Editoriale
I traguardi di "Voci dalla Rocca". Centinaia di copie distribuite in due mesi, 120 "abbonati" e ...
La festa per "Voci dalla Rocca" all'Asilo: grazie a tutti
Un cinema per Ripafratta
Il paese andrà ad accogliere Don Tiziano sul ponte che unisce Ripafratta con Filettole
"Cosa ci aspetta" con don Tiziano. Le attività della parrocchia di Filettole nell'ultimo anno
"I miei coristi? Sono davvero bravissimi. Neanche la neve li ha fermati"
Disagi in Farneta per una settimana intere famiglie senza telefono
Stazione, i soliti imbecilli all'opera: scritte sui muri appena imbiancati
L'unità pastorale Filettole-Ripafratta esordisce al Via Crucis del Vicariato
L'alternativa al "campanile"
"Elegia a Gabriele", di Giuseppe Lipparini
Ultim'ora: Ringraziamenti della famiglia di Don Mario Maracich
Sei anni di "Voci dalla Rocca" e di un'esperienza straordinaria, che sempre più si allarga e coinvolge persone, idee, realtà nuove e diverse. Abbiamo spesso parlato, specialmente in occasione degli scorsi anniversari, di come sia nato questo nostro progetto, partito da un'idea di ragazzi (vedete in primo numero qui a fianco), e sostenuto dall'interesse dei lettori e degli "abbonati" (che crescono in maniera esponenziale, vedete l'articolo qui a fianco). Oggi, possiamo dire che "Voci dalla Rocca" sia una realtà conosciuta ben al di fuori del paese in cui è nato e cresciuto, e che sia servita da stimolo e da esempio. Anche se qui, nel nostro paese, rimane il suo "cuore" e il centro dei suoi interessi. Ora però vogliamo parlare, invece che del passato, del presente e delle prospettive per il futuro. Anzitutto, siamo sempre in cerca di nuovi e volenterosi collaboratori. La Redazione è composta da sette membri, ma ognuno ha i suoi impegni e non può sempre portare il suo contributo. E proprio in occasione del sesto anniversario vogliamo lanciare un appello: chiunque voglia buttare giù due righe sul nostro mensile (riguardo l'argomento che preferisce, nei limiti dei nostri interessi ovviamente), è il benvenuto. Anche e soprattutto da queste nuove forze dipenderà la sopravvivenza concreta di "Voci dalla Rocca". Vorremmo tanto che, anche quando noi non potremo più seguire personalmente il progetto, qualcun altro lo porti avanti con la stessa nostra passione. Cominciate a pensarci già da ora. Sempre facendo una panoramica della situazione presente, c'è da ringraziare tutti i nostri lettori e tutti i nuovi abbonati, che hanno ormai raggiunto un numero considerevole, mostrando interesse per questo tipo di attività anche se non strettamente legati al paese a cui si riferisce. La tiratura (e per tutte le cifre vi rimandiamo di nuovo all'articolo di pagina 3) ha superato, con gli ultimi due numeri, ogni nostra aspettativa, tanto che siamo stati costretti alla ristampa sia dell'edizione di Febbraio che di quella di Gennaio, ed in entrambi i casi è stato di nuovo il "tutto esaurito". Sembra proprio che dovremo aumentare considerevolmente la tiratura, a partire da questo numero e dai prossimi. Un segnale di grande affetto nei nostri confronti: grazie. Guardando al futuro, invece: come vi abbiamo già detto, il nostro obiettivo a breve scadenza è portare avanti in maniera costante un giornalino sempre più ricco di spunti, idee, riflessioni, notizie e commenti. Ma possiamo solo farlo se altri di voi, di qualunque età o provenienza, si aggiungeranno alla Redazione e ai suoi collaboratori (che cogliamo l'occasione per ringraziare vivamente). Quindi, fatevi avanti e portate il vostro contributo: da noi non riceverete altro che gratitudine. Il traguardo a medio e lungo termine, invece è ben più ambizioso. Far sopravvivere la nostra esperienza può anche voler dire inserirla in un progetto più ampio e più forte. Perché non stimolare la nascita di altri "Voci dalla Rocca" per le tante realtà del nostro territorio, per i paesi a noi vicini e non solo, del lungomonte sangiulianese e non solo, del nostro Comune e non solo? Perché non "unirci" tutti insieme in una "catena" di notiziari che si aiutano a vicenda e collaborano proficuamente? Sarebbe davvero un modo originale e ancora inesplorato di vivere il territorio. Un'operazione così potrebbe anche ricevere (perché no?) il supporto delle istituzioni, come per esempio il Comune di San Giuliano, che si è sempre dimostrato attento nei nostri confronti. E' una bella speranza, che abbiamo già accennato altre volte ma che oggi, arrivati a questo traguardo, rilanciamo con forza. Speriamo di parlarne già nel prossimo numero. Ricordiamo infine che il numero di Aprile uscirà a ridosso del 1°, quindi tra poco, per fornirvi la cronaca più aggiornata possibile dell'ingresso ufficiale di don Tiziano in parrocchia. Pertanto, avrà un po' meno pagine, anche se certo saranno "pesanti", in quanto "storiche". Grazie ancora a tutti i nostri lettori e abbonati e buona lettura.
della Redazione
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Quest'anno il giornalino ha festeggiato il suo sesto anniversario e come ogni anno è tempo di bilanci. Il numero degli abbonati ha ormai raggiunto quota 120, con un incremento di nuovi abbonati per il 2006 di oltre il 26%. Inoltre cresce il numero dei lettori anche fuori dal paese: Filettole, Molina, Pugnano, Colognole, Cerasomma ma anche San Giuliano senza contare ovviamente i "ripafrattesi all'estero" che sono abbonati. C'è da dire che quest'anno "Voci dalla Rocca" ha cominciato alla grande: infatti nei mesi di gennaio, febbraio, marzo sono state vendute centinaia di copie, oltre naturalmente a quelle distribuite gratuitamente del numero di dicembre (speciale su don Mario). Aumenteremo senz'altro la tiratura, perché le richieste sono state tante e non eravamo preparati. Si arriverà nei prossimi mesi probabilmente a 200 copie. Un bel traguardo, per un giornalino che era partito con neanche 50 copie nel 2000! Infine possiamo dire che gli ultimi numeri li abbiamo dovuti ristampare e sono andati tutti esauriti ("a ruba"!!) lo stesso. Siamo molto contenti di questo successo e vi ringraziamo (come abbiamo già fatto alla cena del 18 marzo) per tutto quello che siamo riusciti ad ottenere fino ad ora grazie a voi.
di Lavinia Bianchi
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Sabato 18 marzo si è tenuta presso l'ex asilo la cena per l'anniversario del nostro caro giornalino "Voci dalla Rocca" che quest'anno ha festeggiato il suo sesto anno. Alla serata hanno partecipato molte persone di Ripafratta ma anche dei paesi vicini; anzi il numero di partecipanti ha superato di gran lunga le nostre aspettative (grazie!). La serata ha avuto inizio con la visione di un video che illustrava, con una voce narrante e varie musiche di accompagnamento, il nostro paese nei tempi antichi. Il video è stato realizzato da un abbonato di "Voci dalla Rocca", un ripafrattese residente a Pisa,il signor Marcello Pardi. Purtroppo per motivi di salute non è potuto essere presente però ne ha fatto le veci la figlia che ha ricevuto i sentiti ringraziamenti da parte di tutta la redazione per aver messo a disposizione il suo lavoro. Ci sono stati poi gli interventi delle autorità e degli amici che erano stati invitate: l'assessore ai Lavori Pubblici Fabio Legnaioli, che è intervenuto per primo, ha toccato vari problemi inerenti al nostro paese come le strade, in particolar modo il tratto presso il Molino Rossi che presenta buche parecchio profonde ed è quindi difficilmente praticabile dai mezzi pesanti. Ha inoltre parlato del nostro cimitero segnalando sgradevoli problemi che verranno prontamente risolti (ad esempio la cappella, che sta cedendo..) grazie ad un lavoro straordinario e ci ha poi aggiornato riguardo alle trattative per il parcheggio nell'ex sede dei macelli che sono ancora in alto mare; Nicola Aliberti presidente dell'associazione socio-culturale "Comitato per Ripafratta" che ha rivolto parte del suo discorso a don Mario, ricordando quello che ha fatto per il comitato; Elda Carlotti, presidente dell'associazione culturale "Il Castello" di Nozzano (nonché organizzatrice della manifestazione annuale "Il Castello rivive" sempre a Nozzano), che come suo solito ha dato una carica di sentimento alla discussione; e infine Costanzo Panichi, presidente della pro-loco di Asciano, che promuove il giornalino "L'Eco della Valle delle Fonti", con cui "Voci" è gemellato. Ringraziando ovviamente coloro che erano presenti, e coloro che hanno fatto delle offerte, ricordo che con il ricavato verrà acquistato un video-proiettore da mettere nell'ex asilo per i ragazzi del catechismo ma anche come alternativa e svago per il paese. La cena è stata ottima e abbiamo avuto anche una bellissima sorpresa con l'arrivo del Vescovo di Tivoli , Paolo Benotto, nostro compaesano.
di Lavinia Bianchi
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Come già ha anticipato Lavinia Bianchi nell'articolo che avete appena letto, la Redazione quest'anno ha deciso di impiegare il ricavato della "2° Serata sotto la Rocca" per un fine sociale. La Redazione ha così deciso che con il ricavato della cena (come è stato annunciato al termine del dibattito), si sarebbe allestita una piccola ma importante "sala cinema" all'Asilo. Una risorsa non solo per "Voci dalla Rocca", ma per tutto il paese, a cominciare dalle attività di catechismo e parrocchiali , ma non solo. Sarà una risorsa utile a tutti, ed è stata possibile grazie a voi. Nei giorni scorsi, alcuni membri della Redazione si sono già recati ad acquistare un videoproiettore "Home Cinema" in 16:9, con un maxischermo per proiezioni, un set di casse e un lettore Dvd, Invece di utilizzare una stanza apposita, si attrezzerà il salone di ingresso, così da poter rendere accessibile il "cinema" a più persone possibile. Il proiettore sarà, tra l'altro, inaugurato presto: è prevista una proiezione, con i ragazzi del catechismo pre-Cresima, del film "La Passione di Cristo", in preparazione alla Settimana Santa (l'incontro si terrà probabilmente il 4 aprile). La "sala cinema" sarà poi usata anche per una proiezione pubblica del video su Ripafratta realizzato dal nostro lettore Marcello Pardi (che ringraziamo ancora), che è stato visionato "in anteprima" in occasione della cena di "Voci dalla Rocca". Molti altri potranno essere gli usi di questa nuova risorsa per il paese. L'importante è però ricordare sempre che è stata possibile grazie a voi, e per voi sarà quindi utilizzata d'ora in avanti.
della Redazione
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Il Vescovo arriva in visita pastorale alla comunità di Ripafratta e porta con sé il nuovo pievano, Don Tiziano Minnucci. E' stato stabilito ormai definitivamente il programma delle celebrazioni di sabato 1 aprile, sia per quanto riguarda la Messa solenne che per i riti che la precederanno. Tutto avrà inizio alle ore 15,25 circa del 1 aprile prossimo, un sabato (anche se in realtà la "macchina organizzativa" ripafrattese è già all'opera da tempo). Per quell'ora, i fedeli e i ripafrattesi tutti si ritroveranno presso il ponte sul fiume Serchio, per accogliere ai confini della parrocchia il nuovo pievano. L'arrivo di Don Tiziano dovrebbe avvenire intorno alle 15,30. Da allora, dopo un breve saluto simbolico da parte della comunità e delle autorità comunali presenti, si partirà in una specie di breve processione verso la piazza, cuore del paese, e naturalmente verso la chiesa, dove i fedeli che lo vorranno potranno attendere Don Tiziano. Quindi, sia il nuovo parroco che il Vescovo si prepareranno, insieme agli altri sacerdoti che concelebreranno la Messa, per l'inizio della liturgia solenne di ingresso. Alle ore 16, l'Arcivescovo e Don Tiziano entreranno in chiesa dal portale principale e sulla soglia si soffermeranno per i primi riti: il Vescovo farà baciare al parroco il Crocifisso e gli consegnerà l'aspersorio con l'acqua santa con il quale aspergerà per la prima volta i fedeli di Ripafratta. Nel corso della Messa, poi, a Don Tiziano saranno consegnati altri oggetti simbolici della sua nuova funzione: la chiave del Tabernacolo dove vengono custodite le ostie consacrate, la stola viola per la confessione, gli olii sacri per il battesimo, la cresima, l'unzione degli infermi. Il Vescovo lo esorterà ad "essere pastore" di questa comunità e - senz'altro - parlerà della nascente unità pastorale Filettole-Ripafratta, degli obiettivi, dei metodi, dei sacrifici necessari, ma anche dei risultati postivi. Un rappresentante della popolazione rivolgerà un saluto amichevole a Don Tiziano il quale contraccambierà, al termine della Messa. Dopo la funzione, è previsto un momento di convivialità presso l'Asilo per il Vescovo, Don Tiziano e i sacerdoti che vorranno restare, i catechisti, i collaboratori che in questi mesi hanno aiutato la parrocchia nelle sue attività ordinarie e straordinarie. Tutto è pronto dunque per il momento solenne e storico, come solo può esserlo l'ingresso di un parroco in una comunità come la nostra. Il coro ha preparato definitivamente i canti e i coristi stanno già "schiarendo la voce", i catechisti preparano i ragazzi per vivere come si deve questo momento importante, i volontari (come altro definirli? Forse più che altro volenterosi) si affaccendano negli ultimi dettagli dei preparativi, si stanno già preparando i fiori (al solito, grazie al Molino Grassotti, abbiamo una certa competenza a Ripafratta in questo campo…), si stanno limando i discorsi di benvenuto e stampando i manifesti e i libretti per seguire la Messa. Il tutto, con l'invito alla popolazione a partecipare numerosa (i volantini con il programma saranno distribuiti in tutte le case e nei negozi nei prossimi giorni, non solo a Ripafratta ma anche a Filettole e nelle parrocchie vicine). L'ingresso di Don Tiziano, come tutti ormai sappiamo bene, si accompagnerà ad un'altra novità, altrettanto consistente, e cioè la nascita di una "unione pastorale" fra le parrocchie di Ripafratta e di Filettole. In questo senso, assume particolare significato la figura del ponte, sul quale andremo ad accogliere il nuovo pievano: un ponte non che divide, ma che unisce. Raramente si troverà un'altra unione con così tanti simboli significativi: il fiume, l'acqua, le due sponde unite dal ponte… Ma a parte le (pur belle) immagini, la nuova realtà che si verrà a creare comporterà anche spirito di sacrificio e di adeguamento. I risultati, però, ci saranno. Ne parla Don Tiziano stesso in un numero del giornalino settimanale della parrocchia di Filettole, rivolto ai suoi fedeli: "Girando in paese e per le famiglie durante le benedizioni avverto in una stretta minoranza di paesani un po' di timore e perplessità sulla notizia della nascita dell'Unità Pastorale. Certo, le novità sono sempre fonte di iniziale incertezza, è naturale! Ma vorrei sottolineare ancora una volta alcuni dati di fatto: 1) anche la nostra comunità [Filettole, NdR] nella sua limitatezza numerica trarrà sicuro beneficio non solo spirituale ma anche umano dalla nuova UP; 2) il futuro delle parrocchie è integrarsi o scomparire… cosa avreste preferito? 3) Il fatto che Filettole sia "unita" a Ripafratta assicura stabilità e certezza di un parroco ad entrambe le comunità (se questo progetto potrà camminare); 4) Se la presenza del sacerdote in alcuni momenti sarà minore come "quantità", credo che occorra intelligenza e comprensione per capire che il parroco non sarà mai assente nei momenti importanti, essenziali, quelli a lui propri. Per il resto sarà il momento per una maggiore collaborazione dei laici e di altri sacerdoti. E questo è una ricchezza! 5) Pensate alle terre di missione, dove un prete copre qualche centinaio di chilometri quadrati o a certe diocesi della vicinissima Francia dove GIA' OGGI sono state abolite tutte le parrocchie di paese per mantenere solo quelle dei capoluoghi più importanti (una vera e propria decimazione) […]".
di Francesco Noferi
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Gennaio 2005
Dopo il concerto di Epifania abbiamo l'insediamento del nuovo consiglio pastorale eletto dal popolo. Non è un passaggio meramente formale ma segna la vera corresponsabilità dei laici nella Chiesa. I cambiamenti non sono mai indolori ma possono essere pure fonte di novità e alternanza. Il 27 inizia la tinteggiatura della Pieve. Il 30 c'è il carnevale con gli squisiti bomboloni… ma che freddo!
Febbraio e Marzo 2005
Il 6 le cresime con il Vescovo. E' tempo di Quaresima: le via crucis sono animate dai vari gruppi di genitori, in modo personalizzato e originale. Il 20 si tiene nel salone l'iniziativa "Nonni e nipoti insieme" con tombola canti e merenda. Il parroco dopo l'influenza riprende le benedizioni ma dopo breve le deve sospendere di nuovo. Il 6 marzo ritiro spirituale della Comunità, molto seguito dagli adulti. L'11 festa e processione del Crocifisso con Don Danilo di Pietrasanta: molti i sacerdoti presenti, folla enorme alla processione, canto del Te Deum. Il 20 sono le palme: benedizione delle auto e iniziativa delle torte per i lavori in Chiesa. Il 25 mons. Lucchesini ci tiene una profonda omelia alla via crucis del venerdì santo: moltissima gente segue questo antico rito. Pasqua affollatissima a tutti gli orari, la corale anima la liturgia eccellentemente.
Aprile 2005
Il 24 due ladri penetrano nel salone e nello studio ma sono messi in fuga. Il consiglio pastorale delibera l'acquisto di un impianto di allarme senza fili, collegato al 112 e alle guardie giurate. Piccoli lavori di manutenzione ordinaria ai locali parrocchiali. Un altro ministrante adulto si aggiunge al prezioso contributo di Daniele: è Massimo, un giovane papà della nostra comunità.
Maggio2005
Il mese di Maria: i rosari guidati dai bambini e per gli anziani, la supplica. Il 6 maggio tutte le famiglie del gruppo Comunione a cena in pizzeria: serata allegra e proficua per altri progetti a favore dei nostri bambini. Nasce pian piano la sala video parrocchiale grazie all'aiuto di molti volontari. Il 13 maggio il parroco si reca con i confratelli dal Vescovo Cantucci per ricordare il X anniversario di ordinazione. Il 22 le Comunioni con la gioia di tanti bambini che partecipano per la prima volta all'Eucaristia. Il 29 processione con don Paletti di Cascina: all'omelia chiaro e incisivo come nel suo stile. Abbiamo un nuovo ministro straordinario della Comunione istituito dal Vescovo, è Demetrio: un giovane papà della nostra comunità.
Giugno 2005
Nell'ambito del convegno eucaristico parrocchiale il 4 e il 5 abbiamo la gioia di rivedere Padre Claudio Crimi del Mozambico. E' presente il sindaco, la cittadinanza e il consiglio pastorale: doniamo al missionario 6.600 euro provenienti da progetti di solidarietà e sviluppo con gli enti locali. La domenica Messa solenne con padre Crimi e pranzo nel salone. Il 12 fine del convegno e chiusura dell'anno catechistico. Inaugurazione del nuovo mosaico di Abramo (dal titolo "Padre di tutti coloro che credono in Dio") posto a lato della pieve e vicino alla statua della Madonna di Fatima. E' offerto da una famiglia statunitense in memoria dei suoi parenti filettolini defunti. E' pregevole opera del giovane Andrea Salvador, consenso di popolo e degna continuazione dell'opera di valorizzazione del piazzale come sagrato. Lo stesso giorno benedizione della nuova sala video con megaschermo per la catechesi. Il 26 pellegrini alla Verna.
Luglio e Agosto 2005
Il 10 abbiamo la gioia di ospitare la seconda messa di don Gabriele Azzalin, giovanissimo missionario in Russia. Si tiene per l'ottavo anno la festa della birra grazie all'aiuto dei donatori di sangue Fratres. Molto lavoro e buon risultato. A fine mese il parroco si reca in ritiro spirituale ad Assisi. Agosto è il mese più tranquillo: celebrazione dei battesimi, dell'Assunta e ricordo dell'eccidio di Filettole.
Nel frattempo iniziano i lavori di archivio per il nuovo libro sulla chiesa monastica di Laiano. E' tempo per programmare con la dovuta calma l'anno pastorale che già bussa alle porte.
Settembre e Ottobre 2005
Messa a Laiano, festa e cena dei Fratres, festivalbimbo e bomboloni. Iniziano gli incontri con i catechisti. Festa di San Maurizio e giornata di S. Padre Pio con Torello Lelli. Festa della Madonna del Rosario e delle suore nel centenario e inizio della catechesi. Il parroco lancia l'alleanza parrocchia/genitori per l'educazione dei figli. Primi progetti e risultati. Il giorno 11 pellegrini a Montenero. Riprende con alcuni miglioramenti la Scuola della Parola nelle abitazioni.
Novembre e Dicembre 2005
I santi e i morti con il grande afflusso di popolo e raccolta di offerte per la mensa dei poveri. Al cimitero per far partecipare di più la gente si celebra per la prima volta al piano di mezzo e con un nuovissimo audio realizzato da Maurizio. Si sta formando un piccolo coro anche per la Messa del sabato pomeriggio e si irrobustisce il gruppo del rosario nelle case.
Viene migliorata anche l'adorazione Eucaristica mensile affidata per l'animazione ai Ministri straordinari della Comunione.
Dicembre si apre con il clamoroso furto (e sequestro) alle nostre suore. La parrocchia lancia una sottoscrizione che raccoglie oltre 1100 euro.
Un cospicuo allagamento dal tetto della canonica rende necessari interventi urgenti di manutenzione. Grazie all'opera di alcuni adulti sta nascendo un nuovo oratorio per il gioco dei bambini. Il 18 l'iniziativa dell' "alleanza genitori/parrocchia": "Gli angeli del presepe scendono su tutta Filettole" e il ritiro di Avvento.
di Don Tiziano Minnucci
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Dopo la nomina a "Ripafrattese dell'anno" del Maestro Roberto Melani, abbiamo deciso di intervistarlo per poter raccoglier le sue impressioni, che spaziano dal coro a Ripafratta in generale. Lo abbiamo "rapito" per qualche minuto alle sue prove e, nella sede della Redazione, che si trova vicino alla stanza principale dell'Asilo in cui ci sono le prove del coro, gli abbiamo chiesto di parlarci un po' di questa realtà che ormai ha due anni di attività e che ha molti progetti per il futuro.
Inizialmente il maestro ci ha fatto un resoconto sul coro, dal presente al futuro. Ci ha annunciato che sta preparando la corale "Beato Lorenzo da Ripafratta" per un vero e proprio concerto che si terrà nei giorni del prossimo Natale, anche se la componente maschile potrebbe essere rafforzata. È molto soddisfatto, così ha detto, della partecipazione dei coristi che non mancano mai a un'esercitazione, nonostante siano molto frequenti nell'arco della settimana. Soddisfatto anche dei progressi ottenuti sino ad oggi, superando insieme piccole difficoltà. Un esempio per tutti la recente neve che ha fermato il traffico, ma non la buona volontà e l'affluenza agli incontri serali.
Senza dimenticare naturalmente che la strada intrapresa è solo all'inizio, e necessita di ulteriore impegno.
Com'è stato contattato la prima volta e cosa ha pensato quando le hanno detto del coro?
Sono venute in due persone a contattarmi personalmente: Giulio Noferi e Maria Vittoria Antonelli . Non è che fossi tanto conosciuto in paese, dato che sono una persona che "sta un po' sul suo". Dopo una chiacchierata con i coristi, una sera nella stanza delle riunioni, ci sono stati alcuni incontri per mappare un po' le voci, il coro è stato diviso in categorie e così abbiamo potuto dare inizio alle prove vere e proprie.
Come si è trovato nel coro di Ripafratta?
Benissimo! Tutti bravissimi, lo posso dire a voce alta. Sono davvero bravissimi. Soprattutto per la frequenza. Anche quando nevicò pesantemente, loro erano qui a provare. Davvero straordinari.
Qual è stato il momento più difficile o la difficoltà più dura da superare?
Sicuramente il primo Natale in cui abbiamo dovuto fare tutto in un mese scarso. Ovviamente c'è stata un po' di titubanza iniziale, ma le difficoltà hanno lasciato spazio ai miglioramenti. Amo soprattutto l'espressività che hanno raggiunto.
Qual è il canto che, secondo lei, riesce meglio e quale riesce peggio?
Peggio e meglio non ci sono, ma il pezzo più difficile (per tutti i cori… non solo per questo) è il canto in latino, perché è gregoriano. Questo coro più che trovar difficile il canto in sé, non conoscendo la lingua latina trova non facile star dietro alle parole.
Quale il momento più bello e più gratificante?
Tutto. Ma molto gratificante è il comportamento delle persone del coro.
Un suo ricordo di don Mario?
Per quel poco che l'ho conosciuto (circa un anno e mezzo) mi è piaciuto il suo senso di aiutare i poveri, quel suo modo di star dietro a tutti quelli che soffrivano, anche se magari stavano meno male di lui. Lui, da quando sono venuto qui la prima volta, mi ha sempre domandato di mia mamma (che ha 85 anni): mai una volta che non sia dimenticato di chiedere come stava. La sua missione non si limitava solo a dire Messa. Un'esperienza positivissima.
Cosa si aspetta dal nuovo parroco di Ripafratta?
Personalmente non lo conosco, ma dalle poche notizie che ho su di lui mi sembra un'ottima persona. Ci ha chiesto collaborazione e noi gliela daremo. Vedremo però in che forma.
Cercate nuovi coristi?
Certamente, soprattutto gli uomini. Le donne e gli uomini che già ci sono hanno delle belle "timbriche", tra le varie categorie ci sono voci ben distinguibili le une dalle altre, ma gli uomini sono pochi…
Alcuni ritengono sia meglio aggiungere un accompagnamento strumentale…
Il miglior coro in teoria sarebbe quello senza, a cappella, perché gli strumenti spesso servono a tappare le "magagne" che ci possono essere. Questo è anche uno stimolo per l'impegno…
Quali sono i progetti del coro per il futuro?
Il primo traguardo è Aprile, il primo [ingresso di Don Tiziano, NdR] e Pasqua, poi Natale e un concerto a Dicembre di cui non sappiamo ancora il giorno, ma che conterrà delle arie non facili e impegnative, anche di Verdi. Poi il mio impegno personale è quello di far migliorare il coro sempre più, portarlo più in alto possibile.
Con un atto di modestia non da tutti, inoltre, il Maestro ha gentilmente fatto notare che ciò che sinora ha fatto è stato tutto per amore verso il paese e per la passione che prova nei confronti della musica, ma non si sente ancora "arrivato" e perciò ci ha chiesto di conferirgli il riconoscimento per "Ripafrattese dell'anno" soltanto dopo Natale, una volta che l'esibizione in concerto del coro abbia dimostrato che lui, il riconoscimento, lo merita o meno.
Al di là dei meriti "artistici" (che verranno senz'altro fuori), il premio era in realtà dedicato soprattutto alla sua passione e al suo entusiasmo nel far crescere questa realtà del nostro paese, e pertanto la Redazione ha conferito una riconoscenza al coro, durante la serata dell'anniversario, perché i coristi la girino al maestro al momento giusto. Lasciateci dire che, senza dimenticarci che il Maestro deve conciliare le prove con il lavoro, il nostro piccolo riconoscimento è più che meritato.
di Angelica Pardi
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Nei giorni scorsi, disagi si sono manifestati in Farneta riguardanti il funzionamento della linea telefonica. Almeno una decina di famiglie (se non di più) si sono ritrovate per una settimana senza telefono, nonostante fosse stata avvertita la Telecom del problema. Problema non di poca importanza dato che per ogni emergenza è il mezzo di comunicazione più veloce ed semplice per chiedere soccorso o molto più semplicemente per essere rintracciati. Adesso è vero ci sono i cellulari, ma non sempre sono coperti dal segnale e comunque sia non è ammissibile aspettare così tanto tempo per una riparazione; e in più con l'aggravante che non il disagio si è manifestato su numerose famiglie e non su una singola abitazione. Fatto sta che, alla fine di questo calvario, le famiglie disagiate hanno chiesto un indennizzo e ci auguriamo che venga presa la giusta decisione. Questo, poi, ha fatto riemergere un vecchio problema, riguardante non solo Ripafratta, cioè quello di una linea "veloce" per l'accesso ad Internet: l'ADSL. Sono stati affissi nei locali del paese, dei fogli in cui si chiedeva, a chi fosse interessato ad installarla o ad avere informazioni a riguardo, di scrivere il proprio nome e il numero di telefono. Questi fogli verranno poi inviati come richiesta al Comune e alla Telecom affinché anche i cittadini Ripafrattesi possano usufruire di questo servizio che, ricordiamolo, ad oggi non è presente sul nostro territorio. Per chi non lo sapesse la connessione Adsl è una connessione a larga banda molto più veloce che comporta, rispetto alle connessioni tradizionali, alcuni vantaggi fondamentali: - costo fisso di connessione indipendente dall'uso, non vi è il costo degli scatti telefonici (adesso ci sono dei contratti senza abbonamento ma pagando solo l'effettivo tempo di connessione, vantaggioso per chi usa molto poco l'Adsl) - velocità "in download" (cioè ricevere dati col computer ed internet) maggiore. Si basa su un principio molto semplice, il fatto che il "doppino" telefonico che si trova in ogni abitazione non è completamente sfruttato. Così tramite un complesso circuito di compressione e pulizia del segnale si riescono a far viaggiare sullo stesso doppino su cui passano le telefonate (quindi indipendentemente e simultaneamente alle stesse telefonate) una mole di dati molto rilevante. Il limite a questa tecnologia sta nel fatto che la centrale a cui il doppino telefonico è connesso deve essere abilitata al servizio, cosa che non riguarda ancora molti paesi del Comune di San Giuliano, compresa Ripafratta. Inutile dire che per informazioni a riguardo potete contattare un membro della Redazione o gli indirizzi info@vocidallarocca.com o redazione@vocidallarocca.com . Ci auguriamo che la nostra voce contribuisca a smuovere questa situazione e naturalmente vi terremo informati sull'evolversi della situazione.
di Luca Casapieri
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Verrebbe da dire "i soliti noti", ma scusateci, noi diciamo "i soliti imbecilli". A pochi giorni di distanza dalla nuova imbiancatura della stazione ferroviaria di Ripafratta (al centro di tante polemiche negli scorsi mesi, per una presunta chiusura della sala d'aspetto), i vandali sono tornati in azione, ed hanno "autografato" i muri rimessi a nuovo con delle scritte stupide e brutte. A tante persone è veramente dispiaciuta questa pessima situazione. Segno non solo dell'inciviltà di tanta gente, ma anche del fatto che la stazione è tuttora mal frequentata… Ed è un peccato, perché i pendolari che la usano, invece, sono tanti ed apparentemente in aumento. Tanto che, come ha annunciato l'assessore Legnaioli alla cena di "Voci dalla Rocca", si sta attrezzando a parcheggio anche il piazzale ex-scarico e carico merci. Al momento di andare in stampa sono già state verniciate alcune segnaletiche per terra. Quando sarà aperto, conterrà un gran numero di macchine. Cosa che potrà forse essere utile in qualche modo anche ai Ripafrattesi. E' e rimane comunque inconcepibile che la stazione sia stata deturpata da vandali con scritte e disegni sui muri recentemente portati a nuovo. Questi atti incivili sono un segno di degrado della società in cui viviamo al giorno d'oggi. Non abbiamo mai pensato che queste azioni irrispettose sulla pubblica proprietà possano influire negativamente sulle attenzioni che ci pervengono dalle autorità? Queste non potrebbero forse sentirsi scoraggiate nell'erogare fondi a favore della nostra Ripafratta già così poco considerata? Ci "consola" il fatto che difficilmente questi vandali saranno di Ripafratta; ma è una magra consolazione, nel vedere la nostra stazione sciupata così.
di Angelica Pardi
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Fa il suo esordio molto presto la nuova unità pastorale Ripafratta-Filettole, addirittura prima dell'insediamento di Don Tiziano nel nostro paese, con un appuntamento a cui tutti sono invitati a partecipare. Il vicario foraneo della Valdiserchio, Don Tomasz Grzywacz, infatti, ha voluto inserire già nel programma della Via Crucis per tutto il vicariato (venerdì 31 marzo 2006 alle 21 a Vecchiano) una "stazione" unica per le due parrocchie. Si tratterà, nello specifico, della decima: "Gesù è spogliato delle vesti". I testi della stazione saranno letti insieme da filettolini e ripafrattesi, nello spirito di collaborazione che deve pian piano cominciare a farsi strada nelle nostre abitudini. La Via Crucis del Vicariato della Valdiserchio è ormai un appuntamento tradizionale, in cui ad ogni parrocchia viene assegnata una stazione da animare e meditare. Il programma prevede che lo svolgimento sia a Vecchiano, dalla chiesa di S. Frediano a quella di S. Alessandro, e che a presiedere il rito sia lo stesso Arcivescovo, in vista pastorale nel Vicariato. Restando in tema, un altro appuntamento della visita pastorale, l'ultimo prima della chiusura, sarà la sera dello stesso 1 aprile, nella Chiesa di S. Pietro a Migliarino, dove si riuniranno i gruppi liturgici (lettori, chierichetti, responsabili ecc.) e le corali. Sarà probabilmente un'altra occasione in cui Ripafratta e Filettole potranno presentarsi insieme. Inoltre, i primi cambiamenti si fanno strada nella vita delle due parrocchie. Le messe feriali saranno esclusivamente a Filettole il lunedì, martedì, giovedì e venerdì, mentre esclusivamente a Ripafratta il mercoledì (ore 16). Naturalmente, rimangono - per quanto riguarda Ripafratta - la messa prefestiva del sabato (alle 16) e della domenica (alle 10). Inoltre, Don Tiziano ha fatto sapere che, appena insediato, vorrà formare un Consiglio Pastorale (un comitato, cioè, di laici per coadiuvare la vita della parrocchia): per nominare questi rappresentanti sarà probabilmente indetta una assemblea parrocchiale, nei primi giorni dopo il suo insediamento. Vi consigliamo di tenere d'occhio la bacheca in piazza e quella alla porta della chiesa per avere ulteriori informazioni. Così come vi invitiamo a leggere sul prossimo numero di "Voci dalla Rocca" (che speriamo di far uscire in tempo) il calendario della benedizione delle case che Don Tiziano terrà regolarmente anche a Ripafratta prima di Pasqua. Speriamo, per allora, di potervi fornire anche gli orari e il programma delle celebrazioni per la Settimana Santa e per Pasqua, che prevederanno naturalmente alcune modifiche e novità, visto il grande cambiamento in atto.
della Redazione
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Dopo aver letto gli ultimi due numeri di "Voci dalla Rocca", sento il bisogno di farvi i miei complimenti, e… il dovere di sottoscrivere l'abbonamento. Di sicuro il vostro (anzi: il nostro) giornalino merita lunga vita e crescente successo; anche perché, malgrado la modestia della veste editoriale, esso si caratterizza per i sostanziosi contenuti; ma anche per l'accuratezza dell'impaginazione, della titolazione, della grafica. Per non parlare della funzione culturale e sociale che certamente esercita nell'ambito del paese. Ve lo dice uno "del ramo": perché da oltre quarant'anni mi occupo anch'io di pubblicazioni locali; e so bene l'impegno che ci vuole, le difficoltà che s'incontrano, la "tenuta" che si richiede perché un giornalino d'informazione paesana possa uscire con cadenza regolare, tenere alto l'interesse dei lettori, e durare negli anni. Oltre ai complimenti vi faccio dunque anche doverosi auguri. D'altra parte io vivo in Lucchesia ma mia moglie è di Ripafratta, e dunque è naturale che mi stia un po' a cuore tutto quello che succede in questo paese.
Per esempio, ha rappresentato un lutto anche per noi la scomparsa di don Mario, e voi siete stati bravi, con lo "speciale" che gli avete dedicato.
Ho conosciuto abbastanza bene l'indimenticabile pievano e perciò ho apprezzato la sensibilità con cui ne avete delineato a più voci la figura di uomo e di sacerdote. Insieme a mia moglie, mi unisco dunque anch'io, nel mio piccolo, al vasto compianto per la sua dipartita.
"Monsignore ma non troppo" avete simpaticamente scritto di lui. Con quel riferimento guareschiano, forse avete colto tutta la sua capacità di incarnare il ruolo del prete ligio e severo, e al tempo stesso quello dell'amico affabile e cordiale. E in effetti don Maracich sapeva presentarsi con la medesima semplicità e con pari dignità sia che indossasse una semplice T-shirt, il clergyman, la lunga sottana nera o la veste prelatizia.
Un cordiale saluto a tutti voi.
Roberto Guastucci
Saltocchio (LU)
RISPONDE FRANCESCO NOFERI, COORDINATORE.
Il ricordo di Don Mario che Lei dà, caro lettore, è proprio lo stesso che portiamo tutti nel cuore. Non a caso, l'aggettivo che più spesso ricorre nelle descrizioni e negli omaggi che abbiamo letto in questi mesi è sempre uno: semplice. La semplicità del nostro caro Don Mario è rimasta impressa a tutti; abbinata, sia chiaro, ad una profonda cultura, come uomo e come parroco. Semplicità non significava certo ignoranza in lui, né ingenuità: bensì, come dice Lei, appunto, saper mettere tutti a proprio agio di fronte a sé, avere un contatto umano oltre che - diciamo così - professionale con i suoi fedeli e con i suoi tanti amici.
Quanto poi ai complimenti, i grazie che Le diciamo e che diciamo a tutti i nostri lettori non basteranno mai. Quest'anno, poi, abbiamo avuto un fortissimo incremento degli abbonamenti, che hanno abbondantemente superato il centinaio e si sono per ora attestati attorno ai 120. Molti, probabilmente, leggendoci hanno tratto le sue stesse conclusioni, Caro Lettore, e come Lei hanno forse sentito il "dovere" o l'esigenza di iscriversi. Non può che farci piacere e renderci orgogliosi. Anche se effettivamente portare avanti un lavoro così ambizioso (da piccolo che era nato) non è facile e lo sarà sempre meno, dal momento che - oltre agli impegni che ci gravano addosso - sentiamo anche la responsabilità di accontentare una cerchia sempre più vasta di "affezionati" e di non deludere le loro aspettative.
Ecco perché chiediamo non solo il sostegno morale da parte dei nostri lettori e abbonati, ma anche il contributo concreto con suggerimenti, articoli, piccoli scritti, testimonianze, note, racconti, qualsiasi cosa che possiamo pubblicare e che, alleggerendo non poco il lavoro a noi, contribuisca contemporaneamente ad arricchire quello che è e deve essere sempre più un patrimonio di tutti.
Grazie ancora.
di Roberto Guasticci
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Per forza di cose in questi giorni si discute di campanilismo più o meno utile, specialmente riguardo alle difficoltà delle parrocchie senza sacerdote. L'argomento è senz'altro uno dei punti fondamentali della Visita Pastorale del Vescovo in Valdiserchio; un tema introdotto già durante l'inaugurazione della visita, domenica 5 febbraio nella pieve di Rigoli. Un concetto che viene da una necessità, e cioè far sopravvivere le parrocchie con i pochi preti "disponibili". Concetto ribadito anche dal Vicario Generale, Mons. Cecconi, il 19 febbraio in chiesa a Ripafratta, nell'annunciare che il futuro del nostro paese sarà insieme a Filettole ("guardare meno al campanile e più alla chiesa"). E da qui noi vogliamo partire. Anzitutto, cosa si intende per "guardare al campanile"? Pretendere privilegi che un paese piccolo o medio-piccolo non può realisticamente pretendere più, avere un prete "in esclusiva", chiudersi ad ogni confronto, essere ripiegati su se stessi, essere provinciali, avere tanti "avversari" e pochissimi alleati. Tutto questo insieme, probabilmente. Ma, aggiungiamo noi per render giustizia al vero, c'è anche un "guardare al campanile" positivo: conoscere le persone che hai attorno come loro conoscono te, rimboccarsi le maniche per costruire qualcosa senza che gli "schemi" di una realtà più grande ti dicano dove mettere i mattoni e come posare le pietre, ricordare e vivere vecchie e antiche tradizioni che cadenzano la vita della gente da anni e secoli, sentirsi "in comunione" con un'assemblea di persone non soltanto in teoria, ma perché le si conosce e si conosce cosa stanno provando in quel momento, mentre ascoltano un'antica laude, o guardano una statua, o pregano. Questo è un "guardare al campanile" piuttosto positivo. O no? La realtà che sempre più sta prendendo piede nelle parrocchie dei piccoli paesi ha un nome, e si chiama "unità pastorale". In teoria è difficile a spiegarsi, in pratica molto più semplice. Si tratta di unire "organicamente" due o più realtà locali sotto la guida di uno o più sacerdoti; quindi non un prete per ogni campanile ma, potremmo dire così, un prete per un insieme di campanili. Si tratta ancora di soluzioni "sperimentali" dalle nostre parti. Un esperimento a noi vicino, in questo senso, è quello di Pappiana, Limiti, San Martino a Ulmiano, Pontasserchio: tutte parrocchie che ruotano intorno ad un unico sacerdote, che nello specifico è Don Antonio Ratti, coadiuvato da Mons. Cecconi. Ci sono poi anche parrocchie affidate ad uno stesso prete senza che siano vere e proprie unità pastorali (un po' come faceva Don Mario con Filettole a suo tempo): si tratta delle due comunità di Migliarino, o dell'accoppiata Rigoli-Orzignano. Anche Ripafratta si avvia ad una comunanza sempre più stretta con Filettole, perché Don Tiziano sarà parroco di entrambe le Pievanie, che saranno "unità pastorale". E sarebbe bello che i nostri due paesi rappresentassero un esempio, verrebbe quasi da dire un "modello" (ma pare un po' troppo azzardato) per altre realtà future. Ma come dovrebbe essere questa "unità pastorale", diciamo così, sperimentale, questa novità nella novità? Deve anzitutto essere in grado di eliminare ciò che di poco utile c'è nel "guardare al campanile", e valorizzare invece ciò che c'è di buono, perché qualcosa c'è. Dovrebbe saper unire senza fondere, gemellare senza mescolare, valorizzare le realtà locali senza accentrare da una sola parte, far operare insieme senza togliere a nessuna realtà le forze che ha già in loco, aprire delle porte nuove senza chiudere quelle che ci si lasciano alle spalle. Sarebbe sbagliato volere una "fusione" forzata delle parrocchie, con tutta la loro storia, le loro tradizioni e il loro modo di vivere la fede e l'impegno comunitario: è invece molto proficuo ed utile farle collaborare. In fondo, le parrocchie, anche quelle di città, sono esse stesse strutturate per definizione come piccoli paesi, anche all'interno dei grandi centri: un numero limitato di persone, delle attività in comune, obiettivi, fini, conoscenze, tradizioni e valori condivisi. Se si volesse non semplicemente unirle, ma "diluirle" ad ogni costo in un insieme più grande si finirebbe col creare, sì, un'unione più vasta che guarda oltre il campanile, ma che assomiglierebbe di più ad un contenitore artificiale senza passato né, temiamo, futuro. Invece, è bello che realtà necessariamente diverse e giustamente gelose (ma in senso positivo) delle loro storie cooperino e collaborino anche intensamente (come se fossero "federate") per il bene comune. Certo, questo può accadere soprattutto a due condizioni: che l' "unione pastorale" non sia troppo vasta e che ci sia, nelle varie realtà coinvolte, una forte presenza "dal basso" di laici impegnati. Mi sembra che Ripafratta e Filettole abbiano entrambe le carte in regola. Potrebbero davvero, sotto la spinta di Don Tiziano, diventare un esempio di unione pastorale ben riuscito.
di Francesco Noferi
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Io ricordo la Torre di Centino
in vetta al colle per gli ulivi bigio,
alta e solinga come il mio destino.
O Gabriele, per che mai prodigio
io rivedo la torre e il colle e il Serchio,
in questo vespro che discende grigio?
Perché rivedo la montagna in cerchio,
pura così, che mi commuove al pianto
pensando, e il gaudio non mi par soverchio?
Autunno stende su le cose un manto
di nebbie, e la città buia mi tiene:
e altra gioia non ho, d'altro non canto,
se non penso così l'ore serene
che molte m'ebbi ne la gioia estiva
dimenticando tutte le mie pene.
Vedo tra gli altri il giorno che moriva
e si celava dietro la montagna,
tremando l'acque su la molle riva.
Silenziosa intorno la campagna
come tra il fiume e il ciel parea sospesa,
e quest'anima mia l'era compagna.
Non s'era ancora la prima stella accesa.
Era sì lento il fiume, che la barca
stava, all'inganno fuggitivo presa.
Io non ero colui che canta e varca:
bene un silente spirito del fiume
che intorno al colle con il ciel s'inarca.
Io fui puro e tranquillo come un nume:
era l'anima mia bianca e diffusa
a fior de l'acque su lievi spume.
E non vidi la testa di Medusa
che piange in fondo ad ogni mio piacere:
ed ogni porta pel dolor fu chiusa.
Oh! ritornare ancora alle riviere
chiare ed ai colli della tua Toscana
e a la dolcezza del tuo Serchio bere!
Lasciar le nebbie, e questa lotta vana
in cui, o Gabriel, io m'affatico
verso una meta, ahimé, troppo lontana;
teco salire per il colle aprico
alle Pinsòle, tra gli allori e i pini,
dicendo versi di un poeta antico;
assaggiare a la mensa i dolci vini
con i tuoi vecchi e con la tua diletta,
e buoni al figlio tuo dire i destini;
uscir pei campi con gioconda fretta,
come fanciulli folleggiar sui clivi,
e nel canto emular la Lodoletta!
Ahi, che non erro più sotto gli ulivi
di Ripafratta, e non ascolto i venti
cantare nella valle fuggitivi:
ma per gli oscuri portici, fra genti
stolte, cui solo venerando è l'oro,
conduco questi miei passi dolenti.
O Gabriele, crescerà l'alloro
a primavera su la tua collina?
Serbane un ramo per il mio lavoro!
Per me lo sceglierai una mattina
d'aprile, quando passa primavera,
ed al suo fiato l'arboscel s'inchina.
Allora io tornerò sulla riviera
del Serchio, e teco coglierò la fronda:
quando la sera calerà leggera
il ramo e il canto doneremo all'onda.
Giuseppe Lipparini, nato nel 1877 e morto nel 1951, scrittore e letterato bolognese, autore di numerosi saggi di critica letteraria, poeta e narratore. La poesia che qui presentiamo fa parte della raccolta "Le Foglie dell'Alloro", componimenti scritti tra il 1893 e il 1913. "Elegia a Gabriele", in particolare, è del 1908.
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Le sorelle di Mons, Mario Maracich ringraziano, tramite "Voci dalla Rocca", tutto il paese ed in particolar modo i ragazzi e la nostra Redazione, per la partecipazione al loro dolore in occasione della scomparsa del nostro amato pievano. Tutti i ripafrattesi (e non solo) si sono stretti intorno alla famiglia, alle sorelle e ai parenti, nei momenti più difficili. E poi, dopo le esequie, non hanno dimenticato la figura del loro parroco promuovendo iniziative e scrivendo lettere al nostro giornalino per ricordare la sua figura di padre e pastore di tutta una comunità, nonché di uomo cordiale, buono e semplice. Per quanto ci riguarda, accogliamo questi ringraziamenti come una conferma che il ricordo che abbiamo dato di Don Mario sul numero speciale di dicembre era un ricordo davvero sentito, da parte di tutti noi. E' stato un lavoro che abbiamo fatto davvero col cuore, e siamo felici che la famiglia lo abbia apprezzato. Evidentemente, qualcosa del nostro affetto è fortemente trasparito dalle pagine di quel giornalino…. Non poteva essere diversamente.
della Redazione