"Voci dalla rocca", il numero di FEBBRAIO 2003

Indice

Editoriale
Scegliete voi la bandiera ripafrattese
Autostrada vecchia: un progetto
L'importanza di sperare e proporre
Una gita ... fuoriporta: l'autostrada
Carnevale Ripafrattese 2003: un resoconto
Sono io che alleno le "palestrate" Ripafrattesi
Il "tombino" e non solo ... vecchi e nuovi problemi di Farneta
Voci dal Comitato: informazioni dal "Comitato per Ripafratta"
Ripafrattesi, che fatica scrivere !
8 Marzo: non solo una formalità, non solo una festa
Spazzatura: il dopo risolto pensandoci prima
Il caso del mese: Lo stemma di S.Giuliano
Lettere dei nostri lettori

Editoriale

Siamo vicini al teso anniversario che è proprio nel mese di marzo !!! Volevo innanzitutto dire grazie davvero a tutti !!! Grazie perché ci sostenete sempre, intervenite più spesso ( ma so che potete fare di più ), poi perché qualcuno ( e che qualcuno ! ) ha risposto ai nostri innumerevoli appelli a partecipare come collaboratori esterni o comunque più attivamente all'edizione del giornalino. Oltretutto quest'anno ci sono stati anche nuovi abbonamenti e quindi entreremo in nuove case ( ah io adoro le novità !!!). Grazie grazie grazie. Abbiamo in mente iniziative speciali proprio per il mese di marzo, per il nostro anniversario. Ci saranno (udite udite ) nuove rubriche, più disegni, fumetti anche qualche piccolo gadget promozionale … ci avete creduto davvero eh ? Scherzi a parte che la metteremo davvero tutta per cercare di accontentarvi, affezionatissimi vecchi/nuovi lettori !!! Anche in questo numero ci sono tante occasioni per collaborare con noi: sfruttatele ! Intervenite, mi raccomando, non deludeteci, solo voi potete aiutarci ad essere sempre migliori anche perché questo è soprattutto il vostro giornale. Per il mese di febbraio e per le prime settimane di marzo è ancora possibile abbonarsi al nostro giornale ( in fondo al presente numero , come in quello precedente c'è sempre il tagliandino che potete imbucare in via Silvestro lega n° 7 o dare ad uno di noi direttamente). Ancora un grazie particolare a tutti gli abbonati che hanno desiderato rinnovare l'adesione e anche ai nuovi abbonati. Grazie grazie grazie ( l'ho gia detto?). Il nostro giornale va sempre meglio e vendiamo sempre più numeri, un successo che per primi ha sorpreso anche noi, veramente inaspettato anche perché abbiamo iniziato a scrivere un po' per scherzo e un po' per voglia di novità: grazie e fateci gli auguri !!! ah ! Era il mio primo editoriale…come sono andata ???


diA ngelica Pardi

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Scegliete voi la bandiera ripafrattese

La Commissione per la Bandiera lancia un concorso: partecipate tutti

Bando di concorso ufficiale per tutti i ripafrattesi, vecchie e nuovi, grandi e piccini: disegnate la vostra bandiera, quella che vorreste vedere sventolare in piazza e alle finestre in occasione delle feste . Disegnate o descrivete quella che per voi dovrebbe essere la bandiera del paese. A lanciare il concorso è la Commissione per la Bandiera, designata in dicembre e che, dopo lunghe e affannose ricerche, ha chiesto ai ripafrattesi stessi di dare un'idea in prima persona. Non ci sono regole formali da rispettare, se non quella che il modello abbia un minimo di attinenza col nostro paese. Dovrebbe rappresentarlo al meglio , con tutti i simboli e i colori che gli competono; ma una volta che avete pronto il vostro modello mentale, come tradurlo su carta e farlo avere alla commissione? Ci sono almeno due modi, giusto per non dire che non avevate la possibilità. Il primo, il più semplice : disegnatela, come meglio vi riesce, l'importante è che renda l'idea. Il secondo : descrivetela in un breve testo, anche qui facendo semplicemente del vostro meglio. Poi potete consegnare il vostro progetto ad uno dei membri del Comitato o dell'Assemblea dei Giovani, oppure spedirlo al nostro indirizzo (via S.Lega n°7), penseremo noi a farlo pervenire agli organizzatori. Tutti i bozzetti e tutte le idee sa realizzare saranno poi esposti in una mostra pubblica da tenersi probabilmente presso l'ex Asilo nella Domenica delle Palme. In quella sede saranno giudicati i più interessanti, e valutati quelli realizzabili. Il vincitore avrà l'onore di stabilire la bandiera ufficiale del nostro paese. Qualsiasi idea, naturalmente, sarà ben accetta, l'importante è che tutti, nel vostro piccolo, collaboriate a questa nuova iniziativa, che tra le altre cose sarà pubblicizzata sia nei negozi che sulla bacheca, nella speranza che tutti giungano a conoscenza di questa possibilità. Come "Voci dalla Rocca", naturalmente, invitiamo tutti voi a dare il vostro contributo, che non richiede alcuno sforzo e che è qualcosa di veramente positivo per il bene di Ripafratta. Aspettiamo dunque le vostre descrizioni o disegni ( quelli tra voi che hanno le capacità giuste, poi, si attivino subito!).Fiduciosi, come al solito, nonostante tutto.


di Francesco Noferi

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Autostrada vecchia: un progetto

"Voci dalla Rocca" concretizz il piano sulla vecchia Autostrada già accennato nello scorso numero di gennaio e che ha riscontrato molti consensi. Leggete qui.

E' davvero fantastico! Lo scorso mese ho buttato lì una proposta senza troppe pretese, ma nonostante questo fatto siete stati comunque a sentire e state già incominciando ad interagire… Innanzi tutto vorrei introdurre questo mio secondo articolo sul medesimo argomento con una correzione: l'abbozzo dell'idea sull'autostrada non è venuta da me per prima, ma da un nostro compaesano che con l'autostrada vecchia ha molto a che fare… (se sta leggendo questo articolo riconoscerà sicuramente la sua idea) non sapendo se posso fare il suo nome vi racconto il fatto: della sua idea venni a conoscenza circa 3 anni fa… allo scorso "giro delle case" per la raccolta delle offerte in favore della scorsa triennale, questa persona lanciò lì un'idea! Perché non rendere questo (parole testuali) "bel patrimonio che possediamo" uno specie di passeggiata? Basterebbe ricoprire le buche e le crepe, piantare qualche lampione che la illumini, magari panchine in 2/3 punti ed ecco che potremmo (ipotesi azzardata" fare "concorrenza" alle mura di Lucca, magari anche un punto di ritrovo (aggiungo io) per i giovani nelle calde sere d'estate… avremmo così risolto perfino il problema dei pochi spazi per i giovani (almeno in estate…).Potremmo poi fare della parte di Valle ( che secondo me si presta meglio) una passeggiata con lampioni e panchine più, diciamo, signorile e una parte (verso i 2 ponti il cui confine potrebbe essere proprio il ricordato campo da tennis) più diciamo "sportiva" con più cestini, più alberi e più verde, ove non c'è bisogno di panchine ma che potrebbe essere usata come un più agevole passaggio per il campo sportivo e un luogo dove fare footing, portare i cani a spasso guardare i pesci e i volatili che vivono sul fiume…inoltre una volta ristrutturato il campo da tennis tutti potrebbero apprezzarne la vista, accedervi e avere lo stimolo in più ad usarlo se la strada per arrivare fosse più agevole, vi pare? Ma perché nessuna istituzione ha mai avuto l'idea di sfruttare questo posto, che con pochi fondi potrebbe essere sistemato per bene. Anzi, gira voce che il Comune aveva intenzione di riutilizzare la vecchia autostrada per fare uno svincolo che passasse sopra la ferrovia ed eliminasse il passaggio a livello ( noo! Io sono a favore del verde !!! di strade che ne sono gia troppe !! siete d'accordo con me ?) Anche se non se ne è sentito più parlare meno male! :P. Che ne dite di essere proprio noi ripafrattesi ad impegnarci presso le autorità competenti per rimettere in sesto il tutto. Noi potremmo farlo tramite un appello dal giornalino, ma voi dovete scrivere per farci presente se siete d'accordo o no, quindi fatelo subito! Ecco il progetto di Voci dalla Rocca : fare dell'autostrada un luogo sicuro, potando quei devastanti rovi che possono essere utili (per le more) ma sul ciglio della strada e non in mezzo! Poi dovrebbero essere tappate delle buche sulla strada, che sono davvero pericolose; poi sul ponte della ferrovia andrebbero messe delle recinzioni nuove onde evitare spiacevoli cadute sui cavi elettrici. Potrebbero essere costruite nuove salite e stradine per accedervi, visto che del secondo ponte si arriva anche al fiume e sul fosso. Bel luogo per pic-nic e scampagnate, senza bisogno di andare "all'estero", se solo qualcuno ci desse una mano a pulirlo e poi noi tutti ci educassimo a tenerlo! Infine un'ultima cosa: già da 3 o 4 giorni il "cancello" di rete metallica è chiuso da un lucchetto… ma chi ce l'ha messo? Era autorizzato a farlo? Fateci sapere!


di Angelica Pardi

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L'importanza di sperare e proporre

Come possiamo fare davvero qualcosa per migliorare ciò che non ci va bene.

La buona volontà è una virtù che ha la cattiva abitudine di mancare spesso. Ma non sempre. Questa volta, abbiamo deciso di farci avanti noi per primi, proponendo un semplice (semplicissimo, dirà forse qualcuno) progetto di base per il miglioramento della Autostrada vecchia. Si tratta di un modo come un altro per attivare quel tessuto sociale di iniziativa che è spesso latente a Ripafratta, ma che si è svegliato in occasioni particolari (una su tutte, la mostra "la Storia e la Memoria"), permettendo il successo di iniziative e buone idee. Non abbiamo pretese di perfezione, e sappiamo bene quanto sia difficile il rapporto con le autorità preposte. Ma sappiamo altrettanto bene che la volontà, se non sufficiente, è almeno necessaria condizione. Ecco l'importanza di proporre e di sperare. Raramente capitano occasioni come questa e, credetemi, sono da sfruttare. Come leggete più avanti, il Comitato cerca persone di buona volontà per ripulire i sentieri della Rocca e delle Torri. Qui, noi cerchiamo altre persone di buona volontà per dare una sistematina ad un luogo che molti di voi frequentano sicuramente, come l'autostrada vecchia. Le occasioni non mancano. E in coscienza, nonostante tutto, non ce la sentiamo di pensare che manchino a Ripafratta le persone di buona volontà, pronte a sacrificare una briciola del loro tempo libero per il bene della collettività. Sarebbe un brutto, pessimo, segnale. Non credete? E allora, fateci sapere il vostro pensiero, comunicateci la vostra partecipazione a queste iniziative.

di Francesco Noferi

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Una gita ... fuoriporta:l'autostrada

Come appaiono Ripafratta e il suo paesaggio dall'alto dell'autostrada vecchia, che sempre più diventa passeggiata di tante persone

La temperatura è ancora rigida e non favorisce cento le gite, nonostante ciò voglio proporre una escursione breve ma decisamente piacevole. Un viaggio in autostrada, a piedi e soprattutto senza pagare il pedaggio, quel tratto dimesso che è una realtà del nostro paese. La partenza può avvenire da una delle tante salitelle che sfuggono ad un occhio distratto, a ridosso di questa che fu sede stradale. Fa un certo effetto il pensiero che qui sono transitate chissà quanti veicoli, con rumore e gas di scarico, mentre ora è un'isola di pace, di silenzio, rotto solo qualche volta dal rumore del treno. E' strano, ma provare per credere, come qui tutto acquisti una dimensione diversa e l'ambiente si presenti con una certa bellezza semplice ma efficace. Basta… dedicare un po' di attenzione per trovarsi immersi in un documentario naturalistico, chi elementi ci sono tutti. In questo periodo si osservano sullo sfondo lontano le montagne innevate che chiudono il panorama come un abbraccio. Sulle colline degradanti si notano antiche pievi, ville casolari, la struttura colorata di Carignano fino ad dirimpettaio castello di Nozzano. Ai lati, un mondo di verde che si alterna nei toni a seconda delle stagioni, come un mosaico. Si intravede il nuovo percorso autostradale, intervallato da un muraglione della ferrovia, fino ad arrivare alla Statale del Brennero. Un maestoso viale alberato che corre parallelo al nostro percorso, mentre a sinistra una strada più piccola serpeggia fra gruppi di case. Si notano imponenti ville signorili e villette nuove, abitazioni recenti, e altre restaurate da poco. Tutte curate e rifinite con armonia, che mettono in evidenza l'impegno e l'amore delle persone che le abitano. Fa spicco una chiesetta piccola piccola tutta rossa, quasi fosse dipinta e poco più avanti addirittura un campo di calcio. Si ricordano partite importanti e scontri animati tra sportivi, tuttora è punto di incontro fra giocatori. Come tutte le località importanti anche Ripafratta ha "fuori porta" un centro antico e uno moderno: un gruppo di dimore nate ieri, oggi tutte rimesse a nuovo, vicine una all'altra ma su diversi livelli, quasi un paese nel paese. L'altro, di recente costruzione e in continuo sviluppo, si nota per l'architettura moderna e per le ampie strade che lo attraversano; oramai inserito nell'ambiente come ci sia dislocato da sempre. Nascosto da un filare di cipressi e circondato dal verde è il cimitero, che qui non ha un aspetto tetro, anzi sembra infondere un senso di mestizia e riflessione, quasi un messaggio di pace. Al termine del violone è la stazione ferroviaria, oggi purtroppo chiusa, con la piazzetta antistante e a fianco una cappella votiva. Chissà quanta gente è transitata fra arrivi e partenze, fra locomotive a vapore e treni elettrici, Ripafratta storica nel mondo poetico delle rotaie. In alto una torre di avvistamento, divisa in due, non sappiamo se per cedimento e come dicono per rivalità. C'è il fiume Serchio, ampio e tranquillo, che dopo aver passato il ponte forma una cascatella per proseguire verso il mare, mentre accanto l'Ozzeri, un canale che lo affianca come un fratello più piccolo. Sono attraversati da due ponti, all'inizio del primo un passaggio a livello che delimita la ferrovia e la strada che si insinua come una virgola tra le case del borgo. Il viaggio è poi interrotto da un divieto di accesso, che impedisce il transito ad un ulteriore viadotto, ritenuto pericolante. Una struttura eccezionale,con due arcate di concezione ardita, futuribile, poggiante su unico sostegno, quasi fosse sospesa nell'aria. Volutamente ho lasciato per ultima la Rocca, che domina con la sua mole l'abitato e la zona circostante, affiancata da due torri, e l'ho fatto per una forma di rispetto e per l'importanza che riveste. Ben visibile anche da lontano, Regina con due cavalieri, si eleva a simbolo di potenza e protezione; quanto prima tornerà agli antichi fulgori. Ora che la gita è finita, aggiungo che lungo il percorso di incontrano persone che conversano, che portano a spasso i loro cani ed anche bambini che giocano lontano dai pericoli. Ah! Dimenticavo un particolare importante: sarebbe necessario dare una pulitina, tagliando qualche frasca o levando l'erbaccia cresciuta qua e là, togliendo qualche rifiuto. Con un po' di impegno e qualche ora da dedicare, è fattibile. Mi unisco al gruppo dei volontari con entusiasmo e determinazione, ne vale la pena.

di Claudio Romani

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Carnevale Ripafrattese 2003: un resoconto

Anche quest'anno, grande festa a Ripafratta per piccini e .. meno piccini.

Si dice che l'Epifania tutte le feste le porta via. E questo si diceva circa un paio di mesi fa. MA nel frattempo c'è stato il carnevale, che tutte le faste le fa ritornare. Anche quest'anno, a Ripafratta, come tutti gli anni, è stato festeggiato il carnevale dei ragazzi; questa piccola ma grande festa si è svolta qualche settimana fa, precisamente domenica 16 febbraio alle ore 15:30, naturalmente presso l'ex asilo. Cerano molti bambini, tutti rigorosamente mascherati, e muniti di coriandoli e stelle filanti a volontà ! Fortunatamente era una bella giornata di sole, così i bambini potevano correre e divertirsi anche fuori. Per rendere la giornata ancora più allegra, è stato chiamato un pagliaccio, che con i palloncini faceva le più svariate forme, tra cui anche animali, che poi regalava a chi gli stava intorno. Era davvero molto bravo, ed i bambini erano incantati dalle sue creazioni. Oltre a giochi, scherzi e tanto divertimento, per i più golosi c'erano i frati, che sono un vero e proprio simbolo del carnevale; ma non soli i bambini ne approfittavano, anche qualche mamma o nonna che tra una chiacchiera e l'altra non riusciva a resistere alla tentazione. Tutto è finito alle 19:00; è stato davvero un gran successo, c'erano molte più persone di quanto ci si aspettasse e per questo grande successo un enorme grazie va a tutti gli organizzatori che hanno contribuito alla realizzazione di questo straordinario carnevale! ( ci scusiamo, ma al momento le foto non sono disponibili )

di Benedetta Barbuti

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Sono il che alleno le "palestrate" Ripafrattesi

Intervista all'autrice che fa sudare due volte a settimana: ecco come le donne ripafrattesi si mantengono in forma...

Metti una sera in palestra, tuta, scarpe da ginnastica e via… arriva l'istruttrice, alta, magra, con i capelli biondi e un sorriso molto dolce… ti urla:"forza, lavora, altrimenti fai cento addominali". Eh si, è proprio così Elena Bernardi, severa e decisa ma anche attenta e preparata, istruttrice laureata ISEF , che da qualche mese mantiene in forma Ripafratta. Pecora nera di una famiglia di antisportivi, fa movimento praticamente da quando era in fasce, al posto delle bambole aveva un pallone, con il quale si divertiva a giocare da vero maschiaccio. Più grandicella, entra in una squadra di pallamano e tra una parata e l'altra viene notata da un talent scout che le fa un provino per la nazionale; e doveva essere proprio brava, visto che la prendono subito. I genitori, però, preoccupati per il futuro, le fanno intraprendere la più sicura via dello studio, che la porta dopo il diploma in ragioneria, a passare il concorso per entrare alla Camera di Commercio. MA lei è uno spirito un po' irrequieto e dopo solo un mese "spicca il volo" verso un posto a lei più congeniale, ISEF. Una tra le migliori ad aver supertao i test di ingresso, entra a pieno merito nell'università dello sport. Lavoro per mantenersi agli studi e il suo primo compito è un corso per bambini. Ma di li in poi ne fa di strada, e di esperienza, lavora per due palestre e fa anche il personal-trainer per la mamma di Patrizia Rosetti (si, proprio quella della TV). Poi, un giorno le viene chiesto di aprire dei corsi qui a Ripafratta, nella palestra della Scuola Elementare e lei accetta. Nessuno ci avrebbe creduto e invece… non c'è più un posto libero, i corsi (serali e pomeridiani) sono pieni e gia si pensa a trovare qualcosa per l'estate. " Era nata come un'idea, non pensavo avesse tanto successo " ci ha detto Elena nell'intervista durante la cena delle "palestrate" di giovedì 20 febbraio " Il primo giorno ho dovuto chiedere ad ognuna se aveva dei problemi fisici o di salute, così da regolarmi negli esercizi da far fare". Molto esperta nel suo lavoro, dunque, e alla mia domanda sul tipo di programma che segue, mi ha risposto un po' stizzita: "Io non mi preparo il programma, quello lo prepara chi non sa fare il suo lavoro e si studia le sequenze di esercizi a memoria " e poi ha continuato dicendo che "Ogni volta magari arriva qualcuno con un dolore o un problema e quindi fare un programma non servirebbe". Insomma , brava, competente e sicura di se, ma cosa ne pensano le nostre atletiche Ripafrattesi? "E' cattiva e severa", "Ci sfianca, non ha pietà", "E' una tiranna", questi sono alcuni dei commenti… scherzosi; ma poi ci sono solo complimenti per lei: "E' severa nel suo lavoro e per ognuna di noi ha un occhio di riguardo", "E' completa professionalmente, ci voleva proprio a Ripafratta", "Ci brontola sempre, ma fa bene perchè chiacchieriamo un po' troppo" e così via negli elogi…magari è un tentativo di tenersela buona per non fare addominali?! Scherzi a parte, la nostra Elena è stata promossa a pieni voti e riconfermata per il prossimo anno, perché con la sua simpatia e il polso di ferro è riuscita a creare un bel gruppo unito e in salute. U grazie va di dovere al Comitato che ha reso possibile questa attività, diventata ora così importante per le Ripafrattesi, e non solo! ( ci scusiamo, ma al momento le foto non sono disponibili )

di Sara Lippi

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Il "tombino" e non solo ... vecchi e nuovi problemi di Farneta

Anche le fogne a cielo aperto al centro di proteste

Una problema importante che tocca da vicino gli abitanti di Farneta, è quello riguardante il viottolino che collega questa frazione del paese alla stazione ferroviaria, meglio conosciuto come il tombino.
Da tantissimi anni ci sono problemi legati a questa vietta. Uno di questi è l’allagamento, infatti, specie negli ultimi anni, bastano poche gocce d’acqua e la via viene sommersa impedendo il passaggio. In passato c’era sempre (o quasi) qualcuno volontario che dava una pulitina alla fossa vicina e questo faceva in modo che solo in occasione acquazzoni eccezionali la via si allagava, mentre adesso nessuno più se ne occupa e i risultati di questa incuria si vedono. Fortunatamente quest’anno i temporali non sono stati tanti e poche sono state le volte che si è allagato, ma credo sarebbe meglio non affidarci sempre alla fortuna e avvisare chi di dovere. Un altro problema è quello legato all’illuminazione. Se ci fate caso su un ciglio della fossa c’è un pilastro in cemento della luce, peccato che da qualche anno qualche “mente geniale” ha pensato di rompere la lampadina con il risultato che più nessuno si è occupato di sistemarla. Il compito spetta all’ENEL, ma non si è mai visto nessuno. In un punto come quello, dove c’è un ponticello senza ringhiere di protezione, c’è una fossa non tanto piccola e non c’è nemmeno un minimo di luce per vedere dove mettere i piedi, il rischio di cadere e farsi del male c’è. Bisogna aspettare che qualcuno si faccia male per provvedere a risolvere questo problema ??

Un problema, sempre legato in qualche modo al tombino, è quello legato alla fossa che, specie in estate fa sentire il suo “buon profumo”. Prima il problema non c’era perché, dove adesso sorgono le nuove case, c’era un “fiorente” campo di rovi, ma adesso, essendo cambiata la situazione, gli abitanti delle nuove case si sono lamentati. Sono state fatte delle proposte, quasi 3 anni fa, al comune prima fra tutte di tombare la fossa, cioè mettere dei tubi sotto terra in modo da sostituire la fossa. La risposta, riassumendola, diceva che era possibile tombare la fossa, solo che tutte le spese a riguardo, dovevano essere pagate in proprio, in più c’era la pretesa di utilizzare del materiale specifico dal costo molto elevato ( per avere un’idea della spesa, per tombare 100 metri di fossa occorrevano diverse decine di milioni, in lire, più il costo per il trasporto, per tutti i mezzi e gli attrezzi per collocare a posto i tubi). La cosa che più fa riflettere è che, dal piano regolatore risulta che, accanto alla fossa in questione, deve passare una strada che inizia alla curva sotto la Rocca e finisce davanti alla casa della famiglia Casapieri, e quindi la fossa dovrebbe venire tombata ugualmente. In più un caso simile si è verificato nel paese di Metato e in questo caso la fossa è stata tombata, completamente a spese del comune e in molto meno tempo.
Adesso viene da chiedersi, visto che il lavoro era previsto, non sarebbe bastato anticipare i tempi e svolgere il lavoro anticipando i tempi, accogliendo la richiesta e garantendo una migliore qualità di vita hai nuovi paesani ??
Saremo ben lieti di mettervi al corrente su eventuali novità.

di Casapieri Luca

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Voci dal comitato: informazioni dal "Comitato per Ripafratta"



Le proposte del Comitato per la Primavera 2003: nuove e vecchie manifestazioni in arrivo

E' con piacere che "Voci dalla Rocca ospita, a partire da questo numero,una sezione appositamente dedicata agli annunci del Comitato per Ripafratta, similmanete a quanto già fa per la Parrocchia. Qui pubblicheremo i comunicati che ci verranno inviati, fatto salvo poi approfondire eventuali questioni importanti con articoli o commenti scritti dalla Redazione stessa. Invitaimo naturalmente tutti i Ripafrattesi che lo desideranoa rispondere, suggerire criticare, tramite i nostri indirizzi.

a cura del Comitato

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Ripafrattesi, che fatica scrivere !

Un altro membro della Redazione lancia il suo appello, continua "Ancora più voci"

Continua l'operazione denominata "ancora più voci", per avvicinare il nostro pubblico di lettori alla collaborazione attiva. Ma affinché tutti questi ragionamenti che noi facciamo spessissimo non cadano nella retorica e diventino una pagina da saltare nella lettura del giornale, è necessario svolgere alcune considerazioni. Primo, prima di tutto: perché comprate "Voci dalla Rocca"? Non si tratta di un foglio parrocchiale, come succede in tanti paesi, non si tratta di un esperimento scolastico di un gruppetto di ragazzi ben intenzionati. Non è soprattutto il giornale dei ragazzi (Dio ci salvi da questa definizione!). E' un periodico, arrangiato nel miglior modo possibile, che vuole sia informare che formare Informarvi sugli argomenti di attualità e di cultura che riguardano soprattutto il nostro paese, e formarvi ad essere buoni ripafrattesi, cittadini di quello stesso paese. Allora, perché lo comprate? Se sborsate qualche spicciolo per comprare le copie mensili ( o se avete pagato tutto insieme per riceverle a casa), ci sarà un motivo. E voglio sperare che non sia per sostenere l'attività di quattro ragazzi tanto volenterosi… Dando questo per scontato, si suppone che lo compriate perchè il vostro paese, in un modo o nell'altro, più o meno, vi sta a cuore. Bene. Secondo: la fatica. Il peggior vizio dei ripafrattesi è la pigrizia, penso non ci siano dubbi. Chiunque lo potrebbe confermare, i nostri compaesani hanno una certa diffidenza ad abbandonare la loro poltrone o semplicemente la loro casa ed "esporsi", mettersi in gioco per migliorare il posto in cui vivono. Lo si vede in tante occasioni, anche purtroppo al di fuori del nostro ambito. E questo viziaccio che l'hanno tutti, non crediate, grandi e giovani, nuovi e vecchi, indistintamente. Si vede che il nostro paese stimola la pigrizia. Certo, mettersi a scrivere una lettera per un giornale paesano non è una cosa da prendersi sottogamba, si viene letti bene o male da tutto il paese … ma non è questo un motivo in più? Terso: tiriamo le fila. Scriverci, contattarci, suggerirci qualche cosa, partecipare alle riunioni (dove non ci sono solo ragazzi, non temete) non vi costa niente. Se non fate caso alla spesa per un numero del giornale non dovreste far caso neanche alla fatica di buttar giù qualche riga. Non "sapete scrivere"? E' una scusa piuttosto banalotta, dovete ammetterlo. Sono in tanti a non saper scrivere a questo mondo, compresi certi politici. Figuriamoci se staremo qui a guardare il capello. Se poi la passione che avete per il vostro paese vi spinge oltre, fino addirittura a voler diventare collaboratori…be', state tranquilli che non faremo storie.

di Francesco Noferi

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8 Marzo: non solo una formalità, non solo una festa

Il ruolo della donna nella Storia e il vero significato dell'8 Marzo

8 marzo 19008, New York: la fabbrica Cotton è in piena attività quando improvvisamente scoppia un incendio. 129 operaie muoiono tra le fiamme e due anni dopo quel giorno viene proclamato "Giornata Internazionale della Donna". Ma come si è evoluta la figura femminile, nel corso della storia? Per i Greci era un mero strumento di procreazione da tenere relegata nel gineceo (parte più interna della casa) a svolgere lavori domestici. Dall'Iliade e dall'Odissea si può ricostruire la figura femminile, le cui virtù principali dovevano essere: l'obbedienza, la fedeltà, l'umiltà e la sottomissione. Amate e diffamate, le donne omeriche, come Enea, Clitemnestra e Cassandra, vengono dipinte come esseri inferiori, deboli e portatrici di male. Questi tesi vengono avvalorate da filosofi del calibro di Euripide, Ipone e Aristotele; quest'ultimo in particolare definisce l'uomo come spirito e la donna come materia, che svolge un ruolo passivo nella riproduzione. Come nella società la donna era praticamente inesistente, così era anche nella famiglia, tanto che il matrimonio era un contratto tra due uomini (il padre, e il futuro marito). Non era certo di molto migliore, per lei, la vita nella Roma repubblicana, visto che nella famiglia rigidamente patriarcale, il pater familias godeva della patria potestas, cioè del potere assoluto. La romana poteva muoversi liberamente all'interno della casa, ma soprattutto poteva educare i figli e trasmettergli le virtù civiche. Restava però un essere privo di identità, e mentre gli uomini avevano tre nomi, le donne ne avevano due e per distinguerle venivano chiamate maior e minor, prima, seconda…nata. Nell'età imperiale fu concessa loro la libertà di istruirsi, di frequentare liberamente luoghi pubblici, di praticare sport e di curare la propria persona. Con l'affermarsi del Cristianesimo, l'immagine femminile assume un significato dualistico di angelo/diavolo; capace di ispirare, con la sua bellezza e la sua delicatezza d'animo, il genere maschile, ma al contempo discendente di Eva, la tentatrice per antonomasia, che ha dentro di sé una natura maligna e peccaminosa. L'idea che la donna fosse facile preda del maligno porta alla "caccia alle streghe", che ebbe il suo apogeo nel XV, XVI, XVII sec. Nel corso dell'800 il ruolo della donna cambio radicalmente; le giovani della buona società erano spesso educate in un convento, dove imparavano la sottomissione e il "buon comportarsi". Erano considerate "angeli del focolare" diventavano garanti della rispettabilità familiare e custodi della casa, erano impegnate in opere di beneficenza e libere di andare a teatro. Una maggiore disinibizione si trovava pero tra le classi più povere, dato che queste donne, obbligate dalla miseria a svolgere molteplici lavori, avevano atteggiamenti più liberi e disinvolti. Col passare degli anni aumenta la voglia di affermarsi e di agire, non solo nel privato ma anche nel pubblico; ecco che verso la fine del secolo nasce in Inghilterra il movimento delle suffraette (che richiedevano cioè il suffragio universale femminile) che arriveranno a compiere gesti estremi, come quello di Emilt Doudson che si gettò per protesta sotto le zampe dei cavalli in carica. Con la Grande Guerra del '14-'18 le donne si affermarono anche nel mondo del lavoro perché entrate a sostituire, nelle industrie, i mariti sotto le armi. Di lì ad una vera e propria lotta per l'emancipazione il passo fu breve e gli anni '60-'70 ne furono un vero e proprio teatro. Oggi le donne conciliano il ruolo di madre con quello di donna di carriera, hanno diritto al voto e godono di par diritti e doveri in tutte le costituzioni occidentali. L'8 marzo sarà quindi doveroso rivolgere un pensiero a quelle donne, ragazze, bambine costrette a rimpiangere di essere nate così, non uomini, non superiori, ma solo essere nascosti da un velo. L?8 marzo è la festa della donna e gli altri 364 giorni di chi è la festa?

Per saperne di più: Molte informazioni di questo articolo sono tratte dal libro "Le ferite delle donne" di Vera Slepoj.

di Sara Lippi e Benedetta Barbuti

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Spazzatura: il dopo risolto pensandoci prima

"Vocia dalla Rocca" torna ad affrontare il tema del reciclaggio

Da queste pagine si è spesso parlato di spazzatura, anche questo mese vogliamo affrontare il problema ma da un punto di vista completamente diverso. In Italia si producono annualmente oltre 29 milioni di tonnellate di rifiuti, senza contare quelli prodotti dalle industre nei processi di lavorazione. Questo vuol dire che ogni italiano porta in media al bidone 1.4 Kg di spazzatura al giorno. Solo tre anni fa la quantità di spazzatura prodotta a testa era duecento grammi meno, vale a dire che in paese, senza contare che adesso i Ripafrattesi sono aumentati, si "produceva" quasi 80 Kg di spazzatura in meno al giorno. Bisogna fare qualcosa , non possiamo pensare che la soluzione del problema sia chiedere al sindaco un "bussolo" in più in fondo alla strada. Infatti il problema non è solo l'aumento della spazzatura, ma anche il bisogno di procurare ogni giorno 1.4 Kg di nuove materie prime per ogni persona. Questa è una quantità enorme, una pianta ci mette quattro anno per produrre 1.4 Kg di legno, ci vuole un sacco di petrolio per fare la stessa quantità di plastica. LA soluzione al problema dei rifiuti sono essenzialmente due:
- Ridurre i rifiuti prodotti, in altre parole dobbiamo acquistare meno rifiuti
- Riciclare il più possibile: carta, vetro, lattine, plastica, legno, ferro, pile ma anche rifiuti umidi di cucina e del giardino.
Si può scegliere di comprare oggetti che hanno migliore e minore imballaggio. Spesso i prodotti con imballaggi meno voluminosi costano meno. Qualche esempio: spesso al supermercati le mele sono vendute in contenitori di polistirolo, e ricoperte di cellofan, si può scegliere di comprare delle mele sfuse; lo stesso vale per i biscotti, alcune confezioni sono gigantesche, e poi dentro ci sono quattro biscotti. Si può comprare le ricariche del detersivo invece del flacone nuovo. E' meglio acquistare prodotti che hanno la confezione in plastica, che sono riciclabili piuttosto che in polistirolo. Si possono usare buste di tela o scatole di cartone, invece che le buste di plastica quando si va a fare la spesa. Per fare un sacchetto di plastica serve un bicchiere di petrolio!
La carta
La carta costituisce ¼ dei rifiuti. Gettarla con i rifiuti e un gran spreco! Giornali, riviste, carta da pacchi, cartoncino, scatole e scatolette di cartone formano questo esercito di rifiuti. LA carta gettata marcisce e si decompone. Non serve più. La carta recuperata può essere invece riciclata cioè riutilizzata per produrre altra carta. La carta viene raccolta in paese nei contenitori gialli, vicino alla scuola e presso la cabina dell'enel. Sono Riciclabili: giornali e riviste, quaderni e libri, cartone e scatole. Non sono riciclabili: la carta plastificata, la carta del salumiere (a meno che non sia separabile dalla velina di plastica), il tetrapak, la carta oleata, cartoni del latte e dei succhi di frutta, carta particolarmente unta o sporca.
Vetro e alluminio
Il vetro e l'alluminio sono materiali facilmente riciclabili, con gran risparmio di materie prime e di energia, poiché rifondere il materiale richiede forni a temperatura più bassa che ricavarli dalle materie prime. Il vetro è un materiale che può durare inalterato oltre 4000 anni. Il vetro raccolto viene pulito, frantumato e rifuso dalle vetrerie. Con il rottale di vetro proveniente dalla raccolta differenziata si ottiene del vetro scuro (verde o marrone). Il vetro e l'alluminio sono raccolti nelle campane verdi, alla stazione, in cima a via Fattori (di fronte al bar). Poiché questi contenitori sono svuotati settimanalmente, per il bene di chi vi abita di fronte, vi raccomandiamo di sciacquare gli involucri per evitare cattivi odori! Sono riciclabili: bottiglie di vetro (acqua, vino, latte, birra …), bicchieri, vasetti di vetro, lattine,scatole dei pelati e scatolette (tonno, mangiare dei gatti…), fogli di alluminio. Non sono riciclabili: ceramiche, lampade a neon.
Plastica
Plastica: la plastica …gran bella invenzione! Oggi non ne potremmo fare più a meno: è economica, può essere prodotta industrialmente è leggera e resistente. Tanto resistente. Troppo. Tant'è che non si distrugge nel tempo, un oggetto di plastica può durare più di mille anni, vale a dire la gente che abiterà nel 3000 potrà trovare il vostro bastoncino degli orecchi! Adesso, anche se un po' in ritardo, ci siamo accorti di questo fatto. E stiamo correndo ai ripari. Ci sono oltre 70 tipi differenti di plastica, adesso in Italia si raccoglie e si ricicla prevalentemente tre tipi: PE, PET, PVC. La plastica viene raccolta a Pugnano vicino alla chiesa (sigh! Se voi dimostrate interesse ci faremo portavoce per richiedere la raccolta anche in paese). Si può riciclare contenitori per liquidi quali bottiglie di acqua, bibite, shampoo, prodotti cosmetici, flaconi per detergenti, buste di plastica, pellicole per alimenti, sacchetti della pasta, barattoli dello yogurt, reti della frutta. Non si possono ancora riciclare: spazzolini per i denti, posate e piatti di plastica, videocassette, custodie per CD.
Pile
Le pile: in ogni chilogrammo di pile vi sono alcuni grammi di mercurio, una sostanza fortemente inquinante. Ne basta un grammo per contaminare tanta acqua quanta ne consuma un paese in un giorno. Le pile non vanno gettate quindi tra la spazzatura comune, ma nei contenitori appositi, purtroppo totalmente assenti nel nostro paese.
Farmaci
I farmaci sono utili per la nostra salute, ma tali sostanze possono divenire anche un pericolo ed è importante comportarsi con cautela per loro distruzione. Infatti, oltre al pericolo di venire in contatto casualmente con persone o animali, i farmaci rifiutati, se interrati con altri rifiuti possono cedere al terreno e alla acque sostanze che inquinano. I raccoglitori di medicinali scaduti o comunque non più utilizzabili sono presso tutte le farmacie.
Oli
Anche gli oli minerali esausti sono un pericolo grave per l'ambiente. Le chiazze di fango nero sono spesso visibili nei fiumi e sono frutto dello scarico abusivo in fognatura o nei fossati degli oli esausti. L'olio di scarto, quelle delle macchine, ma anche quello della frittura, non versatelo negli scarichi (lavandini, wc) o nel terreno, ma raccoglilo in un contenitore. L'olio viene raccolto presso la stazione ecologica vicino Pisa.
Rifiuti organici
Il compost. In un anno una famiglia media di 4 persone con un giardino di 300mq produce 300Kg di rifiuti organici umidi e 1000Kg di erba, ramaglie e foglie che possono essere "compostati" producendo oltre 600Kg di buon compost. Così facendo si risparmierà nei conferimenti di rifiuti nei cassonetti e nel mancato acquisto di concime(50 liti di torba costano 4e!)e pure sulle tasse della spazzatura! Il composter è un contenitore marrone, più o meno grande quanto i bussoli verdi della spazzatura, che permette al materiale all'interno di arrese areato e quindi di decomporsi senza generare cattivi odori e attirare animali. Il composter va posto in un angolo libero del giardino o dell'orto, meglio se accanto ad una siepe ad un albero, così che non rimanga né un pieno sole ne all'ombra. E' indispensabile che il composter sia appoggiato in terra e non su pavimenti o ghiaia. I rifiuti organici della cucina, e quelli del giardino posso essere inseriti nel contenitore, giorno dopo giorno. Il materiale introdotto verrà attaccato da microrganismi, quindi dopo 4-6 mesi in composter sarà pronto per essere usato come concime da giardino o nell'orto. Cosa si può compostare? Scarti di frutta , scarti vegetali, di cucina, fiori recisi, piante appassite. Pane raffermo o ammuffito, gusci d'uova e ossa, fondi di caffè, filtri di tè, la potatura del prato, carta comune, carta da cucina, cartone, fazzoletti di carta, salviette, pezzi di legno. E' sconsigliato inserire bucce di agrumi, cenere, avanzi di carne (attirano i mosconi), pesce, salumi e formaggi, lettiera di cani e gatti, foglie "dure", quale la magnolia o gli aghi di pino. La richiesta del bussolo del compost va fatta alla CPT. Chi raccoglie in modo differenziato il compost, ha diritto alla riduzione della tassa della spazzatura di 25€!

di Agnese Bargagli Stoffi

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Caso del mese: Lo stemma di S.Giuliano

Molti lettori ci hanno chiesto cosa rappresentasse il disegno in prima pagina dello scorso numero, a corredo della notizia secondo cui il Comune aveva iniziato le pratiche per l'acquisto della Rocca. Ebbene, il disegno raffigura l'antico stemma del Comune di San Giuliano Terme. Secondo la definizione che ne dà il sito internet; però. in quel vessillo c'è qualcosa di nostro. Infatti, la torre che vedete al centro rappresenta nient'altro che la Rocca di Ripafratta, mentre il corso d'acqua stillizzato raffigura il Serchio; il conte non ha invece a che vedere con il nostro paese. Lo stemma, dunque, prima di appartenere a San Giuliano apparteneva nientemeno che a Ripafratta, sede del Comune fino a pochi secoli fa, fino al trasferimento ai "Bagni".

di Francesco Noferi

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