"Voci dalla rocca", il numero estivo 2007

Indice

Editoriale
Rocca, speranze concrete: stanziamenti della fondazione CariPisa
Il muraglione reggerebbe?? E' messo proprio male ...
La messa di Treto. Ricordando anche quest'anno il Perdono d'Assisi
Il serchio, risorsa immensa fra ricordi e speranze
"La nostra scuola". Continua il viaggio nei ricordi di chi l'ha vissuta
Traffico e viabilità. La piaga del lungomonte si aggrava sempre più.
spazio dei lettori


Editoriale

Innanzitutto ci sembra doveroso scusarci per i ritardi accumulati, faremo uscire a tempo di record anche gli altri numeri, scusateci ancora… La situazione che però ci duole constatare per l'ennesima volta ci porta a dire che purtroppo non c'è collaborazione da parte di tanta gente (né troppa comprensione, purtroppo), e la redazione sente il peso di un lavoro che deve essere all'altezza delle vostre (giuste) aspettative. Non vi preoccupate per l'abbonamento, ve l'abbiamo già detto e ve lo ripetiamo: i numeri annui saranno dieci! Proprio in considerazione della difficoltà del lavoro, ci saranno probabilmente degli "sconvolgimenti" in "Voci dalla Rocca" a partire da dicembre-gennaio, ma ne parleremo meglio quando ci avvicineremo a tale data. Fra gli articoli di questo mese l'intervento graditissimo di Marcello Pardi (ormai nostro periodico collaboratore) che ci racconta qualcosa sul fiume Serchio e su ciò che ha significato per tanti ripafrattesi (e non solo)… Altro articolo importante è quello che riguarda la Rocca: pare finalmente che ci siano buone notizie e che, seppur con tutte le difficoltà del caso e del momento, qualcosa di consistente si muova. Ce lo riporta Francesco Noferi nelle prossime pagine. Torniamo poi a parlare del fiume con un articolo sul muraglione che vuol proseguire nella sensibilizzazione circa l'amara situazione di degrado che affligge la nostra zona dell'Ozzeri-Serchio. In questo numero ci lasciamo guidare anche dal ricordo scolastico di Luca Casapieri (altri se ne aggiungeranno nei prossimi numeri, speriamo che ne arrivino anche di vostri), che ci riporta alla memoria la ancora viva presenza della scuola a Ripafratta (che nel frattempo ha chiuso definitivamente). Per la sezione "Lungomonte" si parla del traffico: una vera e propria piaga per tutto il territorio e per i nostri paesi, da Molina a Rigoli a Pugnano a Ripafratta, e dei mezzi che si potrebbero usare per combattere alta velocità e transito di mezzi pesanti. Augurandovi buona lettura vi salutiamo in attesa del prossimo numero.

di Angelica Pardi

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NOVITA'

Rocca, speranze concrete: stanziamenti della fondazione CariPisa

Pubblicato il bilancio consuntivo 2006 della fondazione Cassa di Risparmio di Pisa: destinati 5.500€ per lo studio della fattibilità, e stanziata una somma consistente per i primi interventi di valorizzazione. Ora si dovrà arrivare ad un accordo con il Comune e alcuni privati


Le speranze per la Rocca di San Paolino si concretizzano sempre di più, ma la strada è ancora lunga, anche se i primi passi fanno ben sperare. Come ribadito anche dal Comune al Comitato per Ripafratta durante gli ultimi incontri ai massimi livelli, c'è un forte interessamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa nei confronti della rivalutazione e restauro della nostra Rocca. Un progetto certamente impegnativo ed oneroso, di grande delicatezza ma di pari rilevanza storica, artistica e turistica (e sentimentale, potremmo aggiungere noi ripafrattesi). Nel bilancio 2006 reso noto in questi giorni dalla Fondazione (e consultabile sul suo sito internet www.fondazionecaripisa.it) vengono annunciati importanti stanziamenti di fondi a favore del nostro monumento simbolo, in attesa che un accordo globale, che coinvolga il Comune e le altre parti in causa, e che avvii la fase progettuale, possa permettere il grosso del finanziamento. Per ora, secondo quanto riferisce la Fondazione, "Sono proseguiti gli incontri con il Comune di San Giuliano Terme tendenti a formalizzare un accordo che permetta il restauro e la valorizzazione della Rocca di Ripafratta, importante testimonianza dell'architettura militare medievale, sorta a controllo della rete viaria e fluviale, fra Pisa e Lucca. Sono già stati effettuati i sopralluoghi necessari per prendere visione dello stato di conservazione e stabilità della struttura, oltre a uno studio di fattibilità per mettere in evidenza i mezzi, le opere e le attività connesse al recupero. Per questi ultimi due interventi [il recupero della Rocca e il restauro delle mura di Pisa nell'area di Porta a Mare, ndr], la Fondazione ha deliberato un importo complessivo di € 465.000,00". Più nello specifico, il piano d'intenti viene descritto in questi termini:

"VALORIZZAZIONE DELLA ROCCA DI RIPAFRATTA Descrizione del progetto e suo svolgimento:
Nel corso del 2005 la Fondazione aveva preso in considerazione l'ipotesi di recupero e valorizzazione della Rocca di Ripafratta, importante testimonianza di architettura militare medievale, sorta a controllo della rete viaria, anche fluviale, fra Pisa e Lucca. Sono già stati effettuati i sopralluoghi necessari per prendere visione dello stato di conservazione e stabilità della struttura, oltre a uno studio di fattibilità per mettere in evidenza i mezzi, le opere e le attività connesse al recupero. Il progetto per il restauro del bene architettonico dovrà essere concordato con il Comune di San Giuliano Terme.

Tipologia del progetto: Progetto proprio.
Scopo del progetto e risultati attesi:
Recuperare un'importante struttura militare di epoca medievale, rilevante dal punto di vista storico-artistico; valorizzare turisticamente una zona dell'interland pisano dalle forti potenzialità paesaggistiche.
Soggetti coinvolti: Fondazione
Costo del progetto nell'esercizio 2006:
€ 495.000,00 (Importo complessivo imputato per il restauro delle mura e per la valorizzazione della Rocca di Ripafratta)."
Prima ancora dell'avvio del recupero, ovviamente, la Fondazione ha commissionato un sopralluogo sul campo e uno studio di fattibilità, cosa che ha richiesto un ulteriore stanziamento di fondi, descritto come segue:

"RELAZIONE DI MESSA IN SICUREZZA DELLA ROCCA DI RIPAFRATTA

Descrizione dell'intervento:
Presa in considerazione l'ipotesi di recupero e valorizzazione della Rocca di Ripafratta, la fondazione ha richiesto una valutazione preventiva di massima dei lavori occorrenti e i relativi costi per una ripulitura superficiale delle aree individuate per lo scavo archeologico, la ricucitura della grande lesione sull'angolo nord delle mura e di altre lesioni varie, la messa in sicurezza della torre centrale e di quella nord-ovest.
Soggetti coinvolti:
Fondazione.
Costo nell'esercizio 2006:
€ 5.509,21".

Cosa si può dire a conclusione di questo? Da tanti anni i cittadini di Ripafratta, sotto le più varie forme, si adoperano per far conoscere all'opinione pubblica la vergognosa condizione di abbandono di un monumento dal valore inestimabile, che potrebbe essere fonte di ricchezza per l'economia dell'intero territorio (insieme al sistema torri-sentieri-Rupecava-borgo storico). Da qualche anno l'interessamento intorno alla vicenda è aumentato ed ha dato il via ad un processo assai positivo, sul quale però sarà bene che non smettiamo di vigilare. Comunque rimane il fatto che rispetto alle diatribe sulla proprietà e sulla gestione (ma soprattutto sulla proprietà) qui si comincia a parlare di interventi, ed è positivo. Avevamo lamentato giusto qualche numero fa la mancanza di notizie sul futuro del nostro monumento: ora pare che abbiamo delle risposte confortanti. Quando il Comitato per Ripafratta sottopose per la prima volta al Comune il problema, sembrava che ci volessero non degli anni, ma dei decenni per vedere qualche risultato. Ora, a distanza di quattro-cinque anni abbiamo alcune risposte concrete ed un impegno da parte del Comune e della Fondazione che lascia presagire una corsia "privilegiata". Sarebbe un risultato straordinario. Anche solo la messa in sicurezza (che pure, come ci hanno spiegato tante volte i nostri collaboratori architetti, è un'operazione assai complessa anche per via del movimento franoso dell'intera collina). Ma anche soltanto un inizio di "ripulitura". Anche soltanto l'avvio del progetto. Significherebbe una ventata di speranza. Perché una rivalutazione della Rocca può portare con sé la soluzione di tanti altri nostri problemi.

di Francesco Noferi

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PROBLEMI

Il muraglione reggerebbe?? E' messo proprio male ...

Le piante crescono ormai ovunque e hanno smosso le pietre della struttura. Che, molti ricordano, in occasione dell'ultima piena "faceva acqua" da tutte le parti


L'argomento "fiume" è stato più volte trattato da noi di Voci dalla Rocca, qualche numero addietro abbiamo parlato della scarsa sicurezza delle barriere che dovrebbero delimitare il ponte e proteggere gli automobilisti (e soprattutto i pedoni) da eventuali cadute e che ad oggi sono del tutto inefficienti. In questo numero invece vogliamo affrontare compiutamente l'argomento muraglione, che già altre volte avevamo accennato. Vorremmo portare di nuovo alla luce le condizioni non proprio ottimali del muraglione; ancora nessun intervento è stato messo in atto nonostante la situazione sia conosciuta da molti anni. Ora abbiamo anche avuto la possibilità di fare alcune foto, una delle quali (la più eloquente) pubblichiamo in queste pagine. Durante l'ultima piena (evento riportato su uno dei primi numeri di Voci dalla Rocca, qualche anno fa, se vi ricordate) in tanti hanno potuto vedere direttamente che l'acqua passava attraverso alcuni fori (o da pietre smosse, chissà) dal Serchio all'Ozzeri, segno di una non buona tenuta del muraglione stesso. Negli ultimi due anni, poi, sono stati anche effettuati dei lavori all'argine dalla parte di Nozzano prima e di Filettole poi, che hanno portato ad un innalzamento su quella sponda: la situazione attuale è quella di uno squilibrio perché la parte di Ripafratta, con il muraglione, è più bassa dell'altra! Cosa succederebbe in caso di una forte piena? Lascio pensare a voi. Questo tema ha interessato negli ultimi tempi anche il Comitato per Ripafratta che si è mosso in tal senso facendo presente la situazione all'Autorità di Bacino con un incontro dal quale è emerso che effettivamente c'è uno squilibrio ma che per quanto riguarda gli interventi (anche di manutenzione del muraglione) la competenza è della Provincia. Mah… Intanto una certezza c'è: le condizioni le vedete in foto, ci sono persino dei veri e propri alberi cresciuti sul muraglione, facendosi largo tra una pietra e l'altra!

di Angelica Pardi

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PARROCCHIA

La messa in Treto ricordando anche quest'anno il Perdono d'Assisi

La tradizione francescana si rinnova anche a Ripafratta per il secondo anno, grazie al chiesino di Treto, intitolato appunto al Santo d'Assisi


Lo scorso 2 agosto, come di consueto, al chiesino di Treto intitolato a San Francesco si è svolta la tradizionale Messa del Perdono di Assisi. Molti sono stati i partecipanti, molta la devozione. Per chi non lo sapesse il Perdono di Assisi è stato istituito inizialmente da San Francesco quando, ricevute le stigmate, assistette all'apparizione del Cristo a cui il santo chiese l'indulgenza plenaria per tutti coloro che in quella data (il 2 agosto appunto) avessero varcato le soglie della Chiesa francescana afflitto e pentito dei propri peccati. Tale dono venne poi esteso dal Papa a tutte le Chiese francescane, di conseguenza anche alla nostra piccola Chiesetta. Nel prato adiacente alla Chiesina vi erano state sistemate numerose panche per accogliere i fedeli, era stato poi montato un impianto audio per poter partecipare alla funzione anche dall'esterno della chiesa. Pur con qualche intoppo si è così potuto seguire l'intera Messa anche all'aperto. Ottimo anche il tempo, forse troppo caldo, ma senz'altro conciliante l'evento. L'appuntamento si rinnoverà il prossimo anno, occasione per chi non avesse ancora partecipato per prender parte a questa così particolare Messa, e per ricordarci del nostro patrimonio culturale (la Chiesina appunto), facendolo tornare, per un giorno, al sua antico splendore.

di Angelica Pardi

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RICORDI

Il Serchio, risorsa immensa fra ricordi e speranze

I bagli nel fiume e i riocrdi dell'adolescenza si mescolano alle considerazioni sul presente e sul futuro. Come riportare al centro della vita del territorio una risorsa così preziosa e che potrebbe rendere così tanto in termici di qualità di vita?


"Il Serchio, si legge un po' dappertutto, nasce dalla Grotta delle Fate. Ma questa è un'indicazione quanto mai vaga allorché si parla della Valle del Serchio, perché le montagne che la circondano come un anfiteatro (e cioè le Apuane e gli Appennini) sono ricchissime di grotte, e diverse di queste caverne portano il nome delle fate. Perché l'indicazione diventi più precisa, bisogna restringere la zona e parlare della vallata di Soraggio dove un tempo le fate c'erano per davvero, quasi ci stavano di casa, comunque vi si recavano per dedicarsi a certe faccende domestiche. Il fatto è che la valle di Soraggio, che si trova a monte di Sillano, era un tempo molto aspra e selvaggia, nonché poco frequentata dagli uomini, e piuttosto frequentata invece dagli orsi che, ogni tanto, facevano qualche fruttuosa razzia a donno delle greggi" (Toscana Paese per Paese). "Il fiume" (così noi lo chiamavamo) è stato una parte del territorio e anticamente aveva un ruolo importante per un borgo di frontiera, per il trasporto delle merci. Molti sono i ricordi della mia adolescenza legati al fiume. In estate, il sabato, la mia mamma preparava la cena da portare dietro, e con la mia sorella più grande ed altri bambini delle Corti andavamo sul fiume a fare un bagno (di pulizia), e siccome eravamo piccini, si andava dove l'acqua era molto bassa, a sud, dove c'è il Molino Rossi per intenderci. Era un rito purificatore, ci si spogliava in un canneto - era molto sentito il senso del pudore - e dopo il bagno al calare del sole, sull'erba dell'argine consumavamo la cena che avevamo portato. Risento ancora quel profumo. Al passare degli anni il bagno lo facevo con i ragazzi della mia età alle capannelle (si chiamava così) dove l'acqua era più alta e ricordo ancora la sensazione e la paura del primo bagno nell'acqua alta senza toccare il fondo. Trovarsi in mezzo al fiume: una sensazione bellissima. I più grandi ed esperti (erano tanti) facevano tuffi anche dal ponte: nostra ammirazione e stupore. L'inquinamento ha cambiato scenario e bisognerebbe ora farne un uso diverso. E' una ricchezza che dovrebbe essere utilizzata: canotti, canoe, gommoni e quanto altro a pedali, in modo da incentivare un uso del tempo libero o l'agonismo (proscritti i motori). Ho visto nel nord Europa fare delle gare fra gli abitanti del luogo, sul fiume con veicoli spinti a pedali, come biciclette; lo scopo è attirare gli appassionati

di Marcello Pardi

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RICORDI

"La nostra scuola". Continua il viaggio nei ricordi di chi l'ha vissuta

La nostra redazione ricorda gli anni delle elementari a Ripafratta, alla vigilia del trasferimento a Pappiana delgi alunni della nostra "Concetto Marchesi" e della scuola di Molina. INtanto, viene confermato l'utilizzo della scuola di Molina come sede della nuova banda comunale, mentre è fitto il mistero sul futuro di Ripafratta. ..


Scrivere un articolo che raccolga i ricordi legati alle scuole di Ripafratta, può sembrare strano, ma non è facile, questo perché tante sono le scene che passano in mente e raccoglierle un po' tutte non è semplice. Impressiona, ripensando adesso, come ogni cosa, adesso banale, potesse sembrare qualcosa di straordinario. Ad esempio le gite lungo il fiume a primavera, la passeggiata fino alla Banca in paese per depositare i primi risparmi, una montagna di spiccioli. Ricordo quando potevamo uscire a ricreazione nel cortile, ogni cespuglio ci pareva un nascondiglio,anche se le maestre non volevano perché sudavamo e ci sporcavamo. Ricordo che entrammo, un giorno dalla finestra tutti quanti perché non si apriva la porta e ricordo quando rubarono e sfasciarono tutto. Per noi piccoli fu un'emozione nuova. Ricordo che ognuno aveva la sua scatola, con dentro tante piccole cose, il nostro "magazzino". Ricordo le liti, i battibecchi, gli scherzi … e le risate con i compagni dopo; non è proprio che fossimo tanti noi dell'anno '82, per la precisione eravamo sette. Ricordo il grembiule che ho sempre detestato e ancor di più le poesie che dovevamo imparare a memoria … che strazio che erano. Ricordo quell'inverno che nevico tanto a Ripafratta e non andammo a scuola, ricordo l'autista del pulmino che tutte le mattine ci dava il "cinque" quando salivamo. Ricordo l'arrivo delle altre maestre, infatti inizialmente c'era per noi solo la maestra Paola, poi vennero anche la maestra Carla e Doria, due figure nuove tutte da scoprire e per me fare il cambio di classe fu una gran novità. Ricordo la recita di Pinocchio e le decorazione che facevamo in prossimità delle feste ai vetri della scuola. Le poesie scritte, o quello che dovevano sembrare, per la festa della mamma, le decorazioni sui regali per la festa del babbo. Ricordo le feste di compleanni dei miei compagni ed ero geloso perchè io non potevo festeggiarlo con loro in quanto sono nato nel periodo delle vacanze estive, che rabbia. Ricordo naturalmente l'esame di quinta, il primo "vero esame" … teso come la corda di un violino e ricordo la foto finale alla fine degli esami, tutti uniti, noi alunni e le maestre … Quanti ricordi, legati alle scuole. E' un vero peccato che chiudano, sicuramente molti saranno i vantaggi, ma l'idea che una sola scuola raccolga tanti bambini, in un certo senso "strappandoli" al proprio territorio, un po' mi rende triste.

di Luca Casapieri

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PROBLEMI

Traffico e viabilità. La piaga del lungomonte si aggrava sempre più

Pugnano, Molina, Rigoli e Ripafratta, ma anche San Giuliano nella morsa di un traffico che deve essere in qualche modo regolamentato. Prima parte di un viaggio nella difficile gestione di un problema apparentemente senza solunzione. Stavolta si parla di traffico pesante.


E' diventata ormai una vera e propria piaga. Lo è per tutto il territorio comunale, stretto fra grandi centri come Pisa e Lucca, la costa, le autostrade, con un continuo aumento di residenti (e di auto). Stiamo parlando del traffico, con tutto il suo contorno, dall'alta velocità alla cronica mancanza di parcheggi. Il lungomonte-sottomonte sangiulianese, da Ripafratta al capoluogo, è però senza dubbio l'area più colpita. E' un problema col quale siamo stati talmente abituati a convivere che anche noi di "Voci dalla Rocca", nella nostra "storica" azione di denuncia dei problemi del territorio, ne abbiamo parlato abbastanza poco. Questa nuova sezione che abbiamo deciso di aprire e che si rivolge a tutto il lungomonte ci permette ora di affrontare il problema nella sua interezza. Ci torneremo sopra già nel prossimo numero, sperando in vostri contributi che arricchiscano la discussione; in questa prima parte vogliamo dedicare l'attenzione che merita al problema del traffico pesante. Le attività a carattere industriale che arricchiscono l'economia del nostro territorio hanno però anche un'altra faccia della medaglia: la necessità del trasporto dei materiali grezzi e di quelli lavorati, ovvero la necessità di essere raggiunti continuamente da tir e camion di grossa stazza. Ne sanno qualcosa gli abitanti di Ripafratta e di Molina, nei punti dove la strada si fa più stretta: piccoli e grandi incidenti sono all'ordine del giorno. Per non parlare di quando sono costretti ad "incontrarsi" due automezzi di grandi dimensioni come possono esser un tir e un autobus o due tir o due autobus. Le difficoltà per gli stessi conducenti, ma anche per il restante traffico e non ultimo per i pedoni sono facilmente immaginabili. Altro problema non indifferente riguarda il rispetto dei limiti di velocità: quante volte vediamo sfrecciare questi "bestioni" sulle nostre strade, quasi sempre prive di marciapiede per mancanza di spazio? E allora, quale può essere la soluzione? Il problema della velocità rientra in quello più ampio della velocità troppo elevata di tutti i mezzi e ne tratteremo poi. Per salvaguardare il nostro territorio e le nostre strade dall'eccessiva presenza di tir e camion occorre invece prendere in considerazione ipotesi strutturali, a partire dai sensi unici per i mezzi pesanti. Ma sarebbe già importante che si aprisse una riflessione pubblica sull'argomento.

della Redazione

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LETTERE - La posta dei nosri lettori

Uno spiacevole episodio

Il 14 giugno di quest'anno è stato presentato ai Vigili Urbani di S. Giuliano Terme un esposto-denuncia riguardante una supposta violazione. Riportiamo di seguito parte dell'esposto denuncia: "Il Comitato Ripafratta. Nel complesso di rustico posto in via Fattori N° ... sono state aperte due finestre che non si sono considerare come intervento di manutenzione ordinaria.....(firmato) il Comitato Ripafratta". L'esposto è scritto a mano, con correzioni varie, e non è stato presentato dal Comitato, che si firma peraltro nei suoi documenti "Comitato per Ripafratta" su carta intestata. I proprietari ci dicono che, al seguito di un obbligatorio controllo dei vigili, tutto è risultato regolare. Tutti possono fare le denunce che ritengono necessarie per tutelare centri storici e territorio; ed è anche meritorio farlo quando c'è una indifferenza diffusa e le violazioni sono effettive. Però ci pare che si dovrebbero seguire, a piacere, diverse modalità:
- Fare l'esposto firmando con nome e cognome;
- Se non si ha coraggio o si temono i fastidi che ne possono derivare, presentarlo, al limite, in forma anonima;
- Ma noi riteniamo, come il Comitato per Ripafratta ritiene, come tutte le persone corrette supponiamo ritengano, mai e poi mai presentare un esposto denuncia a nome di un altro soggetto, come è stato fatto in questo caso.

Il Comitato per Ripafratta si duole di questo episodio in cui è stato coinvolto e, se ce ne fosse ancora bisogno, fa presente che, al Comitato, le discussioni sono aperte a tutti e le decisioni (e non i si dice) vengono prese e comunicate responsabilmente con documenti ufficialmente firmati e diffusi.

Nicola Aliberti (presidente "Comitato per Ripafratta")

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