Editoriale
"Chiederò a Don Mario di assistermi nel compito" sono le prime parole del nuovo pievano Don Tiziano Minnucci
Chi è Don Tiziano, terzo pievano di Ripafratta in oltre cent'anni
L'arcivescovo a Ripafratta il 1 aprile, insedierà il nuovo parroco
Ricordando Don Mario
Il paese ha riocrdato Don Mario con una Messa nel trigesimo della morte
Cimiteri: in vista restauri, ma non a Ripafratta
Il 21 marzo "Voci dalla Rocca" festeggia i sei anni di vita. La festa all'Asilo.
Ponte San Pietro, a difesa del passaggio sul Serchio
Ripafratta, Asilo 1953
Ultim'ora - Il 27 maggio si farà la quarta festa di Primavera
Sensazionali notizie per il nostro paese questo mese! Sebbene la ventilata possibile assenza di un parroco a Ripafratta avesse fatto preoccupare tutti, in questi ultimi giorni, abbiamo appreso che il nuovo parroco di Ripafratta sarà Don Tiziano Minnucci, già parroco di Filettole (servirà entrambi i paesi). Per questo faccio i migliori auguri da parte di tutta la redazione al nuovo pievano che speriamo venga amato da tutti quanto lo è stato quello precedente. Proprio a questo proposito volevo informarvi che in redazione continuano ad arrivare ricordi di Don Mario che speriamo poter pubblicare man mano nei prossimi numeri (ovviamente qualunque altro ricordo da parte vostra è ben accetto). Oltre a questi argomenti troverete in questo numero un articolo riguardante la visita del Vescovo al nostro paese (che si preannuncia particolarmente importante, visto che insedierà ufficialmente Don Tiziano) il 1 aprile; non sappiamo ancora se riusciremo a far uscire il numero di marzo prima della visita del Vescovo. In ogni caso, trovate già molte informazioni su questo numero al riguardo. Il numero di marzo, dunque, si preannuncia ricco di contenuti ed è per questo che anticipiamo in questo numero l'articolo di Luca Casapieri riguardante il sesto anniversario della fondazione del nostro giornale (il 21 Marzo). Come potete notare cerchiamo di fare di tutto per informarvi al meglio. Inoltre ci siamo interessati al fatto che il Comune di S. Giuliano ha avviato una campagna di restauro di vari cimiteri della nostra zona, tranne il nostro; per quale motivo? "Dolorosa" notizia per tutto il paese, poi, è che quest'anno il Carnevale non potrà essere organizzato. Purtroppo il Comitato ha deciso di non farlo dato che l'anno passato l'affluenza è stata scarsa. Doveroso è informarvi, inoltre, che per una svista tecnica, nello scorso numero, abbiamo annunciato nell'editoriale la presenza del ricordo di Don Mario da parte del Vicario Generale Mons. Cecconi, senza che poi vi fosse davvero. Purtroppo ci sono stati degli errori "tecnici", ma speriamo che un contributo del Vicario, anche alla luce dei nuovi avvenimenti, possa presto arrivare.. Inoltre, come avevo già preannunciato, il 21 Marzo ricorreranno sei anni dalla prima uscita del nostro giornale; il 18 marzo prossimo, sabato, si terrà nei locali dell'asilo una cena, proprio come l'anno passato, per festeggiar el'evento. La cena sarà inoltre l'occasione giusta per premiare il Ripafrattese dell'anno che, come sappiamo dal numero passato, è il maestro del coro Roberto Melani. Cogliamo dunque l'occasione per ringraziare tutti coloro che in questi anni hanno permesso la pubblicazione del nostro giornalino con il loro contributo e il loro affetto. Per il nuovo anno speriamo nella adesione di nuovi abbonati, nel rinnovo da parte di quelli oramai "affiatati" e nel poter continuare ad offrire a tutti alcune pagine di pura vita paesana, nei suoi pregi e nei suoi difetti. Di nuovo grazie a tutti per il prezioso sostenimento della nostra iniziativa.
di Andrea Del Chiaro
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DON TIZIANO MINNUCCI, ATTUALE PARROCO DI FILETTOLE, SARA' ANCHE PIEVANO DI RIPAFRATTA, a partire dal prossimo 1 aprile, quando l'Arcivescovo lo insedierà ufficialmente. Sono momenti che rimarranno nella storia del nostro piccolo paese. Campane a festa domenica 19 febbraio, quando a Ripafratta Monsignor Cecconi, Vicario Generale, alla Messa delle 10, ha dato notizia al paese della nomina del nuovo parroco. "Sono qui per darvi un annuncio importante che riguarda la vostra comunità-ha esordito il Vicario-e cioè che è stata decisa la nomina del nuovo parroco di Ripafratta, che sarà" qualche istante di sospensione, come negli annunci papali "Don Tiziano Minnucci, che è anche parroco di Filettole. Saprete purtroppo quanto sia difficile la situazione dei preti nella nostra diocesi. Bisogna guardare meno al campanile e più alla Chiesa". Non ha mancato, Mons. Cecconi, di menzionare Don Mario: "Tutto questo, nel ricordo sempre vivo del vostro Don Mario, esempio di carità pastorale per così tanti anni qui da voi. Vi invito a dire una preghiera per il nuovo parroco per questa nuova realtà che si verrà a creare". E via, con il "doppio" di campane che ha risuonato in tutto il paese. E in quasi contemporanea, l'Arcivescovo annunciava la stessa cosa ai Filettolini, trovandosì lì per le Cresime e la visita pastorale. "Vi do l'annuncio di una nuova relatà che si viene a creare-ha detto ai parrocchiani di Filettole-e cioè che condividerete il vostro parroco con la comunità di Ripafratta. Don Tiziano si dividerà fra i due paesi. L'impegno sarà per lui importante, ma lo aiuteranno molto le realtà laicali forti che ci sono qui e a Ripafratta". Subito dopo ha preso la parola, in una chiesa stracolma di fedeli sia per la visita del Vescovo che per le Cresime, lo stesso Don Tiziano: "Ringrazio l'Arcivescovo. Avere un'altra parrocchia è un po' come avere un altro figlio: è un impegno consistente, e non sarà facile per me essere un degno successore di Don Mario, che Ripafratta ha tanto amato in tutti questi anni. Chiederò proprio a lui di guidarmi in questo compito. Ma sono sicuro che sarò aiutato molto dalla realtà che ho oggi qui e che troverò domani a Ripafratta". A conclusione della celebrazione, l'Arcivescovo ha benedetto la folla sul sagrato della chiesa con l'antico Crocifisso che nel 1600 salvò il popolo di Filettole dal flagello della peste. Ed ognuno è tornato a casa, consapevole che qualcosa era profondamente cambiato, nei nostri due paesi. Così, inaspettatamente, dopo poco più di un mese di "sede vacante", con le funzioni del sabato e della domenica tenute rispettivamente da Don Guido Papini di Molina e Don Renato Melani di Vecchiano (che rimarranno probabilmente ancora fino all'insediamento ufficiale), Ripafratta torna già ad avere un pievano. Una notizia accolta positivamente da tutta la comunità, dai fedeli e dai catechisti. Come già avevamo previsto, non si tratterà di un parroco esclusivamente "nostro", residente. Ma non sarà neanche un prete "a tempo perso", come si temeva potesse accadere: uno che venga la domenica a dir Messa e via, verso altri lidi. No, Don Tiziano, secondo il mandato che ha ricevuto, sarà veramente parroco di Ripafratta, come lo era Don Mario, con l'ovvia differenza che non risiederà nel nostro paese; ma è assai probabile che decida di dividere il suo tempo settimanale in parti "eque" fra le due comunità. Dal momento che era impossibile avere un parroco tutto per noi, essendo Ripafratta una frazione di soli settecento abitanti, questa era la soluzione che tutti ritenevano più probabile, e in fondo una delle migliori. Nelle prossime pagine troverete un breve profilo di Don Tiziano, la cui presentazione ufficiale al popolo di Ripafratta avverrà, come avremo modo di spiegare più avanti, in occasione della visita pastorale dell'Arcivescovo Mons. Alessandro Plotti, il 1 aprile prossimo. Poi, comincerà un nuovo cammino per la nostra parrocchia. Ed è un cambiamento che ovviamente non lascia indifferente nessuno, in un paese di queste dimensioni, praticanti o meno. Difficoltà ce ne potranno essere, forse ce ne saranno quasi senz'altro. Ma del resto, mi dicevano in questi giorni che ce ne furono anche per Don Mario, quando arrivò a Ripafratta (per la stazza e per la giovane età non ricordava certo l'imponenza quasi austera di Don Bertoni cui erano abituati i compaesani di sessant'anni fa). Ma queste sono cose che ci diranno i mesi prossimi. Ora, tutta Ripafratta si prepara per la visita del Vescovo e la cerimonia di insediamento del nuovo Pievano. Il 1 aprile è vicino, e sarà una data storica.
di Francesco Noferi
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Prima di lui, monsignor Mario Maracich, originario di Veglia, è stato Pievano di Ripafratta dal 27/08/1950 all'8/01/2006. Prima ancora, Don Alberto Bertoni, originario di Pisa, era stato Pievano della nostra chiesa di S. Bartolomeo dal 17/05/1904 al 25/04/1950. Tornando ancora indietro negli anni, Don Francesco Andreotti, originario di Molina di Quosa, Pievano di Ripafratta dal 14/05/1859 al 07/04/1904. Se volessimo indagare ancora addietro, merita menzione almeno Don Tito Maccanti, Pievano fino al 1853, quando morì a soli 43 anni; è durante la sua reggenza che si verificò il terremoto dell'"insolito fragore", e Mario Noferi nel suo libretto "Feste popolari mariane" ipotizza che possa esser stato lui stesso a scrivere l'anonima laude di ringraziamento. Dal 1859 al 2006, quasi 150 anni, Ripafratta ha avuto tre soli pievani. Ora si appresta ad avere il quarto, anche se non "tutto per sé". Don Tiziano Minnucci, che possiamo ormai qualificare come Pievano di Filettole e di Ripafratta, è nato a Sondrio il 14 settembre del 1967; lì infatti abitavano i suoi genitori per motivi di lavoro. Fin dall'età di 4 anni ha abitato a San Giuliano Terme, fino a che, già ragioniere e impiegato bancario, entrò nel Seminario arcivescovile di S. Caterina di Pisa nel gennaio 1991. Il 20 maggio 1995 è stato ordinato sacerdote e inviato come Vicario parrocchiale alla Parrocchia di S. Stefano e.m. in Pisa dove già svolgeva servizio come diacono dall'ottobre 1994. L'11 gennaio 1998, infine, fu nominato Pievano della Parrocchia di S. Maurizio in Filettole. Dal 2000 al 2004 è stato anche, dobbiamo ricordarlo, direttore del Centro diocesano Vocazioni di Pisa. Fin dall'ordinazione, poi, siede come membro eletto dal Clero nel Consiglio di Amministrazione dell'"Istituto diocesano Sostentamento del clero". Don Tiziano sarà presentato ufficialmente al popolo di Ripafratta, come è ormai risaputo, in occasione della visita pastorale a Ripafratta dell'Arcivescovo Mons. Alessandro Plotti. E ci si sta già preparando perché sia un'accoglienza calorosa, e perché il nuovo Pievano si senta già da subito a casa sua. Le iniziative che saranno intraprese non sono ancora note, ma verranno decise nei prossimi giorni. Sarebbe bello - pensiamo - che il paese accogliesse il nuovo Pievano in modo simile a quanto era stato fatto con Don Mario (ricordiamo che il paese era andato a "prenderlo in consegna" in processione nei pressi della curva di "Buco nero", verso Pisa). In fondo Don Tiziano sarà parroco a tempo pieno anche di Ripafratta, proprio come lo era Don Mario, con l'ovvia differenza che non risiederà nel nostro paese. Non sarà, insomma, un prete "a mezzo servizio". E la sua nuova parrocchia, allora, deve impegnarsi ad accoglierlo come si deve.
della redazione
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Ripafratta si prepara ad accogliere monsignor Alessandro Plotti, Arcivescovo di Pisa, in visita pastorale da noi sabato 1 aprile. Nel contesto della visita, che già di per sé riveste grande importanza, sembra proprio che il Vescovo presenterà al paese il nuovo Pievano di Ripafratta, dopo la scomparsa di Don Mario, e cioè Don Tiziano Minnucci. Due eventi di grande rilevanza che mobilitano tutto il paese, e che già da adesso ci si appresta a preparare con grande impegno. La corale "Beato Lorenzo", per esempio, sta mettendo a punto i canti per la Messa del sabato pomeriggio, che sarà celebrata dall'Arcivescovo stesso; intanto, anche i catechisti e ragazzi, di tutte le età, si organizzano in vista di un possibile incontro prima della Messa. A tutto questo si aggiunge l'importanza della presentazione del nuovo pievano, Don Tiziano Minnucci, che dovrà sentire il calore dei suoi nuovi parrocchiani. L'Arcivescovo non veniva in visita ufficiale nel nostro paese dal lontano 1988, ma abbiamo avuto occasione di rivederlo per i funerali di Don Mario, che ha celebrato insieme con tanti altri sacerdoti lo scorso 8 gennaio. Un incontro, quello del 1 aprile, che assume però il carattere dell'ufficialità. L'Arcivescovo, infatti, sarà a Ripafratta nell'ambito della visita pastorale che sta compiendo in tutto il Vicariato della Valdiserchio e che è stata "inaugurata" domenica 5 febbraio nella pieve di Rigoli, la più antica della zona. In quell'occasione, dopo il benvenuto di Don Tomasz Grywacz, parroco di Gello e Vicario Foraneo per la Valdiserchio, l'Arcivescovo ha espresso le sue intenzioni e le sue speranze rispetto a questa visita. "Sono consapevole delle difficoltà che tutto il Vicariato attraversa, soprattutto per la mancanza di sacerdoti - ha detto mons. Plotti durante l'omelia a Rigoli -. Ma proprio per questo occorre superare l'abitudine, ormai "fuori moda", di guardare solo al proprio campanile. Viviamo tutti in una realtà più ampia che è quella della Chiesa Pisana". L'Arcivescovo ha quindi spronato ad andare avanti sul tema delle "Unità pastorali", ovvero dell' "unione" di più parrocchie; questo, in un'ottica di collaborazione anche e soprattutto fra i laici dei vari paesi. Sono state consegnate poi ad ogni parrocchia (inclusa quindi Ripafratta) delle lampade, dal valore simbolico: resteranno accese nelle varie chiese per tutto il periodo della Visita pastorale, che si concluderà il 2 aprile, giorno successivo alla visita dell'Arcivescovo a Ripafratta. Il Vicariato della Valdiserchio, comprendente paesi dei comuni di San Giuliano e di Vecchiano, conta ben 22 parrocchie e 23 chiese in cui si celebra. I preti del Vicariato, dopo la scomparsa del nostro Don Mario, sono rimasti solo 15, con 2 diaconi. Il Vescovo visiterà il nostro vicariato a partire da domenica 5 febbraio fino a domenica 2 aprile. Due mesi di durata e 28 giorni effettivi di presenza sul territorio, per un totale di 66 incontri, nelle singole parrocchie o aperti a tutto il vicariato (come gli incontri con tutti i cresimandi, con le corali, o con i consigli pastorali). A Ripafratta, come abbiamo già accennato, arriverà nel pomeriggio di sabato 1 aprile. Al momento di andare in stampa, non si sa ancora bene quale sarà il programma della giornata. Insediando con l'occasione il nuovo parroco, può darsi che il Vescovo si limiti soltanto a quello, dal momento che le visite pastorali di solito si fanno laddove ci sia la presenza di un sacerdote. Ma è altresì possibile che Mons. Plotti incontri anche altre realtà della parrocchia e del paese in generale, soprattutto catechisti e ragazzi con le loro famiglie (come avviene in quasi tutte le parrocchie). L'incontro potrebbe poi estendersi alle altre realtà associative del nostro paese, come "Voci dalla Rocca", l'Azione Cattolica… Tutti dettagli, questi, che saranno resi noti quanto prima e affissi in chiesa e alla bacheca in piazza. Di sicuro c'è soltanto che alle 16 del 1 aprile l'Arcivescovo farà il suo ingresso solenne in chiesa e presiederà la celebrazione della Messa prefestiva. Sarà in quel momento che presenterà ufficialmente al popolo di Ripafratta il Pievano Don Tiziano.
della redazione
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Ci continuano a pervenire , in questi giorni, i ricordi dei nostri lettori riguardo a Don Mario. Molti di voi, leggendo i numeri precedenti, si sono sentiti spronati ad offrire a tutti il loro pensiero. Vi ringraziamo per le vostre preziose testimonianze e vi incoraggiamo a continuare, scrivendo all'indirizzo postale "Voci dalla Rocca" presso la Biblioteca Futura via S.Lega 7 -56010 Ripafratta (pi); oppure agli indirizzi e-mail redazione@vocidallaroccaicom e info@vocidallarocca.com, In alternativa a questo potete contattare personalmente uno dei membri della Redazione. Riportiamo quindi di seguito alcuni ricordi che i bimbi del catechismo hanno scritto in memoria di Don Mario. Infine troverete la testimonianza di Miranda Maffei, abitante di Filettole.
Don Mario è sempre stato una persona buona, fin che posso ricordare. Quando ero piccola e tornavo a casa dall'Asilo, io e Rebecca correvamo subito in chiesa da Don Mario e gli chiedevamo le "cingomme". Ricordo anche che una volta persi il pulmino e papà era andato a lavoro, mamma non avendo la patente non poteva portarmi, io mi misi a piangere, in un mare di lacrime; così Don Mario vedendomi mi chiese perché stavo piangendo. Lui disse "Ah, così vuoi andare all'asilo… Ti porto io". E' così che ricordo Don Mario, come la persona più buona della nostra comunità.
di Silvia Carani
Per me Don Mario Maracich è stata una persona veramente unica. Con lui tutti potevano parlare, confidarsi, e sentirsi sempre sereni. E' difficile trovare le parole per descrivere una persona veramente unica. Quando parlavi con lui, il sorriso ti cresceva sulle labbra riempiendoti di felicità e amore. E quando lo incontravi per strada, lui sempre ti salutava. Non ho purtroppo molti ricordi di lui come tante persone, a parte i momenti trascorsi con lui nel periodo della comunione, ma resta sempre il mio parroco preferito, con cui mi divertivo anche. Ma anche se è andato, starà sempre dentro il mio cuore, a darmi gioia nei momenti di tristezza e a farmi continuare il mio percorso senza commettere errori. Quindi, l'ultima cosa che vorrei dire è GRAZIE DI TUTTO, DON MARIO.
di Lisa Arigoni
Caro Don Mario, dalla tua scomparsa abbiamo visto nella nostra chiesa molti preti, ma nessuno di loro è come eri tu. Mi mancheranno le tue frasi di consolazione e anche le tue "scingomme", che non so come mai, ora hanno un sapore diverso. Se potessi tornare indietro, ti tratterei come tu hai trattato tutta la comunità: CON AMORE. Ti ricorderemo per sempre,
di Selene Guerra
Caro Don Mario, per me fu una bella esperienza fare la Comunione con te. Mi piacque, oltre perché ricevetti per la prima volta il Corpo di Cristo, perché infine ci regalasti una Bibbia e una collanina. Io prima che te ne andassi ti ho fatto una fotografia come ricordo per ricordarti anche quando non ci saresti stato più. Ci tenevo tanto a te. E' da quando sei andato via che io e delle mie amiche non ci confessiamo; e girono per giorno speravamo che tu tornassi, quando ci dettero quella brutta notizia, io mi misi subito a piangere, e non ebbi il coraggio di andare al tuo funerale. E' così che ricordo il mio carissimo prete Don Mario Maracich.
di Francesca Navarrini
Il nostro Don Mario è stato generoso e buono con noi, ed era molto divertente stare con lui. Alla mia Prima Comunione mi ha fatto piacere, perché mi sembrava che fosse contento di noi.
di Lisa Malfatti
Di Don Mario mi ricordo che mi chiamava "piccolo angelo" (io sapevo bene di non meritarmelo!). Mi ricordo anche che, il giorno della mia comunione, dovevo andare a leggere e lui per tranquillizzarmi di diete una piccola pacca sulla spalla. Quando si leggevano i salmi, con lui, il ritornello si cantava e a me piaceva; credo, invece, che gli avrebbe fatto piacere vedere la Chiesa così piena come al giorno del suo funerale e credo, anzi sono certa, che gli avrebbe fatto ancora più piacere che noi continuassimo ada andare ogni Domenica in Chiesa e al catechismo con piacere ed entusiasmo.
di Alessandra Paone
E'bello ricordare i nostri sacerdoti che ci hanno aiutato nel nostro cammino di fede e ci hanno arricchito con la grazia dei Sacramenti. Il nostro è quindi un pensiero riconoscente a Don Mario che per tanti anni, senza nomina, faceva da Cappellano alla nostra parrocchia di Filettole, e questo dai tempi della sua venuta a Ripafratta fino a che la salute glielo ha consentito; tuttavia anche da ammalato ha continuato a venire alle nostre feste, aspettando in chiesa il rientro della processione. Don Mario è stato il confessore di tante persone ed ha raccolto la stima e l'amicizia di tante famiglie. Le sue frequenti visite non erano mai di convenzione, ma dimostravano a tutti il suo animo aperto e disponibile e da tutti è stato sempre considerato come uno di famiglia. Una grande amicizia lo ha legato al compianto don Giorgio Baracchini, al quale il Giovedì Santo del 1983 amministrò il Sacramento della Santa Unzione e mescolò al rito le proprie lacrime; don Giorgio in sacrestia lo rimproverò dolcemente perché aveva contagiato anche lui e la gente presente. Questo episodio ci confermò la profonda umanità di questo sacerdote silenzioso, così attaccato alla nostra parrocchia e alle sue tradizioni religiose. Dire che siamo grati al Signore per questo sacerdote venuto da lontano ma così ben inserito fra la nostra gente "è dire poco perché è la verità". Noi ringraziamo Dio che ce lo ha fatto conoscere e amare; ora lo affidiamo al Padre che ce lo ha dato per ritrovarci insieme nella sua Casa.
di Mirandad Maffei ( l'autrice abita a Filettole)
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Lo scorso 6 febbraio nel trigesimo della morte del nostro pievano don Mario è stata celebrata una messa in suo suffragio. Mon signor Paolo (Vescovo di Tivoli, nostro compaesano e suo "figlio spirituale" prediletto) l'ha officiata assieme a tutti i sacerdoti della Val di Serchio con grande partecipazione degli abitanti di Ripafratta e dei paesi vicini. La celebrazione è stata accompagnata dal coro che ha cantato due laudi alla Madonna molto care al pievano. L'omelia del Vescovo è stata molto toccante per tutti perchè ha ricordato la vita quotidiana e le abitudini semplici ma piene di amore che lui aveva verso tutti noi. Durante le offerte sono stati distribuiti dei santini in memoria del nostro caro sacerdote che rimarranno in noi come indimenticabile ricordo del grande affetto che ci legava a lui. La celebrazione si è conclusa verso le 10: a quel punto abbiamo avuto la sensazione di quel vuoto che lui ci ha lasciato e la conferma che non lo avremmo più rivisto. Ma le parole che abbiamo trovato scritte nel santino ci confortano perchè dicono: "Non piangete la mia assenza sono beato in Dio e prego per voi. Io vi amerò dal cielo come vi ho amato sulla terra".
di Lavinia Bianchi
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Chi legge quotidianamente i giornali, avrà sicuramente notato che, in gennaio, diversi articoli su importanti testate giornalistiche come Il Tirreno e La Nazione, avevano come argomento la ristrutturazione e/o ampliamento di numerosi cimiteri sul territorio del Comune di S. Giuliano Terme. Lo stato del nostro cimitero, diciamoci la verità, non è dei migliori, a partire dai gradini della scala per accedere ai colombari al piano superiore sistemati alla bene-meglio, senza una tettoia che ripari dalla pioggia e che bagnati sono scivolosissimi, fino ad arrivare alle mura perimetrali che avrebbero bisogno di un po' di manutenzione e in alcuni punti di una pulitura dalla vegetazione. Leggendo gli articoli, con stupore vedo che Ripafratta non è nemmeno menzionata per un possibile piano di restauro nell'anno 2008. Infatti, nonostante la considerevole cifra stanziata da Comune per questi lavori di recupero e ampliamento (si parla di una cosa come 2 milioni e mezzo di euro), sembra che tutti i fondi siano destinati ai cimiteri di Pontasserchio, Orzignano, Molina e Metato, ma non Ripafratta. Possiamo, forse, capire che maggiori fondi debbano essere destinati, per forza di cose, a cimiteri più grandi, dove c'è bisogno di una maggiore manutenzione, ma anche il nostro ne ha bisogno e non inserirlo nemmeno nel progetto, credo sia discriminante e ingiusto. Anche il nostro cimitero potrebbe essere ampliato o quantomeno sistemati meglio i colombari "nuovi", che ora sono coperti, se così si può dire, da una specie di tettoia prefabbricata. E' una gran vergogna. Anche noi, come tutti gli altri, andiamo a trovare i nostri cari, e vorremmo che l'ambiente in cui riposano sia dignitoso e non abbandonato a se stesso.
di Luca Casapieri
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Con un certo anticipo vi ricordiamo che nel mese di marzo "Voci dalla Rocca" celebrerà il suo sesto anniversario. E' ormai tradizione, praticamente dal secondo anno, che la nostra Redazione "faccia festa" per la ricorrenza, dal momento che ogni anno che passa si tratta sempre più di un traguardo (quante iniziative a Ripafratta o in un paese simile hanno resistito tutto questo tempo?). Nonostante i periodi un po' difficili, siamo riusciti a far uscire puntualmente (o quasi) tutti i numeri e vorremmo festeggiare con tutti voi lettori, abbonati, amici e con tutto il paese, questa nuova meta. Par d'essere ripetitivi, ma è doveroso ringraziare coloro che ci sostengono e che ci rinnovano la fiducia tutti gli anni, apprezzando (ci auguriamo) i nostri piccoli sforzi affinché Ripafratta sia un paese sempre più vivo e non un paese che sonnecchia rassegnato. Il sesto anniversario cade tra l'altro in un momento importante per "Voci"; gli abbonati hanno subìto un vero boom: abbiamo ormai superato il centinaio e ci apprestiamo a nuovi traguardi. Inoltre, il rinnovo ci consente ormai da diversi anni di avere un contatto diretto con voi, e tutti i complimenti che ci fate ci possono arrivare così diretti. Particolari apprezzamenti sono stati manifestati per gli ultimi due numeri, e da tutti è stato riconosciuto come molto bello il numero speciale su Don Mario, stampato - lo ricordiamo - in oltre 400 copie e distribuito gratuitamente (al solito, al vostro buon cuore…). Insomma, grazie per i complimenti che ci fanno andare avanti con sempre maggior determinazione. Ma veniamo ai festeggiamenti. La cena (che chiameremo "Serata sotto la Rocca", similmente a quanto fatto lo scorso anno), approssimativamente si terrà verso il 18 marzo (notizie più precise saranno fornite presto in bacheca e nei negozi). Ci saranno tutti gli "amici" del nostro giornale, ma chiunque può partecipare, in quanto è aperta a tutti. Obbligatoria sarà la prenotazione per motivi di organizzazione, i modi e i tempi verranno precisati nei manifesti che affiggeremo. In tale occasione, come preannunciato, verrà conferito un riconoscimento "ufficiale" al Maestro del coro, nominato Ripafrattese dell'anno. Non ci rimane che aspettarvi numerosi; ci auguriamo che si ripeta il successo dello scorso anno.
di Luca Casapieri
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La località, strategica già in epoca longobarda per l'attraversamento del Serchio, fu un'importante stazione della Via Francigena. Vi furono, infatti, edificati ben quattro ospedali per il ricovero dei pellegrini fra il X e il XIV sec.. Per ordine dello stesso Marchese di Toscana, Adalberto II, venne poi intrapresa la costruzione di un ponte di legno, che sostituì antecedenti strutture provvisorie citate nei documenti. Nei secoli successivi il ponte, distrutto dalle piene del fiume Serchio e dalle guerre comunali, fu riedificato più volte, fino alla sua fortificazione nel XIV sec.. Una testimonianza precisa della sua configurazione medievale è fornita da un'immagine del Sercambi, a corredo delle sue "Croniche". Il ponte, formato da pigne in muratura, portanti passerelle di legno, era caratterizzato (sulla pigna centrale) da una torre pontone, che regolava il passaggio, e la riscossione dei tributi, attraverso un ponte levatoio. La difesa di questo passaggio strategico era ulteriormente garantita da una rocca quadrilatera, sulla riva destra del Serchio, avente una torre della stessa forma sul lato del ponte. Tali fortificazioni, oggi scomparse, furono in gran parte distrutte da una piena eccezionale del fiume Serchio, nel 1419. Secondo quanto riferisce il Sercambi, proprio presso Ponte San Pietro, nel febbraio del 1395, avvenne un episodio che costituì un vero e proprio caso diplomatico per l'epoca: Iacopo D'Appiano, Signore di Pisa, organizzò il rapimento di Federigo Gonzaga, che ebbe luogo presso la suddetta località in pieno territorio lucchese. Condotto a Pisa, il rapito fu consegnato al Signore di Milano Gian Galeazzo Visconti, suo mortale nemico (Cfr. il Cap. CCCLXXVI. Come fu preso in sul terreno di Lucca uno da Gonzagho a pititione di messer Iacopo d'Appiano di Pisa). Sembra che l'azione potè essere compiuta grazie all'appoggio logistico del lucchese Andrea Stornelli, già distintosi tristemente nelle rivoluzioni di Lucca e Pisa del 1392. Successivamente catturato dai Lucchesi, dopo breve processo, Stornelli venne fatto decapitare, nonostante si proclamasse innocente del delitto imputatogli (Cfr. il Cap. CCCLXXVII. Come fu taglato la testa a' Andrea Stornelli). Ma le trame storiche medievali somigliano un po' ad un racconto di Mille ed una notte, difficilmente hanno una fine: dopo un'inutile difesa, per vendicarne la morte ed onorarne la memoria, Iacopo D'Appiano assoldò la compagnia di ventura del Broglia, conosciuta per la sua ferocia, per devastare il territorio lucchese (Cfr. il Cap. CCCLXXVIII. Come messer Iacopo d'Appiano mandò adosso a Luccha messer Broila e Brandolino). L'azione intrapresa dimostrò l'inadeguatezza delle difese territoriali lucchesi e portò, di lì a poco, al sistematico programma di rafforzamento del 1397 che, oltre al restauro di Nozzano e Castiglioncello, coinvolse anche Ponte San Pietro.
di Andrea Bulleri
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Marcello Pardi, nostro lettore e abbonato, ci ha inviato una bella fotografia "di gruppo" scattata all'Asilo, proponendoci il seguente quesito: "Qualcuno si riconosce in questa foto, 52 anni dopo?".
Era infatti il 1953 quando i diligenti bimbi ripafrattesi ritratti nella foto si sono messi in posa, ai piedi della scalinata dell'Asilo.
Chi volesse farci sapere qualche nome può scriverci ai soliti indirizzi o contattarci personalmente; saremo lieti di pubblicarli sui prossimi numeri.
La sfida che invece vi lanciamo noi di "Voci dalla Rocca" è un'altra: mandateci anche altre fotografie simili, dell'Asilo o di paese, così da stimolare sempre di più la "caccia al volto noto".
Inoltre, da poco, grazie alla collaborazione di Massimo Mengali, "Voci" ha a disposizione un gran numero di fotografie esposte in occasione de "La Storia e la Memoria"; la nostra intenzione è di pubblicarne alcune (non tutte perché sarebbe impossibile!) sui prossimi numeri. Anche lì ci saranno volti da cercare e riconoscere, situazioni, avvenimenti e personaggi da ricordare o da scoprire. Esattamente nello spirito della sezione "Territorio" del nostro giornalino.
Purtroppo la qualità di stampa non ci consente di avere immagini particolarmente nitida, così abbiamo deciso di mettere la foto anche sul nostro sito internet www.vocidallarocca.com, dove potrete consultarla meglio. Fateci sapere, dunque, e mandateci altre foto!
di
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poco prima di andare in stampa è giunta la notizia della decisione del Comitato: si farà la quarta Festa di Primavera, e la si farà - salvo cambiamenti dell'ultimo minuto che ovviamente sono sempre possibili - sabato 27 e domenica 28 maggio. Il programma integrale ancora non è noto, ma possiamo intuire che i "pilastri" fondamentali rimarranno inalterati quanto a contenuti: tradizione, storia, ambiente; rimane però da vedere come questi elementi saranno declinati e con quali iniziative. Il Comitato, anche alla luce del suo "allargamento" e dell'ingresso di nuove forze, sta lavorando intensamente per una buona riuscita di questa festa 2006, dopo un 2005 che non aveva lasciato tutti completamente soddisfatti, anche a causa del poco entusiasmo manifesttao dal paese. Ulteriori notizie saranno probabilmente disponibili nel prossimo numero o nel numero di aprile.
della redazione