solamente alla ricezione di dati dalla Rete, con una velocità di trasferimento molto elevata, questo perché durante una connessione sono maggiori i dati che riceviamo di quelli che inviamo noi.; una seconda detta - upstream - dove il canale è dedicato alla spedizione di dati verso la Rete, con una velocità di trasferimento inferiore a quella in ricezione e infine un terzo canale dedicato per l'utilizzo classico del telefono che sfrutta una minima parte della banda disponibile lasciando il resto al trasferimento ADSL. La suddivisione in canali con diversa frequenza permette, da un lato di aumentare la velocità di collegamento, dall'altro di non occupare la linea telefonica tradizionale quando si è connessi ad Internet. In altri termini si può navigare e contemporaneamente parlare al telefono, senza per questo dover installare una nuova linea telefonica. Affermare che ADSL rappresenta una vera e propria rivoluzione nell'accesso diffuso ad Internet non è retorica. Il collegamento permanente e super-veloce rende possibile la visione di filmati fluidi, il salvare file (programmi - musica - film ecc) in pochi minuti; ma soprattutto trasforma il Web in uno strumento veloce da consultare e continuamente disponibile. Alla stregua di un televisore o di una radio, Internet sarà immediatamente accessibile senza il timore di vedersi recapitare bollette astronomiche infatti si sta sempre più facendo largo l'abbonamento senza canoni mensili, dove si paga solo il tempo effettivo che l'utente rimane collegato, naturalmente ci sono anche gli abbonamenti mensili per chi naviga tantissimo. E' quindi facile capire quanto possa essere uno strumento importante per aprire nuove frontiere. Tutto questo sarebbe possibile nel nostro paese e in altri contigui se gli enti addetti aggiornassero i vecchi collegamenti telefonici con la copertura ADSL. Da alcuni siti ho letto che la prevista attivazione del servizio nel nostro comune era per l'aprile 2003.
Comune Distretto: San Giuliano Terme
Area Di Centrale: Pisa - San Giuliano Terme
Mese Prevista attivazione: Aprile-03
Punto di Consegna: Pisa
Purtroppo al momento solo alcuni paesi del Comune godono di questo servizio, e gli altri paesi ?? In questi giorni ho visto effettuare lavori lungo la Statale del Brennero, che siano le nuove linee? Spero di poter raccogliere ulteriori informazioni a riguardo, magari anche dalle istituzioni stesse. Le nostre porte sono sempre aperte.

di Luca Casapieri

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Rifiuti: problema o risorsa?

A seguito dell'arrivo della nuovaraccolta, i ripafrattesi si interrogano sulla questione

Problema

Come sempre accade all'avvio di nuovi progetti oltre alle lodi abbiamo inevitabilmente anche le lamentele, così è accaduto anche qui nel nostro paese quando, in tutte le case, è arrivata la proposta della Geofor sostenuta dal nostro Comune su di una seria raccolta differenziata. E fin qui nulla da dire, anche perché sarebbe davvero positivo riciclare con criterio tutto il riciclabile per l'ambiente, il risparmio energetico e un milione di altri buoni motivi. Purtroppo però non tutte le cose iniziano col piede giusto, ma diamo tempo al tempo, magari è solo una fase di assestamento. Sta di fatto che molti hanno avuto da ridire poiché talvolta venivano "dimenticati" alcuni cassonetti, e non una sola volta alla settimana (come per i più fortunati ) ma anche per tutta un'intera settimana; così per i primi tempi accanto alle campane potevamo "ammirare" mucchi di sacchi pieni, abbandonati, talvolta sventrati, con il proprio contenuto sparso per i campi! E poi perché fare una volta alla settimana la raccolta della carta per raccogliere "quattro" foglietti e ridurre così al minimo la raccolta dell'organico? Pensiamo all'estate! Con il caldo i rifiuti vanno molto prima incontro a fenomeni putrefattivi e comunque anche d'inverno la situazione non migliora di molto: infatti i rifiuti organici vengono prodotti tutti i giorni e quel piccolo cestino non basta mai, e anche mettendolo in quello grande si arriva al giovedì che non c'entra più nulla! Pensiamo inoltre a chi non ha giardino, né un posto all'esterno dove mettere il cassonetto e magari lo deve tenere in casa perché fuori cade per terra e se cade viene investito dalle auto, si apre, si rompe… La carta invece la si può gestire meglio, non puzza, è asciutta… Per questi e per altri motivi, sarebbe bene poter instaurare, fra cittadini e amministrazione, un buon rapporto di sana collaborazione per migliorare questo servizio decisamente un po' troppo zoppicante…

di Angelica Pardi

Risorsa

Il nostro giornale ha già trattato ampiamente la questione dei rifiuti in numeri passati, da un punto di vista generale e anche da un punto di vista estremamente pratico. E sono queste le due anime della problematica: la giustezza e la necessità di intensificare il processo di raccolta differenziata, e il bisogno di venire incontro alle esigenze degli "utenti", che poi saremmo tutti noi. Conciliare questi due aspetti fondamentali vuol dire risolvere definitivamente e nel migliore dei modi il grande problema dei rifiuti e del loro riciclo. Ma, siccome tale problema è - non solo qui da noi ma in tutta Italia, anzi, in tutto il mondo - ben lungi dall'esser risolto, vuol dire che bisogna fare una scelta. Molto brutalmente, la scelta è: più riciclaggio, ma anche più impegno da parte dei cittadini, oppure meno riciclaggio, con conseguente rilassamento dell'opinione pubblica. Il Comune, almeno per quanto riguarda la zona del lungomonte, ha scelto la prima via. Giusta, sbagliata, opportuna? Difficile a dirsi, ora come ora. Naturalmente, noi prendiamo in considerazione l'idea in sé e per sé, a prescindere da eventuali disfunzioni, ritardi, implicazioni varie che dipendono dalla sua messa in opera e che le autorità non si possono permettere, dopo averci investito tanto. L'idea, in sé, non sarebbe male. Del resto, la raccolta presso le singole abitazioni è una realtà in diversi paesi d'Europa e in America, dove nessuno sente il bisogno di tornare ad una forma quale era la nostra. Il vantaggio principale consiste nel maggiore quantitativo di spazzatura che va ad essere riciclata, separando già in casa la carta dal vetro, dall'organico ecc. Senza contare la definitiva scomparsa dei cassonetti, che erano diventati dei veri e propri ricettacoli di sporco, animali e via dicendo, grazie anche e soprattutto all'opera accorta di tanti cittadini cafoni. E non dobbiamo dimenticare neanche che l'alternativa alla raccolta porta a porta era la creazione delle famose "isole ecologiche", cioè un numero ancora maggiore di cassonetti e bidoni dislocati in paese, che Dio solo sa cosa sarebbero diventati. Certo, la raccolta differenziata richiede impegno e può essere migliorata. Ma non è un buon motivo per abbandonare i rifiuti dove capita o nei luoghi dove c'erano prima i cassonetti, con totale disprezzo dell'ambiente, anche sociale. Si sia favorevoli o contrari, niente può giustificare l'arroganza e la maleducazione.

di Francesco Noferi

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I nostri lettori chi scrivono


Come noterete leggendo più avanti, questo mese la rubrica della posta ospita un contenuto diverso. E' sempre una lettera, ma stavolta - sembra strano ma è così - siamo noi della Redazione a scriverla. A chi? Anche a voi. Ma non solo. Leggete per saperne di più.


Al "Comitato per Ripafratta"
All' "Ente Morale Danielli Stefanini"
A tutti i Ripafrattesi


Caro Comitato,
la Redazione del nostro giornale vi scrive a riguardo di una questione che ci tocca molto da vicino e che negli scorsi mesi ha evidentemente toccato da vicino anche tanti compaesani. La Bandiera Ripafrattese. Che è stata, a nostro giudizio, una delle migliori trovate che si potessero escogitare per riportare l'attenzione della gente sul nostro paese, sui nostri valori, sulle nostre tradizioni. I Ripafrattesi l'hanno accolta da subito a braccia aperte, questa nuova bandiera; l'hanno sentita vicina più di tanti discorsi o di tante manifestazioni; è diventata, forse inaspettatamente, un orgoglio da mettere in mostra e in cui riconoscersi, come notava bene anche Claudio Romani in un articolo dello scorso numero. In un paese in cui hanno attecchito poco, in circostanze diverse, bandiere della pace o tricolori, quella ripafrattese non ha conosciuto, potremmo dire, crisi. E questa è una cosa di cui andiamo fieri anche noi, perché in quanto membri dell'Assemblea dei Giovani, questa iniziativa l'abbiamo prima proposta e poi portata avanti insieme a voi del Comitato. In occasione della Festa di Primavera, a maggio, fu venduto un gran numero di vessilli bianco-rossi, e alcuni rimangono tuttora fuori dalle finestre, a testimonianza della grande importanza del simbolo (ce n'era uno anche sul campanile fino a poco fa). A questo punto noi vi facciamo presente una proposta. Perché non valorizzare ancora di più questo simbolo? Perché non promuoverne l'utilizzo in tutte le sedi possibili, distribuirne ai negozi sia da vendere sia da esporre in occasione delle varie ricorrenze? E, soprattutto, perché non trovare un luogo adatto, che non sia magari soltanto il centro del paese, per esporre una o più bandiere "ufficiali" e farle sventolare tutto l'anno? Sarebbe bello vedere una bandiera per ognuna delle tre "zone" di Ripafratta, o comunque, almeno nella piazza. Pensateci, fateci sapere al più presto.


Caro Ente Morale "Danielli Stefanini",
dal momento che gestite l'Asilo, da sempre cuore del paese e di tutte le sue attività, la questione della Bandiera riguarda, a nostro avviso, anche voi. Dopo l'appello al Comitato, ne facciamo uno anche a voi quindi, chiedendovi un gesto dall'alto valore simbolico. Perché non trovate il modo di mettere un bel bandierone ripafrattese da qualche parte sulla facciata dell'Asilo o nel suo cortile? Dal punto di vista tecnico non dovrebbe essere un grande sforzo, ma dal punto di vista del significato, avrebbe grandissima risonanza, noi crediamo, nelle coscienze di tutti i paesani; e non solo, ma sarebbe un segnale anche a tutti i nostri vicini che Ripafratta esiste ed è più viva che mai (infatti, per via dell'ambulatorio presente nella struttura dell'Asilo sono molti i non ripafrattesi che passano di lì). Naturalmente questo passa perché chi di dovere - leggi: il Comitato - vi faccia avere una bella bandiera delle giuste dimensioni e del giusto tessuto, adatta ad un esterno. Che ne dite?


A tutti i Ripafrattesi di buona volontà,
noi lanciamo una ulteriore proposta. Prenotate in massa le bandiere. Sì, avete capito bene. Il Comitato ha reso disponibile di nuovo un certo numero di bandiere, che devono però essere ordinate per tempo, presso l'edicola di Ripafratta, dove potete richiederle semplicemente lasciando il vostro nome. Speriamo che le vostre richieste siano numerose, così da dare un segnale forte a tutti e un sostegno alle nostre proposte. Noi, naturalmente, rimaniamo in attesa di risposte da tutti, soprattutto da Comitato ed Ente morale, ma anche di opinioni da voi lettori.

a cura di "Voci dalla Rocca"

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Le scuole chiudono...proposte concrete?

"Voci dalla Rocca" vi invita a esprimere le vostre opinioni a riguardo

Da molti anni ormai si sente parlare di un'imminente chiusura della scuola di Ripafratta e questa notizia ha fatto nascere aspre polemiche. Infatti gli enti in questione hanno attribuirono a suo tempo la causa della chiusura alle nuove norme di sicurezza secondo le quali l'edificio che ospita la scuola, essendo a due piani non risulta sicuro per i bambini frequentanti poiché le scale potrebbero essere causa di numerosi incidenti. Molti paesani ("veterani" e non) hanno voluto riportare all'attenzione delle autorità competenti il loro "esempio vivente": tutti quanti infatti hanno frequentato le elementari del paese che sono sempre state lì e nessuno ricorda incidenti collegabili alle scale incriminate… Adesso, invece, la motivazione della chiusura (ormai definitiva) è la costruzione di un complesso più grande per tutte le scuole del lungomonte a Pontasserchio. Ma non è questo il punto. Come intenderemo utilizzare i locali inutilizzati (se mai saranno tali) una volta che le elementari concetto marchesi si saranno trasferite assieme alle elementari di Molina di Quosa, con tutte le scuole di queste zone, nel centro unico delle elementari e medie di Pontasserchio? Il Comune ha chiesto al Comitato e al paese collaborazione per delle proposte su come usare la scuola per il paese, altrimenti ne prenderà legittimo possesso. Il Comitato ha già fatto delle proposte e il paese potrebbe contribuire facendo le sue. Per cui proponete tramite il nostro giornale quello che volete e noi lo comunicheremo a chi di dovere. Ad esempio, è forse più giusto usarlo come deposito di qualcosa? Ma cosa esattamente? E a favore di chi? A mio avviso ciò equivarrebbe a non usarlo affatto! L'edifico deve essere utilizzato e ad usufruirne deve essere la collettività dato che si parla di un bene della comunità. Può essere sede controllata e concreta di associazioni serie o altri utilizzi? Ma che siano utilizzi! Per questo mese vorrei lasciarvi con una domanda aperta: cosa volete farne dei locali della scuola? Stanze ce ne sono per tutti e spazio per idee non manca di certo! Coraggio proponete!!!

di Angelica Pardi

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Gli auguri del Pievano e gli orari delle Messe

Il consueto messaggio di aoguri di don Mario a tutti i Ripafrattesi e il programma dettagliato delle celebrazioni natalizie in chiesa

Santo Natale 2003.


Cari amici di Ripafratta,
quanti auguri si stanno incrociando in questi giorni. Fra questi ci sono anche i miei, che vi faccio dalle pagine del nostro simpatico giornalino, frutto dell'Amore dei nostri giovani per la nostra Ripafratta. Auguri di ogni bene, di lavoro, di salute, e di vita cristiana.
A Natale festeggeremo così nella nostra Chiesa.

- Mercoledì 24 dicembre, vigilia del Natale.
ore 16: S.Messa della vigilia, poi S.Confessioni e dalle 22 in poi ci sarà anche un altro Sacerdote.
ore 24: S.Messa cantata

- Giovedì 25 dicembre: S. Natale.
ore 11: S.Messa cantata
ore 16: S. Messa e bacio del Bambino.

- Venerdì
ore 11: S. Messa

Cerchiamo di ricordarci che il Natale è ancora una festa cristiana e perciò viviamola anche nella gioia dell'amicizia, dei regali, dei pranzi, ma da bravi cristiani.

Ogni bene dal vostro

Don Mario, Pievano.

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Facciamo il punto sul catechismo

Arrivati oramai al Natale, i catechisti fanno il punto sull'attività dell'anno

Devo subito iniziare questo articolo scusandomi con tutti coloro che hanno almeno un bambino in età di catechismo perché quest'anno a causa di riassestamenti interni non siamo riusciti a dare informazioni dettagliate per tempo come avremmo dovuto fare. Per questo abbiamo recato non pochi disagi ai genitori e di questo ci scusiamo. Comunque eccoci qua per farvi il resoconto dettagliato di questo quasi primo quadrimestre! Iniziamo dai più piccoli (6-7 anni) che quest'anno sono sotto la guida di Paola Mengali e Benedetta Barbuti che si sono alternate ogni domenica dalle 10 in poi con una frequenza ottima da parte dei loro bimbi e di questo dobbiamo ringraziare tutte le famiglie (e le catechiste) che lo hanno reso possibile! Poi passiamo ai bimbi cosiddetti della "Prima Comunione" che sono sotto la supervisione della sottoscritta, Angelica Pardi, (8-9 anni) ai quali ricordo che ci sarà la prima o seconda confessione verso metà dicembre, mentre la Prima Comunione (se tutto va bene) per il Corpus Domini di quest'anno, ma solo per i più grandi. Arriviamo così ai bimbi di 10 e 11 anni che sono stati affidati ad Elena Fabbrini e che fanno parte del cosiddetto "anno di transito" , freschi di Comunione e troppo piccoli per la Cresima…infine abbiamo dalla seconda media in su i ragazzi "pre-Cresima" di Matteo Benotto. Ci tengo inoltre a far presente alle famiglie di questi ragazzi (soprattutto per chi ha l'età per rientrare nella classe Comunione o per quella pre-Cresima) che la frequenza è OBBLIGATORIA e che anche da essa dipende l'idoneità ad accostarsi a questi due importanti Sacramenti. Il catechista infatti si riserva di valutare l'idoneità del ragazzo con la frequenza con cui questo segue, la sua attenzione e partecipazione e la conoscenza dei concetti di base essenziale per compiere questi grandi passi. Quindi comunicherà i nominativi al nostro buon "supervisore" don Mario che si prenderà cura gli ultimi mesi dei bambini della Comunione e dei ragazzi della Cresima. Se avete qualche problema rivolgetevi al nostro parroco che ci farà presente la vostra richiesta e ci aiuterà a risolvere la situazione, se invece volete rivolgervi direttamente a noi lo potete fare durante l'ora di catechismo ogni domenica alle dieci all'asilo, salvo festività e vacanze (che coincidono con quelle scolastiche). Ci scusiamo ancora per il ritardo nelle comunicazioni e vi ringraziamo per la vostra collaborazione.

di Angelica Pardi

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Onore ai "costruttori di pace"

Da alcuni mesi "Voci dalla Rocca" ospita i miei scritti. A livello giornalistico niente di particolare, solamente semplici note dettate dai sentimenti. Oggi le sensazioni, alla luce di quanto accaduto in Irak, sono alterate e contraddittorie. DA una parte lo smisurato dolore che ha colpito nel profondo di ciascuno di noi. A fronte una rabbia incontenibile per la malvagità umana a un grave senso di impotenza. In questa circostanza il "vostro" giornale vuole testimoniare la propria partecipazione. E' difficile trovare parole che non siano state dette, rischiando talora di cadere nella retorica. Ma queste persone che hanno perduto la loro vita, nel loro costante impegno di fraternità, meritano tantissimo. Mai riusciremo a compensare il sacrificio loro. Fino ad oggi giungevano a noi dai telegiornali nomi di località sconosciute, Bassora, Nassiriya, come sconosciuti erano i volti e i cognomi di questi eroi. Persone che abbiamo amato subito, pur senza conoscerle; tali da ravvisare in loro un figlio, un fratello, un amico. Siamo stati colpiti dentro da un dolore acuto che ci ha fatto male. Talvolta passando dinnanzi alla chiesa di Ripafratta mi sono soffermato leggendo sulla lapide i nomi dei caduti. Pur essendo persone a me estranee, ho rivolto un pensiero riconoscente per le loro vite distrutte dal conflitto. Quanto è infame la guerra! Nonostante i milioni di morti, sembra nessuno abbia tratto un insegnamento. Di conseguenza, ancora più rabbiosa è la reazione al pensiero che questi valorosi si adoperavano per la pace. Tutti abbiamo potuto constatare quanto di buono ed importante hanno fatto i nostri soldati, in ogni parte del mondo. Ho travata giusta la definizione "costruttori di pace", che risale al pontificato di Papa Giovanni XXIII e mai è apparsa così attuale ed appropriata. Da sempre ho provato un devoto rispetto per le istituzioni e stima profonda per coloro che indossano una divisa. Reputo sia una scelta precisa che, dettata dalle più svariate motivazioni, porti le persone a vivere una dimensione diversa della vita, fino a farne una professione. Ho riconosciuto nella bandiera tricolore quel simbolo forte che accomuna tutti, con la consapevolezza di avere identici ideali di altra gente. In ogni circostanza, all'ascolto dell'Inno Nazionale provo commozione. Spesso tali considerazioni non sono state condivise da tutti. Lo hanno dimostrato le vigliacche manifestazioni negli stadi, le violenze inaccettabili di certi comportamenti per strada. Ebbene, in questo tragico evento, nel sacrificio estremo di tanti caduti e nella sofferenza dei numerosi feriti, abbiamo ritrovato una identità vera. Tutti gli Italiani si sono trovati uniti e sgomenti dinanzi a tale lutto ed hanno abbracciato idealmente quelle famiglie così duramente colpite. Non sono state certo le parole dei politici, per altre alcuni dei quali veramente da ignorare, a far scendere in strada la gente con la Bandiera. Durante le esequie, raccolti in un silenzio dignitoso, hanno manifestato l'immenso dolore con tante lacrime. Gli applausi spontanei che hanno accompagnato questi nostri fratelli e le parole interrotte dalla commozione, sono prova di grande umanità. La morte di questi eroi ci fa riflettere come non mai, alla ricerca di pace per tutti, con la messa al bando di qualsiasi violenza. Questi grandi uomini ci sono riusciti, dandoci l'esempio. Il ringraziamento diretto a ciascuno di loro, per quanto hanno dato e fatto, da parte nostra è ben misera cosa al confronto. Voglia il tempo mitigare e rendere meno violento questo dolore a tutte le famiglie coinvolte. Nella nostra mente rimarrà sempre il ricordo di quelle bare avvolte nella bandiera. Il loro sacrificio è servito a dimostrare al mondo, che al di sopra delle ideologie e degli interessi, c'è gente capace di morire per "costruire la pace". Siano onorati sempre.

di Claudio Romani

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Un nuovo calendario ... di Ripafratta

Anche Ripafratta ha il suo calendario. L'aveva già quest'anno, con le cartoline più belle tratte dalla mostra "La Storia e la Memoria". Il 2004 ripafrattese, invece, sarà segnato dalle immagini della Festa di Primavera di quest'anno, ovvero dai momenti più belli della manifestazione e soprattutto dagli scorci più suggestivi di una paese insolitamente abbellito e "infiorettato". Promotore dell'iniziativa, come la scorsa volta, il Comitato. Da dicembre, dunque, il calendario (che si intitola "Ripafratta in fiore") è disponibile presso i negozi che espongono la locandina. Qui a fianco vedete, anche se in bianco e nero, la copertina.

di Francesco Noferi

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