Editoriale
Don Mario un anno dalla scomparsa
Rinnovamenti in chiesa, presbiterio rivisionato, verso un nuovo altare
Viabilità e traffico, fra petizioni e riflessioni
Ripafrattese dell'anno è Marco Mattolini
Un paese di barriere architettoniche. Ripafratta vietata ai disabili
Un anno di lavoro
2007, l'anno del parcheggio
Spazio hai lettori
La Befana nella tradizione
Anche quest'anno è finito, cari lettori, e per noi di Ripafratta il 2006 è stato un anno che ci ha accolto con grande tristezza, ma che ha portato grandi novità, conferme, vecchie tradizioni… Sta diventando una consuetudine nominare ogni anno chi si è distinto di più per l'impegno a favore di Ripafratta come il "Ripafrattese dell'anno" (l'anno scorso fu il maestro del coro "Beato Lorenzo", Roberto Melani). Per questo fine 2006 abbiamo deciso di assegnare il titolo a Marco Mattolini. In quest'anno il nostro Marco infatti è stato caricato di super-lavoro sia per "Voci dalla Rocca" che per la parrocchia e per tutte le altre attività paesane, ed è giusto ringraziarlo da parte di tutti con questo riconoscimento. A proposito invece della rete Internet e dei problemi relativi alla linea Adsl arriviamo con questo numero alla conclusione della vicenda: siamo molto soddisfatti perché grazie anche a una mobilitazione di "Voci dalla Rocca", non solo presto (fine gennaio-inizio febbraio) avremo l'Adsl senza fili (cosa più unica che rara in Italia, e che rappresenta la tendenza del futuro), ma anche l'Adsl Telecom! La società infatti si è svegliata ed ha attivato anche il suo servizio di linea veloce (seppure con velocità un po' ridotta per ora)… potenza della concorrenza!! L'articolo all'interno è di Luca Casapieri. In questo numero troviamo anche un articolo di Matteo Benotto su traffico e viabilità, nonché sulla sicurezza delle strade che continuano a dare molte preoccupazioni. Siamo però soddisfatti perché l'intervento che la Redazione di "Voci" ha pubblicato sul suo sito internet (www.vocidallarocca.com, che vi invitiamo a visitare spesso) è stato addirittura ripreso dal quotidiano "La Nazione" che lo ha pubblicato! Inoltre, siamo felici di ospitare un intervento dell'associazione "Comitato per Ripafratta" che ci illustra il suo operato per il 2006 e i progetti per il 2007. Una riflessione sull'anno che si appresta a cominciare ci viene data anche da Francesco Noferi con un suo articolo…. Vi ricordiamo anche che si è aperta la campagna abbonamenti a "Voci dalla Rocca" per il 2007: un altro anno di impegno per noi in cui speriamo di essere supportati da tanti nuovi abbonati e dalla conferma dei fedeli lettori! In ultima pagina c'è il tagliando da spedire per abbonarsi, con la quota di 10 euro, in busta chiusa alla cassetta postale della biblioteca in via S. Lega (che controlleremo periodicamente), oppure presso la pasticceria Antonelli. Cercheremo di visitare personalmente tutti (o quasi) quelli che sono già abbonati per sentire se vogliono rinnovare, ma se volete semplificarci la vita… spedite direttamente il tagliando! Per qualsiasi informazione scrivete pure agli indirizzi di posta elettronica redazione@vocidallarocca.com e info@vocidallarocca.com… risponderemo nel giro di 24 ore! L'abbiamo tenuto per ultimo, ma è fondamentale ricordare, ad un anno di distanza dalla sua scomparsa, il nostro più che amato don Mario Maracich, che oltre ad essere stato pastore della nostra parrocchia per oltre 50 anni è stato anche una guida e un mentore per tutti noi; lo ricordiamo con affetto e lo porteremo sempre nel cuore con i suoi insegnamenti. Oltre all'articolo che trovate in ultim'ora, "Voci" sta progettando un numero speciale con tutti gli interventi che ci sono giunti su don Mario in questo anno. Ancora non sappiamo quando riusciremo a farlo uscire, ma ci stiamo lavorando… E ora, buona lettura e buon anno a tutti da parte di tutta la Redazione
di Lavinia Bianchi
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È già passato un anno, e non sembra. Ripafratta, ma anche l'intera Unità Pastorale, ricorda Don Mario Maracich ad un anno esatto dalla scomparsa, avvenuta la mattina del 6 gennaio 2006. La Messa dell'Epifania 2007 è stata, naturalmente, tutta all'insegna del ricordo e della preghiera per colui che è stato Pievano di Ripafratta per quasi 56 anni, conducendo la barca della parrocchia in mari tranquilli e in mari burrascosi, sempre circondato dall'affetto dei fedeli e dalla stima di tutti. Molto è stato detto in questo anno, riguardo a Don Mario; e siamo davvero felici che tanti abbiano scelto "Voci dalla Rocca" per esprimere la loro commozione, per condividere i loro ricordi. Speriamo che vogliano farlo ancora. Abbiamo deciso, in concomitanza con questo primo anniversario della morte di Don Mario, di raccogliere tutte queste testimonianze in un libretto, che i nostri abbonati riceveranno direttamente a casa e che tutti gli altri potranno acquistare invece presso il nostro punto vendita. Cerchiamo così di sopperire anche alle vostre richieste del numero speciale di un anno fa, che è da tempo esaurito e che invece in tanti ancora vorrebbero. Tornando all'attualità, invece, la S. Messa del 6 gennaio è stata concelebrata, oltre che da Don Tiziano, anche da Don Guido Papini e da Don Renato Melani, grandi amici di Don Mario e anche di Ripafratta. Tutti e tre hanno offerto ai fedeli un ricordo particolarmente toccante e sentito del loro e nostro Pievano; la cui figura, peraltro, era stata anche ricordata da Don Tito Vivarelli durante la Messa di Natale a Ripafratta, la prima senza Don Mario. Pubblichiamo qui di seguito, a corredo di questo piccolo momento di ricordo, il messaggio letto al termine della Messa del 6 gennaio e il sentito ringraziamento delle sorelle di Don Mario, Celina e Meri
di Francesco Noferi
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Vi siete mai chiesti come mai si sono apportati tutti questi cambiamenti all'arredamento della Chiesa? Con questo articolo Voci dalla Rocca ve lo svela. Inizialmente è stata tagliata (ma solo parzialmente, giusto per poterci passare) la balaustra sulla quale non mi dilungo poiché era già stato scritto un articolo in merito; successivamente, sempre in accordo con il Consiglio Pastorale, è stata data una nuova posizione all'altare. I motivi che hanno spinto a questa decisione sono sostanzialmente l'acquisto di spazio e una maggior vicinanza coi fedeli. Ora vi spiego meglio. Inizialmente l'altare era rialzato e copriva tabernacolo, che restava così poco visibile, lo stesso dicasi per l'altare a parete, preesistente. Per questo è stata tolta la pedana che lo teneva in alto, ma poi si è visto che il ristretto spazio del presbiterio rendeva impossibile o comunque poco fattibile la concelebrazione con più parroci. Inoltre si sentiva la distanza altare-celebrante e popolo di Dio che partecipava. Per ovviare a questa "cattiva partecipazione" oggi, che sempre più frequentemente si valorizza la partecipazione attorno all'altare, che ci ricorda di essere alla Mensa Eucaristica, è stato deciso di collocare l'altare, protagonista della consacrazione e quindi della parte centrale della Messa, più vicino ai fedeli, acquistando così anche spazio. Il prossimo miglioramento che il Consiglio Pastorale sta valutando è la possibilità di (quando avranno fondi) acquistare un altare nuovo poiché quello che abbiamo è di plastica…e per il compito che deve svolgere è poco consono.
di Angelica Pardi
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L'intenso traffico stradale è da sempre motivo di disagio per le comunità che popolano le frazioni del lungomonte sangiulianese. Rigoli, Molina di Quosa, Pugnano e anche la nostra Ripafratta, sono infatti quotidianamente attraversate da un ingente flusso di auto e mezzi pesanti, che costituiscono un grave pericolo per l'incolumità della popolazione. Ed è proprio nel nostro paese, poi, che la statale si fa più stretta, e il transito diventa più rischioso. La maggior parte delle case dei nostri piccoli centri si affaccia infatti direttamente sulla statale Abetone, percorsa il più delle volte a velocità superiori ai cinquanta chilometri orari previsti dai limiti stradali. Da qui sembra scaturire la petizione sollevata dagli abitanti delle frazioni, stanchi del continuo "non far niente" delle autorità competenti, e alla ricerca di una maggiore sicurezza. "Siamo stanchi di veder sfrecciare a pochi centimetri dalle nostre gambe, a una velocità che si aggira intorno ai novanta chilometri orari, autovetture, camion e pullman - si legge nel documento presentato dai residenti - siamo stanchi di dover limitare la nostra vita sociale". Le proposte, avanzate dai firmatari della petizione, sono le seguenti: "devono essere applicate le leggi esistenti, ovvero, data la morfologia della strada, la tipologia della carreggiata, nonché del tessuto urbanistico esistente, per motivi di pubblica sicurezza, deve essere istituito il limite di trenta chilometri orari e gli autovelox fissi". Essi richiedono inoltre una "riqualificazione urbana attraverso sistemi di moderazione del traffico con interventi strutturali: pavimentazione di colore e materiale diverso, dissuasori e restringimenti". Soluzioni dettate magari dall'emergenza, poco meditate e che forse, pensandoci bene, non raggiungono a pieno l'obiettivo per cui sono state proposte. A parte la difficoltà di condurre le auto odierne a trenta chilometri orari, velocità ridicolmente bassa, gli autovelox disseminati lungo tutto il tratto S. Giuliano - Ripafratta colpirebbero solo chi non conosce l'esatta ubicazione di queste apparecchiature, il che limita la loro efficacia al periodo immediatamente successivo all'istallazione. Quanto tempo si pensa trascorra prima che la notizia del loro posizionamento si diffonda tra tutti coloro che passano regolarmente per la statale? E il risultato? Controproducente. Per recuperare il tempo perso a frenare davanti ad ogni macchinetta, gli autisti sproneranno l'acceleratore tra una postazione e l'altra, e quindi risaremo punto e a capo. Bocciato pertanto il proliferare degli autovelox, non sono invece da buttare le altre proposte. Queste, se attuate opportunamente, permetterebbero forse di circoscrivere il problema ai centri abitati, e nello specifico a quelli che si trovano sulla strada, che come già detto sono quattro: Rigoli, Molina di Quosa, Pugnano e Ripafratta. "Punti di rallentamento" prima e dopo i centri abitati, con i famosi dissuasori che stanno spuntando un po' dappertutto in città, una segnalazione "verticale", con lampeggianti luminosi e indicatori di velocità elettronici (anche questi sempre più diffusi), e cartelli vari potrebbero essere sufficienti a ricordare a chi guida che si sta per entrare in un centro abitato di carattere storico, dove la strada è spesso inadeguata ad una doppia corsia. Chiaramente, a lungo andare, tutto ciò diventerà puramente un palliativo, visto l'aumentare delle auto e dei camion che transitano per la statale. Per quest'ultimi poi il problema si complica, dal momento che la strada è visibilmente inadatta ad essere percorsa da mezzi pesanti. Sarà necessaria, in un futuro neanche troppo lontano, una soluzione alternativa al passaggio dal lungomonte, perché è ovvio che la situazione si sta facendo sempre più difficile.
di Matteo Benotto
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Consuetudine entrata nella tradizione di "Voci dalla Rocca" che va rispettata: il Ripafrattese più rappresentativo dell'anno appena trascorso. Quest'anno vogliamo eleggere con questo titolo "onorifico" (o più che altro simbolico) il nostro Marco, cioè Marco Mattolini, per tutta una serie di motivi: come ben sanno tutti quelli che lo conoscono bene lui non si tira mai indietro se gli si chiede un favore, e di favori ne fa tanti a tutti, basti pensare, nel piccolo, al sagrato della chiesa, chi pulisce le erbacce? E poi, chi chiude spesso l'asilo? Chi talvolta accosta la porta del cimitero coprendo la negligenza (forzata?) del custode a sera tarda? Chi aiuta nell'allestimento di tavoli, banchi, e quant'altro quando si organizza una cena, festa, evento, come quello della recente Befana Ripafrattese? E chi si occupa dei chierichetti, dei lavori, anche "di fatica", per la Chiesa? La risposta è una sola:lui. Avranno sicuramente notato i nostri abbonati farnetani che recentemente è stato da noi voluto anche come "pony express": è infatti grazie a lui se il nostro giornale arriva nelle case (la mia compresa). Inoltre, oltre a noi qualcun altro lo ha voluto come "fattorino": come non ricordare il suo impegno nella consegna del giornalino dell'Unità Pastorale Filettole-Ripafratta "Credere è vivere"? Forse non sapete che è merito suo se il foglio parrocchiale arriva ogni settimana in tutte le case del paese, con i suoi messaggi e i suoi appuntamenti che fanno piacere senz'altro a tanta gente. Da non dimenticare che Marco Mattolini è anche segretario della Corale "Beato Lorenzo da Ripafratta", ed è di grande aiuto sia al Maestro Melani (nostro Ripafrattese dell'anno 2005) sia ai "coristi". E tutto questo nonostante il nostro "Ripafrattese dell'anno" lavori anche (e in che modo!). Testimonianza di altruismo e volontà! Speriamo di ricambiare (ma senz'altro è poca cosa) con questo piccolo omaggio! Bravo, continua così! Tifiamo per te! Ma la nostra simpatia arriva molto dopo quella già ampiamente dimostrata da tutto il nostro paese: molti sono i complimenti (ufficiali e non) che gli arrivano da tutte le direzioni, la recente festa della Befana ripafrattese ne è solo un esempio. Per quei pochi che ancora non lo sanno infatti quello stesso giorno si festeggia il suo compleanno (fategli gli auguri!!!) e quest'anno i festeggiamenti sono stati molto speciali! Pieni di regali, sorprese e scherzi amichevoli di ogni genere alla festa dell'Asilo. Segno inequivocabile dell'affetto che lo circonda; arriviamo per ultimi, ma come si dice in questi casi…meglio tardi che mai! Vi prego di scusarmi se ho dimenticato qualcosa…(è molto probabile visti i moltissimi impegni che Marco "detiene" nel nostro piccolo paese): se volete farcelo sapere l'indirizzo è sempre lo stesso, provvederemo subito a pubblicarlo!
di Angelica Pardi
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Nel nostro giornale abbiamo spesso parlato e raccolto testimonianze su marciapiedi fatiscenti e difficilmente percorribili, su scale ripide e senza corrimano guardando sempre tutto con gli occhi di chi, arrangiandosi e rischiando talvolta anche un po', poteva comunque spostarsi anche in luoghi il cui accesso restava comunque difficile… Se però provassimo a pensare a chi, seppur sforzandosi, non ha questa opportunità, non dovremmo più dire "difficilmente percorribili" ma "impercorribili". Pensate per un istante di essere costretti su una sedia a rotelle e di dover, per diversi motivi, andare alla stazione del treno senza automobile… da dove passereste? Il marciapiede vi arresterebbe ad ogni centimetro e non potreste arrivare certo in tempo, anche perché (se anche non fosse sconnesso, pieno di rovi e di spazzatura…) è comunque un po' "strettino"… E se doveste recarvi al cimitero? Senz'altro non vi accontentereste di visitarne solo il muro esterno… come superare tutte quelle scale? Se non c'è nessuno che vi aiuta avreste fatto un inutile viaggio; se non altro dovreste attendere lì per chissà quanto tempo in attesa che qualcuno in grado di sollevarvi vi portasse finalmente all'interno della struttura… e non è detto che quel giorno arrivi… E percorrendo via Fattori? Con tutte le auto parcheggiate a destra e a sinistra, specie in prossimità del circolo ACLI? A malapena ci passa un auto… in punti in cui la visibilità è così scarsa sarebbe un grave rischio per la vostra incolumità. Per non parlare della piazza, non solo orrenda per le auto ivi parcheggiate, ma anche per l'enorme barriera che creano le stesse al nostro giro sulla sedia a rotelle… eh, no, di qui non si può passare! Non ci resta che la strada (ancora una volta…). Se servisse, questo è uno stimolo in più a trovare una soluzione adeguata al parcheggio e alla ri-sistemazione della piazza; non solo per decoro storico o per funzione sociale, ma anche per permettere una vita pubblica alle persone che non possono muoversi se non su una sedia a rotelle. È veramente assurdo e ridicolo che nel 2007 ci sia ancora da risolvere questi problemi; si parla di mille diritti, di zero doveri, ebbene il nostro dovere è farci sentire!
di Angelica Pardi
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Cari Ripafrattesi,
come certamente già sapete il "Comitato per Ripafratta" si occupa per proprio statuto sia del miglioramento urbanistico di Ripafratta (parcheggio, creazione di spazi verdi, recupero dei nostri importanti monumenti) sia del miglioramento della qualità della vita nel nostro paese, ma anche di creare una maggiore reciproca conoscenza fra gli abitanti (vecchi e nuovi) attraverso la partecipazione alle nostre iniziative. Come ogni anno, dunque, arrivati a Natale, vi presentiamo le iniziative intraprese nel 2006 e quelle che prevediamo per il prossimo anno, il 2007.
Durante il periodo natalizio 2005/06, ricorderete, abbiamo fatto installare sei arcate luminose nel centro del paese, rendendolo più allegro e facendo sentire maggiormente il clima natalizio; cosa che naturalmente si ripete anche per questo Natale 2006, come già potete vedere, addirittura con alcune arcate in più rispetto allo scorso anno (ora sono 8).
Sempre nel 2006 abbiamo organizzato la ormai consueta "Festa di Primavera", con varie iniziative (visite guidate alla torre di Centino ed alla Rocca, recite in paese, in vernacolo sia livornese che lucchese, presentazione di alcuni antichi mestieri…), riscuotendo un ottimo successo, specialmente nelle due serate "gastronomiche", grazie anche ai nuovi e numerosi membri entrati nel "Comitato", che hanno dato un contributo essenziale per la riuscita della festa.
Nel 2006 abbiamo anche portato avanti i contatti con il Comune di San Giuliano Terme per il parcheggio; questi sembra definitivamente orientato a realizzarlo in una parte dell'ex-salumificio, insieme a nuovi insediamenti abitativi; il posto migliore, visto che si trova nel centro del paese e le auto in sosta sarebbero nascoste alla vista, che per un paese storico come il nostro è una cosa importante. Al momento è alla valutazione del Comune il progetto definitivo presentato da parte della proprietà.
Per quanto riguarda gli spazi a verde pubblico, esisteva già un accordo fra Comune, Istituto Diocesano Sostentamento del Clero e Comitato per il recupero delle piane dietro al campanile, ma tutto si è arenato in quanto il terreno stesso dovrebbe essere ceduto alla parrocchia. Se ne riparlerà con la parrocchia nel nuovo anno.
Stiamo già facendo i programmi per la Festa di Primavera, che si annuncia già all'altezza delle precedenti.
In programma bel 2007 anche una nuova, molto interessante mostra fotografica, ed altre iniziative paesane che scoprirete strada facendo.
Terminiamo ringraziando i paesani per l'aiuto che ci hanno fornito, sia partecipando alle nostre iniziative, sia, soprattutto, economico.
Di nuovo grazie e un saluto da parte del Comitato, insieme ad un Augurio di Buone Feste.
Il Comitato per Ripafratta.
del Comitato per Ripafratta
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Si chiude un 2006 difficile, senz'altro uno dei più impegnativi e complessi per il nostro paese. Ha visto la scomparsa di Don Mario, esattamente un anno fa, l'ingresso di Don Tiziano, la novità dell'Unità pastorale con Filettole, ma anche la delusione di non aver visto ancora risolta l'annosa faccenda del parcheggio, il silenzio che circonda tuttora le trattative legate alla Rocca (che pure sono in corso), l'aumento dei treni (Memorario) e lo scampato pericolo della chiusura della nostra stazione, il successo della Festa di Primavera (specialmente dal punto di vista "gastronomico"), che proietta molte aspettative sull'edizione 2007; e poi ancora, corposi rinnovamenti in chiesa, a partire dal presbiterio, il dissesto sempre più evidente del nostro povero cimitero, la Triennale, l'ultimo dell'anno all'Asilo, il movimento di tecnici intorno all'ex-Salumificio (che lascia ben sperare), ecc. ecc. Abbiamo fatto un quadro sommario e veloce dell'anno trascorso, ma cosa ci aspettiamo da quello che abbiamo di fronte? Abbiamo scelto di concentrarci su due punti, uno dei quali accenneremo soltanto. Sono le nostre due grandi speranze del 2007. Sarà l'anno in cui uno dei più gravi problemi da cui è afflitto il nostro paese sarà risolto o si aggraverà fino ad esplodere. Stiamo naturalmente parlando del parcheggio e dell'assenza di una piazza. Questo sarà l'anno del nostro massimo impegno per giungere al traguardo: una piazza decorosa e libera dalle auto, un parcheggio sicuro. Continua la trattativa (e pare sia giunta ad un buon punto) fra proprietari dell'ex-salumificio e Comune: i primi devono consegnare un progetto di ristrutturazione complessivo dell'antica villa e dello spazio attiguo, che deve comprendere anche parcheggi sufficienti per liberare la piazza (e speriamo che siano davvero sufficienti, perché le auto sono di molto aumentate negli ultimi anni!). Capiamo che in casi come questi c'è sempre il tempo della burocrazia, ma sono diversi anni che la cosa si trascina, e il nostro forte auspicio è che nel 2007 finalmente si possa risolvere. Le premesse, tanto per intenderci, ci sono tutte. E'giunto il momento di un atto risolutivo, che siamo sicuri non mancherà in questo anno che abbiamo di fronte. I primi segnali che arrivano in questa direzione non sono scoraggianti, ma c'è ancora tanto lavoro da fare. "Voci dalla Rocca" è pronto a darvi la notizia in anteprima, anche con un'edizione straordinaria se le circostanze lo richiederanno (speriamo). Intanto, però, non possiamo mollare la presa. Il parcheggio e la piazza saranno al centro delle discussioni in occasione del VII anniversario di "Voci dalla Rocca", nel prossimo marzo. La Redazione deve ancora decidere forme e contenuti, ma speriamo di portare un'innovazione anche in questa nostra piccola consuetudine di festeggiare insieme ai nostri lettori il compleanno di questo notiziario. Speriamo soprattutto di instaurare un dibattito riguardo alle prospettive del parcheggio con le parti interessate, a cominciare dal Comune. Oltre che su queste pagine, il nostro notiziario porta avanti l'opera di sensibilizzazione riguardo al parcheggio anche sul sito internet e sui quotidiani locali come "La Nazione", che proprio in quest'anno che ci lasciamo alle spalle ci ha dedicato spazio diverse volte. Speriamo, ed è questo il nostro impegno - a supporto dell'azione del Comitato - che nel 2007 si possa arrivare ad un risultato concreto. L'altra nostra speranza - ed abbiamo detto che la accenniamo appena perché vorremmo parlarne meglio un'altra volta - riguarda Rupecava. Avete letto nelle notizie in breve, a pagina 3, i tristi risvolti di questi ultimi giorni. Appena formato, il Consiglio pastorale della nostra parrocchia disse subito di avere intenzione di lavorare alla cosa. Ecco, l'altra nostra speranza è questa: che il 2007 possa vedere una forte sensibilizzazione e un primo passo verso il recupero dell'Eremo. Lo chiedono, da tanti anni, i tanti fedeli della Madonna di Rupecava.
di Francesco Noferi
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Quando la Telecom si chiamava Teti, 70 anni fa, io ero un ragazzo. Non avevamo il telefono, che era una cosa rara, per cui quando c'era la necessità di comunicare ad altri parenti una cosa eccezionale, si andava da Vio, alias il Morelli, dove c'era, come in incanto, Alice, che accudiva al telefono e che era una ragazza di mezza età, per noi indefinibile, che apparteneva a un mondo magico e che, per ciò che ricordo, aveva i capelli rossi. La sua voce era un po' stridula, quando gridava PRONTO alla cornetta, ma la sua voce sembrava risuonare con un timbro un po' irreale per fare quello che faceva. In alternativa, accanto a Vio, c'era la posta, dove si poteva fare un telegramma che il postino Corrado del Cini o la sua moglie, che lo sostituiva quando lui portava la posta, trasmetteva con allegro ticchettio. Il cellulare non era ancora in uso. Di certo, ancora, la telefonia si chiama Alice. Ricordi sotto la polvere. All'occasione, per noi bambini, la capatina da Dionisia era d'obbligo, per comprare una caramella. Così come per chi, meno giovane, non aveva l'età, una capatina da Gina per comprare all'appalto una sigaretta sfusa era d'obbligo (allora le sigarette non erano vendute impacchettate). Gina era la moglie di Gianni dell'appalto, che aveva un soprannome che io non so scrivere; mi ci sono provato (mi pare Cimpe). Gianni era virtuoso della Fisarmonica, l'organino con bottoni di madreperla. Tornando a Vio, perché si chiamasse Vio non lo so. A Ripafratta c'è una consuetudine di appioppare un soprannome alle persone (per lo meno a quelli più caratteristici). Una consuetudine rimasta nel tempo. C'era Gente, Sciumega che era un calzolaio (dall'americano Shoe Maker) ecc. ecc. E i figli del Papa, i figli di Cosimo; e dire che a quei tempi nella carta d'identità ci scrivevano "figlio di NN" a uno che non aveva padre
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Quando cominciò la tradizione, festeggiare la Befana significava andare in giro per il paese cantando stornelli e filastrocche, riscaldati da un buon fiasco di vino. Il "Popi", il campanaro del paese e "Cimpe", "armati" di chitarra il primo e di fisarmonica il secondo, usavano una vecchia Balilla fatta a furgoncino per percorrere le strade del paese e, allegramente, "cantar Befana". Passando davanti ad ogni casa, allora come oggi, si inventavano stornelli che raccontavano difetti o dicerie degli abitanti,, e se qualcuno di casa non offriva qualcosa, si cominciava a rimproverarli di essere tirchi. C'erano almeno due "fermate" obbligatorie: una in Treto da Maria e una in Valle da Italia, che erano garanzia di bevute e mangiate di biscotti, nonché luoghi di riposo per l'allegra compagnia.
Per qualche anno, poi, diventando vecchi i due organizzatori, questa tradizione si perse, fino a che, circa una ventina d'anni fa, i ragazzi di Ripafratta non decisero di fare un giro per tutte le botteghe, travestiti da Befana, per raccogliere qualche dolce e riprendere un'antica tradizione. Pochi anni dopo, gli uomini di paese decisero di addobbare i trattori a festa e, dopo aver riunito tutti i regali all'Asilo, consegnarli ai bambini che aspettavano nelle case. Poteva anche capitare che qualcuno portasse sul proprio rimorchio dei "musicisti" (quando c'erano) per suonare, cantando anche gli stornelli inventati da quella generazione che ormai erano i loro nonni; oppure che la Befana si presentasse a dorso di ciuco o di Pony, a seconda se quell'anno era più o meno stanca dal lungo giro fatto attorno al mondo…
E' tradizione, ormai, che l'allegra comitiva non visiti solamente i bambini, con i regali, ma anche le persone un po' più anziane, a cui non manca mai una calza offerta gentilmente dalla Befana ai suoi "coetanei"…
I "Befanotti" sono sempre accompagnati dalla musica, e nello specifico dai canti tradizionali, come "La Befana vien di notte/colle scarpe tutte rotte" o come questo:
Oh di casa buonasera,
la Befana è ritornata
Non è quella dell'altr'anni
ma è vestita d'altri panni
E' arrivata pian pianino
Su dai monti di Ciapino.
Bamborini andate a letto
La Befana è sotto il tetto.
Naturalmente, a Ripafratta si "adatta" tutto a seconda della casa davanti alla quale ci si trova. Ed ecco che in un altro canto, antico e a sfondo religioso, spuntano piano piano anche i soprannomi dei paesani… Noi vi proponiamo questa versione, rielaborata dal nostro Rocco, che è quella che si canta in questi anni, con le dovute modifiche e con le aggiunte originali che suggerisce l'improvvisazione… ?
La 'anzone
della Befana
Miei signori in cortesia
Vi preghiamo di ascoltare
Siam venuti per narrare
La venuta del Messia
Siam partiti dall'Oriente
Siam guidati da una stella
Per veder la capannella
Dov'è nato il gran Messia
Quando Erode sentì dire
Ch'era nato il gran Messia
Armi e genti mise via
Per poterlo far morire
San Giuseppe vecchiarello
Con quei panni stravaganti
Con sospiri e con gran pianti
Salvar volle il Bambinello
Se ce la volete fare
Non ci fate più aspettare
Che gli amici sono avanti
Ce la vogliono rubare
Vi ringrazia la Befana
che avete favorito
Dio vi mandi lunga vita
Brava gente state sana
Siam venuti coi fagotti
Sorti fori o Grassotti
Ed abbiamo la calzina
Per la nonna e la bambina
Da Cianetto 'un ci moviamo
Senza ave' qualcosa in mano
Siam venti coi trattori
Per salutare anche i dottori
Siamo pieni di dolci e di balocchi
Per Olivo del Grassotti
Siam venuti da Guasticci
Per salutare anche Cicci
Siamo tanti e siam dei duri
Salutiamo anche 'ir Venturi
Siam venuti alla tu' casetta
Sorti fori o Trinchetta
Siam partiti anche a bocconi
Per portà la calza a Anna del Cordoni
Siam venuti pian pianino
Per salutare Costantino
E con la tramontana,
È tornata la Befana
E per fa' una cosa bella
Salutiamo Ciacciarella
Siam venuti senza quattrini
Sorti fori Camoscini
Che presto devi fare,
Perché al nuovo villaggio dobbiamo andare
I nuovi compaesani
Vogliamo salutare
Perché tante cose
ci vogliono donare
Siam venuti col cavallino
Per salutare Niccolino
Dopo tanto camminare
Siamo ar Circolo per pappare
Un panino e un bicchier di vino
Alla Befana si può dare
Dopo tante chiacchiere e complotti
Salutiamo il Mulino del Grassotti
Siamo arrivati a saltelli
Per salutar la famiglia Antonelli
E se una grossa squadra vuoi allenare
Mister Bechelli devi sganciare
E con tanto vino e tarallucci
Salutiamo anche la Becucci
Cor una padella di maroni
Vieni fori Bracaloni
E per mangiare una mondina
Salutiamo la Morina
Abbiam lasciato anche le russe
Per salutare il nostro Dusse
Siam venuti col cavallino
Per arrivare da Marchino
E se coi 'varini vòi tornare
Da Pacche devi passare
Alla fine della nostra giratina
Salutiamo anche Beppina.
Vi ringrazia la Befana
Che avete favorito
Dio vi mandi lunga vita
Brava gente state sana.
di