"Voci dalla rocca", il numero di Gennaio - Febbraio 2007

Indice

Editoriale
Carnevale a Ripafratta tra frati e giochi
Stazione, aumentano gli utenti. Aumentniamo anche i parcheggi
Comune, le priorità di metà legislatura. Cosa c'è e cosa non c'è per Ripafratta
Cimitero in rovina. Il dispiacere dei Ripafrattesi
La nostra scuola
ADSL, iniziative a buon fine. E ora si può addirittura scegliere
Spazio dei nostri lettori


Editoriale

Anche quest'anno, cari lettori, si avvicina inesorabilmente il momento di festeggiare il compleanno di un giornalino che, con questo, vanta ben sette anni di attività. Per questo cogliamo subito l'occasione per ringraziare tutti coloro che ci hanno sostenuti fino ad adesso e che speriamo continuino a farlo nonostante impegni e studio abbiano scombussolato le pubblicazioni di diversi giornalini compreso questo che, come potete notare accorpa Gennaio e Febbraio. Vi assicuriamo comunque che ci stiamo mettendo sotto per riportare tutto alla normalità e che, dato che l'abbonamento prevede di ricevere dieci numeri, dieci numeri riceverete grazie ad una pubblicazione anche nel mese di Giugno. Nel contempo vi ringraziamo anche per la pazienza che state dimostrando di avere, davvero di cuore. Questo numero comunque contiene importanti sviluppi riguardanti il sofferto ottenimento della linea ADSL, in parte grazie anche all'intervento di "Voci", nell'articolo di Luca Casapieri ( annunciato nel numero scorso ma di fatto, per un errore tecnico, presente in questo) nonché servizi su due spinose questioni che di questi tempi interessano profondamente i ripafrattesi: la disastrosa situazione in cui versa il cimitero e la imminente "perdita" delle scuole elementari in paese. Sempre più persone ci chiedono di scrivere riguardo il cimitero perché in qualche modo venga denunciata una insostenibile situazione che tra aggressioni e disagi di ogni genere si protrae da ormai molto, troppo tempo; in questo numero cerchiamo di accontentarle invitandovi comunque a continuare a segnalarci i vostri problemi che periodicamente verranno fatti presenti. Riguardo le scuole oramai è chiaro a tutti che da settembre la campanella della nostra scuola elementare non servirà più a richiamare i bambini nelle aule poiché questi verranno tutti spostati nel moderno stabile di Pappiana. Angelica Pardi comincia ad elencare tutte le soluzioni che si prospettano per utilizzare l'amato edificio e pone le basi per cominciare ad inviarci i vostri ricordi riguardo gli anni delle elementari sia in qualità di studenti che di maestre o inservienti. Qualunque pensiero è doppiamente importante per noi che da sempre portiamo avanti il "culto" della memoria perché serve come conoscenza per le generazioni che adesso ancora frequentano quella scuola e come motivo di unione per tutti coloro che condividono i medesimi ricordi. Questo numero contiene un lungo e importante "reportage" di Francesco Noferi sulle prospettive di utilizzo della nostra stazione ferroviaria, sempre più usata dai pendolari. Infine ringraziamo caldamente tutti quelli che, per ora, hanno rinnovato l'abbonamento al nostro giornalino e coloro che stanno per farlo (continua a proposito la campagna, sempre con le solite modalità) perché così facendo ci stanno trasmettendo quell'apprezzamento che abbondantemente ripaga tutto il nostro lavoro.

di Andrea Del Chiaro

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ANNIVERSARIO

Carnevale a Ripafratta tra frati e giochi

Liniziativa quest'anno è stata organizzata dalla parrocchia. Come da tradizione, maschere, coriandoli e frati hanno invaso l'Asilo.


Come in passato, anche quest'anno stelle filanti e coriandoli sono tornati a volare a Ripafratta in occasione del Carnevale dei bambini. La tradizione è stata questa volta portata avanti dalla Parrocchia, con l'aiuto e la collaborazione di tutto il paese. Come sempre la manifestazione si è svolta presso i locali dell'Asilo, che hanno visto il realizzarsi delle numerose fasi di preparazione della festa. Prima fra tutte la rinata fiera di beneficenza, curata in prima persona dalla maestra Paola, che con grande fantasia e impegno ha contribuito al suo allestimento, e che con la sua vivacità ha reso ancora più eccitante la pesca, per grandi e bambini. La giornata è stata inoltre addolcita dai quaranta chili di pasta, preparati da Maria Vittoria, e abilmente trasformati in ottimi frati dallo staff della cucina. Molti di questi, ancora caldi e fumanti, sono stati distribuiti ai presenti di tutte le età, e molti altri ancora hanno raggiunto, grazie all'aiuto di vari volontari, le case di coloro che erano impossibilitati a partecipare direttamente. Ma i veri protagonisti del Carnevale sono stati come sempre i bambini, che con le loro maschere, alcune veramente originali, altre più classiche ma sempre di grande effetto, hanno animato il pomeriggio intrattenuti da animatori e catechisti. La felicità suscitata da corse, grida, e battaglie a suon di coriandoli ha raggiunto l'apice nel gioco finale della pentolaccia, pietra miliare del Carnevale ripafrattese, che da sempre appassiona i più piccoli. Ottima riuscita quindi per questo Carnevale, con l'augurio che il prossimo anno possa riuscire ancora meglio.

di Matteo Benotto

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REPORTAGE

Stazione, aumentano gli utenti. Aumentamo anche i parcheggi

La stazione ferroviaria di Ripafratta diventa sempre più uno snodo frequantato ed utilizzato, anche da utenti della provincia di Lucca, e il nuovo parcheggio è gia insufficente. La nostra proposta: apriamo anche l'altra parte del piazzale. E coninciamo a parlare del riutilizzo della stazione, sulla scorta di quanto fatto a San Giuliano: un polo di servizi ( non solo ferroviari ) per i cittadini ...


Incredibile boom di utenti per la stazione di Ripafratta. Abbiamo fatto alcuni calcoli, in maniera semplice: abbiamo contato, ogni giorno per una settimana, le auto presenti sia sul piazzale prospiciente la stazione che in quello ex-merci, da diverso tempo adibito a parcheggio ovviamente gratuito. Il risultato? Una media di 50 automobili per giorno. Al punto che, ormai, la nuova area di parcheggio non è chiaramente più sufficiente. Dati incredibili e che certamente fanno orgoglio al nostro paese, che da sempre è un crocevia fondamentale di strade, ferrovie, vie fluviali e autostrade. Ma sono dati che non stupiscono noi di "Voci dalla Rocca", che da sempre abbiamo sottolineato l'importanza del mantenimento della stazione, e spesso abbiamo ricordato come non sia frequentata solamente da ripafrattesi (com'è ovvio), ma anche e soprattutto da utenti delle realtà a noi vicine prive di fermata ferroviaria o fuori dal tracciato Pisa-Lucca: Pugnano, Filettole, Nozzano, Cerasomma, Montuolo, Fagnano e via dicendo. Il motivo? Il sistema-stazione di Ripafratta presenta senza dubbio innumerevoli vantaggi: anzitutto la facile accessibilità, poi il fatto di essere centrale rispetto a tanti altri paesi, l'avere un sistema di interscambio con la linea Lazzi-Vaibus (che ha una fermata proprio davanti al piazzale), e soprattutto l'avere a disposizione un ampio parcheggio gratuito (cosa che la stazione di Lucca, per inciso, non ha, e noi sappiamo di persone della periferia lucchese che vengono a prendere il treno, proprio per questo motivo, qui a Ripafratta). L'ulteriore vantaggio - una recente conquista per Ripafratta - è il servizio Memorario di Trenitalia, cioè il cadenzamento regolare dei treni (che sono anche aumentati: uno ogni mezz'ora per Lucca e uno ogni mezz'ora per Pisa). Non molto tempo fa (come riportammo in un numero passato) l'intero edificio della stazione ha beneficiato di alcuni lavori di restauro: in particolare è stato imbiancato il corpo centrale (subito danneggiato dai vandali, ma questa è un'altra storia), e la "recinzione" dell'intera area con delle ringhiere (apparentemente provvisorie e senz'altro brutte a vedersi). Il maggior intervento, però, è stato l'apertura di una buona metà dell'ex-piazzale merci, fornito di strisce bianche ed adibito appunto a parcheggio (evidentemente le Ferrovie si sono rese conto della quantità di passeggeri che utilizzano la stazione). Un'iniziativa che ha incontrato subito il consenso degli utenti, come dicevamo prima, in special modo dei pendolari della provincia lucchese. La voce si è probabilmente sparsa e ormai la frequentazione quotidiana è schizzata alle stelle. Se le auto in sosta sono 50, assai di più sono passeggeri e pendolari che si fanno venire a prendere da qualche parente, o utilizzano il bus, o lo raggiungono a piedi da Ripafratta. La nostra proposta, allora, non può che essere questa: apriamo anche l'altra metà dell'ex-piazzale merci e completiamo così il parcheggio che ormai sta un po' stretto al gran numero di pendolari che lo frequentano ogni giorno. E poi miglioriamo i servizi della stazione. Questo si può fare in tanti modi, e certamente non tutto può esser fatto da domani, ma se la prospettiva diventa quella di un polo di servizi di rilevanza territoriale (e addirittura in un certo senso interprovinciale) investire qui e ora può essere un buon servigio che si fa al cittadino. Gli interventi da affrontare sono diversi e soprattutto possono coinvolgere enti ed istituzioni diversi. Non ci nascondiamo la difficoltà, ma partendo dal poco si può arrivare a condividere una proposta di massima di lungo periodo. Anzitutto, cos'è che serve quotidianamente ai pendolari della stazione? La comunicazione degli orari dei treni è abbastanza efficace ed aggiornata, da diverso tempo sono stati inseriti stabilmente anche gli annunci vocali dei treni in arrivo e in partenza. Quello che manca, e purtroppo lo avevamo già fatto presente diverse volte, è la famosa macchinetta obliteratrice. Una sciocchezza, apparentemente, ma che in realtà costringe i viaggiatori a cercare subito, sul treno, il controllore per farsi vidimare il biglietto; pena, la multa. Eppure, nessuno ci ha ancora pensato. L'altro servizio da migliorare è senza dubbio la sala d'attesa. Sala che era stata al centro di una polemica, lo ricorderete, quando un lettore scrisse a "Voci dalla Rocca" informandoci della sua imminente chiusura (così come gli era stato comunicato da un ufficio centrale delle Fs). In realtà, poi, c'è stata una marcia indietro in questo senso, e la chiusura è rimasta solo uno spauracchio; sono state però rimosse le panche interne, che invece sono utili agli utenti specialmente d'inverno. Sono state sostituite da panchine in ferro all'esterno. Reintrodurre le panchine e migliorare la sala d'attesa sarebbe un passo avanti importante. E infine, a San Giuliano sono stati installati anche dei pannelli visivi (come nelle stazioni "cittadine") nei quali si informano i viaggiatori sui treni in arrivo e in partenza. La sperimentazione a S. Giuliano è andata bene; perché non ripetere l'esperienza a Ripafratta? Un ultima annotazione la dobbiamo fare riguardo la pulizia, per quanto riguarda erbacce e rovi sui binari, nel piazzale, nel parcheggio e al di là delle recinzioni installate di recente; ma questa rimane più che altro una pia illusione. L'altro aspetto della faccenda, invece, riguarda una rivalutazione più complessiva e più di lungo termine dell'intero complesso, proprio nella prospettiva di polo di servizi che dicevamo prima. E del resto c'è un illustre precedente. Parliamo della stazione di San Giuliano Terme, recentemente ristrutturata ed adibita non soltanto a fermata ferroviaria ma anche a punto di informazioni turistico, sala convegni, museo. Una bella idea che va proprio nella direzione da noi indicata anche per la stazione di Ripafratta. Del resto, non è un'idea che ci caviamo dalla testa: in tutta Italia, le Fs stanno progressivamente abbandonando le piccole stazioni che o vanno in rovina o vengono recuperate e trasformate da altri enti e istituzioni. L'idea di S. Giuliano è la nostra stessa: valorizzare strutture che altrimenti minacciano rovina (e spesso anche di diventare ricettacolo di micro-criminalità, come già successo), e trasformarle in complessi di servizi per il cittadino, dai treni alla cultura, ai parcheggi, alle più varie attività della comunità. In questa prospettiva, sarebbe importante che il Comune prendesse posizione e cominciasse a lavorare in questa direzione, col supporto naturalmente di aiuti sia dal basso (le realtà locali) che dall'alto (come i contributi della Provincia per il recupero della stazione sangiulianese). I locali fisici, la struttura principale e gli edifici non di stretto uso da parte della Rete ferroviaria italiana (la società di Fs che gestisce infrastrutture e piccole stazioni), possono essere recuperati e convertiti ad altri usi (in alcuni casi si è scelta la via commerciale, ma rimane una scelta estrema per evitare il degrado). E il verde dovrebbe diventare una sorta di piccolo giardinetto pubblico, invece che un insieme di erbacce e rovi recintati da una ringhiera che lo fa assomigliare ad un pollaio abbandonato. Per quanto riguarda le destinazioni degli edifici, non c'è che l'imbarazzo della scelta: la stessa forma del magazzino merci suggerisce (nelle nostre più sfrenate fantasie che speriamo non rimangano per sempre tali) un piccolo teatro, o una sala convegni, o un auspicabile piccolo museo del territorio, con i reperti trovati alla Rocca, con le indicazioni turistiche. In questa ottica, la stazione diventerebbe il vero punto di partenza per il percorso turistico Rocca-Torri-sentieri-Rupecava. Già da ora, per inciso, si potrebbe potenziare, dal punto di vista dell'informazione turistica, il ricorso alla ferrovia e alla stazione come punto d'arrivo per chi vuole percorrere i sentieri della nostra parte di Monte Pisano; c'è già un piccolo cartello, nel piazzale della stazione, che indica la distanza dall'inizio del percorso, cioè da via S. Lega, ma non dà una direzione troppo chiara… In conclusione, questa è la prospettiva che proponiamo noi di "Voci dalla Rocca". Naturalmente si dovrebbe sviluppare una discussione, e siamo perfettamente coscienti che quello che alla fine manca, di solito, è sempre il più e il meglio, cioè i fondi. Ma già adottare questa ottica, cominciare a parlare della stazione come polo di servizi, sarebbe un grande passo avanti e una speranza in più. Siamo perfettamente coscienti che il nostro paese è già "al fronte" per ottenere la disponibilità dell'edificio delle Scuole elementari (sul quale non ci sono ancora garanzie, purtroppo), e che altri interventi, da ben più tempo, richiedono soluzione urgente per il miglioramento della vita quotidiana dei cittadini. Ma, ripetiamo, l'importante è cominciare ad entrare nell'ottica giusta. Non crediamo nei miracoli a breve termine, ma nell'impegno sul medio o sul lungo… perché non sperarci?

di Francesco Noferi

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COMUNE

Comune, le priorità di metà legislatura. Cosa c'è e cosa non c'è per Ripafratta

Giunti al traguardo di metà mandato, il Sindaco e la Giunta presentano ai cittadini un piano con le priorità per il prossimo futuro. Noi di "Voci" l'abbiamo "spulciato" per vedere in che misura sono presenti le richieste che arrivano da Ripafratta e dal nostro territorio.. Fra luci e ombre, con le dovute precauzioni, ci addentraimo nel testo ...


Vi informiamo che negli ultimi mesi l'Amministrazione Comunale ha tenuto una serie di riunioni, incontri e convegni per fare il punto sul suo mandato a metà esatta della legislatura in corso. L'ultimo convegno, quello riassuntivo, si è svolto in data sabato 10 marzo alle terme di S. Giuliano, alla presenza di tutta la Giunta, di consiglieri comunali e diversi ospiti illustri. La relazione del Sindaco su quanto è stato fatto finora e su quanto deve ancora essere fatto presenta luci ed ombre per quanto riguarda la nostra Ripafratta. L'Amministrazione Comunale si è tenuta molto sul generico, com'era ovvio data l'occasione, per cui il nostro paese non viene mai nominato direttamente; ci sono alcuni interventi previsti che lo riguardano probabilmente da vicino e altri che invece, secondo noi, avrebbero potuto essere considerati... E' ovvio - lo precisiamo a scanso di equivoci - che la relazione del sindaco non esaurisce l'argomento "interventi su Ripafratta" ma dà alcune priorità generali fra le quali a volte ci siamo anche noi e a volte no. Vediamo nello specifico (e per forza di cose riassumendo) che cosa ci riguarda, direttamente o indirettamente:

- La chiusura dei passaggi a livello sulla tratta ferroviaria Pisa-Lucca, che riguarda anche Ripafratta, anche se non viene precisato niente di più, e non si accenna alle varie idee di progetto che si sono susseguite in questi anni per scavalcare ferrovia, Ozzeri e Serchio. Non si parla naturalmente neanche di tempi.
- Ci saranno investimenti, nei prossimi anni, per la sicurezza sulle nostre strade: semafori "intelligenti" (per chi non lo sapesse questi nuovi partoriti dalla tecnologia, sono progettati da Carlos Gershenson, ricercatore della Libera Università di Bruxelles. Al mutare delle condizioni del traffico il semaforo auto-organizzante muta il suo comportamento), autovelox fissi, indicatori di velocità, attraversamenti pedonali rialzati ecc. Purtroppo però soprattutto questi semafori suscitano numerose polemiche nelle città in cui sono già stati istallati, poiché "gira voce" che il giallo duri meno del tempo standard previsto dal codice stradale.
- Sarà istituita, a Molina di Quosa, la "Casa della musica", nella scuola elementare, una volta chiusa, mentre non si sa ancora nulla della sorte della scuola di Ripafratta, che non viene mai nominata quando si parla del futuro di questi complessi, il che ci preoccupa abbastanza. Sempre a Molina, il Comune si impegna ad acquistare una struttura che sarà messa a disposizione delle "associazioni giovanili del territorio".

Non si fa cenno invece ad alcune questioni, alcune di notevole importanza, che secondo noi meritavano almeno un accenno. Ad esempio:
- Il tanto ricordato recupero della Rocca (una tematica non da poco, e non certo "localistica", dato che si tratta comunque di un patrimonio storico per il comune), che si inquadrerebbe perfettamente nell'ottica di rilancio del sistema economico-turistico del Monte Pisano.
- Il miglioramento dell'urbanistica in frazioni come Ripafratta, dove occorre un parcheggio (promesso ormai da moltissimi anni…), la costruzione del quale già di per sé costituirebbe una sistemazione, seppur parziale, della piazza storica.
- L'auspicabile impegno per il recupero, in qualche modo, delle due stazioni ferroviarie di Rigoli (sulla quale le Fs hanno investiti tanti soldi, per poi quasi dimenticarla nelle fermate previste lungo la tratta…) e Ripafratta, sulla quale sono stati fatti alcuni interventi (ma comunque i locali sono inaccessibili, quindi presto andranno in rovina, precisiamo noi). Ci aspetteremmo che la nostra stazione venisse considerata similmente a quanto è successo per San Giuliano, anche se ovviamente con minori pretese… Se avete letto l'articolo di Francesco Noferi sapete già tutto.
- La sistemazione del nostro cimitero, così tanto trascurato. Purtroppo nelle proposte dell'Amministrazione si fa cenno soltanto ad un generico "ampliamento" dei cimiteri comunali, che assai probabilmente non prevede il nostro (e anche qui abbiamo un articolo a riguardo, l'avrete già visto).

Questi sono tutti argomenti che potevano essere considerati; speriamo che nell'azione quotidiana l'Amministrazione se ne ricordi. A conclusione di questo, noi non vogliamo né possiamo trarre giudizi, vi abbiamo solo presentato alcuni punti che riguardano (o dovrebbero riguardare) il nostro paese all'interno della relazione di metà mandato del sindaco. L'intera relazione però è consultabile da chiunque all'indirizzo internet www.comune.sangiulianoterme.pi.it per chi volesse farsi un giudizio proprio.

di Angelica Pardi

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PROTESTE

Cimitero in rovina: il dispiacere dei Ripafrattesi

Le condizioni sempre più degradanti del camposanto hanno scatenato, nelle scorse settimane, la reazione indignata di tutti i Ripafrattesi. Che, tramite "Voci dall Rocca", rchiedevano un interevento urgente ( e possibilmente risolutivo) prima che la situazione diventi insostenibile


Il cimitero di Ripafratta è sempre più ridotto in condizioni degradanti, e i cittadini di Ripafratta ci hanno pregato a più riprese di segnalarlo sul nostro notiziario, anche e soprattutto per porlo all'attenzione delle istituzioni pubbliche, cosa che noi facciamo prontamente e volentieri, sperando di essere d'aiuto e di fare da tramite. Cominciamo precisando che non si tratta di un problema nuovo. Chi segue regolarmente "Voci dalla Rocca" sa, perché lo abbiamo segnalato ripetute volte, dello stato di progressivo decadimento in cui versa ormai da anni il cimitero di Ripafratta. Segnalazioni che sono giunte prima riguardo le mura esterne e il muretto di cinta, poi a proposito delle scale d'ingresso, che erano prive di un corrimano per far salire più agevolmente le persone anziane (e "Voci dalla Rocca" scrisse per questo una lettera al Comune qualche anno fa); poi la situazione rovinosa della cappellina principale (usata purtroppo come deposito, e all'interno della quale è da tempo impossibile celebrare Messa); poi ancora segnalazioni sono giunte a proposito delle mura fatiscenti, dei forni "provvisori", e anche di gravi episodi di criminalità che potevano lasciare conseguenze ben peggiori di quelle per fortuna occorse. A queste ripetute segnalazioni, che abbiamo fatto nel corso dei mesi e degli anni, si aggiungono ora cori di sdegno da parte dei Ripafrattesi circa lo smottamento del terreno, e la conseguente "frana" di lapidi e tombe, veramente brutta a vedersi oltre che pericolosa per il passo malfermo delle persone più anziane. Insomma, l'intero complesso necessita di interventi che definire urgenti è dir poco. Nella sua relazione in occasione del convegno di metà mandato, il sindaco osserva, circa la questione cimiteri: "Consci delle difficoltà a mantenere elevati standard di investimenti pubblici stiamo valutando di ricorrere alla finanza di progetto per soddisfare esigenze relative all'ampliamento dei cimiteri comunali e degli impianti sportivi". Ovviamente, vista l'occasione, i termini sono generici ma noi auspichiamo che all'interno degli interventi programmati nei prossimi anni per i cimiteri comunali entri con forza anche una bonifica (perché ormai non si può che chiamarla così) del camposanto del nostro paese. Oltre agli interventi "strutturali" (quelli per cui bisogna tirar fuori un mucchio di quattrini, insomma), ci sono tante altre piccole accortezze che migliorerebbero la fruibilità (e anche la visuale), dando l'impressione ai cittadini di non essere del tutto "abbandonati" in questa loro richiesta di dignità. A cominciare per esempio dal disfacimento di muretti e cordoli interni, dalla pessima situazione degli scalini, dalla pericolosità del loggiato superiore in occasione di pioggia (scivolare è fin troppo facile), dalla sistemazione del muro esterno. A conclusione, verrebbe da dire che fra tanti problemi che le frazioni del nostro territorio fanno presente al Comune quotidianamente (e ci rendiamo conto della mole di richieste) questa è senz'altro una delle più gravi, perché tocca da vicino il rispetto per la dignità delle persone, anche quando ormai non sono più fra noi.

di Farncesco Noferi

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OPINIONI

LA NOSTRA SCUOLA

Non è ancora stato annunciato ufficialmente, ma è pressoché certo ormai che questa annata scolastica 2006/2007 sarà l'ultima a Ripafratta. A giugno chiuderanno le scuole come tutti gli anni, ma a settembre non riapriranno più. Inutile dire che ciò rattrista un po' tutti. Perché è vero che quasi tutti, senz'altro fino alla nostra generazione, vi hanno fatto le elementari. Quanti ricordi abbiamo là dentro, quante sono state le vicende, le avventure più o meno grandi che i bambini di allora hanno avuto tra quelle mura. Ricordo ancora le ricreazioni fuori a primavera, la palestra che a quel tempo ci appariva così grande che ci dava l'illusione di essere dentro una di quelle che si vedevano nei cartoni animati di allora, a sfondo sportivo. C'era tutto: la corda per saltare, la palla, i cerchi, la trave dalla quale spesso cadevamo, ma eravamo subito pronti a riprovare l'esercizio, c'era la rete di pallavolo… Nel periodo natalizio ci divertivamo a decorare i vetri delle finestre e perfino delle porte, con carta, tempere da vetro e tutto quello che suggeriva la nostra fantasia. L'ultimo anno che frequentavo misero perfino l'aula esperimenti e quella audio-video. La seconda ebbi poche occasioni di utilizzarla, anche perché poi entrarono i ladri, ma fu comunque un ottimo acquisto. Due numeri fa avevamo annunciato che avremmo aperto il "caso scuola", con commenti, proposte, informazioni, opinioni. Ricordiamo anche che sul nostro sito c'è una sezione apposita dove leggere le ultime notizie, gli ultimi contributi e lasciare commenti ai nostri indirizzi di posta elettronica. Scrivete, scrivete, scrivete! Questa vicenda riguarda ognuno di noi. A Molina di Quosa una soluzione agli utilizzi dei locali è stata già trovata: le scuole ospiteranno la sede della banda del Comune, nata dalla fusione delle due bande di Molina e Pontasserchio. È assai probabile che ospiterà anche una specie di piccola "scuola di musica". Un'ottima iniziativa. Anche per Ripafratta l'utilizzo delle scuole secondo la nostra proposta (e secondo quanto il Comune ha detto finora) dovrebbe essere utile alla comunità, non solo del paese ma possibilmente di tutto il Lungomonte. L'edificio è più grande di quello di Molina, può ospitare più attività. Certo, non ci nascondiamo le difficoltà, cioè quella di mantenere il complesso, con spese e tutto il resto... Anzitutto, visto che il territorio da San Giuliano a Ripafratta ne è sprovvisto, le scuole potrebbero essere finalmente la sede di un punto di primo soccorso con ambulanza, che sia funzionale ai cittadini del Lungomonte che desiderano fare volontariato e che vedono così garantito un soccorso più tempestivo . Le implicazioni di questa cosa sono assai importanti perché ora come ora perché un ambulanza raggiunga Ripafratta occorre più tempo di quanto sia previsto dalle normative regionali. A volte anche più di mezz'ora. E la cosa è importante per la salute, la sicurezza: che accadrebbe se per disgrazia un giorno non si riuscisse ad intervenire in tempo e chi poteva essere salvato finisse per non poterlo essere più? Poi, la sala principale, adibita a palestra, potrebbe ospitare le attività che già adesso raccolgono partecipanti non solo da Ripafratta ma anche da altri paesi, a cominciare dal corso di ginnastica dolce organizzato dal Comitato per Ripafratta, ma anche alla "scuola di taglio " a cui partecipano anche curiosi e appassionati, nonché nostalgici (ricordiamo infatti che a Ripafratta una scuola di cucito c'era già, nel doposcuola ripafrattese, tenuto dalle suore della villa Danielli-Stefanini). Naturalmente, poi, l'edificio potrebbe ospitare la sede delle varie associazioni del territorio, a cominciare dal Comitato stesso fino a noi di "Voci dalla Rocca"; peraltro per noi questa potrebbe essere la sede definitiva dato che per ora ne abbiamo sempre avute di provvisorie. Altra ottima idea sarebbe una piccola stanza che possa essere attrezzata con un paio di computer connessi a internet (uno dei famosi "punti di accesso"). L'ideale sarebbe poi (ma qui si sconfina nei sogni, temiamo) che in uno dei locali possa trovare posto anche una specie di piccolo museo del territorio, anche e soprattutto nell'ottica di un futuro "punto di partenza" per le visite alla Rocca, alle torri e ai vari monumenti del territorio, come già da tempo si dice... Per nessuna di queste iniziative al Comune sono richiesti fondi particolari aggiuntivi, gli unici costi sarebbero quelli di mantenimento della struttura (e questo è già importante). Sappiamo bene che questa è solo una proposta, ma almeno dà un orizzonte alla questione; saremmo felici di sapere cosa ne pensa l'Amministrazione comunale, i nostri concittadini che ci leggono dagli altri paesi, le associazioni, e soprattutto speriamo nei contributi dei lettori, poiché anche da essi dipende la sorte della struttura; perché, sia chiaro, se la nostra voce è l'unica che si eleva a far proposte potremmo non essere ascoltati. Aiutateci, voi che da tanti anni ci seguite. Anche con proposte nuove, e mandateci anche i vostri ricordi delle scuole di Ripafratta. Come raggiungerci lo sapete.

di Angelica Pardi

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INTERNET A RIPAFRATTA

ADSL, iniziative a buon fine. E ora si può addirittura scegliere

La società Nettare ha installato il ripetitore e stà procedendo all'attivazione dei singoli abbonamenti. Intanto, si è "svegliata" anche la Telecom, che ha reso disponibile, seppur a velocità ancora limitata, il suo servizio di ADSL su fibre ottiche.


Dopo anni e anni di tentativi e speranze, finalmente, sembra che qualcosa si sia mosso veramente per Ripafratta e per tutto il lungo-monte sangiulianese. Pare che la ADSL possa diventare realtà, anche per noi Ripafrattesi, isolati da questa tecnologia per parecchi anni purtroppo. Adesso abbiamo addirittura la possibilità di scegliere tra la "via classica", cioè tramite la linea Telecom, oppure intraprendere una "nuova via" tramite l'utilizzo del servizio offerto da Nettare (molti articoli precedenti riguardano questa azienda, quindi per ogni informazione a riguardo vi prego di rispolverare i vecchi articoli sui numeri precedenti di Voci). Telecom, dopo anni di largo, si è fatta avanti proprio adesso proponendoci un servizio ADSL su linea telefonica esistente con banda di 2Mega (per iniziare, così pare). Per verificare che il servizio arrivi alle vostre case, basta controllare se è possibile attivare la linea sul proprio numero. Le offerte e le tariffe a riguardo sono parecchie e per farvi un idea, basta digitare su un qualsiasi motore di ricerca "offerte ADSL" e con pazienza scegliere quella che vi soddisfa maggiormante. Nettare invece ci offre una tecnologia nuova, paragonabile alla ADSL come prestazioni, ma sostanzialmente completamente differente, in quanto si basa su onde radio e per questo è indispensabile l'installazione di un antenna ricevente in casa. Le offerte di Nettare sono molto competitive e possono essere personalizzate in base alla proprie esigenze. Per molti giorni un incaricato di Nettare è stato a nostra disposizione per chiarirci ogni dubbio sul tipo di tecnologia, illustrandoci le principali caratteristiche tecniche (molto valide) e per fornici soluzioni personalizzate. Per chi volesse ulteriori chiarimenti, può contattare noi di Voci dalla Rocca che lo metteremo un contatto con Nettare. Nettare inoltre ci ha comunicato che, avendo raggiunto un quorum di persone interessante, subito dopo Befana inizieranno con l'installazione dei ripetitori ed entro la fine di gennaio, poi, attiveranno il servizio nelle singole case. A quanto pare tutto questo "chiacchierare" a portato a qualche soluzione e, forse, anche un pochino grazie a "Voci", siamo riusciti ad ottenere qualcosa. Ci auguriamo che questo sia un incentivo per tutti a farsi avanti, a non aver paura, perché se vogliamo ottenere qualcosa non è certo stando a guardare che si ottengono risultati.

di Luca Casapieri

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POSTA

SPAZIO DEI LETTORI

Una precisazione/1 - Presidenza del Consiglio Pastorale

La parrocchia di Ripafratta risponde alle inesatte informazioni di stampa. Non risponde a verità che vi sia mai stato un accordo tra Istituto diocesano Sostentamento clero e Comune di San Giuliano Terme, riguardo all'uso pubblico del terreno già proprietà della parrocchia posto in via del campanile, adiacente alla canonica e ad essa funzionale. Non esiste infatti alcuna delibera a riguardo e nessun atto è stato mai sottoscritto né dal Comune né dall'IDSC né dal Comitato per Ripafratta. Pertanto l'articolo pubblicato a pg. 10 dell'ultimo numero a firma Comitato per Ripafratta, peraltro inizialmente disconosciuto dal presidente del Comitato, da noi interpellato per chiarimenti, dovrebbe essere, doverosamente, rettificato. Questi enti così "interessati" al verde pubblico dov'erano nei molti anni che quel terreno doveva essere pulito e mantenuto? Giova allora ricordare che la pulizia, la bonifica e il ripristino a verde del terreno non è stata mai curata da nessuno degli enti sopra detti ma solo dalla parrocchia a sue esclusive spese, pur non essendone proprietaria. Quanto a eventuali ipotesi di utilizzo del terreno, esse potranno essere certamente esaminate in futuro, nell'ambito di una collaborazione più ampia con l'Amministrazione Comunale. Quanto al Comitato paesano, ci permettiamo di rinnovare il cordiale invito ad una collaborazione leale, sincera e a tutto campo, non solo per estemporanee necessità funzionali come fin'ora è stato.

Risulta poi molto curioso anche l'articolo di pag. 11 in cui si formula la speranza di un primo passo verso il recupero di Rupecava, ricordando al Consiglio pastorale la sua intenzione di interessarsene, come se ve ne fosse bisogno. Molti redattori infatti sono stretti collaboratori della Parrocchia ed alcuni siedono perfino nel Consiglio pastorale stesso, ben titolati quindi a collaborare concretamente all'auspicato recupero dell'Eremo. Rupecava non ha bisogno di polemiche e di tanti discorsi così come il consiglio pastorale non ha bisogno di mettere in piazza il suo ininterrotto e proficuo lavoro, anche riservato, per darle un futuro. Tanti si dilettano e occupano il tempo libero a parlare, a scrivere, a consigliare, a progettare e a criticare ma solo la parrocchia si "sporca le mani", e non è una metafora, facendosi carico di perpetuarne la memoria e la devozione con celebrazioni, libri e convegni. Ma soprattutto è solo la parrocchia che va a pulire Rupecava, che la prepara per le celebrazioni, che corre a verificare e documentare gli eventuali danni, e che apre il suo povero ed esangue portafoglio ogni volta che ce n'è bisogno. Questi sono i fatti, il resto conta poco o nulla.



Una precisazione/2 - Nicola Aliberti, Comitato per Ripafratta

Il Comitato per Ripafratta aveva chiesto, come ogni anno, alla Redazione del periodico "Voci dalla Rocca" che venisse pubblicato un resoconto dell'attività svolta dallo stesso Comitato durante l'anno 2006. Il resoconto è stato pubblicato con il titolo "Un anno di lavoro" nel numero di dicembre 2006 e qui si illustravano le iniziative che erano state portate a termine e altre, che si continuavano a seguire per promuoverne una soluzione. Tra queste si citava quella che doveva portare ad un accordo tra l'Istituto Diocesano di Sostentamento del Clero (IDSC) e l'Amministrazione del Comune di San Giuliano perché fosse reso disponibile alla comunità di Ripafratta, come spazio a verde pubblico attrezzato, il terreno prospiciente via del Campanile. Nell'articolo abbiamo scritto "…che esisteva già un accordo fra Comune, Istituto Diocesano di Sostentamento del Clero e Comitato…" ; in realtà poiché, fino ad oggi, non si è formalmente arrivati ad una convenzione, come un affitto od un comodato controfirmata dalle parti, avremmo più correttamente dovuto riferirci alla iniziativa presentandola non come un accordo ma come una trattativa ben avviata. Dell'utilizzo del termine accordo, non adeguato allo stato formale dei fatti, ce ne scusiamo con i lettori e con quanti possono essersi sentiti coinvolti in maniera non esatta nel resoconto. Il Comitato per Ripafratta, che non ha mezzi editoriali propri, coglie la prima occasione possibile, come questa che ci è stata consentita dalla cortesia di "Voci dalla Rocca", per rendere pubblica la doverosa precisazione che ci è stata subito sollecitata dal "Consiglio Pastorale" di Ripafratta. In via privata però abbiamo rapidamente cercato di chiarire, e questo potevamo, il senso dell'articolo inviando, in data 5 febbraio, una lettera al Consiglio Pastorale che, insieme a questo articolo, proponiamo integralmente. Successivamente a tutte le famiglie ripafrattesi il Consiglio Pastorale ha fatto pervenire un comunicato con l'intestazione "La parrocchia di Ripafratta risponde alle inesatte informazioni di stampa". In questo comunicato non abbiamo trovato riscontro della precisazione del 5 febbraio che il Comitato per Ripafratta aveva già fatto pervenire al Consiglio Pastorale (ma probabilmente il comunicato era già stato redatto). E' però su tre passaggi del comunicato che ci permettiamo di offrire un contributo per chiarimenti. Dove si afferma "…che la pulizia la bonifica e il ripristino a verde del terreno non è stata mai curata da nessuno degli enti sopra detti ma solo dalla parrocchia pur non essendone proprietaria" dobbiamo ricordare che il terreno suddetto, di proprietà dell'IDSC, era affittato a privati ripafrattesi e che il ritardo, inerente alla risoluzione dei loro rapporti con l'IDSC, è stato uno degli elementi perché "una trattativa ben avviata" trovasse rapidamente una formale positiva soluzione tra il Comune e l'IDSC. Ci sembra pertanto che nessun Ente, né il Comune né il Comitato, avrebbe potuto fare opera di manutenzione e/o di pulizia o qualunque altra iniziativa su una proprietà non a loro formalmente riconducibile. Per quanto attiene ad un rinnovato "…cordiale invito (al Comitato) ad una collaborazione leale, sincera e a tutto campo, non solo per estemporanee necessità funzionali…" la riaccettiamo poiché l'abbiamo già accettata e dichiarata e sollecitata costantemente anche negli anni scorsi. Ma a positive dichiarazione d'intenti, perché la collaborazione sia fattiva ed operante, ci sembra sia necessario far seguire incontri per cercare le iniziative da condividere ed i modi; e poi ancora la individuazione dei ruoli, degli incarichi e delle responsabilità in modo che siano chiari all'insieme di tutti gli eventuali "collaboranti" i termini delle auspicate collaborazioni. Per il Comitato, come del resto per altre realtà che operano nel territorio con fini di aggregazione sociale, culturale, religioso, il dialogo, il confronto, la collaborazione, sono terreni da coltivare con estrema attenzione ed impegno, perché sono le ragioni essenziali della propria volontà nel costituirsi come associazione.

Perché una questione che ci è assolutamente chiara è che una associazione, come il Comitato per Ripafratta (che, come stabilito nel proprio Statuto costitutivo, si propone di perseguire obbiettivi sociali, culturali, di promozione del contesto civile e relazionale in cui opera, di tutela e valorizzazione del territorio), non può evitare di confrontarsi e di interagire con altre forme strutturate come associazioni, circoli, gruppi di persone dello stesso contesto sociale. E' del tutto evidente che il confronto, la ricerca del confronto, è ragione vitale per esplicitare, nel modo di operare, i principi affermati nello Statuto. Ci sono temi ed iniziative che da una larga partecipazione, nell'individuazione delle priorità e delle forme organizzative e di condivisione, trovano una risolutiva forza propulsiva. Corriamo evidentemente il rischio di affermare cose scontate e generalmente condivise e che però sono elementi essenziali di ogni analisi e di ogni confronto: come la possibilità, data a tutti, di esprimere le proprie opinioni nel rispetto di quelle altrui perché emergano tutti gli elementi utili per una possibile ampia valutazione complessiva; e poi considerare punti di vista ed analisi diverse come elementi di un processo che come tale può condurre a sintesi positive o può comunque arricchire la gamma delle possibilità da esplorare.

Delle iniziative possibili da condividere ce n 'é una che credo stia a cuore a molti: il recupero di Rupecava dal degrado in cui permane per vicende note a tutti. Nel giugno 2004 il Comitato di Ripafratta portò ai parroci di Montuolo, Filettole, Pontasserchio e San Giuliano una lettera con il titolo "Accendi un sogno a Rupecava" perché insieme alle popolazioni legate al luogo da rispetto e devozione secolari si potesse appunto "accendere" il sogno di sottrarre Rupecava ad un degrado inarrestabile, ad una definitiva distruzione. La lettera conteneva anche un ricordo su Rupecava dell'Eccellenza Monsignor Giovanni Paolo Benotto. Non abbiamo "ricette" risolutive, il recupero è un problema non semplice anche perché quel che resta di Rupecava è una proprietà privata che fa riferimento a molteplici soggetti. In ogni caso quelli del Comitato, per quanto sanno e possono, e, come in passato, ripafrattesi volenterosi sono disponibili intanto per delle semplici opere di manutenzione e di supporto per la festa dell'8 settembre e per altre iniziative che si volessero in futuro prendere.



Comunicato congiunto - Ass. "Comitato per Ripafratta - Consiglio Pastorale Parrocchiale"

Giovedì 22 febbraio una delegazione del Comitato per Ripafratta si è incontrata con una delegazione del Consiglio Pastorale di Ripafratta. Sono stati presi in esame temi riguardanti una reciproca collaborazione da sviluppare attraverso periodici contatti tra il Comitato per Ripafratta ed il Consiglio Pastorale stesso. Dall'incontro poi è apparso evidente che iniziative e problemi possono essere molto più efficacemente sviluppati e risolti con la collaborazione ed il sostegno di tutte le relatà: parrocchia, associazioni e cittadini. L'incontro si è chiuso con reciproca soddisfazione perchè è emersa la volonta comune e concorde di incrementare il dialogo e l'intesa su alcune proposte comuni.



Un ricordo di Don Mario - Marcello Pardi

Oggi ho ricevuto lo "Speciale" del giornale dedicato a Don Mario. Lo ho apprezzato molto. Ho da aggiungere un dodicesimo ricordo. So anch'io che non basterebbe un volume, ma il mio ha la peculiarità di essere il più vecchio fra tante giovani testimonianze di affetto. Quando arrivò a Ripafratta Don Mario, per noi era "il pretino nuovo" e anche io c'ero a stringere la sua mano di benvenuto. Mezzo secolo fa. Il pretino nuovo, noi ragazzi lo chiamavamo così, mantenendo il dovuto rispetto a Don Bertoni che era stato pievano di Ripafratta una vita intera, luce e guida spirituale per la popolazione di quel tempo. Una preghiera per tutti e due.
Marcello Pardi, 23/02/07

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