"Voci dalla rocca", il numero di Gennaio-Febbraio 2008

Indice

Editoriale
Un libro sui "Da Ripafratta"
Monsignor Benotto Arcivescovo di Pisa
Partito come fratello, ritorno come pastore
Carnevale all'asilo, continua la tradizione a Ripafratta gestita dalla parrocchia
Molina, allarme della DAV per le battere abbandonate sulla via Panoramica
Consiglio pastorale della parrocchia: ecco tutti gli eletti
Canali e fossi in Farneta. Il comitato chiama il Consorzio di bonifica
Via Silvestro Lega, meglio via Lavanella
I cinema di paese, che bei ricordi
Le vostre memorie per "Voci dalla Rocca"


Editoriale

La notizia che mons. Giovanni Paolo Benotto è stato nominato arcivescovo di Pisa, notizia di copertina, è un piccolo vanto per Ripafratta e per i paesi nostri vicini (da Pugnano a Molina a Filettole) che da sempre lo conoscono e lo amano e che da tempo probabilmente speravano "tornasse a casa". Oltre all'evento del mese, ci sono anche tante altre buone ragioni per leggere con interesse questo numero di "Voci dalla Rocca". Importante notizia è quella che riguarda la disponibilità della misericordia per il centro di primo soccorso alla scuola. Presto cominceranno i corsi per cui già alcuni ripafrattesi hanno dato la loro disponibilità, chi volesse partecipare è ancora in tempo per iscriversi. Ne leggete un accenno (riprenderemo il discorso sul prossimo numero) nelle notizie in breve. Andando avanti, nell'ultimo mese è stato eletto anche il nuovo consiglio pastorale delle due parrocchie di Filettole e Ripafratta, novità per il nostro paese; i risultati definitivi su questo numero. Vi interesserà sapere, poi, che proseguiremo anche per il 2008 con il nostro giornalino (ve lo avevamo anticipato già la volta scorsa): presto vi faremo sapere come fare per gli abbonamenti, che come avete visto non sono scaduti a Dicembre come di consueto. Tra non molto uscirà un numero speciale in cui abbiamo riassunto le tradizioni e le memorie del nostro paese affrontate in quasi otto anni; questo numero speciale va a "riparare" uno dei due accorpamenti che abbiamo fatto durante il 2007, portando a 9 il numero totale dei numeri finora usciti. L'abbonamento 2007 è stato poi prolungato anche al numero di gennaio /febbraio che avete tra le mani e che quindi fa diventare di esattamente 10 numeri il vostro abbonamento 2007. Dal prossimo numero comincia un nuovo anno di "Voci dalla Rocca"; il vostro "abbonamento" varrà, come al solito, per l'intero anno 2008, ma stavolta non conterrà più esattamente dieci numeri (oppure uno al mese), perché abbiamo visto quanto sia complicato mantenere il conto; sarà valido dunque un anno, fino a gennaio 2009, e i vari numeri, pur mantenendo una datazione mensile, non faranno esattamente riferimento al mese in questione, come potete vedere già questa volta; naturalmente cercheremo senz'altro di essere più puntuali del solito, anche perché speriamo di riuscire ad adottare un nuovo metodo di composizione del giornalino; e anche, naturalmente, di far uscire quanti più numeri possibile. Però chiediamo da parte vostra comprensione e aiuto. Siamo sicuri che le collaborazioni, anche se saltuarie, non mancheranno. Per ora, comunque, buona lettura a tutti.

di Angelica Pardi

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IL CASO

Un libro sui "Da Ripafratta"

Presentato venerdì 14 marzo un libro sull'antica casata nobiliare che ha costruito la Rocca


L'antica famiglia dei "Da Ripafratta" in un libro presentato venerdì 14 marzo presso la fondazione Cerratelli a San Giuliano. Il libro si intitola "Il castello e il monastero" ed è firmato da Gabriella Garzella, Maria Luisa Ceccarelli Lemut, Daniela Stiaffini e Federico Andreazzoli, intervenuti anche alla presentazione. Il testo rappresenta uno spaccato interessante e stimolante di una traccia storica del territorio sangiulianese ancora molto viva, incentrata sulle vicende dell'antica casata dei "da Ripafratta" e i loro centri di potere durante il Medioevo. I "da Ripafratta" infatti furono i promotori, nell'XIº e XIIº, delle due costruzioni: il castello di Ripafratta e il monastero femminile di San Paolo di Pugnano. Il volume fa parte della collana editoriale "San Giuliano Terme attraverso i secoli", promossa dall'amministrazione sangiulianese ed edita dall'editrice Ets di Pisa, che percorre l'intreccio storico che lega personaggi e monumenti al loro territorio determinandone l'evoluzione. I precedenti volumi della collana sono: "La porta delle terme. La stazione di San Giuliano e la ferrovia Pisa Lucca" e "Estate in villa. Il lungomonte sangiulianese luogo di villeggiatura della nobiltà pisana".

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EVENTI

Monsignor Benotto Arcivescovo di Pisa

Un Ripafrattese in curia a Pisa: la nomina lo scorso 2 febbraio. Succede ad Alessandro Plotti, che lascia per raggiungimenti di limiti di età. Il 6 aprile prossimo l'insediamento ufficiale in Duomo. Da 202 anni non avevamo un vescovo pisano.


Come molti di voi ormai sapranno, sabato 2 febbraio, il nostro compaesano Monsignor Giovanni Paolo Benotto, per noi ripafrattesi "Don Paolo", è stato nominato dal Papa nuovo Arcivescovo di Pisa. Ripafrattese doc, è nato quasi 59 anni fa, ha sempre dimostrato grande attaccamento verso il suo paese e i suoi compaesani, ed è proprio a Ripafratta che è cresciuta la sua vocazione e la sua fede. Ha sempre avuto un rapporto speciale con tutti, e specialmente con Don Mario che gli è sempre stato, ed è ancora, vicino spiritualmente. La notizia al paese è stata comunicata dal nostro prete Don Tiziano Minucci, che ha fatto suonare le campane a festa sia il sabato che la domenica. L'annuncio ufficiale invece è stato dato dal Vescovo uscente Monsignor Plotti, 75 anni compiuti l'8 agosto scorso, da vent'anni a Pisa, che con molta commozione ha elogiato il nuovo arcivescovo e salutato la sua diocesi dopo tanti anni di onorevole servizio. Lui stesso ha dichiarato: "Ordinandolo vescovo il 7 settembre 2003, non immaginavo certo di imporre le mani al mio successore. I disegni della Provvidenza sono sempre misteriosi. Dobbiamo essere orgogliosi che un figlio della nostra Chiesa Primaziale sia stato scelto dal Papa per diventare pastore e guida". Nel suo discorso lo ha anche elogiato per il suo amore incondizionato nei confronti della Chiesa, il suo indefesso zelo pastorale e la sua continua disponibilità verso tutti. Questa nomina non è stata una sorpresa dell'ultima ora; già da tempo il nome di Monsignor Benotto era fra i candidati alla successione di Monsignor Plotti e negli ultimi giorni la stampa locale lo dava favorito sugli altri Vescovi proposti: Riccardo Fontana e Vincenzo Paglia, rispettivamente vescovi di Spoleto e Terni. Ma Papa Ratzinger alla fine ha deciso per il nostro Don Paolo. Il nuovo Arcivescovo ha accolto la nomina come "un atto di obbedienza nei confronti del Pontefice", ma anche "una dichiarazione di affetto nei confronti di una chiesa e una famiglia che ho sempre amato e per la quale, fin dalla giovinezza, ho donato la mia vita: una comunità che mi ha generato alla fede e al sacerdozio, in cui ho sempre respirato affetto e vicinanza e di cui conosco, assieme alle inevitabili rughe, anche tutta la bellezza". Dopo oltre due secoli un pisano per nascita e formazione sacerdotale, assume nuovamente la guida pastorale della diocesi. L'ultimo prima di lui, è stato Ranieri Alliata arcivescovo dal 1806 al 1836. E' inoltre il terzo pisano vescovo in Toscana dopo Simone Giusti a Livorno e Giovanni Cantucci a Massa Marittima. Don Paolo ha ricevuto congratulazioni dagli esponenti del clero pisano e dalle altre istituzioni della città: il sindaco di Pisa, Paolo Fontanelli, oltre a rinnovare la sua gratitudine nei confronti di Plotti per i suoi anni di onorato servizio, ha rivolto un caloroso bentornato a monsignor Benotto assicurandogli la stessa apertura al dialogo, franchezza e collaborazione che hanno caratterizzato il rapporto con la Chiesa pisana sino ad oggi. Sono passati 5 anni da quando Mons. Benotto era stato nominato Vescovo di Tivoli da Papa Giovanni Paolo II. A quel tempo fu un momento di grande commozione per tutti, che accolsero la notizia con ammirazione e orgoglio. In questi anni Don Paolo ha fatto molto bene a Tivoli e i tiburtini, che si sono affezionati molto a lui, hanno accolto il nuovo annuncio con dispiacere e anche qualche lacrima. Mons. Benotto in proposito ha dichiarato: "Ho provato una grande commozione perchè lascio una comunità cui ho voluto molto bene e da cui ho sempre ricevuto altrettanto affetto". L'insediamento ufficiale di Mons. Benotto è previsto in Duomo per il 6 aprile; fino a quella data resterà Plotti, che è stato nominato dal Santo Padre "amministratore apostolico". Il nuovo Arcivescovo ha affermato, nella prima comunicazione alla Diocesi pisana: "Sono partito da Pisa per Tivoli come fratello; ritorno ora a voi come padre e pastore, per la grazia di Dio che mi è stata conferita nella consacrazione episcopale, per essere con voi e per voi, guida, sostegno, aiuto ad immagine di Gesù unico Pastore delle nostre anime". E noi tutti a Ripafratta siamo in attesa di ritrovarlo ed accoglierlo con affetto. -

La Redazione di "Voci dalla Rocca" non può che unirsi a tutti quelli che hanno formulato al nuovo Arcivescovo di Pisa le loro congratulazioni ed i migliori auguri di un buon lavoro. E al tempo stesso, un caloroso "ben tornato" nella sua terra, come abbiamo voluto sottolineare in copertina. Se lasciamo per un attimo da parte i toni formali (quali in effetti richiede la solennità dell'occasione) possiamo semplicemente dire che siamo tutti molto felici di aver potuto, nella nostra storia quasi decennale di "Voci dalla Rocca", annunciare la notizia della sua nomina a Vescovo di Tivoli e poi quella ad Arcivescovo di Pisa. Andata e ritorno, come si dice. Chi poteva immaginarlo quando nacque il nostro giornalino, che avremmo dato questi annunci! Al di là di tutto, ci fa piacere sapere che potremo vederlo più spesso (anche se gli impegni non è che diminuiranno, probabilmente), e che la sua presenza nel nostro paese sarà meno sporadica (senza contare che possiamo anche sperare in una intervista!). Sappiamo che farà un buon lavoro, e in lui abbiamo fiducia, una fiducia fondata su anni di conoscenza, di stima e di affetto da parte di tutti i ripafrattesi. Vogliamo concludere solo con alcune righe, e non nostre. Nel momento di descrivere la sua chiesa, Don Mario scriveva così: "Sugli scalini citati prima [della chiesa di Ripafratta], un giorno di qualche anno fa, un giovane liceale, bravo, devoto, intelligente (e anche bello), Paolo Benotto, a me seduto con lui su questi scalini, disse: "Pievano, si arregga!" (ed io mi arressi agli scalini) "Mi faccio prete!". Lo si poteva prevedere, ma quella fu una dichiarazione ufficiale. Gli risposi: "Bene, se son rose fioriranno". E sono fiorite! Paolo, il nostro Paolo, diventò sacerdote, segretario dell'Arcivescovo Matteucci, Parroco di Oratoio, Vicario generale di Pisa, ed ora è Vescovo di Tivoli, vicino a Roma. Auguri, Paolo!" - fn

di Lavinia Bianchi

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IL DISCORSO

Partito come fratello, ritorno da pastore

Il messaggio di Mons. Benotto nel momento della nomina (da "Il Tirreno" del 03/02/08):"Vnego per annunciare Gesù in una chiesa che ho sempre amato e per la quale ho donato la mia vita fin dalla giovinezza. Confido in tutti voi che sarete la mia famiglia spirituale"


Ai sacerdoti, ai diaconi, ai religiosi, alle religiose, ai fedeli laici della chiesa pisana e a ogni uomo e donna di buona volontà. La misericordia di Dio e la benevolenza del Santo Padre mi conducono di nuovo in terra pisana dopo la bella esperienza vissuta come vescovo della chiesa tiburtina. Davvero le vie del Signore non sono le nostre vie e i suoi pensieri non sono i nostri; ma sempre i pensieri del Signore sono pensieri di pace e non di afflizione, di bontà e di gioia, per cui fidandomi di Lui e del suo amore indefettibile ho obbedito alla richiesta del Papa di ritornare a Pisa come arcivescovo, con lo stesso spirito di fede e di amore con cui avevo obbedito nel momento della mia elezione a vescovo di Tivoli, ripercorrendo spiritualmente l'itinerario di Abramo verso una terra lontana e a me del tutto sconosciuta. In realtà ovunque il Signore ci chiami, quello è il luogo in cui Egli vuole manifestare tramite noi la sua salvezza ed è luogo in cui vuole realizzare per noi e tramite noi, per tutti, il suo disegno di santità. Vengo dunque a Pisa con questo atteggiamento interiore, per fare la volontà di Dio che si è manifestata attraverso la volontà del Papa e per essere a servizio della vostra fede e della vostra fede e della vostra gioia. Vengo per annunciare Gesù e il suo Vangelo nella semplicità e nella familiarità verso tutti, ben conoscendo i miei limiti e le mie insufficienze, ma confidando in Colui che è la nostra forza e nella vostra fraterna accoglienza. Sono partito da Pisa per Tivoli come fratello, ritorno ora a voi come padre e pastore, per la grazia di Dio che mi è stata conferita nella consacrazione episcopale, per essere con voi e per voi, guida, sostegno, aiuto ad immagine di Gesù unico Pastore della nostre anime. Ho detto che mi affido al Signore e alla sua potenza d'amore, ma anche che confido in tutti voi che sarete la mia chiesa, la mia famiglia spirituale. Una chiesa e una famiglia che ho sempre amato e per la quale, fin dalla mia giovinezza, ho donato la mia vita; una chiesa che mi ha generato alla fede e al sacerdozio e in cui ho sempre respirato affetto e vicinanza e di cui conosco, insieme alle inevitabili rughe, anche tutta la bellezza, riflesso della bellezza e dell'amore di Cristo Signore. Una Chiesa che il Santo Padre mi affida e che mi viene consegnata dal nostro Arcivescovo Alessandro per le cui mani ho ricevuto il grande dono dell'episcopato. A Lui va la mia e la nostra riconoscenza con l'assicurazione del mio affetto e della mia preghiera. Il mio pensiero cordiale desidera abbracciare ogni persona ed ogni istituzione del nostro territorio: in primo luogo i sacerdoti che saranno i miei più stretti e indispensabili collaboratori; i diaconi; i seminaristi, speranza per la nostra chiesa; i religiosi e le religiose, segno del primato di Dio nel tempo e nella storia; tutti i fedeli laici, uomini e donne, giovani e anziani, bambini e ragazzi con le loro famiglie, cellule insostituibili della chiesa e della società. Per tutti è il mio ricordo nella preghiera che si fa particolarmente intensa per quanti portano la croce della sofferenza, della povertà e del bisogno. Rivolgo il mio deferente saluto anche a tutti coloro che servono il bene comune nelle istituzioni pubbliche e promuovono la crescita civile, culturale, sociale ed economica della nostra gente. In attesa di poter iniziare il mio ministero in mezzo a voi, subito dopo le festività pasquali, a tutti voi va il mio saluto e la mia benedizione, con la richiesta fraterna di pregare per me e per la nostra chiesa, perché uniti in Cristo - omnes in Cristo unum - insieme possiamo sperimentare la gioia e la bellezza di essere tutti un cuor solo e un'anima sola. La Vergine Maria che invochiamo come Madre della Grazie di sotto gli Organi, ci accompagni e maternamente ci protegga.

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TRADIZIONI

Carnevale all'Asilo. Continua la tradizione e Ripafratta gestita dalla parrocchia

La tradizione del Carnevale a Ripafratta va avanti, con i suoi classici punti di forza. Per il secondo anno consecutivo gestita dagli organizzatori della parrocchia, l'iniziativa ha visto la partecipazione di bambini in maschera ... e non solo


Ancora una volta, nel freddo clima di inizio febbraio, Ripafratta è stata ravvivata dai colori del Carnevale. Nonostante il brutto tempo, che si è protratto per giorni a cavallo della manifestazione, le stanze dell'Asilo sono comunque risuonate dei giochi e degli scherzi dei bambini che, come ogni anno, sono accorsi numerosi. All'arrivo sono stati accolti dai ragazzi più grandi, che hanno regalato loro coriandoli, stelle filanti, trombette per arricchire e animare la festa. Così, tra un manciata di coriandoli e un turbinio di stelle filanti, sono sfilate a corsa tutte le maschere: principesse e animali feroci, tenuti a bada dal uomini ragno inseguiti da fate e farfalle. Per il secondo anno consecutivo la Parrocchia ha gestito l'iniziativa, mantenendo saldi i punti di forza del Carnevale ripafrattese: la tanto attesa fiera di beneficenza, quest'anno ampliata e ricca di premi per "bambini" di ogni età e i frati fumanti, ottenuti dalla squisita pasta di Maria Vittoria. L'azione coordinata dei numerosi volontari che hanno contribuito alla realizzazione dell'evento, ha permesso, come sempre, la pronta distribuzione dei frati, non solo ai presenti, ma anche a tutti coloro che, per malattia o per gli acciacchi dell'età, non sono potuti intervenire di persona. Immancabile il gioco finale della pentolaccia, arricchito, rispetto al passato, nel numero delle pentolacce, visto il successo che riscuote presso i bambini grandi e piccoli. Una nota positiva, che ha reso molto contenti e soddisfatti gli organizzatori, è stata la partecipazione dei nuovi abitanti del paese, che risiedono presso le case nuove in Farneta, segno tangibile del coinvolgimento nelle attività paesane. Da non trascurare poi l'aspetto no-profit della festa, il cui ricavato, frutto delle generose offerte dei partecipanti, viene in parte destinato alle opere di carità parrocchiali e in parte serbato in vista dei futuri lavori di restauro della nostra chiesa. Ancora un'ottima riuscita quindi per il carnevale, che sprona e incoraggia la Parrocchia a cercare di fare sempre meglio in futuro.

di Matteo Benotto

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AMBIENTE

MOlina di Quosa, allarme della DAV per le batterie abbandomate sulla via panoramica

Preoccupazione dell'associazione ambientalista per l'impatto sulle sorgenti


"Il Tirreno" di domenica 17 febbraio riporta l'allarme lanciato dalla D.A.V, associazione ambientalista, circa "una situazione di degrado e di forte pericolosità per la insensibilità dimostrata da alcuni cittadini nella zona di Molina di Quosa, zona di sorgenti e di acqua di risorgive". Pare che l'associazione, a seguito di un sopralluogo, abbia rinvenuto qualcosa come 14 batterie "sia di auto che di diesel abbandonate in modo inconsapevole per i danni derivati all'ambiente e alle sorgenti che da quei monti scaturiscono" . La Dav ha rivolto un appello alla Polizia Municipale e al Corpo Forestale per un maggior controllo e alla Geofor per risolvere quanto prima la situazione. -

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RIPAFRATTA-FILETTOLE

Consiglio Pastorale della parrocchia: ecco tutti gli eletti


Novità per il paese di Ripafratta: per la prima volta quest'anno sono stati eletti i rappresentanti dei fedeli ripafrattesi nel consiglio pastorale della parrocchia. La votazione si è tenuta il 26 e il 27 gennaio scorso per entrambe le parrocchie dell'Unità Pastorale (Ripafratta e Filettole). Contraddistinguevano le due parrocchie colori diversi delle schede, bianco per Filettole, giallo per Ripafratta; si è potuto votare al termine delle due messe del sabato e della domenica; i voti sono stati raccolti dopo la Messa presso entrambe le chiese. Il totale dei votanti è stato di 186 così suddivisi: 59 a Ripafratta e 127 a Filettole. I consiglieri eletti a Ripafratta sono: Elena Fabbrini (segretaria), Luigi Benotto, Grazia Molteni. Il parroco don Tiziano Minnucci ha poi nominato personalmente altri tre membri del consiglio pastorale di sua fiducia: Maria Vittoria Antonelli (vice-presidente), Giovanni Bargagli Stoffi e Giulio Pardi. I consiglieri eletti a Filettole sono invece: Maurizio Mingaroni, Valentina Cutrupi, Letizia Grassotti, Maurizio Pastori, Miranda Bonturi, Luigi Biasci. Nominati direttamente dal parroco invece Angela Lombardi, Franca Pardini e Massimo Martinelli.- ap

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PROBLEMI

Canali e fossi in farneta. Il Comitato chiama il consorzio di bonifica

Sopralluogo del Consorzio di bonifica del Bientina accompagnato dai membri del "Comitato per Ripafratta". Situazione preoccupante della rete dei canali di Farneta. Si va verso un incontro pubblico con l'ente nelle prossime settimane.


Avevamo appena finito di denunciare la gravità della situazione nello scorso numero e già (per fortuna) ci troviamo a dare una prima buona notizia in questo senso. L'associazione "Comitato per Ripafratta" ha interpellato direttamente l'ente preposto alla manutenzione della rete di canali e fossi nella nostra zona, che come dicevamo qualche numero fa è il Consorzio di Bonifica del Bientina, che comprende sotto la sua competenza la piana della Lucchesia fino a Ripafratta. I tecnici del Consorzio sono venuti direttamente a Ripafratta, accompagnati dai membri del Comitato, e hanno effettuato un sopralluogo sulla rete di canali della zona di Farneta, in vista di una possibile futura assemblea pubblica da tenersi a Ripafratta (con ogni probabilità nelle settimane a venire: controllate il nostro sito internet per gli aggiornamenti). La situazione che si è presentata agli occhi di chi ha effettuato il sopralluogo non è stata per niente rassicurante. L'intera rete di fossi e fossetti versa in uno stato di preoccupante abbandono, che causa - ad ogni pioggia più consistente del normale - situazioni di allagamento che, con il noto problema riguardante le fognature di Farneta, crea non pochi problemi. A ciò si aggiunga anche la naturale predisposizione della piana ad essere un bacino di ristagno; situazione che, in passato, veniva arginata dalla cura con cui erano mantenuti i canali, cosa che oggi è venuta meno. Tra le tante situazioni di preoccupazione, la prima è forse quella del canale collettore dell'intera piana, che dovrebbe raccogliere tutta la rete di acque e convogliarla nell'Ozzeri. Ebbene, questo canale risulta essere, causa incuria, addirittura più alto dei fossi che dovrebbe ricevere! I tecnici del Consorzio ora dovranno verificare carte e dati tecnici per vagliare la possibilità di interventi, anche in altre zone del paese che sono state sottoposte alla loro attenzione durante l'incontro. I risultati delle indagini, analisi, sopralluoghi e degli interventi possibili (e, speriamo noi, anche una tempistica di massima) dovrebbero essere resi noti in un'assemblea pubblica aperta a tutti i cittadini, che il Comitato per Ripafratta vuole promuovere insieme al Consorzio entro breve. - fn

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PULLICA PIAZZA

"Via Silvestro Lega?" Meglio "Via Lavanella"

Con l'occasione , condivido quando riportato in un articolo pubblicato da "VOCI dalla Rocca" ,a suo tempo, a nome di Silvano Zingoni ,(che ha scritto alcuni libri fra cui , uno di fantasia ma con riferimenti a persone della sua famiglia, ambientato a Ripafratta negli anni trenta, circa) e anch'io mi chiedo, in merito allo stesso argomento: perché il comune cambiò i nomi storici ( e familiari) delle vie o località che erano: Via Lavanella,Le Corti, Via del camposanto, ecc.? che sono nel DNA dei Ripafrattesi (si rimanda all'articolo di Paolo Mengali in Voci del 5/2006 ). Lo fece per dare un segnale di modernità al paese? con un intervento inutile e superfluo, visto che altri sono rimasti sulla carta. Meno male che un animo sensibile all'arte ha proposto nomi di pittori; poteva andar peggio, visto il ricorso ad altri settori ideologici,come è stato fatto in altre frazioni. Un' altra cosa sulla quale voglio ritornare,che,la prima volta non ebbe accoglienza. Come fanno tanti giornali, perché non unite una fotografia (vostra) all' articolo che fate? per farvi conoscere; è in un modo di avvicinare le generazioni. Mi piacerebbe sapere da Voi a quale famiglia appartenete. Mi sembra di capire dai cognomi che l'origine in genere sia ripafrattese. Cosa che suscita in me la curiosità di fare riferimento a qualche conoscente amico della mia generazione. Penso che sarebbe una cosa gradita dai lettori. Un saluto. P.S. Mi unisco alla gioia della famiglia con Ripafratta per il rientro di don Benotto. - Solo poche righe per confermare che stiamo prendendo in considerazione l'ipotesi del nostro lettore di inserire nostre mini-fotografie all'interno delgi articoli. Finora ci sono stati impedimenti tecnici e di… timidezza di noi redattori. Speriamo di superare entrambi. VDR.

di Marcello Pardi

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PUBBLICA PIAZZA

I cinema di paese che bei ricordi ...

Chi ricorda ancora quelle piccole e fumose sale cinematografiche dei piccoli paesi? Quei vecchi locali con le panche di legno pieni di umanità chiassosa, maleducata, irriverente e spensierata? Erano le sale di seconda serata, dove venivano proiettai i film già passati nelle città, nei grandi centri, già visti dai signori, dai cittadini e alla fine, prima di scomparire negli archivi delle case produttrici, mandati in giro per i piccoli paesi a fare ancora un po' di cassa. Spesso pellicole vecchie, rattoppate, consumate che spesso si rompevano e dovevano essere aggiuntate sul momento dal cineoperatore nello stanzino di proiezione, fra i mugugni e le proteste della sala. Panche di legno a ribattuta, che rumoreggiavano battendo quando ti alzavi dal posto, sgranocchìo di noccioline, sputi di seme, battutacce, interruzioni, scappellotti ai bimbi più inquieti. Spesso occasioni di incontro intimo fra ragazzi, ma al massimo una toccatina, un bacetto fugace in fondo alla sala fra le occhiate dei parenti e le prese in giro degli amici. Andare al cinema era sempre una festa, un'occasione di incontro collettivo, un rito domenicale che andava spesso oltre l'occasione di conoscenza o, talvolta, di evento culturale. C'era un viavai continuo nei vecchi cinema. La gente usciva e rientrava in continuazione, anche a spettacolo iniziato perché il primo tempo veniva ripetuto e potevi vedere il film al completo anche se sapevi già cosa succedeva alla fine. C'era poi chi doveva andare in bagno, chi si ricordava di dover dire urgentemente a quello di due file indietro qualcosa che si era dimenticato, la mamma che portava il golfino al bimbo, in prima fila, che aveva freddo, quello che veniva a vedere se al cinema c'era suo fratello che la mamma lo cercava, l'altro che voleva vedere se c'era anche la Patrizia. Non era uno spettacolo cinematografico, era una sagra, una festa collettiva, una straordinaria occasione di incontro e socializzazione in cui il film diventava quasi un elemento secondario. I vecchi cinema hanno anche rappresentato, per molti anni tramite i cinegiornali, le uniche opportunità di avere un minimo di informazione e cultura nei piccoli paesi, nelle periferie ancora molto lontane geograficamente dalle città. Con il varo negli anni 60 delle nuove leggi sulla sicurezza dei luoghi pubblici molte sale furono costrette a chiudere, altre tirarono avanti per qualche tempo specializzandosi nella proiezione di pellicole pornografiche, ancora poco diffuse, ma fu una vita anche questa assai breve legata fondamentalmente alla progressione inarrestabile del porno in ogni ambito mediatico. Oggi si entra negli edifici moderni, le cosiddette multisala, che sembra di entrare in una stazione spaziale. Poi scopri che le sale sono invece piuttosto modeste, a volte solo per pochi intimi. Non puoi più scegliere il posto che ti pare ma dove posizionarti viene deciso dal computer che regolarmente ti strippa in mezzo alla sala, tutti insieme, lasciando vuoto tutto il resto in attesa di ulteriori spettatori che mai arriveranno. Ti sdrai in compenso su poltroncine ergonomiche spaziali dove puoi appoggiare la testa e fare tranquillamente un pisolino, se solo riesci a sopravvivere al volume degli altoparlanti sparsi dappertutto che ti fanno rimbombare e sobbalzare con le scene più drammatiche della pellicola. Non c'è più bisogno, per chi come un mio amico non ha l'udito proprio a posto, di andare a posizionarsi proprio sotto l'altoparlante per non perdere le battute, è l'altoparlante stesso che ti cerca e viene da te. I film sono mediamente molto migliori di quelli di un tempo. A parità di contenuti la tecnologia in fase di ripresa, di proiezione, di resa della realtà, di effetti speciali, di atmosfere, non ha confronto con le vecchie pellicole. Rimane sempre però alla base del prodotto il valore dei contenuti perché qualunque film miliardario e pur zeppo di effetti speciali non potrà mai allontanarsi dal videogioco se non offrirà insieme a tutto questo anche una storia credibile o un'idea che faccia da base solida al prodotto. Però andare al cinema oggi è un'altra cosa. E' semplicemente andare a vedere uno spettacolo e la riuscita della serata è legata solo al gradimento del film. Si sta in silenzio, isolati, non si parla se non sottovoce e al massimo a quello accanto, non si ride, non ci si muove dalla sedia, non si saluta nessuno, non si litiga con l'operatore (ma esiste ancora? C'è da qualche parte nelle multisala? Ce n'è uno solo per tutte? E' un alieno?E' un extracomunitario?), non si danno patte a quelli davanti, è assolutamente proibito emettere qualunque tipo di suono dall'apparato digerente. Si è passivi, automatici, incolonnati, inattivi e silenziosi. Assolutamente niente a che vedere con la festa popolare dei vecchi cinema di periferia dove il film poteva essere bello o brutto, recente o vecchiotto, entusiasmante o noioso ma la serata era comunque sempre, sempre, una bella e divertente serata trascorsa con gli amici. - www.lavocedelserchio.it

di "Trilussa"

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I nostri ringraziamenti e il vostro invito

Nel ringraziare gli amici che ci hanno aiutato ad organizzare al meglio le recenti attività per le ultime festività, riteniamo di farlo da questa sede, e con l'occasione vi inviamo anche alcune immagini scattate durante la manifestazione di "Befana 2008", chiedendovi gentilmente di pubblicarne alcune. Tante sono le persone che hanno contribuito alla buona riuscita dell'iniziativa, e non possiamo ringraziarle singolarmente: tutti loro sanno di aver contribuito in maniera importante e a tutti loro va il nostro più sentito ringraziamento. Così come non possiamo non ringraziare le persone, i ripafrattesi, che ci hanno accolti, gentilissimi e disponibilissimi, come giustamente facevate notare voi sull'ultima edizione. A tutti grazie, e a tutti rilanciamo un invito per la prossima "Festa di Primavera 2008", che il Comitato sta studiando proprio in questi giorni per portare il nostro paese ad essere conosciuto (e riconosciuto) nella vita del lungomonte, del Comune e della più vasta area di territorio che ci circonda, anche se per un fine settimana; con l'aiuto di tutti, nessuno escluso, e con l'impegno dei nostri soci, amici e volontari, speriamo di fare qualcosa di buono anche quest'anno. Grazie per l'ospitalità e a presto.

Comitato per Ripafratta

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Le vostre memorie per "Voci dalla Rocca"

Dopo aver indagato il paese di Ripafratta (e in buona parte anche i paesi vicini) in quasi ogni aspetto possibile e immaginabile, dal medioevo a grandi e piccoli problemi che coinvolgono il territorio oggi, abbiamo ora intenzione di addentrarci in un ambito del nostro passato più recente. Chiediamo pertanto a tutti i nostri lettori e amici di mettere in comune con noi le loro memorie del periodo della guerra, e dell'immediato dopoguerra. Più volte, infatti, è emersa in questi anni la voglia di capire come poteva essere la vita nei nostri paesi, per le strade che ogni giorno vediamo e percorriamo, ma con lo spauracchio della guerra, la minaccia dei cannoni e delle bombe. D'altro canto, diversi fra voi hanno anche manifestato la disponibilità e persino il desiderio di mettere su carta i propri ricordi, per fermarli e anche, sì, diffonderli. Abbiamo intenzione di metterci d'impegno, nei mesi a venire, cercando la vostra collaborazione, così da dare il via ad un ciclo di racconti, testimonianze, narrazioni di vita vissuta. Sappiamo che non è facile, che abbiamo poco tempo (purtroppo) da dedicarvi, ma sappiamo al tempo stesso che è indispensabile. Dopo otto anni passati a rinverdire un certo senso di appartenenza al territorio (che è un primo, indispensabile passo per il suo miglioramento) vogliamo aggiungere anche questo mattone alla nostra costruzione. Se riusciremo a salvare alcune di queste straordinarie testimonianze, e a renderle come meglio possiamo (pur consapevoli dei mezzi limitati e che le nostre capacità sono quelle che sono), sarà senz'altro valsa la pensa di continuare a scrivere (noi) e a leggere (voi) "Voci dalla Rocca". -

di francesco Noferi

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