"Voci dalla rocca", il numero di MARZO 2003

Indice

Editoriale marzo
Rocca e parcheggi, ecco i piani
5/6 aprile: Puliamo l'autostrada
"Passaggio a livello"
Tre anni di "Voci dalla Rocca"
RIPAFRATTA, i giovani e il futuro
Tanti auguri, "Voci dalla Rocca"
Pasqua: gli auguri del Pievano
Festa di Primavera,si cercano volontari
Il "Passa libro"
Campo sportivo: più attenzione
Parcheggi: anche Farneta manca
Cani ... e padroni in guardia!
Guerra e PACE
Caso del mese - Pulizia a metà per il fosso
Lettere dei nostri lettori

Editoriale

Cari lettori,stavolta vi parliamo in coro. Tutta la Redazione desidera esprimervi la sua più profonda gratitudine per l'affetto con cui ci avete letto da sempre e per il sostegno che ci date coi vostri complimenti e con i vostri incoraggiamenti, che sono poi le motivazioni che ci hanno spinto ad andare avanti anche nei momenti più difficili. Grazie perché ci comprate e ci leggete sempre. Grazie perché pensate che sostenere "Voci dalla Rocca" sia uno dei tanti modi per collaborare alla crescita del paese. Grazie perché anche l'ultimo numero è andato a ruba, subito esaurito nei nostri punti vendita. Grazie, perché rispondete ai nostri appelli, perché vi fate sentire sempre, su carta o a voce, per esprimerci il vostro entusiasmo. Perché proprio l'entusiasmo è il nostro sale, è il seme da cui è germogliato "Voci dalla Rocca", esattamente tre anni fa. Eh, sì, eccoci arrivati proprio al terzo anniversario, e credeteci, non è da tutti, e noi per primi ne siamo particolarmente fieri… Inutile dirvi che senza di voi non ce l'avremmo mai fatta ad arrivare fin dove siamo arrivati. E poi è molto confortante sapere anche che continuate a riporre fiducia in noi tanto da mandarci (almeno fino ad ora) un bel po' di "tagliandini" per l'abbonamento al nostro giornale… grazie veramente. Speriamo di riuscire a soddisfare le vostre curiosità, a tenere aggiornato chi ci sceglie e ad essere sempre, come dire… in ottima "forma fisica"? Con questo numero si chiude poi idealmente il progetto "Ancora più Voci", che ha visto i membri della Redazione esprimere i loro appelli personali per la ricerca di nuovi collaboratori, da cui dipende la sopravvivenza del nostro giornale. Bene, allora, forza, sosteneteci concretamente. Al lavoro, scrivete, parlate, interagite affinché possiamo passare un altro anno assieme in maniera utile e piacevole. Non possiamo poi non ringraziare anche tutti coloro che ci hanno sostenuto in maniera particolare nel corso di questi tre anni. Fare alcuni nomi significherebbe far torto a qualcuno, quindi niente nomi ma solo alcune allusioni. Grazie a chi ci ha aiutato materialmente (ed economicamente) a stampare le sempre più numerose copie dei giornalini, a chi ha accettato di venderle nei propri negozi, a chi ci ha sostenuto spiritualmente e con bello parole ogni volta che ce n'era bisogno, e a chi ci ha mandato "gli auguri" di buon compleanno che potete leggere in questo numero. Un ultimo grazie però (sì, è veramente l'ultimo, lo promettiamo) va a tutti coloro che si impegnano e si sono impegnati, mese dopo mese, per costruire quello che era nato forse come un giornalino "dei ragazzi" ma che oggi con i nostri sforzi è diventato qualcosa di più, sia per noi che (speriamo) per voi. Ci auguriamo dunque di dover scrivere altri editoriali del genere… nei prossimi anni. Come avrete visto, abbiamo allegato a questo numero un piccolo ma significativo regalo, sperando di farvi cosa gradita, un quadretto realizzato per noi da un amico di "Voci dalla Rocca", Giulio Bechelli, al quale va tutta la nostra riconoscenza. Ci piace considerare questa immagine, con il suo cielo azzurro e i suoi colori brillanti, quasi irreali, un sogno. Sì, perché forse Ripafratta, quando si addormenta la sera, si sogna così.

Tanti saluti a tutti e buona lettura.
LA REDAZIONE

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Rocca e parcheggi, ecco i piani

L'Assessore all'Urbanisticaconferma: i progetti per la Rocca partiranno non appena il Comune ne avrà il comodato. Il parcheggio? Presso l'ex Salumificio, le trattative con i proprietari sono in corso. L'edificio delle Scuole dovrà rimanere a disposizione della popolazione: sta alla comunità effettuare delle proposte concrete.

Similmente a quanto già fatto in occasione del primo anniversario, nel febbraio 2001, con l'intervista al Sindaco di San Giuliano, "Voci dalla Rocca" desidera festeggiare i suoi tre anni con un regalo speciale ai suoi lettori. Notizie importanti e di grande interesse ci giungono infatti dal colloquio che abbiamo avuto, lo scorso 20 marzo, con l'Assessore all'Urbanistica del Comune di San Giuliano, Panattoni, e con l'Architetto Luperi, collaboratrice dello stesso ufficio. Entrambi, si sono occupati in questi mesi dei contatti con il Comitato riguardo ai progetti su Rocca e parcheggio. Questa intervista è stata l'occasione, unica, di rimettere insieme tante tessere di un mosaico ben più vasto, che si configura come lo scenario futuro del nostro paese, o meglio quello che dovrebbe essere nelle intenzioni dell'Amministrazione.

Prima di tutto, Assessore, Architetto, grazie per la disponibilità che avete dimostrato nei nostri confronti. Speriamo di riuscire a dare un quadro esaustivo agli abitanti di Ripafratta sui progetti del Comune riguardo al nostro paese. Per cominciare, sappiamo che c'è un movimento non indifferente attorno alla Rocca. Il Comitato ha reso noto che è in corso un processo insieme a Comune e altri enti per salvare il monumento.
Sì. Possiamo darvi un'immagine di come è adesso la situazione. Attualmente, il Ministero è in trattativa con i proprietari della Rocca, ed ha dimostrato grande interesse al riguardo. In particolare, ha chiesto, come avviene sempre, l'accertamento del valore all'UTE (Ufficio Tecnico Erariale). Una volta che il Demanio avrà verosimilmente comprato il bene, lo passerà alla Soprintendenza Archeologica, la cui sezione di Pisa concederà il comodato per la riqualificazione e l'apertura al Comune di San Giuliano. In questo modo, l'Amministrazione si trova tra le mani la Rocca senza bisogno di spendere soldi nell'acquisto, così da poter investire quelle spese nel progetto complessivo di ristrutturazione.

Cosa state facendo al momento?
Per la verità, adesso il Comune può solo aspettare la fine delle trattative, l'acquisizione e il comodato. Allora, nominerà un "tavolo di lavoro", una specie di comitato che dovrebbe trattare le questioni relative al recupero. Per il momento, stiamo preparando le schede per le richieste di finanziamento. Naturalmente, finché non abbiamo titolo ufficiale per intervenire sulla Rocca, dobbiamo aspettare.

Quali sono i piani concreti? Come sarà, nel vostro progetto, la Rocca del futuro?
La Rocca dovrebbe essere il fulcro di un sistema più ampio e complesso. Ci sono altri punti nodali da sviluppare. Prendiamo per esempio il parcheggio, che dovrà essere anche esso in funzione del flusso turistico che si creerà, oltre che naturalmente della popolazione. Inoltre, la Rocca è un contenitore di un valore storico e archeologico inimmaginabile. Gli scavi che sono stati fatti in passato lo hanno solo in parte portato alla luce, ed è un peccato che questa potenzialità venga sfruttata così poco. La nostra idea per il complesso Rocca sarebbe quella di uno scavo-museo, dove gli esperti possano portare avanti il loro lavoro, ma contemporaneamente i visitatori possano vederlo e ammirarlo da vicino, proprio come in un'esposizione, direttamente sul luogo. E' un po' quello che succede a Populonia, per fare un esempio. I turisti possono accedere ai siti archeologici, ma gli interventi proseguono. Gli scavi sono da valorizzare, non da subire. Inoltre, il flusso dei visitatori, che sarà sicuramente consistente, su una strada di transito come la Statale, porterà un gran beneficio anche all'economia locale. Insomma, la Rocca tornerà a riappropriarsi della sua centralità nel paese.

Dopo le vostre esaurienti spiegazioni, possiamo parlare di tempi?
E' molto difficile parlare di tempi in casi come questo. Il progetto della Rocca è naturalmente di lunga durata, e finora non dipende da noi, ma siamo molto soddisfatti della velocità insolita a cui si stanno muovendo le cose in sede istituzionale. La burocrazia centrale di solito richiede tempi molto più lunghi. Posso farvi una breve cronologia degli eventi futuri che ci riguardano: non appena l'Amministrazione avrà ottenuto il comodato per l'utilizzo della Rocca, provvederà immediatamente alla nomina del tavolo di esperti. Successivamente si tratterà di definire i modi della riqualificazione e ristrutturazione. In base a questi, infatti, si potranno avviare le richieste di finanziamenti, che dipendono naturalmente dal tipo di progetto che vogliamo individuare. Comunque, gli interventi avverranno nel quadro generale, ma a tappe successive. L'idea finale, con la Rocca aperta al turismo, l'ambiente circostante riqualificato e il sistema rilanciato, potrebbe richiedere dai sette ai dieci anni per la realizzazione concreta.

Cambiamo per un attimo argomento. Lei prima ha accennato alla questione del parcheggio, legandola al progetto integrato della Rocca, che dovrebbe comprendere altri interventi nel nostro paese. Ma questo parcheggio, dove, come e quando sarebbe costruito? Le voci si rincorrono.
Non ci sono voci, ci sono solo dati. L'unico progetto del Comune per il parcheggio a Ripafratta è nella zona del'ex salumificio. Naturalmente ci sarebbero una serie di interventi da realizzare. Altre soluzioni, allo stato attuale delle cose, non ce ne sono. Si era pensato in un primo momento all'area dietro il campanile, ma poi abbiamo considerato che quella zona si adatta meglio, per la sua posizione, ad un progetto di spazio verde, un punto ricreativo e di aggregazione, nonché di partenza per la Rocca stessa.

Siete dunque in trattativa con i privati per l'area degli ex Macelli?
Sì, siamo in trattativa e attendiamo risposta da loro. L'idea che abbiamo noi è che possano mettere a disposizione del Comune una serie di posti macchina all'interno della struttura, posti macchina che potrebbero essere utilizzati, di giorno almeno, anche da quelli che saranno poi i visitatori della Rocca.

Nel sistema globale di rilancio del paese connesso al progetto Rocca, rientra anche l'utilizzo dell'edificio delle Scuole? Sappiamo che sono destinate a chiudere definitivamente per il trasferimento di tutti gli studenti altrove.
L'idea che abbiamo, e che dovrebbe interessare anche voi giovani, è che l'edificio delle Scuole debba rimanere a disposizione della comunità. Non so, per esempio per un piccolo museo, la sede di un comitato storico... Ma deve essere proprio la comunità ad effettuare delle proposte concrete, deve essere il Comitato stesso a presentare progetti congrui per un suo possibile utilizzo. Altrimenti, avremmo uno stabile chiuso e inutilizzato e l'Amministrazione agirebbe allora con intenti propri.

Cosa può invece dirci riguardo alla stazione e alle sue condizioni?
Voi sapete che entro il 2004 la tratta ferroviaria Pisa-Lucca diventerà metropolitana leggera, con tutte le conseguenze che questo comporta, come il notevole aumento delle corse e l'eliminazione lungo tutto il percorso dei passaggi a livello. L'aumento dei treni dovrebbe tra l'altro incentivare anche l'interesse turistico verso il paese. In questo quadro rientra anche una rivalutazione della Stazione, che è un edificio pregevole. E' quello che stiamo facendo, del resto, anche a San Giuliano, dove è in atto una riqualificazione dello stabile. Naturalmente gli edifici non sono di proprietà del Comune.

Prima ha accennato alla chiusura dei passaggi a livello lungo tutto il percorso Pisa-Lucca, in cui rientra ovviamente anche Ripafratta. E' vero che la questione sarà risolta con un riutilizzo del ponte dell'autostrada? Perché "Voci dalla Rocca" si è fatto promotore e portavoce, in questi mesi, di un progetto per la pulizia e un eventuale riuso della vecchia autostrada come luogo di verde pubblico, dal momento che già moltissimi paesani la sfruttano in quel modo. Invece, sarà utilizzata per il raccordo col ponte e per superare la ferrovia?
E' previsto che sia così. Dovrebbe essere creato un raccordo che porti all'utilizzo del tratto dismesso di ex-autostrada, per arrivare al ponte. Tra l'altro, una relazione dell'Autorità di Bacino del Serchio [di cui "Voci dalla Rocca" vi aveva reso conto nel maggio 2002] dichiara pericolosa la situazione dei due ponti così vicini l'uno all'altro, che potrebbero creare seri rischi in caso di piena del fiume. Quindi, uno deve essere abbattuto, e sarà probabilmente distrutto quello attualmente usato, in favore di quello vecchio. Che, a sua volta, ha rischiato seriamente qualche anno fa di essere demolito da parte dell'ANAS perché inutilizzato, ed è stato salvato in tempo soltanto da un nostro intervento. Su quel ponte ci sono vincoli proprio per le sue caratteristiche particolari, che lo rendono un bene unico.

Assessore, Architetto, vi ringraziamo per l'attenzione che ci avete dedicato. Speriamo di poter tornare a parlare con voi in futuro dei progetti già con corso.
Grazie a voi.


"Voci dalla Rocca" vi invita ad esprimere le vostre opinioni e le vostre proposte riguardo alle tematiche trattate nell'intervista. Inviateci le vostre lettere e noi le pubblicheremo. In un secondo momento, faremo presenti alle autorità le proposte dei nostri lettori.

di FRANCESCO NOFERI e METTEO BENOTTO

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5/6 aprile: Puliamo l'autostrada

"Voci dalla Rocca" organizza un fine settimana di pulizia presso l'Autostrada Vecchia. Si aspettano le adesioni.

Ecco le prove che il progetto "Autostrada Vecchia, salviamola!" va avanti e raccoglie numerosi sostenitori… affinché questa "gettata di cemento" non sia stato un altro inutile spreco di soldi dei cittadini abbiamo deciso che questa questione meritava l'attenzione un po' di tutti, e visto anche il successo che ha avuto ve lo dovevamo, cari lettori e lettrici. Tutto questo ampio preludio per dirvi che la nostra proposta è andata a buon fine e "Autostrada Vecchia, salviamola!" è partito, con l'operazione "Puliamo l'Autostrada". Infatti il 5 e 6 aprile prossimo (abbiamo scelto un sabato e una domenica per cercare di venire incontro alle esigenze di quasi tutti) ci sarà da dare un aiuto concreto a chi si è già proposto e reso disponibile. L'operazione "Puliamo l'Autostrada" consiste nel dare il proprio contributo materiale per la pulizia di un tratto di autostrada (Roma non è stata fatta in un giorno, diamo tempo al tempo!) nelle suddette giornate… non occorre essere presenti ad entrambe o strafare, basta dare il via a questo progetto voluto un po' (mi sembra) da tutti. Quindi partecipate numerosi, mi raccomando! Bastano un paio di braccia, entusiasmo, panni da lavoro e qualche attrezzo. Anche il Comitato è stato così felice da aderire alla nostra iniziativa e offrirci il suo aiuto concreto, riempiendo noi della Redazione (i promotori) di rinnovato entusiasmo. Speriamo che la giornata ci sorrida e che tutto vada per il meglio. Così potremo dimostrare, a chi avesse ancora dei dubbi, che noi facciamo sul serio, anche perché non è molto costruttivo se a parole ci sentiamo interessati al progetto e sosteniamo l'idea e quando poi si arriva al concreto qualcosa non va perché tutti si dileguano… non ci deludete! E poi sarà anche un modo come un altro per ritrovarci tutti assieme (come ai vecchi tempi) in una giornata un po' rupestre, fuori, all'aria aperta a regalarci un nuovo spazio dove passeggiare, un posto tranquillo e lontano dallo smog "cittadino" che tanto male fa alla nostra salute. Lo sapete che l'aria inquinata ha fatto aumentare di molto allergie e intolleranze che oggi, nella nostra epoca sono diventate una routine? Approfittiamo allora di una giornata all'aria aperta, un'aria veramente salutare, per il 5 e 6 aprile prossimo e per il futuro!

di ANGELICA PARDI

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"Passaggio a livello"

"Considerazioni" aspettando che aprano le sbarre: la mente spazia dall'acqua del Serchio alle vie di Comunicazione, fino al futuro (im)possibile...

Ore 13 di un giorno feriale a Ripafratta.
Di ritorno da "Oltre Serchio" mi accingo a rientrare a casa, quando in prossimità del fiume, sento il caratteristico segnale del passaggio a livello. Infatti, le sbarre si stanno abbassando; non devono avermi molto in simpatia poiché spesso le trovo chiuse. Niente di grave, ma a quest'ora l'appetito si fa sentire. Ho davanti la Rocca che si innalza maestosa fra gli alberi, possente nonostante qualche crepa qua e là, vigile attenta di quanto succede all'intorno. Una fila continua di abitazioni tutte colorate, la cingono alla base del colle come una cintura. Visto che c'è da aspettare, scendo dall'auto e mi affaccio alla ringhiera del ponte. L'Ozzeri diciamo scorre, ma sembra immobile; intorno qualche conduttura fuori uso, tubazioni arrugginite e vai oggetti ormai inutilizzabili. Penso che una sistematina non farebbe male.
Un aereo vola lasciando dietro di sé una lunga striscia bianca, da dietro la collina fino al cielo, quasi fosse legato alla terra con un filo, come un aquilone. Mannaggia, non vedo arrivare convogli né da destra né da sinistra; così approfitto per guardare il fiume. Ho notato dei giorni passati una barchetta ferma sulla sponda del Serchio, c'è ancora; penso sia una soluzione ottima per pescare.
Oggi con l'acqua così verde e ferma, sarebbe ideali. Mi rendo conto che le due spallette necessitano di urgente manutenzione, sia per estetica che, più importante, per garantire la sicurezza. Ritorno all'auto e volgendo lo sguardo lontano, osservo i veicoli che scorrono in autostrada, è un movimento continuo, credevo si fermassero almeno all'ora di pranzo. Qui, treni non se ne vedono, arriva invece sulla Statale l'autobus di linea diretto a Pisa, mentre dalla direzione opposta sopraggiunge un autotreno. Diciamo un incontro fra i giganti, che in prossimità del passaggio a livello, mette alla prova la capacità dei due conducenti. Mi sono chiesto più volte se il traffico pesante non abbia altre alternative, visto che la strada in questo punto si fa stretta in maniera assai pericolosa. C'è transito infatti di pedoni e di veicoli nei due sensi di marcia; nella mia limitata esperienza suggerisco come soluzione l'installazione di un semaforo tale da rendere un flusso alternato, ritengo senz'altro più sicuro.
Finalmente un fischio annuncia l'arrivo del treno. Sette, otto, nove vagoni… è un "merci", somiglia ad uno di quelli in miniatura con cui giocavo da ragazzo. Ricordi di scuola; a quel tempo scritto a gesso sulla lavagna: TEMA "LE VIE DI COMUNICAZIONE" oppure "MEZZI DI LOCOMOZIONE".
Quante sbuffate, quanta fatica per fare un componimento. Pensare che Ripafratta mi avrebbe suggerito tanto: con l'autostrada, la ferrovia, la strada statale, il fiume… forse non avrei scritto di una metropolitana.
Già, quella ora non c'è, ma chissà in futuro...

di CLAUDIO ROMANI

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Tre anni di "Voci dalla Rocca"

Il giornale ripafrattese nasceva il 21 marzo 2000, tre anni fa.

Sono passati tre anni, dal 21 marzo del 2000, ed è giusto che "Voci dalla Rocca" festeggi il suo anniversario, perché è davvero un record, reso possibile soprattutto dal vostro affetto e dal vostro interesse. Ogni facente parte della Redazione ha deciso di esprimere a modo suo un ringraziamento a tutti voi, lettori, saltuari o abbonati, ripafrattesi e non, che ci avete dato il sostegno e la spinta per andare avanti, fino al punto in cui ci troviamo ora. Inoltre, abbiamo chiesto anche ad altri nostri amici che hanno condiviso con noi questa avventura di ricordare che cosa ha significato per loro fare parte di una Redazione così… speciale. Quindi, ci auto-diamo la parola, se permettete:


I miei ricordi legati al giornalino? Innanzi tutto ricordo di non avervi fatto parte sin dagli inizi, ossia sin dalla sua costituzione, ma di esserci entrata successivamente e in maniera graduale, come collaboratrice esterna, approfittandomi della mia allora attuale posizione di "straniera", giacché andavo a scuola a Lucca. Per questo comparivo ogni tanto nelle pagine del giornalino sotto il titolo di quella specie di rubrica, che qualcuno ricorderà di aver letto e visto, che si chiamava "Voci da lontano", prendendomi la libertà di scrivere solo quando ritenevo di avere tra le mani la possibilità di pubblicare un articolo di un minimo di spessore. Accadde poi che durante una riunione del giornalino mi fu chiesto di entrare a far parte della Redazione (quella "fissa") ed io dopo un po' di titubanze, accettai. Ricordo che quello era un periodo un po' difficile per "Voci dalla Rocca", ma ci siamo risollevati appieno da quella situazione, aiutandoci tra noi in maniera più concreta, ma non ci saremmo riusciti senza di voi a sostenerci e a ridarci l'entusiasmo perduto. Di recente (si fa per dire) abbiamo avuto l'idea dell'abbonamento che ci comporta puntualità per quanto sia possibile e un impegno costante, chiudendo quindi con quello che fu il nostro periodo di saltuarietà come forse voi ricorderete… E adesso eccoci qua, ancora con voi, per il terzo anno consecutivo, con una certa voglia di stupirvi, con nuovi collaboratori, nuove idee, iniziative e, chissà, anche alcune sorprese! Aspettate e vedrete! Per quest'anno vi chiediamo di festeggiare con noi questo terzo anno e di aiutarci ad andare avanti. Scrivete, intervenite, criticate, proponete! Ma partecipate per dar vita alle nostre pagine in tutti i modi possibili, cosicché noi possiamo capire che cosa veramente vi sta a cuore e cosa, invece considerate di serie B per aiutarci non solo a migliorare, ma anche a scegliere i problemi più urgenti che affliggono il nostro paese, così da tentare di risolverli insieme. E poi vorremmo altri giovani! Con idee originali! Che cosa state aspettando? Questo è anche il vostro anno!!!

di Angelica Pardi




Ricordiamo tutti, con affetto e con un pizzico di sana nostalgia, il primo numero che è uscito. Dire che si trattava di una scommessa è dir poco. Era un salto al buio, vero e proprio, un esperimento di cui non immaginavamo le conseguenze. Pur animati da tutta la buona volontà di cui eravamo capaci, non avremmo mai potuto immaginare che, tre anni dopo, saremmo stati ancora qui, a parlarne in questi termini, come di un momento importantissimo. Sì, molto più importante di quanto si potrebbe pensare. Perché ha portato una "ventata d'aria fresca" in paese, ha contribuito in maniera determinante a creare un'atmosfera nuova, a risvegliare le coscienze, a riportare quel senso di iniziativa che mancava da un po' troppo tempo. Biblioteche, Comitati, Mostre, devono la loro nascita o rinascita anche un po' a noi. Naturalmente, "Voci dalla Rocca" non è nato dal niente, come tutte le cose. Ha dei precedenti "storici" di una certa importanza, a testimonianza della volontà di agire che è sempre stata caratteristica dei ripafrattesi. Anni fa, e lo testimoniammo anche noi in uno dei numeri passati, un gruppo di giovani si mise insieme per far uscire, ogni mese, un foglio ciclostilato dal nome "La Rocca". Forse non immaginavano che, nonostante la fine della loro avventura di lì a un paio d'anni, nell'estate del 1999 alcuni ragazzi avrebbero trovato una copia de "La Rocca" in uno scaffale polveroso e avrebbero pensato "perché no?", perché non ricominciare? Il primo gruppo avviò, nel marzo 2000, quello che possiamo definire l'esperimento più coraggioso nella storia del nostro paese. Chissà come i Ripafrattesi avrebbero accolto questa novità, così avvolti nella loro bambagia com'erano… Chissà se avrebbero continuato a comprare "Voci dalla Rocca" anche dopo il prevedibile successo del primo numero... La risposta, ormai, è storia. Pur fra difficoltà, incomprensioni, crisi e quant'altro (come succede in tutte le famiglie, giusto?), il giornale dei Ripafrattesi è ancora qui, presente più che mai e in continua crescita. Vorrei ricordare, come già altre volte abbiamo fatto, quella che consideriamo un po' come la nostra "costituzione", il nostro testo base, il primo editoriale, che racchiude bene l'entusiasmo e i proponimenti che ancora oggi ci animano. "Incredibile ma vero! Ci siamo riusciti! Finalmente abbiamo pubblicato "Voci dalla Rocca", ci stavamo pensando, stavamo cercando qualcuno che si volesse prendere la responsabilità di questa cosa e siamo giunti alla conclusione di farlo tutti insieme. Abbiamo organizzato questa "splendida" redazione e queste otto pagine con l'idea di fare di Ripafratta un paese un po' più moderno […] Mancava un mezzo di comunicazione!". Insomma, leggete questo numero con grande attenzione, leggete gli interventi dei miei "colleghi" in ricordo di quest tre anni. E capirete, credo, che quel 21 marzo 2000 a Ripafratta è successo qualcosa di veramente speciale.
P.S. Prima di chiudere vorrei, come impaginatore, fare davvero i complimenti a tutti i nostri "giornalisti" che, sprezzanti della fatica, hanno messo in moto una macchina organizzativa senza precedenti per realizzare questo numero davvero "extra", che ha richiesto lavori a ritmi serrati e sacrifici non indifferenti.

di Francesco Noferi




Siamo a marzo 2003 e sembra ieri quando è uscita la prima copia del primo numero, ma sono ormai già passati ben tre anni. Io sono stata una delle ultime entrate nella Redazione di "Voci dalla Rocca", perché è da poco più di un anno che ne faccio parte. Durante questo breve, ma intenso periodo ho imparato molte cose collaborando a questo giornalino; scrivere su "voci dalla Rocca" comunque non è così facile come può sembrare. E' un impegno importante ed ogni mese va rispettato, perché c'è un articolo (o anche più di uno) da scrivere, tutto ciò comporta anche dei sacrifici, che devono essere fatti, ma in fondo c'è anche tanta soddisfazione per il lavoro svolto. Molto spesso riceviamo dei complimenti (molto graditi) che ci fanno i nostri compaesani, magari dopo aver letto un nostro bell'articolo. Tutto ciò ci fa molto piacere, perché significa che la gente apprezza il nostro "lavoro" e i nostri sforzi, e ne facciamo tanti, perché vogliamo renderlo un giornalino sempre migliore, e pieno di cose nuove tutte da scoprire! Spero di continuare ancora per molto tempo la mia esperienza come "giornalista" all'interno di questa meravigliosa Redazione. E grazie sentitamente a tutte quelle persone che mi hanno sempre seguito e aiutato durante questo periodo. GRAZIE

di Benedetta Barbuti




Ore 21:00, fuori fa un po' freddo ma tanto tra poco entriamo in biblioteca. Vediamo se siamo tutti: uno, due, tre… sette. Sì, siamo al completo, allora si può iniziare. Silenzio imbarazzante. Fortunatamente qualcuno prende in mano la situazione e comincia a dire qualcosa. E' ufficialmente aperta la prima riunione della Redazione del giornalino di Ripafratta. Giornalino? Sì, ma dovrà pur avere un nome… "La Rocca"… no, non possiamo riprendere il nome di quello vecchio, però è un po' il simbolo di Ripafratta, quindi sarebbe bello usarlo. E allora eccolo, è lui, "Voci dalla Rocca", facile, carino e immediato. Ora manca solo cosa scriverci dentro! Be', se siamo arrivati fino al terzo anniversario evidentemente lo abbiamo trovato, non sono certa che sia stato sempre ottimale, ma vi posso garantire che l'impegno sì!! C'è chi se n'è andato per motivi di lavoro o di studio, chi è entrato nella Redazione da poco, chi ha raccolto tutti i nostri appelli e saltuariamente scrive qualcosa e chi… è già tre anni che prosegue questa avventura. Ci sono stati alti e bassi, non lo nego, e non è sempre stato facile riuscire a trovare cosa scrivere o peggio come scriverlo, ma noi ce l'abbiamo messa tutta e questo che sfogliate oggi ne è il risultato. Buono o no… ai posteri l'ardua sentenza.
P.S. Colgo l'occasione per fare pubblicamente gli auguri a tutta la Redazione… BUON ANNIVERSARIO!!!

di Sara Lippi




Tre anni! Però, mica male come risultato. E pensare che dopo due o tre numeri pensavamo di ritornare tutti a casa con la coda tra le gambe, ma invece eccoci ancora qua a scrivere (e a disegnare, per quanto mi riguarda, visto che mi sono sempre guardato bene dallo scrivere) alle pendici della nostra amata Rocca, che resiste grande ed orgogliosa nel tempo. E con la stessa fierezza continueremo noi di "Voci dalla Rocca" a metterci al servizio, con il giornalino, del popolo di Ripafratta, che ringrazio per l'affetto con cui ci ha accolto fin dal principio e con cui ci ha spinto ad andare avanti.

di Matteo Benotto




Non è facile raccogliere i ricordi legati all'inizio di questo giornalino in modo ordinato. Tutto è nato dal grande entusiasmo di un gruppetto di noi, che voleva fare qualcosa di nuovo e interessante per migliorare il nostro paese. A tre anni dalla fondazione vogliamo ricordare e ringraziare ancora una volta, ma questa volta dalle pagine stesse del giornale, tutti coloro che hanno contribuito alla nascita di questa esperienza. Come qualsiasi giornale infatti, anche il nostro modesto giornalino, ha bisogno di lettori, di capitali e più di tutto ha avuto bisogno di una forte dose di incoraggiamento e sostegno morale. Come spesso accade, il giornalino e´nato più o meno grazie ad un caso fortuito: nel momento in cui ci stavamo chiedendo come coinvolgere un maggior numero di persone alla varie attività ed assemblee paesane, Don Mario ci informò che di li a poco si sarebbe svolto un corso di giornalismo a Pisa. Poche sere insieme al corso ci resero consapevoli che questa strada era percorribile e rinsaldarono il nostro gruppetto. Quindi il primo grazie va sicuramente a Don Mario. Seguirono discussioni su l'impostazione da dare al giornalino, sulla periodicità delle uscite, sulla composizione della redazione e la scelta del caporedattore. Decidemmo di dare spazio a tutti, mai un articolo è stato censurato, e questo si rispecchia anche del titolo stesso del giornale "Voci dalla Rocca". Un grazie va ai negozianti di Ripafratta, che sin dalle prime uscite si sono dimostrati disposti a fare i nostri rivenditori, e poter quindi raggiungere un ampio pubblico. Senza il loro aiuto tutto questo sarebbe naufragato. Un grazie particolare va ai nostri genitori, che ci hanno creduto e sostenuto prima del grande successo, che ci hanno risolto i problemi logistici legati alla stampa e alla distribuzione,e da cui abbiamo avuto critiche e commenti molto produttivi. Un grande grazie va a Voi lettori, che sin dalla prima uscita avete sempre superato le nostre aspettative. Non potremo dimenticare che il primo numero fu ristampato ben due volte, tanto la domanda era superiore alle nostre aspettative! Anche lo scorso numero di febbraio è risultato essere l'ennesimo record di copie vendute, vi ringraziamo di cuore.

di Agnese Bargagli-Stoffi




Il mio primo approccio con il giornalino di Ripafratta è stato quando era ancora un progetto tutto da verificare.. Della cosa mi parlò mia sorella Agnese, che riuscì a coinvolgermi in quest'avventura. Il mio ruolo sarebbe stato quello d'impaginatore. Tale ruolo, fino a quando l'ho svolto mi ha dato notevoli soddisfazioni e tanti pensieri.. i risultati non erano brillanti (da parte mia) nonostante abbia impiegato numerose notti per svariate uscite. Di bello (per me) c'era l'impegno. Per la produzione materiale delle prime copie del giornalino il ciclo era in buona parte svolto in casa, poiché, una volta raccolti, e impaginati, gli articoli di tutti i "redattori", Agnese ed io sceglievamo una carta (esperimenti finalizzati ad un buon assorbimento dell'inchiostro, e quindi ad un'accettabile riproducibilità), e stampavamo gli originali. Originali che andavano fotocopiati una prima volta per essere portati nel formato A3 (per intenderci, il foglio che tiene complessivamente quattro pagine, due avanti \ dietro) nella giusta sequenza.. e poi fotocopiati 80, 100 volte e spillati assieme.... Il mio lavoro spesso si fermava alle prime fasi della copiatura, il resto rimaneva di competenza della sorella. Per varie ragioni e per un po' d'incomprensioni in seguito rinunciai a far parte della redazione del giornalino, che in ogni modo ho continuato a leggere... in fondo notizie così strettamente legate al nostro paese non si trovano da nessuna parte. Apprezzo il lavoro di Francesco, con il quale ho discusso moltissime volte.. ricordo che non andavamo mai d'accordo, e che le nostre divergenze riguardavano perfino il numero delle pagine o il numero delle copie che il "periodico" avrebbe dovuto avere. Visto che ricorre il terzo anno di pubblicazione, spengo idealmente le candeline del giornalino, augurandomi che qualcuno porti avanti questa attività. CIAO!!

di Livio Bargagli-Stoffi

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RIPAFRATTA, i giovani e il futuro

"Voci dalla Rocca" festeggi, come avete visto, il suo terzo, importantissimo compleanno. E questa, insieme ad altre occasioni (non ultimo il richiamo del Comitato che potete leggere a pagina 16) ci portano a riflettere sul ruolo dei giovani, sulla loro importanza e sul loro futuro all'interno di quel complesso sistema che è il nostro paese. Quando abbiamo fondato, tre anni fa, "Voci dalla Rocca", abbiamo dato il via ad un processo positivo che ho l'impressione (mi correggerete se sbaglio) abbia scosso e di molto le coscienze civiche ripafrattesi. Ma soprattutto, mi sembra che con una iniziativa del genere i nostri compaesani si siano come svegliati da un sonno molto profondo, in cui erano abituati a vedere Ripafratta come un agglomerato di case e non come una comunità. Noi rivendichiamo questo piccolo merito, quello di aver aperto la via, mostrato che era possibile cambiare le cose, sconfiggere una volta per tutte lo stupido pregiudizio del "paese morto". Certo, questo non basta a spiegare i movimenti successivi, culminati poi con la costituzione di un Comitato Paesano, con tante iniziative importanti, con l'interessamento delle Autorità. La riscoperta del radicamento locale, e dell'orgoglio di appartenenza ad un territorio è un fenomeno ben più vasto, certamente non circoscritto ad una regione, né ad una nazione. E' la risposta alla globalizzazione, quella famosa, quella contro cui si protesta o in nome della quale si fanno accordi, guerre, rivolte. Milioni di persone si sono trovate in pochi decenni davanti ad uno scenario molto ampio, troppo ampio, sicuramente maggiore di quanto fossero abituati a sostenere. Telegiornali, carta stampata, internet, telefonia hanno portato fin nelle nostre case gli eventi (e i problemi) di tutto il mondo. Come risposta più o meno inconscia, si sono rivolti alla terra che calpestano direttamente, alla loro nazione, a volte alla loro regione, altre volte addirittura al loro paese. Capite bene come il nostro caso, paragonato alla vastità del fenomeno, appaia quasi insignificante. Eppure, qui la spinta è venuta proprio dai giovani. Da quelli che più degli altri dovrebbero essere proiettati verso l'esterno, verso il mondo, verso il futuro. Può sembrare una apparente contraddizione occuparsi di un paese di seicento anime, in questo contesto, ma non è così. Nessuno della nostra età lo aveva mai fatto prima. L'interesse era uscire dal paese, se non fisicamente, almeno negli interessi, negli ideali. Mai, invece, portare interessi e ideali anche dentro il paese. Se questo è vero per molti, per Ripafratta era ancora più vero. Ora, c'è un inizio di inversione di tendenza. Ma durerà? Guardiamo al futuro e chiediamoci: durerà? Ciò che abbiamo costruito in questi anni, e certamente non solo noi ragazzi, è destinato a continuare nel tempo? Per la quasi totalità, questo non dipende dal caso, né dal destino, né dalle congiunture internazionali. Dipenderà invece da come sapremo far comprendere ai ragazzi, che ora sono piccoli ma che un giorno saranno adulti, l'importanza di guardare al loro paese come ad una grande casa, dove ci sarà sempre tanto da fare, tanto da dare e ricevere, da lottare, da inventare, da litigare, da riappacificare. Se sapranno realizzare i loro sogni, ma con i piedi ben fissi in quella terra in cui vivono, se sapranno contribuire alla comunità ognuno col suo dono, se sapranno migliorare il loro piccolo mondo prima ancora di quello grande e soprattutto se noi sapremo insegnarglielo, Ripafratta non morirà mai.

di FRANCESCO NOFERI

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Tanti auguri, "Voci dalla Rocca"

Edizione straordinaria!
Sì, proprio straordinaria, perché sono tre, dico tre anni che i nostri cari ragazzi gestiscono felicemente questo giornalino!!!
E non c'è bisogno di notizie scandalistiche o di annunci bellici per uscire con un'edizione straordinaria. Questa nuova uscita di "Voci dalla Rocca" è Straordinaria (con la "S" maiuscola) perché mette in luce la volontà di un "pugno" di giovani che ha voluto, vuole e vorrà unire tutti noi Ripafrattesi, tramite la lettura piacevole di questo giornalino, informandoci del bene e del male che accade nel nostro paese.
Non voglio dilungarmi in elogi sdolcinati, ma voglio esternare, a nome di tutti, un grazie di riconoscenza invitandovi a continuare.

della Maestra Paola

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Pasqua: gli auguri del Pievano

Don Mario parla ai lettori di "Voci dalla Rocca" e rivolge i suoi auguri ai fedeli e al nostro giornale


E alle simpatiche e giovani Voci dalla Rocca, finalmente si vuole unire anche la mia, quella del Pievano. Se non l'ho fatto prima, è perché quasi mi vergognavo di unire il vecchio alla brillante gioventù. Comunque, coraggio. Eccomi. Avete ricevuto la benedizione delle famiglie e case da parte dei due sacerdoti amici, che hanno camminato e benedetto per me, ma anche con me. E' stato il segno di avviso della Pasqua. Fa ancora freddino, ma la Primavera esplode in noi, attorno a noi. Ho visto degli alberi in fiore qui in paese (e ne sono stato contento).
Presto tutto sarà in fiore, espressione di vita e di speranza. E la Pasqua sarà il trionfo della vita sulla morte in Gesù che vince la morte e fa trionfare la vita. Esempio gioioso e speranza forte per tutti noi, che, in questi giorni, stiamo amaramente vivendo parole di guerra, di distruzione e di morte. Speriamo che la ragione vinca sull'irrazionale.
Non c'è posto per i programmi delle celebrazioni pasquali. Li preparerò e ve li farò conoscere dall'altare, in fondo alla chiesa, nei negozi.
Un abbraccio forte a tutti, ai bimbi, ai giovani, agli adulti, agli anziani, s'intende uomini e donne. Col cuore, in anticipo, ma sinceramente vi auguro Buona Pasqua, felice vita, forza nelle sofferenze e… buona lettura di "Voci dalla Rocca", che sulla sua torta di compleanno ha tre belle candeline.

Don Mario


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Festa di Primavera,si cercano volontari

Per aiutare nella riapertura dei sentieri verso la Rocca che saranno resi accessibili per l'occasione

Le riunioni del Direttivo del Comitato per Ripafratta.
Una notizia banale ma forse non a tutti nota è quella che si riferisce alle riunioni del Comitato;
- dove: in via S.Lega n° 7 (biblioteca "Futura");
- quando: di solito il giovedì, ogni 15 giorni alle ore 21; c'è, comunque, un avviso in bacheca;
- chi può partecipare: tutti i Ripafrattesi interessati e di buona volontà.

L'ultima riunione si è tenuta giovedì 13 c.m. Di cosa si è discusso:
1) Organizzazione della Festa di primavera. Si cerca di individuare un gruppo di persone volenterose che possano contribuire, in vario modo, alla pulizia ed alla segnalazione dei sentieri che si vorrebbero rendere agibili a visitatori e gruppi organizzati (percorsi che portino alla Rocca, un giro di visita esterno, ed alle Torri del Centino e del Niccolai). Si vorrebbero anche realizzare dei cartelli di segnalazione e, possibilmente, di informazione (notizie storiche cui monumenti, tempi di percorrenza dei sentieri ecc.).

2) Le ragazze ed i ragazzi di Ripafratta. Alcuni fanno parte del Direttivo del Comitato, altri, da tre anni ormai ed in questo numero se ne celebra la ricorrenza (complimenti ed auguri), si sono impegnati nella redazione del giornalino "Voci dalla Rocca"; ed ancora tutti questi ed altri li abbiamo incontrati attivi partecipanti alle iniziative del Comitato per Ripafratta. Ma altri, speriamo, invitiamo ad essere presenti con loro proposte, iniziative autonome e progetti. Nelle riunioni del Comitato, che si tengono ormai periodicamente da più di un anno, e nelle discussioni che si intrecciano su temi e proposte emerge sempre con più nettezza il desiderio, la volontà di contribuire, perché siano disponibili spazi di aggregazione, di iniziativa e di partecipazione per i giovani di Ripafratta; spazi da gestire autonomamente e, quando lo vorranno, insieme a tutti gli altri cittadini adulti del paese.
La villa Danielli Stefanini (ex Asilo) è stata donata al paese di Ripafratta; ma, nelle intenzioni dei donatori, c'era espressa, soprattutto come motivazione primaria, la volontà che essa fosse un luogo in cui i giovani potessero trovare spazi di aggregazione e di educazione e sviluppare le loro potenzialità di crescita intellettuale e civile. Il Comitato per Ripafratta non ha titolo per gestire la villa Danielli-Stefanini ma ha fino ad oggi trovato disponibilità e collaborazione nei dirigenti dello "Ente Danielli-Stefanini" ed in prospettiva, una reciproca collaborazione, in vista di obbiettivi condivisi, non potrà che accrescersi e migliorare.

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Il "Passa libro"

Qualcuno, o molti di voi, già forse conosce una iniziativa sostenuta dalla trasmissione "FAHRENHEIT" (su Radio Tre, nel pomeriggio): il "Passa libro", appunto. Vengono lasciati, in luoghi pubblici, dei libri con un logo di Rai Tre, sulla prima pagina [riprodotto qui sotto ndR], che avverte che il libro trovato non è un libro smarrito ma è a disposizione di chi lo trova perché lo possa leggere e "passare", a sua volta, a qualcun altro con le stesse modalità (cioè lasciarlo in un luogo pubblico, bar, negozio, sala d'aspetto della stazione ecc.). L'iniziativa, nata in America, è stata recentissimamente ripresa anche dal Comune di Firenze che la sponsorizza. Ci saranno dei donatori, evidentemente, che rilasceranno libri perché li hanno giudicati interessanti, importanti o che hanno addirittura amato e vogliono condividere con altri il piacere che ne hanno tratto (libro, giornalino, fumetto). A cura del Comitato potrebbe essere reso disponibile il Logo (in biblioteca o nei negozi) da incollare sulla prima pagina. Cosa ne pensate?

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Campo sportivo: più attenzione

Un problema che ritorna di estrema attualità in vista della tradizionale partita Ripafratta-Farneta del 1° maggio

L'aria primaverile comincia a farsi sentire, le lunghe giornate e il sole ci fanno venir voglia di prendere a calci un pallone. Siamo fortunati perché nonostante le mille lacune che ci sono nel nostro paese, ogni ragazzo può prendere e andare nel nostro campino e farsi una sana sudata. Immagino che vi state chiedendo dov'è che voglio arrivare, e se aspettate due righe vi chiarirò subito la questione. E' doveroso ringraziare il nostro insostituibile Rocco che, in ogni modo, si rende utile al nostro paese e si prende "cura" del nostro campino andando a tagliare l'erba. Il punto è proprio questo. Spesso vedo ragazzi (me compreso) che giustamente si ritrovano per andare a fare una partitella e mi stavo chiedendo, se nessuno si prendesse "cura" del nostro campo, sarebbero disposti a prendersi la responsabilità di mantenerlo in ordine e magari anche a costruire un piccolo spogliatoio ? Vorrei aprire una parentesi polemica. Lo scorso 1 maggio si è svolta la consueta partita Farneta-Ripafratta, manifestazione che ha ottenuto un grandissimo successo di pubblico. Vorrei porre l'attenzione sui preparativi: sono stati svolti dai soliti (pochi) volenterosi, e tutti gli altri ? Le domande rimangono aperte a qualsiasi tipo di risposta e spero che alla prossima manifestazione ci sia più affluenza, anche per il pre-partita.

di Luca Casapieri

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Parcheggi: anche Farneta manca

Non molto tempo fa, mentre stavo facendo una passeggiata sulla vecchia autostrada, ho avuto l'occasione di parlare con un nostro concittadino (che preferisce rimanere anonimo) che, avvicinandomi, oltre a farmi i complimenti per il giornalino (che giro ai miei colleghi, visto che sono un "nuovo acquisto" e non mi sembra giusto prendermi meriti che non ho), mi ha fatto notare la "situazione parcheggi" in Farneta. In effetti, in pratica esiste un solo parcheggio (proprio davanti a casa mia) con al massimo quattro posti auto (se posteggiate bene), oltre al parcheggio riservato alle nuove case e che magari non sarebbe per niente una cattiva idea farne uno un po' più capiente visto che problemi su dove farlo, in Farneta non ci sono, al contrario che "in centro". Un'altra questione che mi ha fatto notare e che giudico molto interessante, riguarda l'articolo pubblicato sullo scorso numero, proprio da me, riguardante la questione "tombino", in cui si parlava, fra le altre cose, del problema degli odori. Ebbene, secondo questo signore, il problema del cattivo odore potrebbe essere risolto costruendo un impianto di depurazione, e dato che il posto non è un grosso problema, credo sia una proposta da tenere in considerazione. Noi del giornale provvederemo a inoltrare la questione a chi di dovere, con l'augurio di poter fornire nuovi riscontri sulla questione.

di Casapieri Luca

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Cani ... e padroni in guardia!

Raccogliendo la richiesta di alcuni lettori, lanciamo un appello per il rispetto e per la civiltà. Basta una paletta.

Attenzione, attenzione, questo messaggio è rivolto a tutti i cinofili di Ripafratta che amano portare Fido a passeggio per le vie di questo ridente paesino… è finito il tempo di far finta di niente, ora bisogna attrezzarsi. No, non sono impazzita, sto parlando dei "ricordini" che i nostri amici a quattro zampe durante le loro scorrazzate lasciano qua e là. Non me ne abbiate, non ce l'ho di certo con loro (in fondo è un bisogno fisiologico), la mia critica è rivolta ai loro padroni che per non curanza (o forse per schifo?!) evitano di raccogliere i "bisognini" dei loro tanto amati animali. Sono sicura però che esiste un modo per farvi prestare più attenzione a questa cosa e proseguo subito con l'illustrarvelo. Dovete sapere che già da un paio di anni è entrata in vigore una legge che prevede sanzionamenti per coloro che, sprovvisti di sacchetto (e paletta), non sono in grado di pulire là dove l'animale che accompagnano abbia sporcato. Le grandi città, per far fronte a questo problema, hanno sistemato in più zone distributori automatici di sacchettini e palette usa e getta. Ora, ne convenite con me che Ripafratta non è una grande città (e a dirla tutta neppure un grande paese), però il problema è lo stesso. Ecco quindi che chiedo a chi di voi ama gli animali e vuole al contempo rispettare anche gli altri di portarsi sempre dietro un sacchettino e, per i più schizzinosi, anche una palettina di plastica (le vendono nei negozi per animali e non costano molto!). So già che da oggi in poi farete più attenzione anche perché le multe sono noiose da pagare, specialmente se facilmente evitabili ( come in questo caso).

di SARA LIPPI

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Guerra e PACE

Giovedì 20 marzo 2003, ore 3:55, i primi missili americani colpiscono Baghdad. E' iniziata la GUERRA. In questi giorni se ne parla tanto e le notizie di giornali, radio e tv mi rimbombano nella testa come le sirene che suonano per segnalare un attacco aereo. Non voglio fare della politica né esprimere giudizi, non vi dirò se è giusto o sbagliato, ognuno ha diritto alla propria opinione, ma vorrei mostrarvi cosa pensano i più giovani della guerra e soprattutto cosa vuol dire per loro PACE. Devo dirvi la verità, sono rimasta sorpresa dalle parole dei più piccoli che come sempre grazie alla loro innocente schiettezza colgono il nocciolo della questione. Tutti uniti nel dire NO alla guerra, mentre le motivazioni sono le più varie. "Perché si fa del male anche a persone che non c'entrano niente", a coloro che "non vogliono la guerra ma sono costretti" perché "con la guerra non si arriva a niente", perché "non si può combattere una cosa cattiva con un'altra cosa cattiva". La Pace invece è l'avere "rispetto l'uno dell'altro" e "qualcosa in cui dobbiamo credere fortemente". Sono parole semplici ma esprimono idee molto chiare, e altrettanto chiare sono le idee che hanno sulla policromatica bandiera: "Non basta", "Non ha molta importanza", "Serve a poco", "Si deve credere nella pace soprattutto nella nostra testa, non basta un pezzo di stoffa".Divisi tra loro sono invece i più grandi. Il NO alla guerra resta e le motivazioni sono più o meno le stesse dei piccoli (magari dette con più paroloni e belle frasi) ma è il loro concetto di pace che mi ha incuriosito. "La pace è volersi sempre mettere in discussione… è aiutare chi ha bisogno, è evitare ogni conflitto. La comunicazione è fondamentale così da capire necessità e problemi e poi risolverli insieme", "Senza provare sentimenti di superiorità rispetto a popolazioni diverse per lingua, etnia e religione". "La Pace è qualcosa di possibile… ma solo quando gli uomini non avranno più l'animo pieno di astio si potrà usare veramente la parola pace". PACE, GUERRA, GUERRA PACE… due parole che nascondono due mondi completamente diversi, che portano conseguenze completamente diverse e che scatenano reazioni completamente diverse! Se sia giusta o no questa guerra, se sia meglio stare con gli USA o contro questo non posso dirvelo, speriamo solo che dall'Iraq non si levino voci disperate costrette a dire:

Di queste case
non è rimasto
che qualche
brandello di muro

Di tanti
che mi corrispondevano
non è rimasto
neppure tanto

Ma nel cuore
nessuna croce manca

E' il mio cuore il paese più straziato

("San Martino del Carso", Giuseppe Ungaretti, 1916)

di SARA LIPPI

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Caso del mese - Pulizia a metà per il fosso

Nell'ultima pagina dello scorso numero c'era una rubrica dedicata al caso del mese, e anche questa volta abbiamo deciso di ripeterci. In questo numero parleremo del "fosso", che finalmente, dopo tanto tempo e dopo tante proteste è stato pulito. Stiamo parlando del tratto del canale che passa davanti alla località "le corti"; fino a poco tempo fa i bordi erano completamente ricoperti da erbacce, e di canne, che non permettevano di vedere niente; e da quante ce n'erano entravano quasi dentro il fosso. Finalmente qualcuno è intervenuto, e possiamo dire che ora l'ambiente è più "pulito", anche se tutte le canne e le piante che sono state tagliate sono state lasciate lì sui bordi. Dato che avevano iniziato la pulizia potevano portarla fino in fondo, ma per ora ci possiamo ritenere già abbastanza contenti di quel che è stato fatto.Speriamo che da ora in poi ci sia un interesse maggiore nei confronti dell'ambiente e che iniziative così vengano prese più spesso.
Ed anche per questo mese "il caso è chiuso"!

di BENEDETTA BARBUTI

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