Editoriale
Farneta con le pioggie piccolie grandi allagamenti
Una casa per le associazioni del nostro lungomonte? Si discute sul futuro della scuola
La befana a Ripafratta. Arriva nel freddo della vigilia
Traffico e viabilità dibattito fra istituzioni, associazioni e cittadini
Ripafratta-Filettole, si rinnova il consiglio pastorale
Ricordando Don Mario a due anni dalla scomparsa
Un anno di lavoro, il Comitato tira le somme
La Befana, quanti ricordi ...
La scuola protagonista ancora una volta delle nostre copertine, quasi come se l'avessimo nominata "personaggio dell'anno", come usiamo fare con le persone "importanti" per Ripafratta a fine anno. Non ne parliamo oltre, c'è un articolo apposta che scommettiamo leggerete con interesse. C'è poi da rilevare, in questo numero un po' più breve del solito per "riprendere fiato" e ricominciare un altro anno di "Voci dalla Rocca", l'intervento del Comitato per Ripafratta in cui sono riassunte le principali iniziative dell'anno appena concluso. Un breve "reportage" sulla sera della Befana approfondisce anche questa vecchia tradizione che si perpetua di anno in anno (per fortuna sempre bene accolta!). C'è poi da ricordare un anniversario, cosa che facciamo volentieri anche se con un po' di tristezza. Due anni fa moriva Don Mario Maracich, Pievano di Ripafratta per quasi sessant'anni, amatissimo e ricordatissimo da tutti. Siamo felici di ospitare nella nostra sezione delle discussioni la lettera delle sorelle di Don Mario, che ringraziamo e salutiamo a nostra volta, facendo loro sentire come meglio possiamo il nostro affetto. Un piccolo ricordo del nostro amato Pievano lo abbiamo dato anche noi, sempre nella stessa sezione. Poca cosa, anche perché i nostri ricordi più efficaci e belli li avevamo messi nello speciale di due anni fa; però spero che farà piacere alla famiglia, a tutti i ripafrattesi che lo hanno conosciuto, e - speriamo - magari anche a lui, da lassù. In particolare, abbiamo voluto ricordare il suo rapporto di amicizia e incoraggiamento continuo con il nostro giornalino, di cui del resto fu il primo "annunciatore" come ricordavamo qualche anno fa su un numero celebrativo dei nostri primi cinque anni. Noi non lo dimenticheremo, e siamo sicuri che sia rimasto nel cuore di tutti i nostri lettori. Lo scorrere dei giorni, e dei mesi, ci riporta alle altre notizie contenute in questo giornalino, a cominciare dal dibattito sul traffico nei nostri paesi avvenuto qualche settimana fa a Villa Poschi (e di cui vi diamo conto con un articolo di Angelica Pardi, che era là per noi): a margine della riunione, è emersa anche una piccola notizia sulla stazione di Ripafratta, che vi lasciamo come chicca finale. Niente di troppo nuovo, in realtà, ma fa piacere la conferma dell'interessamento ad un bene che potrebbe servire a tutti e che, così, non serve (quasi) a nessuno. Concludiamo ricordandovi che presto avrete notizia circa il modo di riceverci a casa, stiamo studiando come essere sempre più puntuali e sempre più interessanti, ma potete star certi che non riusciremo in nessuno dei due intenti se non ci date una mano voi, intervenendo e mandandoci le vostre lettere. Ultimamente, dobbiamo dire, a seguito forse delle nostre benevole "strigliate" avete cominciato a farvi un po' più vivi. Speriamo che sia un buon auspicio per l'anno che comincia. -
di Francesco Noferi
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Rispondiamo alla richiesta di alcuni nostri lettori abitanti in Farneta riportando la notizia che le recenti piogge hanno causato piccoli e grandi allagamenti nella piana. Come ormai da tempo andiamo ricordando, l'intera area di Farneta ha grossi problemi idraulici: le fosse non ricevono, il canaletto di raccolta non scarica più in Ozzeri, l'intera piana, divisa in due dall'autostrada vecchia, diventa una piscina quando le piogge si fanno insistenti e abbondanti. Il problema degli allagamenti in Farneta, che riguarda in particolar modo le case nuove di via Rodari, è strettamente collegato con quello delle mancanti fognature. A monte di tutto, c'è il problema dell'inadeguatezza e dei dislivelli di canali e fosse di scolo, che dovrebbero essere oggetto di interventi prima possibile e nel miglior modo possibile, senza aspettare le soluzioni prospettate per le fogne. -
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Ha tenuto banco per tutto il 2007, gli abbiamo dedicato diverse copertine anche noi di "Voci", è sulla bocca di sempre più persone. Potremmo dire che è la nostra ex-scuola elementare il personaggio dell'anno appena trascorso; ma si configura anche come il protagonista di tanti dibattiti del 2008. Negli ultimi giorni del 2007 si è tenuta nei locali vuoti una riunione pubblica fra l'assessore al sociale Barbuti e le associazioni e i cittadini interessati all'utilizzo dei locali o semplicemente a saperne di più su una questione fino ad allora piuttosto confusa. Il punto chiaro, l'unica certezza che ad oggi possiamo dare ai nostri lettori, è che la scuola "rimane a disposizione delle associazioni del lungomonte sangiulianese per svolgere le loro attività", come hanno confermato finora tutte le istituzioni. Ed almeno è una certezza. Il problema che è emerso durante la serata con l'assessore (ricca di interventi da parte di tanti cittadini, alcuni propositivi, altri semplicemente preoccupati) è come, in che misura e con quali diritti e doveri, queste associazioni potranno accedere all'utilizzo dei locali. Il presidente dell'associazione "Comitato per Ripafratta", Nicola Aliberti, ha ricordato durante il dibattito che il Comitato ne aveva fatto richiesta da tempo ed aveva proposto una bozza di regolamento che adesso, si è appreso, è al vaglio degli uffici tecnici comunali competenti per le correzioni e gli aggiustamenti. Secondo quanto ha riportato l'assessore Barbuti, pare che alle associazioni sarà richiesto un contributo per l'utilizzo dei locali. Le associazioni che hanno fatto richiesta sono quattro o cinque, incluso il Comitato di Ripafratta, che già vi tiene alcune sue attività da tempo (corso di ginnastica e di tagli e cucito). Il gran numero di persone presenti, radunate nella "palestra", è stato il segnale di una preoccupazione diffusa riguardo il futuro delle scuole di Ripafratta che, al contrario di quelle di Molina - per le quali è stata subito individuata una destinazione chiara e certa - sono rimaste a lungo in uno stato nebuloso, fino alla dichiarazione del sindaco di qualche mese fa, e alle precisazioni dell'assessore Barbuti. Purtroppo però le certezze e le rassicurazioni che tuttora vengono date potranno avere la loro efficacia solo in presenza di una situazione regolamentata in maniera ufficiale. Fino ad allora, noi come tutti i nostri lettori possiamo solo continuare ad alimentare speranze e dibattiti (entrambi fanno sempre bene). Da parte nostra, l'augurio che ci siamo sempre fatti è che le scuole rimanessero a disposizione del paese per le sue attività pubbliche e collettive. Da quando si è deciso di allargare il cerchio anche al lungomonte, da Pugnano a Rigoli, abbiamo abbracciato anche questa idea (anche perché dobbiamo abituarci a pensare la nostra zona come un territorio unico, in cui servono interventi coordinati). Destinazione: il "sociale". Una parola che un po' spaventa e un po' non si capisce. A scanso di equivoci, ecco cosa intendiamo noi per "sociale". Ciò di cui più si ha bisogno è un'insieme di attività che portino alla (ri)scoperta del territorio, delle sue tradizioni, dei progetti per migliorarne il "tessuto sociale" (che poi sarebbero le amicizie, la convivialità, lo stare insieme ecc.), culturale, urbanistico, turistico, artistico. E poi: ogni attività che favorisca lo stare insieme dei cittadini, dallo "sport" alle passioni comuni delle persone. E poi, anche a questo dovrebbero essere destinate le scuole: incontri fra l'amministrazione comunale e i cittadini. Questo dovrebbe essere anzitutto lo scopo dei "nuovi" locali che presto Ripafratta e gli altri paesi si troveranno a disposizione. Quanto più ci si allontanerà da questi obiettivi, tanto più ci si allontana dallo spirito con cui è stata condotta e vinta (per ora) la "battaglia" per avere uno spazio pubblico. E' poi possibile che sia portato all'attenzione delle autorità un ragionamento anche di carattere "geografico", ed è sempre più probabile che prima o poi salti fuori, ci pare: è giusto il libero accesso di tutti, ma le attività di Ripafratta che da tempo chiedono una sede avranno o non avranno un qualche tipo di rilevanza speciale? Una domanda che resta in sospeso, così come resta in sospeso la forma definitiva del regolamento e la questione del contributo (piccolo, simbolico, ma comunque contributo) che le associazioni potrebbero dover versare. La soluzione migliore, neanche a dirlo, è che si trovi anzitutto un accordo fra le associazioni interessate, cosicché si crei una collaborazione anche in occasioni di feste e iniziative; e poi riconoscere che la scuola deve diventare un centro vivo e a disposizione del territorio, dove si tengano continuamente attività e iniziative, senza le quali davvero rischia di diventare una spesa inutile mantenere quei locali vuoti. Una spesa che invece non è affatto inutile e anzi, è utilissima, se serve a tenere in piedi un posto dove i cittadini delle nostre frazioni possano dar vita alle loro passioni, formarsi, mettersi al servizio della collettività in attività di volontariato sociale e culturale. Insomma, un centro vivo a servizio dei nostri paesi. Speriamo. -
di Francesco Noferi
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Come di consueto anche quest'anno il paese si è mobilitato per andare a "cantar befana", il 5 di gennaio scorso. Si è rinnovata anche l'iniziativa parrocchiale della cena di Epifania nell'ex asilo di Ripafratta. Ma andiamo con ordine. Il corteo con la vecchietta (anzi, con le vecchiette…) si è mosso verso le cinque da "Buo nero" passando di casa in casa e portando gli auguri, consegnando i doni ai bambini e una piccola calza per ciascuna famiglia come segno di amicizia e di festa. L'impegno del Comitato per Ripafratta è stato appoggiato da tutte le persone intervenute per spirito di collaborazione, per passare una serata diversa dal solito o più semplicemente per fare un po' di festa assieme ai compaesani. Alcuni, dopo aver ricevuto la Befana in casa, hanno accompagnato la comitiva per un tratto di strada. La serata è stata lunga, ma il tempo e stato clemente con chi partecipava, non vi è stato infatti brutto tempo come nei giorni precedenti, anche se il freddo si è fatto sentire (meno di altri anni però). Da tanto tempo ormai la tradizione della Befana è parte della vita del paese di Ripafratta, e tutti siamo felici che anche quest'anno si sia rinnovata nel migliore dei modi. Bisogna essere contenti anche e soprattutto perché diversa altra gente, oltre agli organizzatori del Comitato, ha partecipato al corteo, e sono arrivati aiuti e apprezzamenti da tutti. Una volta tanto una buona notizia: cioè che fra le tante difficoltà a coinvolgere la popolazione nelle iniziative di paese, questa è una tradizione ancora sentita e viva, nonostante tutto. - ap
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ll giorno 10 dicembre 2007 c'è stato un incontro in Villa Poschi, a Pugnano, sul tema "viabilità e trasporti pubblici nell'ambito del territorio comunale" al quale hanno partecipato il vicepresidente della associazione socioculturale "Virginio Guidi" Giuseppe Cioni, il presidente della associazione socioculturale "Comitato per Ripafratta" Nicola Aliberti, l'assessore comunale alla Viabilità e Trasporti pubblici locali Alfio Coli, il comandante della Polizia Municipale di San Giuliano Terme Enzo Balatresi. Durante la riunione si è discusso di traffico e trasporto pubblico negli ultimi anni. Spesso si parla di inquinamento, di viabilità, di diritto al trasporto per migliorare qualità della vita ;si sono spese molte parole ma per ora si è fatto poco. Il Fondo Nazionale Trasporti è sempre stato oggetto di tagli ai fondi, inoltre oggi si è sostituita al governo centrale la regione, per i trasporti extraurbani se ne occupa invece la provincia, per quelli urbani i comuni. Per quanto riguarda noi, la nostra zona del lungomonte è servita per la maggior parte da mezzi extraurbani. Purtroppo, è stato notato durante l'incontro "Ad oggi ci troviamo a fronte di finanziamenti che la regione ha stanziato per lo stretto indispensabile. I servizi sono stati pagati come nel 2005 ma in questi anni è cambiata l'utenza: ciò non risponde più alle esigenze di mobilità odierne; abbiamo delle frazioni senza servizi, per questo si sono intrattenuti rapporti con la regione". Purtroppo non ci sono strumenti per modificare neppure una fermata perché ci vuole il permesso della provincia di partenza (in caso della VaiBus quella di Lucca). Con la collaborazione del comune di Pisa si è tentato di creare una tariffa di area che consentirebbe di viaggiare con un unico titolo di viaggio su tutti i mezzi compreso il treno. Si è pensato a dare almeno un servizio privato a noleggio con conducente, da non confondersi con il taxi, ma non si tratta neppure di trasporto pubblico. Non rientra in normativa ma, è stato notato, è gia qualcosa. Si è pensato anche ad un originale servizio farmacie: farmacie a domicilio per le persone in difficoltà. Si è poi svolto un diba