Editoriale
Ripafratta ancora sul Giornale
Da Filettole a Ripafratta, da Molina a Pugnano: "Vogliamo l'ambulanza"
Comunicati congiunti di Comitato e Parrocchia e "Voci" sull'assemblea
Fra Rocca e Lavatoio, le questioni sospese. Chiediamo chiarezza
Festa di Primavera 2007 in scena il 2 e 3 giugno. Le anticipazioni per "Voci"
Spazio dei Lettori
Ripafrattta - Farneta 2-1. Con un ricordo nel cuore ...
E' un lavoro duro il nostro. Forse non sembra, forse sembra anche esagerata come espressione, ma è così. Mettere insieme sedici, venti pagine di un notiziario territoriale che riguardi soprattutto un paese come il nostro non è cosa facile. E i tempi sono duri. Abbiamo preso con noi stessi e con voi l'impegno a continuare almeno altri dodici mesi (con dieci numeri), visto che la campagna abbonamenti si è svolta anche quest'anno. Eppure, nonostante ciò, abbiamo bisogno della vostra collaborazione, dei vostri scritti, delle vostre lettere, dei vostri ricordi, delle vostre proposte. Prima di tutto perché mettere insieme queste sedici pagine diventa sempre più difficile mano a mano che gli impegni personali, la scarsità di tempo e di mezzi avanza. E poi, soprattutto, perché non ha senso mettere in piedi un mezzo di comunicazione che sia a senso unico, non in questa realtà. Ecco perché ancora una volta, come abbiamo fatto tante volte, torniamo a chiedere il vostro contributo. I ritardi che voi vedete nelle uscite del giornalino sono dovuti (a parte i necessari tempi tecnici di stampa sui quali non possiamo intervenire) proprio alla difficoltà di mettere insieme le pagine, di scrivere gli articoli. E' un impegno difficoltoso, il nostro, che abbiamo cercato di raccontarvi per filo e per segno con una serie di articoli, un paio d'anni fa. Abbiamo cercato di farvi capire che il nostro più grande sforzo è di essere originali e utili, ma questo non è possibile senza che anche qualcuno di voi scriva due righe, una lettera, un intervento. E questo è un appello che rivolgiamo a tutti i nostri lettori, chiunque essi siano. Senza il vostro aiuto, non si va da nessuna parte, non per molto almeno. A buon intenditor… Come avrete visto, segno delle difficoltà che incontriamo ogni mese, anche questa edizione esce accorpando i numeri di marzo e aprile, per i ritardi accumulato. Ce lo possiamo permettere, nei confronti dei nostri lettori, perché quest'anno abbiamo deciso di sperimentare l'uscita anche estiva nei mesi di giugno, luglio e agosto, mantenendo così i 10 numeri annui. E dopo queste necessarie precisazioni, veniamo al numero di questo mese, di cui vi citiamo solo un paio di spunti per mancanza di spazio. Oltre all'articolo sulle "questioni insolute" (ripetercele ogni tanto non fa male perché aiuta a ricordare e riflettere…) troverete uno spazio dedicato all'intervento di un nostro lettore (esempio da seguire) che ci racconta un frammento di memoria della Ripafratta in tempo di guerra. A proposito di novità, invece, guardate in ultima pagina: abbiamo creato una nuova sezione, chiamata "Lungomonte", dove riuniremo le notizie che riguardano le altre frazioni del nostro territorio. Un piccolo omaggio agli amici che ci leggono da altri paesi, ma che senz'altro interesserà tutti. Speriamo di ampliarlo sempre di più con il vostro aiuto. Naturalmente, come avrete letto sui manifesti affissi un po' dovunque (e in prima pagina) e come avrete sentito all'assemblea del 20 aprile scorso all'Asilo, anche "Voci dalla Rocca" ha dato il suo appoggio (ed anzi, ha co-organizzato, insieme a Comitato e Parrocchia) all'iniziativa per avere un centro di primo soccorso con ambulanza presso le Scuole elementari di Ripafratta che si avviano (ahinoi) alla chiusura. Visto il successo c'è da ben sperare. Almeno in questo caso. Buona lettura.
di Francesco Noferi
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L'assemblea del 20 aprile scorso, quella incentrata sulla necessità di un centro di primo soccorso alle Scuole di Ripafratta, ha portato più volte il nostro paese all'onore della cronaca sui quotidiani locali "La Nazione" e "Il Tirreno", che hanno dato rilevanza e spazio alla notizia sia nei giorni precedenti, che il giorno stesso. Altra presenza d'onore sui giornali riguarda Rupecava: l'articolo di Francesco Noferi, che potete leggere sul nostro sito internet e che a sua volta riprende alcune segnalazioni di tempo addietro, è stato pubblicato sul numero di Toscana Oggi-Vita Nova del 29 aprile 2007. Si tratta di piccoli passi, certo, ma dopo anni in cui di Ripafratta non si è mai parlato da nessuna parte, si va finalmente nella direzione giusta per risvegliare l'interesse.
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Quasi tutti ormai sanno che, al termine di questo anno scolastico, la scuola di Ripafratta verrà chiusa, essendo ormai ultimato il complesso scolastico di Pappiana, che accoglierà gli alunni di tutte elementari del comune.
Tutti i paesi che vedranno presto chiudere le loro scuole si sono quindi ingegnati per poter riutilizzare al meglio i locali lasciati vuoti e ottenere quindi un utilizzo da parte del Comune.
La stessa cosa è avvenuta qui da noi, dove grazie ad un'azione congiunta del "Comitato per Ripafratta", della Parrocchia e di "Voci dalla Rocca", si è presentata la possibilità di allestire nell'edificio scolastico dismesso un centro di primo soccorso.
Al fine di illustrare questa evenienza alla popolazione, venerdì 20 aprile, si è tenuto, presso i locali dell'ex asilo, un incontro presieduto dal presidente del Comitato Nicola Aliberti e dal parroco Don Tiziano Minnucci. Durante questo incontro sono intervenuti due vicegovernatori della Misericordia di Pisa, i signori Luigi Pardi e Daniele Giugliano, il primo residente a Pugnano e il secondo a Gello, i quali hanno evidenziato l'importanza che andrebbe a ricoprire, per tutti i paesi del lungomonte, la realizzazione di questo progetto.
La nostra zona dista infatti molto dal Pronto soccorso e questa distanza è destinata ad aumentare con il futuro dislocamento di tutte le strutture sanitarie a Cisanello, e con essa i tempi necessari per il sopraggiungere delle ambulanze. Si prospettano quindi lunghe ed interminabili attese per chi necessita di soccorso.
La presenza di un'ambulanza nelle vicinanze permetterebbe invece di intervenire più prontamente alle chiamate alleggerendo così il carico di impegni che già grava su Pisa.
Da non trascurare poi un secondo utilizzo, non meno importante e forse più consono ad un centro di prima accoglienza: garantire il trasporto in ospedale delle persone che necessitano di cure frequenti e il ritorno a casa di chi è stato dimesso e non può viaggiare su auto.
L'intenzione con cui si vuole costituire questo centro non è pertanto quella di sostituire il pronto soccorso, ma di affiancare ad esso una struttura che possa sostenere i casi meno gravi e tutte le altre operazioni sopra citate.
La priorità perché tutto ciò possa concretizzarsi è l'interessamento della popolazione. Affinché l'operazione prenda il via sono infatti necessari non meno di 25 - 30 volontari che si rendano disponibili a tenere aperto il centro, per cominciare anche solo pochi giorni alla settimana a orario ridotto. Tra i volontari verrebbe poi scelto un referente che funga da coordinatore della zona e mantenga i contatti con Pisa.
Tutte queste persone dovrebbero poi seguire necessariamente un corso di 20 ore per soccorritore di base, per poter servire sull'ambulanza coadiuvati da un medico, e chi fra queste lo desiderasse un corso specialistico di 95 ore e uno di 8 ore per l'abilitazione alla guida dell'ambulanza. Ovviamente tali corsi sarebbero gratuiti e verrebbero allestiti in zona. A carico della Misericordia sarebbero anche tutte le attrezzature necessarie e ovviamente l'ambulanza. Per quanto riguarda i locali basterebbero poi soltanto 2 o 3 stanze della scuola con annessi servizi igienici.
Nel corso della discussione è inoltre intervenuto il presidente della Pubblica Assistenza, signor Carpita, evidenziando l'interesse alla collaborazione anche da parte dell'associazione di cui è membro. Prima che la Misericordia rispondesse positivamente alla proposta, era infatti stata interpellata dal Comitato anche la Pubblica Assistenza, che però, come ricordato dal presidente Aliberti, non aveva dato la sua disponibilità e non avrebbe comunque partecipato economicamente alla realizzazione del progetto. Il signor Carpita ha sottolineato soprattutto la funzione sociale di questo tipo di assistenza, soprattutto nei confronti degli anziani. I meno giovani sono spesso soli e oltre alle cure sanitarie hanno bisogno di essere confortati e ascoltati.
Anni addietro, un tentativo di allestire un centro di primo soccorso era stato preso in considerazione, come ha ricordato don Tiziano, per la sola Filettole. Tuttavia l'impossibilità a trovare una sede e, come unico paese coinvolto, sufficienti volontari ha reso impossibile la realizzazione. Dopo l'Unità Pastorale cambia tutto. In buon numero infatti i filettolini che hanno preso parte all'incontro assieme ai numerosi ripafrattesi.
Al termine della serata in diversi hanno lasciato la loro disponibilità e il loro recapito affinché possano essere ricontattati qualora la cosa inizi. Ma siamo ancora lontani dall'aver raggiunto il numero di volontari necessario. L'appello è dunque rivolto a tutti, ripafrattesi e non, perché si facciano avanti e diano il loro contributo per non far ritornare nel nulla una così lodevole e utile iniziativa.
Per chi fosse interessato a lasciare la propria disponibilità come volontario può rivolgersi alla sede della Misericordia del CEP, tel. 050 3853000, e lasciare un messaggio per Daniele Giuliano, in merito all'iniziativa di Ripafratta. Oppure può contattare, in zona, il presidente del Comitato Aliberti o don Tiziano. In alternativa, può far presente il proprio interessamento anche a noi di "Voci dalla Rocca", che lo trasmetteremo a chi di dovere. Nei prossimi giorni saranno identificati in ogni paese alcuni referenti presso cui iscriversi e/o avere maggiori informazioni.
di Matteo Benetto
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Una struttura a disposizione della comunità del territorio, dove i cittadini interessati possano prestare opera di volontariato e che diventi un punto di riferimento per il primo soccorso sanitario, a partire dalla possibilità di ospitare un'ambulanza. E' quanto chiedono ad una voce le associazioni e gli enti ripafrattesi, a cominciare dalla parrocchia, dall'associazione "Comitato per Ripafratta" e dal notiziario "Voci dalla Rocca", incoraggiati in tal senso dalle richieste della popolazione di tutti i paesi vicini.
Con un'azione congiunta senza precedenti, Voci dalla Rocca, l'associazione "Comitato per Ripafratta" e la parrocchia di Ripafratta (in Unità Pastorale con Filettole) promuovono pertanto un incontro di tutti i cittadini del lungomonte sangiulianese, di Filettole e di tutte le zone limitrofe interessate, presso Villa Danielli Stefanini (ex-asilo) a Ripafratta, venerdì 20 aprile, alle 21.
Sarà l'occasione per discutere della proposta, raccogliere adesioni e formulare nuove iniziative per portare avanti l'istanza.
Gli organizzatori ricordano come la necessità di un centro di primo soccorso nella zona di Ripafratta sia di importanza strategica e si renda sempre più necessario sia per la dilatazione dei tempi d'intervento delle ambulanze (che a volte hanno toccato punte preoccupanti), sia per l'aumento dei treni sulla tratta Lucca-Pisa, che costringe i passaggi a livello a chiudere sempre più spesso, tagliando la zona dalla via più breve per Pisa.
"Sarebbe non solo la soluzione migliore per venire incontro alle richieste dei cittadini - commenta Don Tiziano Minnucci, parroco di Ripafratta e di Filettole - ma anche la risposta ad un'esigenza reale di tutti coloro che desiderano affrontare l'esperienza del volontariato come crescita umana e spirituale". "La popolazione dei paesi del lungomonte è in considerevole aumento da diversi anni a questa parte - ricorda il "Comitato per Ripafratta" - e con la popolazione aumenta anche la richiesta di servizi; di conseguenza si devono adattare anche le strutture, pensate non più come una risorsa solo della frazione che le ospita, ma come ricchezza per una comunità più vasta". Mettono l'accento sull'ampia fruizione anche da "Voci dalla Rocca": "Il Comune di San Giuliano sta puntando molto sulla ri-qualificazione dell'area sportiva di Molina di Quosa a favore di tutti i giovani del lungomonte, e fa bene - dicono dalla Redazione del foglio ripafrattese - ma non dimentichiamo che a Ripafratta c'è già un edificio grande, strategico, polivalente, che non necessita di investimenti strutturali e che soprattutto è già di proprietà comunale. E sul cui futuro purtroppo - sottolineano infine - non ci sono ancora certezze".
I primi contatti con le associazioni interessate e con i cittadini delle varie frazioni hanno dato esiti incoraggianti. Dall'assemblea pubblica di venerdì 20 emergerà dunque una forte richiesta all'Amministrazione del Comune di San Giuliano, proprietario dello stabile, affinché si muova in questa direzione e dia risposte certe in tempi brevi. La questione riguarda anche gli altri settori dell'edificio che non sarebbero direttamente interessati dal centro di primo soccorso; il "Comitato per Ripafratta" aveva già da tempo stilato un documento - sottoposto al Comune - in cui si ipotizzava dettagliatamente il futuro utilizzo dei locali delle Scuole elementari di Ripafratta, sulla scorta dell'impiego per fini pubblici e collettivi di quelle di Molina di Quosa (che saranno adibite a "casa della musica"). Sede di associazioni, museo del territorio, punto di partenza per la visita ai monumenti storici, palestra, sede di varie attività che già oggi riscuotono gradimento e successo. Ma sarebbe soprattutto l'utilizzo come centro di primo soccorso a restituire al territorio un edificio che per più di cinquant'anni ha servito la comunità e che rischia adesso di cadere nell'abbandono o di essere mal sfruttato.
COMUNICATO DEL 24/04/07:
Fra i cittadini del lungomonte sangiulianese c'è il desiderio di mettere in moto le proprie energie in un progetto di volontariato socio-sanitario che si deve concentrare intorno alla scuola di Ripafratta.
E' quanto annunciano il "Comitato per Ripafratta", la parrocchia di Ripafratta e "Voci dalla rocca", promotori dell'assemblea dello scorso 20 aprile, presso Villa Danielli Stefanini a Ripafratta; l'iniziativa lanciata (la costituzione, presso l'edificio scolastico che presto verrà chiuso, di un centro di primo soccorso dove poter esercitare volontariato) ha evidentemente intercettato i bisogni e i desideri dei cittadini dell'intera area (da Ripafratta a Filettole, ad Avane a Molina di Quosa, a Pugnano e Colognole) di mettersi al servizio della comunità con un progetto di volontariato. In sede di assemblea - molto affollata - sono già stati raccolti numerosi nominativi di cittadini disposti a "rimboccarsi le maniche", ma la ricerca di nuovi (soprattutto giovani) volontari, è appena cominciata.
I prossimi passi riguarderanno, da una parte, proprio l'avvio della ricerca di cittadini che siano disposti a seguire il corso per volontari, o che semplicemente intendano dare una mano e un supporto "logistico" al futuro centro di primo soccorso, o che facciano da referenti per questa stessa ricerca nella loro area; dall'altra, saranno le associazioni promotrici ad attivarsi nei confronti del Comune di San Giuliano per ottenere, forti del vasto interesse riscontrato nei cittadini, la disponibilità ufficiale e definitiva dei locali della scuola elementare in via di chiusura. Saranno ulteriormente o di nuovo contattate anche le associazioni di volontariato, per stabilire un dialogo ed avviare un confronto che deve essere all'insegna di una collaborazione con tutte le varie realtà. "E' l'avvio di un percorso estremamente positivo - commenta l'associazione "Comitato per Ripafratta, fra i promotori dell'iniziativa -. In tempi brevi speriamo di avere le due disponibilità formali: quelle dei cittadini (e già siamo a buon punto, visto il risultato straordinario dell'assemblea) e quella del Comune". Il commento di don Tiziano Minnucci, parroco di Ripafratta e Filettole e anch'egli sostenitore attivo dell'iniziativa: "La risposta delle tante persone presenti a Ripafratta lo scorso 20 aprile testimonia quanto sia sentita l'istanza del volontariato, sia da parte di chi ne dovrebbe fruire, sia da parte di chi vuole mettersi al servizio degli altri". "E' la prima volta che i cittadini delle nostre frazioni si mettono insieme per un progetto così importante e di così ampio respiro. Hanno dimostrato quanta energia abbiano da investire, ma anche come ci sia bisogno di un punto di riferimento fisico per poterla sviluppare adeguatamente - dicono dalla redazione di "Voci dalla Rocca", altro promotore dell'iniziativa -. La nostra richiesta è che la scuola elementare di Ripafratta possa diventare finalmente questo punto saldo, questa certezza per tutti i cittadini del lungomonte". La ricerca di nuovi volontari vedrà dei referenti in ogni realtà locale: persone ed esercizi commerciali presso i quali si potranno avere maggiori informazioni e depositare la propria adesione. La lista di questi punti di riferimento sarà resa nota al più presto dai promotori dell'iniziativa. Per il momento, si può visitare il sito di "Voci" oppure contattare i numeri telefonici 050854219 (Comitato) o 050808870 (Unità pastorale Filettole-Ripafratta).
a cura di Ass. Comitato per Ripafratta - Unità Pastorale Filettole-Ripafratta - Redazione di Voci dalla Rocca
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Ad un punto morto. Nonostante i contatti tra Comune di San Giuliano e realtà associative ripafrattesi (prime fra tutti il "Comitato per Ripafratta) non si siano mai interrotti, ancora non si riesce a vedere la luce in fondo al tunnel. Separiamo dai nostri discorsi e da tutto il resto l'eterno dilemma del parcheggio e della piazza: ne abbiamo parlato più volte, e lo ricordiamo frequentemente, ma si differenzia da tutte le altre questioni perché si tratta di un'opera per la quale si sta trattando con privati: i proprietari dell'ex-salumificio, assieme ad alcuni volumi abitativi, dovrebbero costruire un'area di parcheggio per le auto che sia funzionale sia al nuovo complesso (che porterà verosimilmente numerose famiglie ad abitare in paese) sia, soprattutto, per il resto del centro storico. La questione è delicata, com'è naturale le trattative sono un continuo tira e molla da una parte e dall'altra, e noi attendiamo fiduciosi confidando nel buon senso di tutte le parti coinvolte. Naturalmente, monitoriamo costantemente progressi e battute d'arresto. Per ora siamo ad una battuta d'arresto. Vedremo. Almeno, in quel caso la strada è tracciata. A che punto sono invece le altre questioni, i tanti "problemi" come li abbiamo sempre definiti (usando spesso un eufemismo) che affliggono il nostro paese? Partiamo dalla Rocca: la foto in queste pagine ci ricorda le gravi condizioni in cui versa. Ormai è evidente che non si tratta più soltanto di una "bruttura" e di uno "spreco" di siti storici e archeologici importantissimi. L'intera collina ha avuto negli ultimi decenni vistosi problemi di smottamento e di frane dalla parte del fiume. Naturale che l'intero edificio storico della Rocca risenta del movimento della terra, producendo vistose e inquietanti crepe nelle mura. La parte più a rischio del colle è stata messa in sicurezza ormai diversi anni fa (come testimoniammo su uno dei numeri passati di "Voci dalla Rocca), ma questo non significa che i movimenti franosi non siano continuati. E non continuino tuttora. La Rocca è a rischio. Dopo una serie di rimpalli burocratici, pressioni da parte del Comitato, soluzioni diverse poi scartate, ad oggi non si sa bene quale sia lo status del nostro monumento-simbolo. Il piano originale prevedeva una cessione da parte dei proprietari (i Roncioni) al Demanio e, tramite una serie di passaggi, la gestione del bene sarebbe toccata al Comune. Sospettiamo che sia un piano abbandonato da tempo, pur essendo arrivato a buon punto diversi anni fa (di nuovo, lo testimoniammo su "Voci"). E ora? E che ne è del progetto di rivalutazione e riqualificazione dell'intero sistema storico-sentieristico che collega la rocca alle torri e al paese? Altra questione, il vecchio lavatoio di Farneta. Anche qui - lo ricordiamo a chi c'era e lo so spieghiamo a chi ancora non ci leggeva - la pressione sul Comune per un suo recupero venne dai Ripafrattesi, in seguito ad alcuni spiacevoli avvenimenti. Fummo tra i primi, noi di "Voci dalla Rocca", a lanciare l'allarme vandalismo, in seguito alle segnalazioni di alcuni lettori. Diverse pietre (ad oggi quasi tutte) che contornavano la vasca del lavatoio, erano state asportate, rubate da qualche privato cittadino che aveva ben pensato di farne buon uso a fini propri. Del resto, non si poteva dargli torto: chi mai si sarebbe interessato ad un "bene" architettonico e storico ridotto in quelle condizioni, senza più il tetto (ormai da moltissimi anni), infestato dalla vegetazione, dimenticato in un angolo di Via Fattori? Ma lo sdegno della gente, e di nuovo i contatti col Comitato, portarono ad un impegno più o meno ufficiale del Comune per una riqualificazione del bene. Gli ultimi "studi", le ultime intenzioni che ci sono pervenute, ormai un paio d'anni fa, si allargavano troppo, però: per riqualificare il bene bisognava anche metterlo in sicurezza (giusto) deviando parzialmente la strada (sbagliato). Come tutti i progetti che pretendono troppo, si è infatti arenato, prima con rassicurazioni e impegni, poi neanche più con quelli. Come su molte altre delle questioni che vi presentiamo ogni mese, è calato un silenzio tombale. C'è poi la questione - veramente infinita - del ponte dell'autostrada vecchia, che come ci confermarono fonti comunali diverso tempo fa, doveva addirittura essere abbattuto (per la nota questione che tutti questi ponti uno vicino all'altro sono pericolosi per via delle piene del Serchio); in realtà, poi si riuscì ad ottenere, da parte del Comune, che il ponte potesse essere riutilizzato, abbattendo invece quello attuale che ci collega con Filettole. In realtà, di questo progetto faraonico (utile soprattutto per scavalcare la ferrovia ed eliminare il passaggio a livello come sta accadendo un po' dovunque), non si è saputo più nulla. Il nodo fondamentale (oltre ai fondi veramente ingenti che servirebbero per realizzarlo) riguarda il riutilizzo del tracciato della vecchia autostrada, quella che passa da Farneta: secondo i primi piani e progetti (con ci chiedete di addentrarci in questioni veramente troppo burocratiche, cerchiamo di semplificare per far capire a tutti), la nuova strada che, collegandosi alla statale, e riprendendo il tracciato dell'autostrada vecchia, si allacciava al ponte e scavalcava il Serchio e la ferrovia, avrebbe dovuto passare direttamente sopra il nostro povero campo sportivo. Brutta storia, per la quale già a suo tempo si mobilitarono cittadini Ripafrattesi e, più recentemente, alcune forze politiche dell'opposizione in consiglio comunale. Proteste, raccolte di firme, piani alternativi… Non se ne sa più niente. Né delle proteste, né delle intenzioni ufficiali, né dei tempi. Ogni tanto, l'Autorità di Bacino del Serchio continua a ricordare che tre ponti uno accanto all'altro non vanno bene, ma oltre questo, niente. Queste sono soltanto alcune di quelle che abbiamo chiamato "questioni sospese", e sui cui vorremmo sapere di più. Non ci illudiamo, del resto, che arrivino raffiche di risposte, ma noi continuiamo a farci domande, come dicevamo prima. A costo di essere ripetitivi, è bene che la gente sia portata a ricordare e a riflettere, possibilmente in quest'ordine.
di Francesco Noferi
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Come ogni anno, l'associazione culturale "Comitato per Ripafratta" propone agli abitanti del paese di Ripafratta e a tutti i visitatori la "Festa di Primavera". Per questo 2007, le date prescelte sono sabato 2 e domenica 3 maggio. La Festa, oltre alle sue tradizionali caratteristiche, a cominciare dalla visita guidata a Torri e Rocca attraverso il paesaggio dei nostri monti, contempla quest'anno alcune importanti novità che fin da adesso vogliamo anticipare ai lettori di questo giornalino.
Evento importante (e principale novità) sarà la mostra fotografica che il Comitato dedica ad un concittadino delle nostre terre, Augusto Della Longa, (1863-1933), medico per lungo tempo a Ripafratta, Pugnano, Molina, Rigoli e San Giuliano che, come fotografo provetto ed appassionato, ha illustrato con immagini suggestive i nostri luoghi (e non solo). Le antiche lastre fotografiche, ritrovate in una soffitta dal nipote Augusto Della Longa - che del nonno porta anche lo stesso nome - sono state restaurate e sviluppa dal Comitato e vedono ora la luce per la prima volta in una mostra pubblica. Si tratta di paesaggi familiari (e sconosciuti), personaggi dell'epoca, figure oggi scomparse, mestieri antichi e scorci dei nostri luoghi che emergono preziosamente come uno sguardo assolutamente inedito ed esclusivo sul nostro passato.
Poiché, poi, si tratta di una festa, quest'anno gli organizzatori della manifestazione hanno voluto spingere ancora di più in questa direzione, organizzando due serate di ballo, presso il cortile di Villa Danielli Stefanini, ex-asilo, con musiche italiane e latino-americane, per gli appassionati e per coloro che vogliono arrischiarsi…
A fare da filo conduttore della Festa di Primavera saranno ancora una volta le visite e passeggiate nei boschi dei nostri monti, le mostre di pittura (espongono due pittori che vivono ed operano in Ripafratta: Giulio Bechelli e Marilena Bailesteanu), e naturalmente il coinvolgimento di tutti i ripafrattesi necessario per abbellire, addobbare e ripulire il borgo e le sue vie e presentarle nel migliore dei modi ai visitatori.
Le due serate del 2 e 3 giugno ospiteranno poi anche un momento di consistenza "gastronomica" per coloro che vogliono trattenersi fino a sera, aspettando balli e musiche e chiacchierando in convivialità tutti insieme.
Gli orari previsti sono i seguenti:
SABATO 2 GIUGNO
Ore 10.00/19.00 - Esposizione delle opere dei pittori Marilena Bailesteanu e Giulio Bechelli.
Ore 18.00 - Apertura ufficiale della Festa di Primavera con il saluto delle Autorità e la presentazione della Mostra delle fotografie ottenute dalle lastre fotografiche del dott. Augusto Della Longa.
In serata - sagra all'asilo
ore 21.00 - ballo e musica
DOMENICA 28 MAGGIO
Ore 10.00/19.00 - Esposizione delle opere dei pittori Marilena Bailesteanu e Giulio Bechelli
Ore 10.00/19.00 - Mostra fotografie
Ore 15.00/17.00 partenze con visite guidate alla Rocca ed alla Torre del Centino.
In serata- sagra all'Asilo
Ore 21.00 - ballo e musica.
Un'ultima cosa prima di salutarvi: dobbiamo ringraziare fin da ora chi renderà possibile con il suo impegno, con la sua disponibilità e con il suo aiuto questa festa; e soprattutto, grazie a chi deciderà di parteciparvi, e ai ripafrattesi che vorranno collaborare rendendo il loro paese ancora più bello.
del Comitato per Ripafratta
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Tempo di guerra - Marchello Pardi
In questi giorni, ho trovato in un cassetto un diario dell'estate 1944 che io, quindicenne, tenevo per annotare, oggi si direbbe in ripresa diretta, gli avvenimenti che riguardavano la guerra che gli alleati (americani e inglesi) combatterono per liberare l'Italia dai Tedeschi. Mentre gli alleati venivano da sud a nord, noi soffrimmo (specialmente quando si fermarono all'Arno) giorni terribili sotto i Tedeschi in ritirata. Via via il cerchio si stringeva, io seguivo e annotavo i progressi dell'avanzata (da città a città) che per noi voleva dire liberazione. Il 3 di settembre 1944 arrivarono a Ripafratta. Riporto il testo (dal manoscritto) del diario:
"Stamani sono saltate le mine, saltando il ponte che va a Filettole. Passiamo però brutti momenti poiché si sentono detonazioni tedesche che tirano sui monti. Si vede proprio che viviamo le ultime ore!
Infatti alle 6,30 appare un carro armato sulla strada. Non sappiamo a chi appartenga ma la faccia nera di un uomo ci rassicura. Fuggiamo nel rifugio, roba da morire, ma la contentezza mi fa scordare tutto. Ormai è passato!
Ma ora dobbiamo passare la notte, le batterie tedesche sparano. Speriamo bene!
Gli americani non possono passare perché la strada è interrotta (nota: la "torre porta" è stata fatta saltare sulla strada per interromperla)."
Questa era la mia e la nostra estate.
P.S.
A proposito della succitata torre, quando eravamo ragazzi ci dicevamo (ma era tutta fantasia) che ci fosse un passaggio dentro il monte che la collegava con la Rocca. Bisognerebbe che qualche esperto facesse la storia della torre fino al tempo della distruzione. Mi pare fosse, in quel tempo, l'abitazione di una donna anziana.
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Ripafratta-Farneta, la tradizione delle tradizioni, l'incontro sportivo che ha coinvolto e coinvolge generazioni di ripafrattesi, ha visto quest'anno la vittoria del centro sulla periferia per 2-1, al termine di una partita segnata da bel gioco, dalla competizione accesa (come sempre, altro che amichevole!) e soprattutto dal ricordo. E il ricordo, nello specifico, si è materializzato sotto forma di un trofeo, la coppa in memoria di Giuseppe Lucchesi, che quest'anno viene assegnata per la prima volta, grazie al contributo dell'Unione Sportiva Ripafratta e del "Comitato per Ripafratta". Ancora più della partita in sé, infatti, quest'anno è stato il pre-partita a coinvolgere e suscitare commozione. Il ricordo del nostro compaesano Giuseppe Lucchesi (che come ha ricordato Rocco è stato sempre presente nelle attività sportive di Ripafratta), è stato segnato dall'esecuzione del "silenzio" da parte di un trombettiere, dal raccoglimento e da un applauso scrosciante del (numeroso) pubblico presente. Nelle prossime pagine riportiamo integralmente il testo del messaggio letto dallo stesso Giulio Pardi a nome dell'U.S. Ripafratta e quello composto per l'occasione dall'associazione "Comitato per Ripafratta"; entrambi hanno che ha voluto partecipare al ricordo contribuendo, oltre che al trofeo in sé (che verrà assegnato ogni anno il 1 maggio), ad una targa in memoria consegnata alla famiglia. Dopo l'esecuzione del silenzio, con i giocatori schierati, e dopo la benedizione del parroco Don Tiziano, la partita è iniziata come sempre. Quest'anno, i gol sono arrivati col contagocce, perché entrambe le squadre, bisogna riconoscerlo, hanno giocato e difeso molto bene, da veri professionisti. Come ogni anno, la lunga partita (due tempi regolari di 45 minuti circa) si è svolta con correttezza e agonismo, giocata da tanti calciatori ripafrattesi e da qualche "rinforzo" esterno che non guasta mai. Il campo era praticamente perfetto: nonostante avesse piovuto fino a pochissimo tempo prima, la tenuta era ottima, a detta degli stessi giocatori. Questo ci porta a riflettere sull'importanza dell'area sportiva di Ripafratta, specialmente in vista del progetto di scavalcamento del fiume con il ponte vecchio, il cui raccordo passerebbe esattamente in mezzo al campo. E se questa è una brutta prospettiva di lungo periodo (anzi, lunghissimo, per fortuna), bisogna dire anche che, nel breve periodo, il campo sportivo è abbastanza maltrattato durante tutto il resto dell'anno. Soprattutto per quanto riguarda i rifiuti abbandonati e che si accumulano nel tempo. Dovremmo cercare tutti di venire incontro anche alle persone che cercano di mantenere in vita dignitosamente questa struttura così importante e così significativa. Parallelamente, sarebbe una buona cosa che sempre più persone la utilizzassero, specialmente ora che si va verso l'estate. Una struttura utilizzata frequentemente e con coscienza è una struttura che non rischia il degrado… Tornando al 1 maggio, è doveroso sottolineare l'organizzazione ancora una volta impeccabile grazie alla passione sportiva e paesana del nostro Rocco e a tutti quelli che lo hanno aiutato. Da ricordare anche che la giornata si è conclusa, come sempre, con la cena all'Asilo, aperta agli sportivi ma anche al resto del paese.
di Francesco Noferi
Ricordo di Giuseppe/1 - Comitato per Ripafratta
Quando, lo scorso anno, ci giunse notizia dell'improvvisa morte di Giuseppe, uomo giovane , pieno di vita, al lutto della sua scomparsa si sovrappose lo sgomento dovuto al pensiero del dolore della mamma Teresa, del babbo Lauro, dei parenti tutti.
Pensammo allora in che modo avremmo potuto essere accanto ai familiari, manifestare la nostra partecipazione e la volontà di essere loro vicini.
Giuseppe era uno sportivo; aveva partecipato agli incontri di calcio Ripafratta-Farneta che si tengono ogni anno, da tantissimi anni. Ed anche quest'anno Giuseppe avrebbe dovuto esserci.
Ma ci sarà comunque: presente nel ricordo di tutti, presente nell'affetto verso Lui di quanti Lo conobbero. Sarà presente, infine, perché vogliamo, tutti, che una coppa intitolata al Suo nome venga assegnata alla squadra vincitrice del derby del 1 Maggio.
Il "Comitato per Ripafratta".
riportiamo il testo integrale del messaggio composto dal Comitato in occasione della partita Ripafratta-Farneta del 1 maggio scorso
Ricordo di Giuseppe/2 - Giulio Pardi ("Rocco")
Ripafratta, 1 maggio 2007
Cari amici, oggi come da tradizione siamo su questo campo sportivo per giocare il derby Ripafratta-Farneta. Quest'anno affrontiamo questa partita con una profonda tristezza nel cuore, perché in campo non c'è più il nostro amato Giuseppe; lui che per decine di volte ha disputato questo incontro ci guarda dal cielo. Noi in questo momento siamo qui per dirgli: Beppe, non ti dimentichiamo; quel gruppo meraviglioso con il quale a cavallo degli anni 1980-1990 hai vinto il campionato provinciale, il campionato regionale, la Coppa Oltreserchio è oggi tutto qui. Tu di quella U.S. Ripafratta insieme al capitano Le mucchi ne eri un leader silenzioso; sì, perché eri di poche parole, ma sempre quelle giuste e al momento giusto.
Sembra di sentirle ora le tue parole quando all'interno dello spogliatoio prima di entrare in campo per disputare il secondo tempo, magari dopo un primo giocato male e con i tuoi compagni presi da un po' di sconforto, dicevi: "Ragazzi, crediamoci, si può rimediare", "Ragazzi diamoci dentro", "Diamo tutto".
Sì, diamo tutto, è vero caro Beppe, hai sempre dato veramente tutto in campo e fuori con grande generosità. Noi preferiamo ricordarti sul campo, quando su quella fascia rubavi palla agli avversari e contrattaccavi, perché queste erano le tue caratteristiche. Davi tutto te stesso anche con grinta, ma sempre con una grande lealtà sportiva, pronto a tendere la mano al calciatore dell'altra squadra dopo un duro scontro di gioco, pronto a dare una parola di conforto al compagno di squadra che aveva commesso un errore.
Voglio chiudere ricordando Beppe in una circostanza particolare. Eravamo negli anni Novanta, finale del torneo di Cerasomma; il nostro allenatore, il compianto Ribechini Errico, dimentica nella lista dei giocatori da consegnare all'arbitro il nostro Beppe, e al suo posto mette un altro. Ci accorgiamo dell'errore e cerchiamo di provvedere, ma Beppe si oppone dicendo che quel ragazzo avvertito ormai di giocare sarebbe rimasto molto male; preferì quindi rimanere fuori ed entrare quando se ne presentava l'opportunità.
Allora a voi giovani dico: fate tesoro dell'esempio che Beppe ci ha lasciato, siate generosi come è stato lui in campo e fuori. E' il modo migliore per ricordarlo.
riportiamo il testo integrale del messaggio letto da Giulio Pardi in occasione della partita Ripafratta-Farneta del 1 maggio scorso.