"Voci dalla rocca", il numero di GENNAIO 2003

Indice

Acquisto della Rocca più vicino?
Un altro anno di Voci dalla Rocca
Steccaia a rischio? Forse no
Via Lavanella e i suoi problemi
Ripafratta nascosta, anche un campo da tennis
Mi ricordo Ripafratta anni fa ...
"Arriva la Befana" anche nel 2003
Autostrada vecchia:un tesoro da rivalutare
Caso del mese: la porta, chi lo sa dov'era?

Acquisto della Rocca più vicino?

Una lettera inviata da un nostro lettore pare confermare che il Comune ha già un programma di acquisizione e restauro. Ancora nessuna risposta ufficiale.

Bene o male, presto o tardi, sapremo tutta la verità sulla misteriosa oppure certa trattativa che il Comune sta evidentemente portando avanti per acquistare la Rocca di Ripafratta, rilevandola dagli attuali proprietari.
Intanto però, ci dobbiamo accontentare delle indiscrezioni e delle "briciole".
Briciole, comunque, piuttosto consistenti, dal momento che le ultimissime notizie vengono, nientemeno che da Roma, dal Ministro per i Beni Culturali.
Un nostro gentile lettore, infatti, ci ha inviato la lettera da lui stesso scvritta al Ministro Urbani, e la relativa risposta, che getta finalmente una luce certa su alcuni problemi ma che ne lascia in sospeso altri.
Vai alla lettera


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Un altro anno di Voci dalla Rocca

Comincia la "campagna sostenitori" 2003, per essere sempre con noi

Vi ricorderete sicuramente che pressappoco di questi tempi l'anno scorso vi abbiamo proposto di abbonarvi al nostro giornale versandoci anticipatamente una piccola somma e voi avete aderito all'iniziativa in massa!!! Così puntualmente nelle vostre case è arrivato "Voci dalla Rocca" con consegna a domicilio grazie ai nostri fantastici "postini privati". Avrete sicuramente notato che il giornalino si è evoluto rispetto ai primi numeri facendosi portavoce effettivo di tutte le realtà di Ripafratta, Giovani, Comitato, Parrocchia e informando così tutti noi delle varie iniziative per il paese e portandoci a conoscenza di realtà poco conosciute, come le zone degradate del nostro paese, ci ha fatto rivivere i momenti del passato e conoscere le radici del nostro paese annunciandoci la mostra "La Storia e la Memoria" di indubbio successo che è stata visitata anche da "stranìeri7 dei paesi o città vicine. (Apro una piccola parentesi Della Mostra, udite udite, hanno tra l'altro parlato anche due persone sul treno Lucca-Pisa Centrale - sentite direttamente dalla sottoscritta! una di San Giuliano e una di Livorno!!!!). Infine che dire dell'ultima iniziativa, che ha avuto peraltro un successo inaspettato, della tombola dei venerdì? Ci siamo ritrovati in molti e tutti pieni di allegria nelle stanze dell'asilo!!! Insomma il giornale "Voci dalla Rocca" è diventato un potente mezzo di diffusione, un simbolo di appartenenza al paese e un modo per ritrovarci discutere ed essere aggiornato.. alla ricerca di nuove menti che diano il loro contributo speriamo anche quest'anno di darvi le stesse soddisfazioni dello scorso. Per cui affrettatevi a rinnovare l'abbonamento!!!!!!
Auguri da tutta la Redazione e grazie a voi che ci sostenete!

di Angelica Pardi

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Steccaia a rischio? Forse no

Un articolo sul "Il Tirreno" rende noto che il Comune di S. Giuliano avrebbe intenzione di abbattere la diga.
Fonti comunali, però, smentiscono.

Sul "Tirreno" dì qualche settimana fa, un articolo piuttosto vago ma dal contenuto apparentemente scottante ha messo in e molti Ripafrattesi suggerendo l'idea (poi confermatasi errata) che il Comune di San Giuliano avesse intenzione di abbattere addirittura la storica Steccaia, la diga che crea la nostra cascata nel Serchio e che fa ormai parte del paesaggio Rìpafrattese, per permettere ai pesci di risalire il corso del fiume. Ma vi lasciamo giudicare da soli proponendovi parte dell'articolo apparso su "Il Tirreno" del 23 Gennaio scorso, in caso ve lo foste persi.
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Il Comune di S. Giuliano ha approvato un importante progetto mai realizzato fino ad ora in Italia. Dopo l'avifauna che S. Giuliano ha preso a cuore specie nelle aree protette della Valle delle Fonti e Monte Castellare , ora si parla di nuovo ripopolamento questa volta in acqua. Si tratta dì creare un progetto di ripopolamento per l'ittiofauna di Ripafratta sul fiume Serchio. Tale progetto, che costerà complessivamente 150mila euro, sarà finanziato dalle Province di Pisa e di Lucca e dalla Regione Toscana. Tale progetto che ha visto il supporto della Fips, dell'Arci pesca, dell'Enal Pesca e delle associazioni pescatori a mosca, consentirà gli spostamenti migratori e riproduttivi dell'ittiofauna. Ma in cosa consiste la progettazione di risalita per l'ittiofauna di Ripafratta? [...]
Nel caso di Ripafratta ormai da molto tempo è stato segnalato l'impatto ambientale sulle specie ittiche causato appunto da uno sbarramento. Essendo questo locato a circa 20 chilometri dalla foce del Serchio, in territorio pisano e prossimo al confine con la Provincia di Lucca ha causato una brusca interruzione tra due tratti del fiume, percorsi un tempo da varie specie ittiche [... ].
La scomparsa o il decremento di alcune specie tra cui la cheppia, l'anguilla , la lampreda, è stato documentato dal ufficio pesca della Provincia di Lucca che ha osservato il depauperamento delle comunità ittiche nel tratto di fiume che da Lucca, arriva alla centrale Enel di Bozzano. Ecco dunque un'eccellente occasione per la realizzazione di un passaggio per i pesci e soprattutto per farli tornare nelle nostre acque.
>>
In realtà, la situazione che ha fatto preoccupare molti Ripafrattesi è spiegabile in maniera semplice, senza ricorrere a traumi come l'abbattimento della Steccaia. "Voci dalla Rocca" ha voluto approfondire meglio la questione. Da fonti comunali infatti siamo venuti a conoscenza del vero progetto previsto per la Steccaia, che consiste nel creare una sorta di "scivolo", una "scala di risalita", come si cita nell'articolo stesso, per permettere ai pesci di superare più facilmente la barriera, senza necessariamente doverla abbattere.
Attendiamo dunque, come prova definitiva, l'inizio di questi lavori. E stiamo a vedere.

a cura della Redazione

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Via Lavanella alle prese con i suoi problemi ... di traffico.

Alcune segnalazioni ci hanno indotto ad affrontare lo spinoso problema di via Lega.

Chi di voi passeggiando in una sera d'estate per via Silvestro Lega non si è trovato a pensare: "mamma mia che buio che c'è in fondo alla via passato il vecchio chiesino "? Di sicuro, i suoi abitanti se en saranno accorti molto spesso, visto che ci sono giunte molte lamentele. Se guardiamo bene, il problema non è solo di illuminazione; ad esempio, spesso e volentieri vengono parcheggiate macchine ai lati della strada, rendendo così difficoltoso, se non impossibile, il passaggio agli altri. Se in una situazione del genere ci fosse bisogno di un'autoambulanza? Sarebbe giusto far aspettare chi si sente male perché qualcuno non ha voglia di lasciare la macchina in piazza e fare due passi? Ora, questo è un caso limite, ma alle cose e sempre bene pensarci prima, quindi, sarebbe opportuno un divieto di sosta su ambo i lati visto che via S. Lega non è grande quanto una boulevard francese. Torniamo all'esempio dell'autoambulanza, ammesso che non incontri "ostacoli", dove potrebbe girare? Ecco infatti un altro problema, al quale sinceramente non vi è immediata soluzione; serve uno spazio apposito, certo, ma dove trovarlo? Noi abbiamo sollevato il problema, ma starà alle autorità competenti t un rimedio per il bene e l'interesse pubblico. Ma la lista, cari lettori non è ancora finita: servirebbe un cartello di strada a fondo chiuso all'inizio della via, dato che molti forestieri la imboccano pensando che porti chissà dove. Visto che siamo in vena dì parlare dì cartelli, ne servirebbe un altro, anche questa volta di divieto di sosta, ma non a causa del "blocco del passaggio", ma per il "blocco della visuale". Frequentemente, infatti vengono parcheggiate macchine e camioncini davanti alla casa che fa angolo in fondo alla via, impedendo o rendendo molto difficile al guidatore di vedere bene se arrivano macchine da Pisa. So bene che qualcuno potrebbe obbiettare che in quel punto non sono mai successi incidenti ma sono sicura che seguendo il mio ragionamento sarà favorevole all'inserimento del nuovo cartello. Partite dal presupposto che "c'è sempre una prima volta per tutto", questo è un vecchio detto e se come è noto "i vecchi hanno sempre ragione", prima o poi succederà qualcosa. Quindi, "prevenire è meglio che curare" e il cartello di divieto di sosta è la migliore prevenzione. A parte gli scherzi e gli pseudo-sillogismi, spero sinceramente che verrà fatto qualcosa di concreto per rendere migliore e più sicura questa vietta ripafrattese e di aver contribuito parlandone in questo articolo, a sensibilizzazione chi di dovere.

di Sara Lippi

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Ripafratta nascosta: anche un capo da tennis

Alcuni già lo saprenno, per altri sarà una novità.
Ma è proprio così, Ripafratta ha, o meglio avrebbe, anche un campo da tennis.
Leggere per credere.

Cari lettori, lo sapevate che, mimetizzato tra una fitta vegetazione ed oramai abbandonato da decine di anni, nel nostro paese abbiamo un campo da tennis ??? Si, si, proprio così . E' "nascosto" vicino alla vecchia autostrada, davanti alla casa della famiglia Grassotti. Nonostante siano passati parecchi anni si ha la sensazione che il campino, negli anni migliori, doveva essere ben fatto. Se osserviamo bene si intravedono ancora i pali in ferro, ormai arrugginiti e avvolti da vegetazione, della recinzione che doveva proteggere il campo, le strisce in terra che delimitavano il campo, il terreno rossastro, tipico dei capi da tennis italiani e i due pali che sorreggevano la rete. L'ingresso al campo avveniva da Via G. Fattori, se ci fate caso, passato il ponte che conduce alla strada statale, verso metà strada c'è sulla destra una "porta" nel muro di rocce e quello era l'ingresso. Adesso invece si vedono piccoli viottoli che dalla vecchia autostrada attraversano la fossa e si infilano tra gli alberi fino ad arrivare al campo, sicuramente non per giocare, perché è impraticabile.
E' scontato porsi delle domande quali: è possibile far qualcosa per recuperare il recuperabile e poi perché è stato abbandonato ?? Non lasciamo che lavoro fatto da altri vada perduto.

di Luca Casapieri

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Mi ricordo Ripafratta anni fa ...

Il primo, emozionante incontro con il nostro paese rimane sempre impresso.

Ho presente nella memoria quella calda mattina d'estate di quaranta anni fa. E' trascorso tanto tempo, ma ho il ricordo nitido come fosse oggi. Mi recavo a Pisa a trovare mia madre degente in ospedale,alla guida di una vecchia "milleccento" prestata da un amico.
Diciamo fu un caso, perché di solito usavo i mezzi pubblici e preferivo "Via Santa Maria" perché con meno fermate. Quel giorno in possesso dell'auto, transitai per Ripafratta e per strano caso del destino, arrivato in piazza, la mia "fuoriserie" si fermò. Nonostante la poca esperienza in fatto di meccanica, cercai di farla ripartire, ma I'unico risultato fu di sporcare mani e vestito.
Mi rivolsi ai clienti di un bar per chiedere come avrei potuto proseguire il viaggio. La proprietaria dell'esercizio, una signora estremamente gentile, dopo avermi fornito le informazioni, mi fece accomodare nel retrobottega perché potessi lavarmi le mani. Rimasi colpito dalla sua cortesia e pensai che non era facile trovare persone così.
Le condizioni gravi di mia madre non mi permettevano di pensare a come amene, ma mentre attendevo il pullman, non potei fare a meno di osservare l'ambiente circostante. La piazza in quel momento era deserta, sembrava immensa, circondata da case tutte in fila come scolari e la chiesa con il campanile a fianco, come fosse stata messa lì a protezione. Il tutto spaziava sotto le mura di un castello, quasi come un fondale di scenografia teatrale.
Era la prima volta che transitavo per Ripafratta e ne rimasi colpito; mai avrei immaginato che, dopo imprevedibili circostanze, sarei venuto ad abitarci. Quella signora cortese purtroppo l'ho ritrovata in una foto nel cimitero, oggi ho il piacere di conoscere i suoi figli: Fidale e Francesco.
Sarà fatalità …

di Claudio Romani

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"Arriva la Befana" anche nel 2003

Grande festa anche quest'anno per l'Epifania.

Dopo un lungo amo di attesa, è tornata finalmente, la nostra amatissima befana, con i suoi mille doni per i bambini più buoni e per quelli un po' più birichini, un po' di carbone (ma dolce, naturalmente).
Come tutti ben sappiamo, la Befana arriva nelle nostre case la sera del 5 Gennaio , ed anche quest'anno è stato così; l'inizio del suo "lungo" percorso Ripafrattese è stato, con partenza dal Molino Rossi, circa alle 5:30. Ad aiutare la nostra povera Befana (per la verità c'era anche una sosia, ma non ditelo a nessuno ... ) c'era anche un Babbo Natale e naturalmente un camioncino per i regali e un carrettino, trainato dal tradizionale trattore del nostro Rocco, dove stavano i ragazzi a cantare e scherzare, per far capire a tutti che la Befana stava arrivando.
Il giro è proseguito fino in piazza, dove però siamo dovuti tutti scendere dal carro, per portare la vecchina coi suoi regali in Via Lavanella dal momento che i nostri potenti mezzi non ci potevano transitare. Finita piazza e dintorni, è stata la volta di Farneta che era la parte più lunga e dura di tutto il percorso, anche perché non sapevamo se le famiglie nuove si sarebbero unite alla nostra festa. Invece, abbiamo avuto una bellissima sorpresa, dal momento che tutti i bimbi e non solo si sono riversati in via Morelli per accoglierci. E poi, gambe in spalla e via a finire il giro. Erano circa le 21:00 quando abbiamo finito, e sulla via per tornare all'Asilo, dove avevamo ad aspettarci qualche cosa da mangiare, ci siamo fermati al Circolo ACLI, dove Anna aveva preparato per noi la pasta fritta ed una bevanda calda che ci ha fatto riscaldare un bel po'!
Finito questo piccolo antipasto, tutti all'Asilo per la cena. Per riprendere un po' e anche per festeggiare il compleanno del nostro Marco Mattolini (auguri!).
Direi che la Befana è stata una bella manifestazione, specialmente per la partecipazione da parte di molte persone, che si sono date da fare in ogni modo (guidando, portando i paeel-4 aiutando la nostra Befana, cucinando, pulendo). Per questo, grazie a tutti i Ripafrattesi da parte della Befana e anche nostra!
Così, anche se in ritardo...
BUONA BEFANA... e al prossimo anno.

di Benedetta Barbuti

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Autostrada vecchia: un tesoro da rivalutare

Una proposta e una provocazione: quali progetti per il futuro di questo posto?

Da tempo si parla di demolire il suo pericolante ponte ... da tempo ci chiediamo che uso farne e che significato ha la sua presenza tra noi... ma forse ci dimentichiamo qualcosa!
Da tempo ho un cane, preso al canile di Arliano che porto come tutti i buoni padroni di cani a passeggio dopo pranzo, una camminata lenta perché come tutti dovrebbero sapere dopo pranzo se il cane corre c'è il rischio del rovesciamento dello stomaco e quindi bisogna evitare le corse...ma che c'entra tutto ciò cm l'autostrada? Pensavo di essere sola ad aver avuto quella idea, ma mi sbagliavo: sono in molti a utilizzarla per tale scopo e quindi perché non far in modo di risistemarla un po'? E' un ottimo posto per le passeggiatine con i nostri amici a quattro zampe o anche da soli: niente smog, niente macchine o motori e un bel panorama!!! Inoltre con un po' di organizzazione potrebbero esser messi cestini e palette per pulire dove i nostri animali sporcano, e potrebbe essere sfruttato anche dalle altre persone che volessero passeggiare coi bambini! Se si fa silenzio sul Serchio vediamo anche folaghe intente a volare!
E una domanda che lascio aperta.
Scriveteci! Siete pro o contro la mia personalissima richiesta ?

di Angelica Pardi

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Caso del mese: la Porta,chi lo sa dov'era?

Le immagini parlano da sole e noi glielo lasciamo fare, com'è nelle intenzioni di questa rubrica, che vuole raccogliere le vostre segnalazioni sia di scempi e di vergogne, sia di angoli belli ma nascosti della nostra Ripafratta.
Per cui, se ce n'era bisogno, eccovi un ulteriore stimolo per madarci le vostre segnalazioni.
Per cominciare, vi proponiamo noi un conffronto, piuttosto demiralizzante per la verità, tra due epoche diverse, che ha come oggetto la Porta. La cosa incredibile e scandalosa è il fatto che le rovine di un reperto di simile importanza vengano tenute,dimenticate, fra le erbacce e i rifiuti, senza neanche un cartello.
Speriamo di riparlarne presto.

di Francesco Noferi

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